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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Seneca scrisse le "Lettere a Lucilio" negli ultimi anni della sua vita, fra il '62 e il '65 a.C., affidando ad esse le sue ultime meditazioni sulla vita. Del destinatario, un intellettuale proveniente dalla Campania, non si sa molto. Ma ogni lettore può facilmente riconoscersi in lui perché ciò che è scritto in queste righe, appartiene all'esperienza esistenziale di ciascuno di noi.
    Le lettere, infatti, hanno degli spunti tratti dalla vita quotidiana: un incontro, un weekend improvvisato, un ricordo, una lettura: qui il noto consigliere di Nerone, cerca d'insegnare all'individuo a riappropiarsi del tempo, a combattere le frustrazioni, a scoprire l'autenticità dei sentimenti e il valore dell'onestà.
    Le lettere, così, scandiscono le tappe di un'arte del vivere e puntano a trovare l'equilibro delo spirito e il rispetto di sé.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • C'è un amore tra anime nelle poesie di Monica Osnato. Un'oasi felice alla quale approdare grazie ai versi, grazie a una passione viscerale e densa di dolcezza. Una raffinatezza stilistica che implementa il suono melodico di questa raccolta.
    Il sottotitolo del libro è "Poesie d'amore e d'eros", un eros che avvolge i versi intensamente, un eros mai banale e tinteggiato da immagini poetiche. E' palpabile il desiderio del calore tra i sessi, del ritrovare ancora una volta quelle "mani calde", quelle "labbra schiuse". Sensazioni che si vorrebbero rivivere nell'eterno, per riassaporare e godere di piaceri mai dimenticati.
    Quella di Monica Osnato, è una poesia d'amore che ha un'assoluta voglia di perdersi tra i vortici dell'erotismo: "Distenditi su di me/ come un velo di nubi,/ alle caviglie ho bracciali di piombo/ i miei sono brividi/ di uccelli in fuga".
    Una passione traboccante che vive anche momenti di fragilità, di dura lontananza, di freddezza. Frammenti che sono sensibili nel sentirsi parte dell'altro nel corpo e nell'anima.
    Ci sono momenti di rigenerazione assoluta, ma anche calvari inaspettati. Sono le pazze regole di destini che si uniscono, e Monica Osnato, è sempre alla ricerca dei tanti sensi dell'amore attraverso le sue "pazze parole": "E' il destino degli amanti. E' per questo che rincorro versi".

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Il "delirium tremens" è una fase acuta di delirio causata da un'astinenza dall'alcol o da trattamenti farmacologici.
    Il delirio di Iago Sannino, è quello di un poeta visionario, stravolto da immagini e forme artistiche impietose, irriverenti e fuori dal comune. Il suo è un paesaggio poetico costruito su misura, in un mondo altro, dove tutto è lecito, e l'artista inneggia la sua immaginazione sguazzando in vortici di parole e idealità.
    Le sue poesie danno il sentore di un quadro dai colori accesi di un pittore impressionista. Sono opere animate dove si provano sensazioni al limite del reale attraverso la lettura: "piango il tuo calore/ che molto freddo m'ha generato", "La rugiada uccide/ commuovendo il duro perdono".
    A tratti sembra proporre sprazzi di nonsense, ma poi il mosaico in frantumi si rigenera in una realtà emozionale, che ha lo stesso sapore di carni crude e di fiori appassiti. Una visionarietà che non ha limiti, che trascende da ogni confine; che rinvigorisce l'arte dell'assurdo, rendendola maestra d'espressione e di vita.

