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in archivio dal 22 set 2009

Simona Di Marco

27 maggio 1963, Roma
Mi descrivo così: Sensibile, con tanta voglia di vivere e divertirmi.... Lunatica, pazza, caotica e complicata.
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  • 18 febbraio 2013 alle ore 0:51
    Vertigine

    Senso di vuoto, le forze vengono meno;
    sono seduta un'attimo prima,
    ma in un secondo distesa ed incosciente!
    Spavento, senso di impotenza
    e la paura non passa!!
    Sollevo la testa,
    ma la sensazione rimane:
    è incapacità di reagire!!
    E' stato un po' come morire,
    la vita mi scorreva davanti...
    le persone che amo diventavano irragiungibili!
    Un pensiero si affaccia repentino alla mente:
    troppe parole cadute nel vuoto,
    troppi silenzi mai colmati....
    basta un istante e saranno perduti per sempre!

     
  • 18 febbraio 2013 alle ore 0:50
    Sensi

    Un soffio di vento,
    un urlo soffocato,
    uno scroscio di pioggia!!
    Immobile ascolto me stessa:
    sorrido serena,
    tendo le braccia!!!

     
  • 07 giugno 2012 alle ore 14:49
    A spasso con i sogni

    In mongolfiera,
    dentro una bolla di sapone,
    fuori di noi,
    ma concentrati sul nostro io più profondo,
    accarezzati dalla luce,
    cullati dalle ombre!!
    Una voce che ci guida,
    ci indica il cammino,
    è fuori di noi,
    ma la sentiamo dentro....
    Istanti che durano una vita,
    la vita che diventa un istante!!
    Trasformiamo in un sogno la nostra vita,
    con attenzione e cura
    perchè mai dovrà succedere che
    la nostra vita diventi un sogno...

     
  • 04 giugno 2012 alle ore 11:50
    Colpevole

    Vostro Onore, confesso!!!
    Confesso la mia colpa,
    ammetto il mio crimine,
    non mi affido alla clemenza della corte!!!

    Sono colpevole,
    colpevole per aver tradito un'amicizia,
    colpevole per non aver controllato le emozioni,
    colpevole di amare!!!

    Non ho saputo gestire,
    non sono stata in grado di dominare il cuore,
    ha vinto lui, questo traditore....
    Io amo, senza riserva, senza pudore!!!!

     
  • 01 giugno 2012 alle ore 19:04
    Solo un sogno

    Il mare di fronte,
    le montagne alle mie spalle,
    il calore del sole,
    la luna che schiarisce la notte!!!

    Tu vicino a me,
    occhi negli occhi,
    mani nelle mani,
    cuori che si parlano!!!

    Cos'è l'amore?
    L'incontro di due anime,
    l'emozione di un incontro,
    la speranza nel futuro!!!

    Ti amo, non mi vergogno,
    ti amo tanto da lasciarti andare,
    perdo, perdendo te, l'amico,
    ma è così che doveva andare!!!

    Il mare è in tempesta,
    le montagne coperte di neve,
    il sole non scalda più,
    la luna stanotte ha scelto di dormire!!!

     
  • 01 giugno 2012 alle ore 16:28
    Come cambia

    Basta un istante, una parola di troppo,
    la sciocca volontà di essere sincera,
    di aprire il cuore e raccontare un sentimento!

    Sparita un'amicizia durata anni,
    sparito un viaggio immaginario,
    spariti ricordi, racconti, incoraggiamenti!!!

    Sapevo che sarebbe cambiato tutto,
    immaginavo che i sentimenti si sarebbero trasformati,
    ma mai avrei creduto di diventare un'ombra!!!

    Il silenzio prima, l'indifferenza poi,
    per arrivare fino alla cattiveria, gratuita, ingiustificata:
    fa male, ma l'ho capita e la sto accettando!!

    Arriverà il giorno in cui capirai, ne sono certa,
    non posso essermi sbagliata tanto,
    quel giorno, forse, non ci sarà più possibilità di recupero!!!

    L'amicizia va coltivata, non si può abbandonare a se stessa,
    hai scelto di chiudere la porta, lasciandomene fuori,
    se un giorno la riaprirai, troverai il vuoto che mi hai lasciato!!!

