username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 15 set 2006

Nicola Lotto

21 dicembre 1983, Monselice
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 17 luglio 2009
    I

    Dovrei lodare il vino
    che ammanta e stringe le verità
    come amanti deboli.
    Perché è frutto di passione
    e figlio di piogge
    fatte a loro volta
    di sospiri languidi,
    di venti ingrati.
    Dovrei lodare l’acqua
    che è purezza estrema
    viola coperta di neve
    che pur vive
    unione tra la terra e il cielo
    messaggio divino.


    Lodo invece te
    bellezza fatua
    magro ventre colmo d’incertezze
    occhi vivi carichi di sbagli.
    Che non hai purezza
    né verità, né candore
    né alcunché di sacro
    ma sei comunque
    tutto quel che vedo ad occhi spenti
    ogni cosa che dico nei miei silenzi.

     

    (Silenzio, 2009)

     
  • 17 luglio 2009
    II

    Alla fine di te restano
    parole vuote
    e polvere nel vento
    cenacoli d’insulti invisibili
    e concorsi di silenzio
    desideri soffocati
    e sogni di cenere
    lacrime come risveglio
    e nessun modo per ridere.
    Alla fine di te restano
    incanti di mondi svaniti
    stagioni che non ricompaiono
    canzoni che non sono canzoni
    ma solamente uno scenario
    un processo di addii infiniti
    e una pallida mia debolezza
    una cosa scritta un po’ male
    e il corpo nudo della nostra scelta.
    Alla fine di te restano
    il mio e il tuo malumore
    il nostro morto cuore
    chiuso miserabile a chiave
    nelle nostre morte parole.
    Che rompe l’attesa
    il sibilo del pianto
    che snerva l’amore
    il fruscìo della morte
    che siamo appena
    poco meno di niente
    ma è molto più
    di quel che meritiamo.


    Alla fine di te resta
    ancora
    interminabile
    e inevitabile
    la fine di me.


    (Silenzio, 2009)

     
elementi per pagina