    "Pezzi di bambini obesi piovono
    dal cielo alimentare
    e pazze madri anoressiche, vomitano
    ricette di colesterolo da esafagi esagonali"

    Questi quattro versi ricuciono la poetica di Iago Sannino: acciuffare le immagini del reale in un foglio, ridurle in brandelli di carta e rielaborarle nel suo mondo. Un pianeta poetico, dove le parole hanno un significato più denso, e dove - forse - è custodita la vera realtà.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Jack ha cinque anni. Vive con la sua mamma in Stanza. I suoi amici sono tanti: Tavolo, Sedia, Letto, Coperta, Tappeto... E' nato in questa stanza e tutto ciò che conosce è in questa stanza. C'è una TV e può guardarla, ma ciò che vede non è reale. Magico, ma non reale. Nick il Vecchio è cattivo e arriva solo di notte. Durante il giorno lui e la sua mamma giocano, cucinano e vivono. Ci sono giorni in cui la sua mamma è Andata. Respira soltanto, ma è lontana. Non sono tanti questi giorni. Il più delle volte si divertono.
    Un giorno la sua mamma gli racconta la verità.
    Sono intrappolati in questa stanza e Nick il Vecchio è colui che li tiene dentro. La mamma vuole scappare e anche se a lui il piano non piace, deve farlo. Jack incontrerà Fuori e tutto ciò che lo spaventa o lo rende felice insieme a segreti e sorprese.
    E' una storia avvincente. Una volta che inizi a leggere devi finire. E' tragica, divertente, paurosa, calda. Un mescolarsi di sentimenti. Un libro che ti entra dentro come una medicina. Il sapore è disgustoso, ma alla fine ti fa sentire meglio.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • All'inizio pensavo fosse una copia dell'Ombra del Vento, ma poi pagina dopo pagina mi ci sono appassionata. Un libro che parla di un uomo, di mezza età, che un giorno, dopo aver incontrato una donna portoghese su un ponte a Berna, decide di lasciare tutto quello che di sicuro offre la sua vita e partire per Lisbona. Oltre al ricordo della donna lo accompagna anche un libro di uno scrittore/medico portoghese. Si tratta di un personaggio complesso, vissuto durante la dittatura. La vita dello svizzero diventa un susseguirsi di incontri con persone che conoscevano oppure sono imparentate con questo scrittore. Un libro profondo e intrigante.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Un ragazzo di sedici anni, unico superstite del naufragio di un cargo giapponese. Il viaggio doveva essere verso una nuova vita. Suo padre, il proprietario di uno zoo in India, aveva venduto gli animali, di cui parte si trovavano a bordo della nave per trasferirsi in Canada. Nella tragedia il ragazzo perde tutta la sua famiglia e si ritrova solo nella sua specie, su una scialuppa di salvataggio in compagnia di una zebra malconcia, un orango tango traumatizzato, una iena senza morale e una tigre del bengala, quest'ultima il suo ultimo compagno di viaggio, il suo pericolo maggiore, ma anche la sua salvezza! Una storia avvincente.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Camille, un'artista che nei suoi disegni cattura l'anima delle persone e delle cose, ma soprattutto una ragazza triste e sola. La vita segnata da delusioni e sofferenza, di quelle che si trovano facilmente e di quelle che non altrettanto facilmente ci si riesce a disfarsene. La sua vita diventa un buco sempre più profondo, niente cibo, tanto lavoro per non pensare e un buco di posto dove vivere, trovato quando era allo stremo delle forze e sul punto di lasciare.
    Solitudine, di quella che al di fuori non si vede, ma che ti lacera dentro, che ti ferisce e lascia cicatrici di quelle che al minimo strappo si riaprono più larghe e dolorose che mai.
    Una semplice influenza e un “salvatore”, sottoforma di un discendente di nobile famiglia, ormai in rovina, assieme ad una buona dose di fato la strappano da una fine non bella. Philou, il nobile, e Frank, un ragazzo che sta per diventare chef di cucina, burbero e volgare. Frank, che sembra essere uno stronzo, ma che nasconde cicatrici anche lui. Una nonna, che gli ha fatto da madre, sembra non essere più in grado di vivere da sola, e lui, con non poco dolore e tanti sensi di colpa, costretto a girarle le spalle e affidarla ad una casa di riposo.
    Tre ragazzi diversi, ma con un comune denominatore: una vita piena di solitudine, che sembra però prendere una strada diversa.
    Una casa, temporanea, li porterà a litigi, chiarimenti, aperture e comprensione. E se in quella casa ci fosse posto per una persona in più?
    Una storia fatta prima di tutto di amicizia, di fiducia che si ricostruisce con tanto tempo e tanto lavoro... e anche di amore, che alla fine è il risultato di tutto questo.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Una storia proprio come mi era stata preannunciata: triste.
    Non di quel triste da commuoversi e piangere che però ti lascia una sensazione calda nel cuore. Quel triste che il cuore te lo lacera. Quel triste non necessario, ma tanto vero che puoi sentire la disperazione dei personaggi come se fosse la tua.
    La notte della luna di miele, gli sposi che attendono con ansia quel momento da chi tante volte sognato e da chi ancora temuto.
    Silenzi, approcci, pensieri completamente all'opposto che però restano non detti... e poi un piccolo incidente che rovina tutto.
    L'orgoglio e forse anche quella, che gli psicologi moderni chiamerebbero "mancanza di comunicazione", innescano un discorso pieno di rancore, insulti e rabbia, ma anche disperazione, tristezza e sentimento di inutilità.
    Quella notte si spezza un nodo, si spezza un amore, ma non dovrebbe necessariamente essere così, potrebbe andare diversamente... e alla fine, dopo anni, dopo vite che potrebbero essere state vissute diversamente, il rimorso, o meglio, rimpianto mette in luce quello che la rabbia e l'umiliazione avevano così ben nascosto. L'amore non era mai finito, ma ora è troppo tardi... rimangono solo i se...
    Un libricino (136 pagine) che nella sua “semplicità”, ma attraverso un linguaggio azzeccato non è per niente scontato e in ogni pagina si sente la disperazione del nemico numero uno dell'amore: Le cose non dette!