     
  • 01 giugno 2012 alle ore 16:26
    Solitudine

    No, non ci sei più,
    nessuna emozione,
    tutto è tornato ordinario,
    non ci sono magie,
    i sogni solo durante il sonno,
    Sola più che mai,
    perché senza te è tutto più vuoto,
    l'anima non parla più,
    il cuore non vola!!!
    Sparito l'amico, il complice discreto,
    il confidente, colui di cui fidarmi!!!
    Lo so, piano piano svanirà il dolore,
    rimarranno solo i ricordi belli,
    quelli che oggi rimuovo per non soffrire,
    quel giorno, ne sono certa,
    riuscirò di nuovo a sorridere con gli occhi,
    riprenderò a camminare
    e forse potrò perdonare!!!

     
  • 29 marzo 2012 alle ore 0:21
    Non chiudere la porta.... sbattila

    Quando ti rendi conto di non aver più niente da dire,
    quando ti accorgi che ciò che avevi ritenuto importante e vero è solo sogno irrealizzato,
    quando capisci che non serve a nulla insistere, lottare, sperare,
    non continuare su quella strada.... è inutile,
    chiudi la porta, anzi no, sbattila... non farti del male, non lo meriti!!!
    Parole spese contro il vento, che hanno raccolto solo silenzio....
    Un silenzio devastante perchè manifestazione di quello che siamo diventati: estranei!!
    Farà male, indubbiamente, ma passerà e rimarrà solo il ricordo di ciò che pensavi fossi,
    che avevi desiderato fosse.... e che invece non è, non è stato, non sarà!!!!
    L'amore, non corrisposto, può essere accettato, è nella logica delle cose,
    quello che non si può accettare è la fine di un'amicizia, per una confessione!!!

     
  • 31 gennaio 2012 alle ore 1:43
    Pillole

    Siamo quello che gli altri vedono in noi, perché quello che trasmettiamo è la nostra essenza. Voliamo liberi, se da persone libere ci comportiamo, soffriamo se permettiamo al dolore di raggiungerci, alla malinconia di avvolgerci, all'insicurezza di vincere!!!! La vita è un attimo da vivere come fosse un secolo, lasciando alle spalle ciò che ci ha ferito, nutrendo l'anima di colore, spensieratezza, amore!! Ciò che ci priva del sorriso è dannoso, ci relega nell'ombra, ci rende diversi: cattivi. Lasciamo che la luce ci avvolga, che il sole ci scaldi, che la notte ci consoli!!!

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 2:22
    Se solo tu sapessi

    Parole taciute,
    pensieri nascosti,
    emozioni celate,
    lacrime silenziose,
    dolore profondo!!!!
    Un amore muto,
    che non ha futuro,
    mi uccide ogni giorno,
    non mi concede tregua,
    mi soffoca l'anima,
    mi cancella il sorriso!!!

     
  • 06 gennaio 2012 alle ore 19:42
    Ho visto il mondo

    Ho camminato a testa alta,
    lasciando che il vento scompigliasse i miei capelli,
    ho ascoltato: parole, musica, sensazioni.

    Il sole a scaldarmi,
    la pioggia per lavar via il dolore
    e poi l'amore che avrei voluto cancellare!!!

    Il passato ed il presente,
    ciò che fui e quello che sono,
    cosa diventerò lo dirà il tempo!!!!

     
  • 13 dicembre 2011 alle ore 16:36
    Accerchiata

    Tra il voglio ed il non devo,
    mente confusa,
    eppure è tutto chiaro!!
    Rido delle tue parole,
    dopo aver versato lacrime amare!!
    Tu che mi giudichi,
    senza sapere, senza conoscere,
    per pregiudizio,
    o è forse paura di vedermi stare male!!!

     
  • 13 dicembre 2011 alle ore 15:50
    Tra me e te

    Non sono ferma, non lo sono più da tanto,
    se così mi vedi è perchè non ti piace quella che sono diventata,
    non posso farci niente, perchè io sto volando!!!!

    Non mi faccio del male,
    per questo non chiudo quella porta, ma la tengo spalancata,
    solo io so cosa può farmi star bene!!!!

    Non avevo compreso cosa succedeva,
    tra te e lui non posso scegliere e non lo farò, siete importanti,
    se non lo accetti la scelta falla tu!!!

     
  • 05 dicembre 2011 alle ore 19:29
    Rimpianti

    Occasioni lasciate sfuggire,
    sogni irrealizzati,
    angoscianti paure mai vinte!!

