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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

13 marzo 2013 alle ore 8:22

Mosaico

di Paolo Goglio

editore: lulu.com

pagine: 163

prezzo: 9,00 €

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Ritroviamo in questo libro il “guerriero” che avevamo intravisto nei precedenti, l’instancabile camminatore del mondo, l’uomo che ha occhi non solo per vedere, che ha parole non solo per ferire.
Questo libro si presenta come una raccolta di pensieri, di considerazioni, racconti brevi inframmezzati dalle bellissime fotografie dell’autore che vogliono rendere visibili le parole: e noi partecipiamo delle sue luminose intuizioni, seguendolo nei miraggi dei suoi sogni.
Nel capitolo intitolato "Spazio musicale", emergono immagini folgoranti, domande accorate (Come possono le vipere serpeggiare dubbi) e l’appello ad una chiarità illuminante (dove sei sorgente di neve), dove l’ultima realtà è la considerazione che “così accadono le magie”.
L’autore torna spesso ad un’età incantata, quell’età felice dell’infanzia che ripercorre comunque con occhi soffusi di magia, come nel capitolo "La lanterna magica", in cui delinea la sua protagonista con tocchi delicatissimi (cuor di zucchero, occhi di bimba) e nella dolce “Figlia di una fiaba”, la cui protagonista, Serenella, è davvero un segnale d’amore che incarna la speranza, la bellezza, la serenità, la dolcezza di un sogno.
L’immaginazione rutilante dell’autore lo porta nel capitolo Meteora a proiettarsi nell’universo e così “veleggiare volteggiare rotolare danzare”, mentre invita ad unirsi a lui, “stelle tra le stelle, velieri dello spazio”.
Carapax è la metafora della morte e della rinascita, perché il “brivido d’amore è una voce più forte del tempo” e dalla tomba scavata nel profondo, si può tornare ad essere “al sicuro, al caldo, protetta dagli scudi dell’amore”.
L’autore ha poi aggiunto alcune poesie che si leggono velocemente e sulle quali bisognerebbe ritornare con delicatezza: da non perdere la sua splendida notazione: “Il silenzio del vento scrive arazzi nel cielo”, ma folgorante davvero sono i tre versi che accompagnano la fotografia di un cespuglio di sterlizia:

“Si, sterliziami/ Desidero fiorire/ nelle tue labbra”
 
Crediamo che Paolo Goglio sia un autore i cui libri dovrebbero tenersi sul comodino: aprire uno dei suoi testi, a caso, e leggervi poche parole, e poi magari riprenderlo dopo alcuni giorni e leggere qualche verso, e poi lasciarlo riposare, ma non dimenticarlo, perché, come dice giustamente, “non siamo soli a dipingere note nel cielo”, e questa che viviamo è comunque una “maledetta sfida contro il dolore, la paura e l’ignoto”.

recensione di Niva Ragazzi

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