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Christopher Boone ha quindici anni ed è autistico. Un giorno trova nel giardino della vicina un cane ucciso con un forcone. Inizia così la sua avventura da detective, che non lo porterà solo a scoprire chi ha ucciso Wellington, ma anche a scoprire cose che non avrebbe mai pensato di fare, come scappare di casa da solo per andare a Londra.
    Sulla copertina c'è scritto che è un giallo come nessun altro. In prima persona da un ragazzino di quindici anni così diverso, così unico!
    Un ragazzino e il suo mondo... Un libro da ridere, piangere per poi finire sempre per sorridere.
    La frase che più mi è piaciuta:
    “Penso che i numeri primari siano come la vita. Sono del tutto logici, ma non sapresti mai capirne le regole, nemmeno se passassi la vita a pensarci”.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Questo libro è divertente, ma tanto! Parla di un lettore non comune e cioè della regina del Regno Unito che si accorge un giorno, per caso, che leggere è un balsamo di vita. Che leggere significa esplorare mondi, che non si avrebbe mai modo di visitare "realmente", conoscere autori, persone, le loro vite più profondamente che se li si conoscesse di persona (e lei questo lo può giudicare, visto che tanti li conosce sul serio di persona). Non mancano poi i soliti giochini di potere nella corte, che non vede di buon occhio questa nuova "passione", perchè, come dice lei stessa, un hobby non se lo può permettere, i cui "servitori" sembrano continuamente volerle mettere i bastoni tra le ruote. E se non bastasse? Se lei sentisse il dovere di scrivere? Questo potrebbe essere ancora più pericoloso! Un finale altrettanto originale e a sorpresa.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