     
  • 27 giugno 2011 alle ore 1:22
    Metaforica metafora

    Il mare in tempesta,
    onde, altissime tanto da sovrastarmi,
    che non mi incutono timore.
    Io che ho paura anche della mia ombra,
    mi sento incredibilmente tranquilla di fronte al mare.
    Lo rispetto, ma non mi spaventa.
    Le onde mi danno il senso della libertà assoluta,
    mi fanno sentire incredibilmente felice.
    Le guardo e vorrei confondermi con loro.
    Lasciare che il loro movimento diventi il mio.
    Con loro vagare verso mondi sconosciuti e misteriosi.
    Vanno, vengono, scavano e ricoprono.
    Le onde metafora della vita.

     
  • 25 giugno 2011 alle ore 17:34
    Nel cuore

    Quando avrai bisogno di me non guardare lontano,
    chiudi gli occhi e ricorda.... pensa..... sogna.....
    Distanze incolmabili si riducono a millimetri....
    parole sussurrate si ascoltano distintamente....
    Silenzi pieni di sottointesi...
    fraintendimenti difficili da colmare....
    Nel buio.... sotto il sole....
    con la pioggia o tra il vento...
    non impazzire a cercare....
    chiudi gli occhi e ricorda.... pensa.... sogna....
    soprattutto ascolta....
    apriti e cerca di capire.... non sono lontana...
    mi trovi lì puntuale... nel profondo del cuore....

     
  • 25 giugno 2011
    In 12 righe

    Lampo di luce,
    istante di infinito,
    canto di sirene,
    rombo di tuono!

    Dolore lancinante,
    felicità incontrollata,
    confusione nella mente,
    cuore in tumulto!!!

    Passione e rancore,
    gelosia e razionalità,
    furia e quiete,
    luce e tenebre profonde!!!

     
  • 24 giugno 2011 alle ore 23:47
    Cos'è

    Come una lampadina che si accende nel buio,
    come un lampo che squarcia il cielo,
    come il fragore di un tuono durante un temporale,
    come il mare che si infrange contro uno scoglio....

    Un pensiero che improvviso si affaccia alla mente,
    il cuore che inizia a battere più forte,
    mozzando il fiato..... rendendolo lieve.....
    il corpo percorso da brividi.... le mani tremano....

    Una sensazione che a volte si vorrebbe evitare,
    perchè spesso ferisce, rende fragili, facili da colpire,
    ma da cui non è possibile sfuggire in nessun modo,
    o si smette di vivere, di provare emozioni, di crescere.

    Non mi è successo spesso, anzi, forse davvero una volta sola,
    eppure ormai mi è chiaro, sta succedendo di nuovo....
    perchè non lo so..... quale sia stata la molla..... quale lo stimolo,
    non capisco neppure se mi piace..... so solo che succede !!!

     
  • 24 giugno 2011 alle ore 23:44
    Aquilone

    Un filo teso..... un soffio di vento....
    si alza leggero.... a sfiorare le nuvole,
    a toccare il sole, prendendone il calore,
    senza lasciarsi bruciare!!!
    Ne assorbe i colori, ne ruba la poesia,
    si ferma un attimo, per godere di quella visione,
    poi riparte, in volo, sospinto dalla fantasia!!!
    Non conosce sosta, finchè c'è il vento,
    non fa fatica... non spreca energie...

     
  • 24 giugno 2011 alle ore 23:29
    Inconsapevolmente

    Nel tuo sorriso,
    nei tuoi occhi,
    tra le tue braccia
    un istante diventa eterno
    e l'eternità un istante

     
  • 14 maggio 2011 alle ore 18:27
    Confessione a cuore aperto

    Un'eternità dall'ultima volta....

    il cuore che batte velocemente,

    l'aria che si  fa rarefatta,

    il desiderio di vivere quella storia,

    difficile, complicata, forse solo immaginata!!!

    Il tempo sembra eterno,

    la situazione difficile da gestire... pesa!!!

    Sentirsi inadeguatati, spaventati,

    eppure incapaci di fermarsi!!!

    Continuare a vivere quell'emozione,

    malgrado tutto.... lacrime, dolore!!!

    La gelosia, inseparabile compagna,

    invece di allontanarsi di fa più pressante,

    quasi soffocante e tutto spaventa!!!

