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in archivio dal 19 set 2012

Raimondo Motti

19 luglio 1934, Reggio Emilia - Italia
Mi descrivo così: Sono un vecchio insegnante a riposo.La mia vita è stata visitata dalla tragedia fin dai primi anni, ma sono ancora qui a raccontare.La mia nave ora naviga solitaria,. tanti amici sono scomparsi ma qualcuno ancora mi segue. Amo la musica.

elementi per pagina
  • 19 giugno 2013 alle ore 17:30
    Yeats revisited (Angus)

    Non ti avrò mai,
    mai ti condurrò
    mano nella mano
    sui lontani monti,
    nelle verdi vallate in fiore,
    lungo le rive dei ruscelli mormoranti,
    nei boschi odorosi di muschio
    che cantano nella pioggia,
    mai,
    io sto morendo...

     
  • 20 novembre 2012 alle ore 17:00
    Universo parallelo

    Lassù tra le nubi fuggenti
    c'è la mia casa.
    Tu vi sfaccendi dentro
    sognando il mio ritorno.
    Giovani siamo e buoni,
    giovani siamo e belli.
    Un bimbo ride con gli angeli
    nella sua culla.
    Lontano brontola il tuono,
    presto verrà la pioggia.

     
  • 02 ottobre 2012 alle ore 17:28

    E' tempo di armare la nave
    e fendere l'onde.
    A lungo rimasi nel porto
    a contare i giorni.
    Non sa la mia chiglia sottile
    l'urlo delle tempeste,
    va
    verso l'ignoto
    incontro al destino.
    E' suonata la sveglia improvvisa
    mentre le vele
    volgono al ritorno.
    Io parto,
    lascio dietro di me
    il tempo felice
    e inutile.
    Si spezzi il remo nello scalmo,
    piombi dall'alto
    l'albero di maestra,
    avanti,
    sempre più avanti
    verso l'orizzonte,

    dove in sentieri di luce
    sta la bellezza.
    Sorge la luna e mi dice il cammino,
    sciaborda l'acqua sulla prua,
    spira leggero l'alito della notte
    mentre lassù nel cielo
    naviga solitaria
    la bianca vela dei sogni.

    28 gennaio 1959

     
  • 19 settembre 2012 alle ore 17:34
    Colloquio

    Quando all'alba del nuovo giorno
    vedrai le nebbie della valle
    ricorderai i sospiri
    e i pensieri profondi dell'anima.
    Su dalla terra
    verrà la vita
    e fuggirà in lieve sussurro.
    Quando i miei occhi
    ti fisseranno torvi
    sentirai il brivido dell'inverno,
    ma accanto a te vorrei riposare
    in sonno pietoso
    quando di nuovo
    canterà primavera,
    felice stagione.

    26 novembre 1958