    • 1984
    • 11 marzo 2011 alle ore 14:37

    Chi siamo noi? E chi sono gli altri?
    Imparare a sapere chi sono gli altri attraverso se stessi: se lo chiede il protagonista del romanzo di George Orwell, Winston Smith, un membro subalterno del partito Minamor che si occupa di modificare la storia scritta fino a quel momento, per far credere agli uomini che il partito al governo sia infallibile. La storia non esiste più, se non per dare credibilità al partito.
    Nell'agghiacciante visionarietà di Orwell, il mondo del futuro è controllato da un occhio umano e inumano allo stesso tempo: il Grande Fratello. Si vive sotto censura dove anche il sesso non è libero ma finalizzato esclusivamente alla procreazione senza piacere. L'alienazione regna sovrana: è una condizione amara da cui è impossibile uscire.
    Una lettura non facile, che suscita un forte senso di nausea e apre la strada per una lucida interpretazione della società contemporanea.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Aprire gli occhi ai cittadini sul nostro Bel Paese è un compito arduo e rischioso, e Roberto Saviano lo aveva già assunto in passato. Ma con questo scritto, nato dalla trasmissione televisiva andata in onda su Rai Tre i quattro lunedì di novembre 2010, lascia un segno indelebile nella storia italiana, perchè riporta su carta le parole viste in televisione.
    Come può uno scrittore esorcizzare la paura di sentirsi a proprio agio quando non lavora con le parole su un foglio di carta? La risposta l'abbiamo incontrata visivamente in tv e ora la possiamo toccare con mano: la "parola", aggressiva, commovente, sincera, aperta sulla realtà dei fatti. E' un libro che racconta l'Italia che non vorremmo più vedere o sentire, che apre una porta alla speranza che le cose possano veramente cambiare, perché prima di essere spettatori di una qualsiasi trasmissione o abitanti del nord e del sud, siamo cittadini uniti sotto un unico tricolore.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Un libro che non ti dà tregua. Dopo l'inizio faticoso e dopo il colpo di scena, la storia vorrebbe essere letta più velocemente possibile per sapere come va a finire!
    Una terribile ingiustizia rovina la vita di un ragazzo promettente e anche la sua breve storia d'amore con la figlia dell'uomo che lo sta aiutando a costruirsi un futuro. Dopo la prigione arriva un'ulteriore tragica svolta: la guerra. L'amata, che nel frattempo ha tagliato i ponti con la sua famiglia, promette di aspettarlo. Il giovane cerca in tutti i modi di sopravvivere per amor suo. Mentre l'artefice dell'evento che ha cambiato tutta la sua esistenza, avrà tutta la sua di vita per espiare il suo gravissimo errore.
    Una bella e tragica storia d'amore.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Scrivere è come baciare senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Daniel Glattauer.
    Leggendo l’inizio di questo libro, mi sono tornate in mente un sacco di cose, un sacco di emozioni e un sacco di sorrisi…
    Non lo dico per dire, ma è geniale, ironico, romantico (come piace a me e quindi non sdolcinato), moderno, tecnologico, divertente. Da leggere sia per i maschietti che per le femminucce. Quanti ricordi... e quanta voglia di riprovare certe cose!
    Questo è quello che ho scritto prima di finirlo…
    E… non mi rimangio nemmeno una parola, ma anzi! La storia inizia con Emmi che scrive per sbaglio ad un certo Leo per disdire l’abbonamento di un mensile (o settimanale). Questo Leo infatti ha il cognome molto simile al nome della casa editrice! Tra le prime email di scuse ecc. i due cominciano uno scambio “epistolare” che durerà più di un anno. Lui che esce da una storia d’amore in modo brusco e con il cuore ferito; Lei, felicemente sposata con un uomo più vecchio di quattordici anni e due figli in “eredità”!
    Spassoso a non finire, molto vicino alla realtà di tutti noi, coinvolge il lettore in questa storia a due che fino all’ultimo non si sa dove porti. Si innamoreranno? Troveranno il coraggio di incontrarsi un giorno? O preferiranno andare avanti così perché il mistero rende tutto più affascinante? E' semplice?
    La fine è… la fine è da leggere!

