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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

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  • Per introdurre il testo usiamo le parole scritte da Luigi De Luca, autore della premessa e Responsabile Aphorism.it

    Spesso le parole di chi scrive la premessa a un libro di poesie non sono sincere, certe premesse risultano costruite, artefatte.
    A volte mi è capitato, sfogliando i tanti libri che arrivano in redazione, di trovarmi di fronte a premesse ricche di periodi composti quasi scientificamente, che a volte risultano finti, botulinizzati. Come se lo scopo del prefattore si concentrasse tutto nella ricerca isterica di vocaboli impossibili da comprendere senza l’ausilio di un dizionario.
    A mio avviso una buona premessa dovrebbe invogliare, stimolare, introdurre alla lettura. La premessa dovrebbe essere sempre al servizio dell’opera, non un’esibizione di preparazione, uno sfoggio di cultura e sapienza di chi la scrive. Non si dovrebbe mai sottrarre spazio all’autore del libro, perché il lettore vuole conoscere ciò che sta per leggere e va rispettato, anche perché di questi tempi i soldi spesi per acquistare e leggere poesie valgono il doppio.
    Quindi spazio all’autore e ai suoi testi, che sono semplici e veri, gli unici protagonisti di questo volume.
    Nelle poesie di Giulia una cosa è subito chiara: l’immenso, fortissimo legame con tutti gli elementi della natura. Aria, terra, fuoco e acqua sono presenti in forme diverse in buona parte dei componimenti, e Giulia traduce questo legame rendendolo intelligibile a qualsiasi tipo di lettore, per qualsiasi sistema di rappresentazione della realtà.
    Secondo i più recenti studi neurolinguistici, esistono tre sistemi di rappresentazione della realtà, a ognuno dei quali corrisponde un diverso schema espressivo: il sistema “visivo”, quello “auditivo” e il “cenestestico”. E ognuno di questi profili troverà soddisfazione, si sentirà coccolato dalle poesie di Giulia.
    Il lettore “visivo”, colui che predilige la rappresentazione per “immagini”, vedrà “dipinti sulle labbra” e assisterà ai “silenzi che passano senza guardare”, oppure “si specchierà in freddi occhi”.
    Il lettore “auditivo”, che preferisce i suoni delle parole, che è rivolto all’ascolto profondo, che va oltre l’insieme dei caratteri stampati sulla carta, non resterà deluso. Lo aspettano “sonori silenzi”, ma potrà anche “tapparsi le orecchie per non ascoltare”, oppure ascoltare diversi ritmi, il frinire di cicale e devastanti clangori.
    Anche il lettore “cenestesico”, colui che userà durante la lettura un approccio fatto di gusto, tatto e olfatto - cioè gli altri sensi che ognuno ha a disposizione oltre ai due già elencati - troverà soddisfazione.
    Perché questo piccolo viaggio nelle controverse dottrine della neurolinguistica? Perché da anni mi occupo di comunicazione, di tecniche e stili, di scrittura creativa, e so che è difficile riuscire a comunicare trasversalmente. Scrivere cioè un testo unico che possa essere gradevole a qualsiasi tipo di lettore. So che per crearlo c’è bisogno di cura e attenzione, di scalpello e lima.
    Quindi resto affascinato quando trovo una persona come Giulia che con semplicità, in ogni cosa che scrive, riesce a rivolgersi a tutte le categorie di persone senza forzature, senza risultare costruita, manipolatrice di parole e messaggi.
    Ci troviamo di fronte a una persona che ha capacità comunicative innate, perché riuscire a raggiungere chiunque non è da tutti. In molti ci provano ma in pochi hanno successo, e di solito chi ci riesce ha alle spalle due fondamentali inneschi: o il talento naturale o tantissimo studio.
    Nel nostro caso non dobbiamo approfondire quale di questi due fattori ha determinato le capacità di Giulia, non è su questo che dobbiamo indagare perché non c’è nulla da scoprire.
    Il risultato lo abbiamo di fronte, tutti: chiaro, sonoro, tangibile, questo libro può raggiungere qualsiasi lettore e il merito è solo di Giulia.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Sullo sfondo della caduta dell’impero Azteco e dell’insediamento di Cortès, si intreccia il triangolo amoroso tra la giovane Necahual, bellissima e selvaggia, e due uomini molto diversi tra loro: il guerriero Yaotl e Ayotochin, uno spigliato artista. Entrambi innamorati della giovane, a loro spetterà il compito di introdurre Nacahual alla scoperta dei sentimenti più puri ed umani: l’amore, la passione, l’odio, la paura, in un intrigante susseguirsi di colpi di scena.
    Giusi Vanella ci conduce sapientemente nel viluppo dei sentimenti della natura umana, calandosi in un mondo e in una cultura misteriosa, l’impero Azteco, ed indagandone i rituali sociali e culturali, che fanno da cornice a questa affascinante storia d’amore.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna