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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Maria Luisa Maricchiolo ha la capacità di studiare una situazione, un personaggio, un fatto quotidiano, un gesto d’istinto, far tutto suo e tradurlo in poesia; per poi passare dal particolare al generale. Dal racconto di cose di tutti i giorni, a considerazioni di ampio respiro, sull’uomo che nuota nel proprio universo.
    Tutto ciò attraverso quel linguaggio della poesia che la scrittrice definisce innato all’uomo. Ognuno dentro di sé possiede una poesia da esprimere, il tutto sta nell’interpretarla e nel darle la forma; da germoglio a frutto, non è così naturale: un testo va capito, composto, distrutto, restaurato… e fatto proprio.
    È questa l’operazione svolta con stimolo e passione in "Doppio fondo": Maria Luisa Maricchiolo “mangia le idee” - per dirla alla Giorgio Gaber - e crea la sua rivoluzione attraverso una poesia che porta a ragionare sulla vita, sui suoi infiniti orizzonti e particelle colorate.
    Cosa c’è dietro un matrimonio sfarzoso nella capitale? Dietro una vacanza culturale? Dietro l’estate, i lamenti, una vecchia, un’insicurezza, un cellulare?
    C’è quel “doppio fondo” che la nostra autrice non vuol smettere mai di interpretare.
    A modo suo, con occhio vispo e mai stanco. Con la consapevolezza che dietro ogni gesto, ogni parola, ogni situazione, ogni affetto; ci sia sempre un altro mondo, tracciato sull’altro prospetto: quello della poesia.  Che non sarà mai morta, mai abbattuta, mai arrestata; perché la Maricchiolo ce lo dimostra in queste pagine, che è tutto innato e naturale: la filosofia sull’uomo può partire senza pretese anche dal particulare.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Ogni volta che Alberto Presutti annuncia la pubblicazione di un suo libro, per noi di Aphorism.it è un momento importante.
    Alberto è stato tra i primissimi autori a iscriversi al sito, ad apprezzarlo, a promuoverlo. Abbiamo collaborato molto, lui ci ha visto crescere e noi l'abbiamo seguito in tutte le sue istrioniche trasformazioni, confermandoci sempre l'idea di avere incrociato la strada con un vero professionista della parola.
    Così, dopo le poesie su commissione, dopo averlo visto ospite in TV, ascoltato in radio, apprezzato per i versi dello splendido "Dell'Odiato Amore", è stata una gradevole sorpresa vederlo addirittura alle prese con il Galateo.
    Sì, Alberto Presutti, esperto di etichetta e bon ton, ha sentito che era arrivato il momento di rispolverare le norme comportamentali raccolte quasi cinque secoli fa nel celebre capolavoro di monsignor Giovanni della Casa.
    Ma, ovviamente, non poteva limitarsi a una semplice rilettura, no. Alberto ci prende per mano e ci accompagna tra classico e contemporaneo, tra buona educazione e buon senso, rivelandoci tanti particolari gustosi e curiosità che ci aiuteranno ad agire nel modo giusto, a intervenire puntualmente in qualsiasi occasione.
    Il libro è diviso in pratici capitoli e gli argomenti trattati sono molti: famiglia, parole, colloquio di lavoro, fiori, corteggiamento, cena romantica, locali pubblici, vacanze, nozze, comportamento in pubblico, Internet, sala da ballo, regali e tanto altro ancora.
    Che dire, c'è bisogno di un libro così di questi tempi, e sarebbe davvero utile che incominciassero a leggerlo proprio i più giovani, spesso accusati di aver dimenticato le buone maniere e la loro importanza. E poi anche gli adulti, affinché possano tornare a dare orgogliosamente l'esempio, riprendendosi il ruolo di educatori che troppo spesso è stato delegato alla televisione.
    Il nostro augurio per Alberto e il suo libro è che sempre più persone possano dire: "Bentornato Galateo!"

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca

  • Abbiamo un luogo, dei personaggi più o meno sospetti, un movente e, soprattutto, un delitto.
    Questi sono gli ingredienti fondamentali di un giallo, a cui si aggiunge anche l'investigatore di turno che, ne "La morte in pentola", è la Sig.ra Franca, di anni settanta.
    E sì, Gaia Conventi affida a un'anziana appassionata di gialli la risoluzione di un caso inquietante: la morte della sua compagna di viaggio, avvenuta in circostanze misteriose e... sotto il suo naso!
    Chi ha architettato la morte della Signora Iole? E per quale motivo? Gli indizi per risolvere il caso ci sono tutti, basta seguire gli interventi dei protagonisti e godersi la lettura fino al termine.
    Gaia Conventi torna in libreria con un testo brioso, costruito in maniera classica e senza sbavature.
    "La morte in pentola" si fa leggere amabilmente per come evolvono gli eventi e per le tante battute salaci che costellano l'intero impianto narrativo. Elementi che donano all'insieme un micidiale mix di suspance e humour nero, in grado di rendere lo stile dell'autrice unico e assolutamente riconoscibile nel nostro panorama letterario.

    [... continua]
    recensione di Luigi De Luca