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Isabel Archer, originaria di New York, dopo la morte del padre, viene invitata dalla sua zia materna, Lydia Touchet, a visitare il marito nella loro tenuta vicino a Londra. Conosce il cugino Ralph, dalla salute cagionevole e il loro vicino Lord Warburton, che le propone di sposarlo. Lei rifiuterà la proposta sua e anche quella di Caspar Goodwood, un bostoniano proprietario di mulini, che la segue fino in Inghilterra. Anche se Isabel è attratta da Caspar, per lei l'idea del matrimonio è come una preclusione alla sua indipendenza e libertà.
    Quando lo zio muore, sotto richiesta segreta di suo figlio, le lascerà una consistente eredità
    Diventata ricca, Isabel viaggia per i continenti e conosce un emigrato americano in Italia, Gilbert Osmond, a Firenze.
    Anche se Isabel ha rifiutato due proposte di matrimonio, accetterà la sua. Non si accorge infatti che il matrimonio è un piano tessuto con grande bravura da Madame Merle, un'altra emigrata americana, che Isabel aveva conosciuto a casa della zia.
    Isabel e Osmond si trasferiscono a Roma, ma il loro matrimonio va rapidamente in crisi a causa dell'egoismo e mancanza di affetto dell'uomo nei confronti della moglie. Isabel si affeziona a Pansy, la presunta figlia di Osmond e della sua prima moglie, morta subito dopo l'altrettanto presunta nascita. Isabel vorrebbe che Pansy sposasse Ned Rosier, un collezionista di arte. Ma Osmond vorrebbe che sua figlia accettasse la proposta di Lord Warburton, che è nobile e ricco.
    Isabel sospetta però che il lord sia più interessato ad un avvicinamento a lei che alla piccola Pansy.
    Il conflitto cresce con l'infelicità del matrimonio. Isabel viene a conoscenza che Ralph è in punto di morte in Inghilterra ed è intenzionata ad andare a vederlo per l'ultima volta. Osmond si oppone fortemente a quest'idea. Nel frattempo Isabel viene a conoscenza di un grande segreto che le svela la cognata. Pansy è la figlia di Madame Merle, ma non di Osmond. Quest'ultimo l'ha riconosciuta per pietà nei confronti di colei che era a lungo la sua amante segreta.
    Isabel va a trovare un'ultima volta Pansy, che la prega, prima di partire per l'Inghilterra, di ritornare da lei. Isabel promette con indugio.
    Va a trovare il cugino morente senza dirlo a suo marito e lo conforterà fino all'ultimo.
    Goodwood, che la raggiunge, la prega di lasciare il marito e iniziare una nuova vita felice insieme a lui. L'abbraccia e la bacio, ma Isabel scappa. Quando l'andrà a cercare il giorno dopo, l'uomo verrà a sapere che è ripartita per Roma.
    Sarà ritornata dal marito spinta dal senso di dovere stoico di una donna di fine 800, oppure andrà a salvare Pansy per poi vivere felice insieme a Caspar?
    Questo è in mano al lettore e alla sua fantasia...
    Nelle ultime pagine Caspar dirà a Isabel: "E giuro, com'è vero che sono qui, che una donna che viene fatta soffrire deliberatamente è giustificata per ogni sua decisione nella sua vita".
    Una bella frase e decisamente poco maschilista considerando che il libro è scritto da un uomo del 1800...

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Si dice spesso che il vero amore è quello dell'anima. Quello che va al di là del corpo, così intenso da potere tutto e non avere paura di nulla.
    Questa è la storia di un amore così. Un amore al limite del reale.
    “Cosa pensare di una donna che sceglie l'armadio a muro del vostro bagno per passarci le sue giornate? Che si meraviglia che voi la possiate vedere? Che appare e riappare a suo piacimento e che prentende di essere in coma profondo dall'altra parte della città? Bisogna che lui consulti uno psichiatra? O al contrario bisogna che lui si lasci portare da un'avventura stravagante?
    E se fosse vero?
    Se fosse vero che Arthur è l'unico uomo che può condividere il segreto di Lauren, vedere colei che nessuno vede, parlare a colei che nessuno sente?"
    E' una storia a dir poco originale e credo che ogni donna che legga questo libro sogni di trovare un uomo come Arthur, che non ha paura della routine dell'amore, ma anzi la vede come l'inizio di una complicità ancora più profonda. Che sa cosa vuol dire l'amicizia e anche cosa vuol dire perdere chi hai di più caro al mondo. E che dire di Lauren, il sogno di ogni uomo (e non perchè è una sorta di fantasma!) con un carattere forte, ma dolce allo stesso tempo in grado di ascoltare e capire senza giudicare.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

    • Handjob
    • 07 marzo 2011 alle ore 17:07

    E' il classico "Lorenzaccio": forte, netto, maledetto, sincero, oscuro, cinico.
    Ma in questo terzo libro presentato su Aphorism, si contraddistingue per un tono e una composizione più basati su riflessioni attente e profonde, che prendono uno spazio maggiore rispetto alle immagini crude e dirette, alle quali Bonadè ci avevi abituati.
    Il contrasto a tinte forti rimane uno dei valori univoci ed essenziali in "Handjob". Una linea che lega la copertina, dove il poeta stesso si masturba dinanzi a una sua foto sorridente, sino a una delle ultime poesie di questa raccolta:

    Un giovane pugile irlandese
    Dalle fattezze di un Dio
    Torso dorato
    Si inietta eroina
    Al termine dell'allenamento

    Sole nella nebbia

    La luce e lo scuro, forza e abbandono, il sorriso e la masturbazione, la bellezza e l'oblio.
    C'è il dolce e l'amaro negli scatti d'inchiostro del poeta di Codogno. C'è un senso di poesia vista come prostituzione dell'anima per assaggiare il cromatismo dell'essere. Un fango che vale oro. Il poeta deve sguazzarci dentro, perché sente che questo è il suo ruolo.
    "Handjob" è un libro che vi trascina con sé, in un mondo estremo, in uno stato brado, dove la realtà non ha mezzi termini.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Li avevamo lasciati in Se solo fosse vero, Lauren e Arthur.
    Purtroppo devo dirlo... la fine li aveva in qualche modo "divisi", ma se avessero una seconda chance? Se la vita gli desse un'altra possibilità di ritrovarsi? Sembra così facile, ma la via è piena di imprevisti.
    Come il primo non manca di umorismo e ironia, ma allo stesso tempo più dell'altro mi ha commosso. Una storia inverosimile o meglio irreale, ma che credo noi tutti sognamo un giorno di poter vivere assieme alla persona che amiamo.
    Un passo: "Pendant qu'on calcule, qu'on analyse les pour e le contre, la vie passe, et il ne se passe rien". Mentre stiamo a calcolare i pro e i contro, la vita passa, e non succede nulla. Una bella frase e un invito a fare quello che ci detta il cuore senza tanto pensarci su. Perché tutti lo sappiamo: il cuore raramente ha torto.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Adolescenti, Susan e Philip rappresentano tutto l'uno per l'altra. Promettono di amarsi per sempre. Lei a vent'anni parte in missione umanitaria in Honduras per due anni. Lui continua gli studi per diventare designer. Due vite, aspettative, sogni completamente diversi. L'infanzia di Susan è segnata da una tragedia che la lascerà orfana. Durante gli anni si allontaneranno fisicamente sempre di più, ma li legherà sempre la promessa che si sono fatti. Philip un giorno decide che aspettare non ha più senso e incontra Mary. Lei sa di Susan, e nonostante la sua presenza continua nella testa e nel cuore di Philip, decide di accettare la sua proposta e sposarlo. Dal loro amore nasce Thomas. Tutto sembra andare per il verso giusto finché un giorno suonano alla porta e la famiglia si trova davanti la piccola Lisa, la figlia di Susan. Susan è morta. Sarà una prova dura. Mary combatterà a lungo i suoi sentimenti contrastanti, ma cercherà di fare del suo meglio come mamma adottiva di una bambina che incarna tutte le sue paure.
    Da metà libro in poi, una pagina sì e una no si legge con le lacrime agli occhi.
    Questo libro ha in se un piccolo messaggio: non si scappa dalle proprie paure e dalle proprie sofferenze, nemmeno in un paese dove le sofferenze di un popolo battono di gran lunga le proprie.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Questo è un libro nel quale i capitoli dispari sono ambientati negli anni 1983-84 e quelli pari nelle due ultime settimane di giugno 1996. C'è questa casa di studenti a Ashdown. Sarah è narcolettica. Non lo sa ancora. Si addormenta durante il giorno senza preavviso e il peggio è che sogna. Sogna di avvenimenti che succedono nella sua testa, ma quando si sveglia il sogno è diventato la sua realtà. Questo le causa sicuramente un sacco di frainitendimenti e caos. Robert è innamorato. Si è innamorato di Sarah quasi subito, ma non ha alcuna possibilità. Aveva un fidanzato, che la guardava dormire e faceva degli strani giochetti con i suoi occhi. Ma non è questa la ragione per cui non ha alcuna possibilità. Lei si vede con qualcun'altra, Victoria o Ronnie. E' dura per un uomo competere con la partner donna di colei che ama. E poi c'è Terry, uno studente che dorme anche quattordici ore filate.
    Apparentemente "normali", apparentemente "strani" questi studenti condividono una casa, sono amici e si innamorano e disinnamorano.
    Passano gli anni.
    C'è questa clinica del sonno a Ashdown.
    Gregory è il direttore. Sempre ancora strano. Pensa che il sonno sia una perdita di tempo, una malattia che accorcia la vita. Odia questa donna (probabilmente non l'unica che odia), Cleo, una collega, che fa amicizia con i pazienti cercando di aiutarli invece che trattarli come cavie. Sarah è a Londra, un'insegnante narcolettica e divorziata. Robert è sparito senza traccia. Terry invece ha sviluppato una strana abitudine di dormire soltanto qualche ora. Ha perso il suo lavoro a causa di una persona con un problema di sonno ed è ossessionato dai film. Victoria… è il passato che vive nel presente. "Tutte queste persone si ritrovano di nuovo insieme a causa di una serie di coincidenze dovute alla loro ossessione per il sonno e nei loro confronti".
    Una storia geniale, malinconica e divertente.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Momenti di trascurabile felicità. Il titolo dice già tutto, ma il libro è molto di più.
    C'è dentro quel senso di felicità dato dalla quotidianità con le sue piccole e grandi cose. Le consuetudini sulle quali quasi mai ci soffermiamo a pensare, ma che posseggono un forte valore espressivo ed emozionale.
    Sono 134 pagine di leggerezza, di racconto, di vere e proprie risate, di riflessioni. Francesco Piccolo ha l'abilità del grande osservatore, perché ha la capacità di bloccare la frenesia e il caos della vita moderna, affacciarsi al suo balcone e sguazzare come un pesce innamorato nel mare dell'essere umano di tutti i giorni.
    Ogni lettore si ritroverà tra queste righe, a tutti scapperà un bel sorriso mentre leggerà che per Piccolo, la felicità è anche "Quando si alza la barra del telepass, che ho paura che stavolta non si alzi", oppure "Quando quello che ti ha chiesto di conservargli il posto, finalmente arriva. E puoi dimostrare a tutti quelli intorno che era vero".
    Un libro da leggere in una serata; solo se si è rilassati e sereni. Una serenità che lo scrittore infonde con naturalezza, volendo porre l'accento sulla leggerezza con la quale va intrapresa la vita, godendo di piccole cose che talvolta non consideriamo neppure.
    Una lettura gradevole fino all'osso e non impegnativa. Un libro con effetto "beauty farm": rigenera lo spirito, lo alleggerisce. Fino a sentire la pelle più morbida e un sorriso rinnovato.
    "Quando mi hanno spiegato che la prima convocazione della riunione di condominio, alle sei di mattina, era soltanto formale, e non ci dovevo andare".
    Se questi non sono momenti di felicità...

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Ogni suo libro è una scoperta e le storie sono estremamente diverse tra loro.
    Questo suo “La prochaine fois” è un giallo pieno di colpi di scena. Protagonista un pittore russo dell'ottocento di cui Jonathan, un famoso ricercatore, è profondamente appassionato. Tutto inizia quando il suo amico, Peter, commissionario di una prestigiosa galleria d'arte a Boston, gli comunica che a Londra è stato ritrovato un suo dipinto, la sua opera maestra, che si temeva perduta per sempre. A Londra inizia per Jonathan un'avventura al limite del paranormale.
    Appassionante.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Hector è un bravo psichiatra, che decide un giorno di intraprendere un viaggio per cercare di comprendere e catalogare le "cause" della felicità in modo da aiutare in futuro i suoi pazienti.
    Attraverso l'incontro in Cina con un suo amico che non vedeva da tempo e che è un ricco uomo d'affari, la conoscenza con un trafficante di droga, la sua disavventura di ostaggio in Africa, il rincongiungimento con la sua "ex" in America e un interessante discorso con un monaco in Cina, riuscirà ad elaborare una piccola lista con i punti più importanti per raggiungere la felicità.
    Scritto in modo allegro e disinvolto. Una piccola e bella storia per capire quello che veramente potrebbe renderci felici e che forse noi abbiamo perso di vista.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • Il romanzo tratta la cronaca di una morte di una bella ragazza rumena, ex prostituta e neo moglie di un banchiere torinese. Otto donne (una bidella, una giornalista, una barista, una carabiniera, la figlia, la migliore amica, una vecchia contessa e una volontaria) raccontano la loro testimonianza. Ogni capitolo è un punto di vista di cui bisogna tener conto.
    Bisogna indagare sul vecchio mondo della prostituzione di cui faceva parte o di quello nuovo e borghese che ha conosciuto dopo il matrimonio con il banchiere?
    E' una storia semplice e scorrevole, brillante e intelligente allo stesso tempo, i cui punti di forza sono  quelli di delineare la psicologia delle donne che narrano e conoscono o suppongono di conoscere i fatti e il linguaggio usato: apparentemente sgrammaticato, Risulta al contrario, essere ricercato nella forma perché povero di punteggiatura, fluido, il più vicino possibile a quello parlato.
    E se alla fine, la soluzione del mistero non è una sorpresa per il lettore, resta comunque il ricordo di un romanzo ben scritto e non pretenzioso.

    [... continua]
    recensione di Francesca Arangio

  • Con Carmen Margherita Di Giglio siamo giunti al secondo volume della trilogia Nazista. Il titolo prende il nome dal castello di Werdenstein, incantevole e misterioso maniero, nelle cui stanze, specchi d’acqua, e suggestivi giardini si snodano le vicende di personaggi misteriosi e drammatici. Pagina dopo pagina, il castello sembra quasi prender vita, respirando all’unisono con i protagonisti e influenzando le loro decisioni. In questo contesto, emerge la narrazione dell’infanzia e della vita di Philipp von Rosemberg: una  figura emblematica, segnata irrimediabilmente dall’intensa e inquietante personalità della madre Helena.
    Il libro è una felice conferma del coinvolgente stile narrativo di Carmen Margherita Di Giglio, precedentemente osservato ne "Lo Scrigno di Ossian", il primo volume della trilogia: in Werdenstein riscontriamo una scrittura appassionata, data dalle atmosfere a tinte forti, dagli elementi esoterici, e dallo studio capillare dei personaggi.

    [... continua]
    recensione di Annalisa Stamegna