    Anche il sole sembra scaldare di più...

    la pioggia che cade lentamente si confonde con le lacrime,

    nero e bianco...... ma anche bianco e nero!!!!

    Luce ed ombra..... amore e rancore!!!

    Inconfessato perchè inconfessabile,

    sognato forse perchè irrealizzabile!!!

    Meglio star male, ma sentire il cuore che batte,

    meglio piangere, ma provare emozioni....

    manca l'ultimo passo.... ma verrà anche quello....

    basta confessare...... raccontare un sentimento!!!

     
  • 14 maggio 2011 alle ore 18:24
    .... di nuovo l'amore....

    Già, doveva succedere,
    ecco ci siamo, un amore inconfessato ed inconfessabile,
    dolcissimo, che non può far male, perchè vissuto in solitudine!!

    Incredibilemente tenero, un amore nato dal niente,
    che si nutre di tutto, anche di un sospiro,
    un amore reale, pressante, presente!!!

    Anche nel silenzio, o con la confusione, nel buio della notte o quando splende il sole,
    col sorriso sulle labbra, con la voglia di sognare,
    il desiderio di riuscire di nuovo a lasciarsi andare!!!

    Nessuna paura se non quella di vederlo svanire,
    perchè un amore si può vivere anche così, non sempre serve toccare!!
    Non serve quando le anime si parlano ed i cuori sono vicini!!!

    Fortissimamente voluto, ma mai confessato,
    a che servirebbe del resto, non si potrebbe comunque crescere,
    resterebbe comunque un desiderio inappagato....

    Ricordi dolcissimi, istanti irripetibili,
    momenti di comprensione assoluta, che non si perderanno mai,
    sono stampati nel cuore, a fuoco, come le cose più preziose!!!

    Amare l'amore, ne ero convinta,
    quante volte me lo sono ripetuta - tu non ami nessuno solo l'amore -
    ma oggi so che non è così, ne sono certa!!!

    Non è l'amore che amo, ma un essere reale,
    qualcuno che è riuscito a farmi battere il cuore
    e poco importa se questo sentimento rimarrà solo un sogno, una chimera....

    Comunque lo vivo e mi fa stare bene,
    non mi fa male, mi regala un turbinio infinito di emozioni,
    rimarrà il mio segreto forse per sempre....

    Ora lo so.... a volte capita davvero..... si ama e si è disposti a tutto
    per chi ci scalda il cuore, anche senza manifestarlo, tenendolo dentro per sempre,
    perchè non mi serve averti accanto, mi basta sapere che ci sei, e che per te conto!!!

     
  • 10 agosto 2010
    La polvere sul cuore

    Quando due anime smettono di parlare
    e chi ci regalava emozioni non lo fa più,
    quando chi dice di volerci bene
    è la prima persona a ferirci e farci del male,
    quando il sorriso si trasforma in pianto
    e la voglia di condividere finisce,
    quando le paure riaffiorano e le ansie si moltiplicano
    ... è meglio fermarsi e respirare.

    Non possiamo consentirlo a nessuno,
    meglio star male un po' e poi ripartire,
    la vita ha bisogno di colori, di allegria,
    di sogni e di fantasia, ma anche di parole...
    parole vere, sentite, dette...
    non servono a nulla i silenzi o i sottointesi...
    chi non parla e non si racconta ci tiene a distanza
    ed a distanza ci si pone e si rimane!

    Bisognerebbe far qualcosa per stare meno male...
    un po' di polvere a far sparire il dolore,
    quello che ti prende fino alle viscere più profonde,
    impedendoti anche di respirare.
    La polvere che non è magica, ma spaventosa,
    perchè oscura sentimenti ed alimenta paure,
    una polvere che sporca anche le cose più belle
    e ti impedisce di stare bene...

    Una polvere insidiosa, perché staziona e fa male...
    la polvere che si posa sul cuore!

     
  • 29 marzo 2010
    Notte

    Notte di luna, notte di stelle,
    notte di brividi lungo la pelle.

     

    Notte di sogni mascherati,
    notte di giochi colorati.

     

    Notte di pagine da sfogliare,
    notte di ricordi da assaporare.

     

    Notte di parole non dette,
    notte di gesti non fatti.

     

    Notte di amori inconfessati,
    notte dolce per gli innamorati.

     
  • 15 febbraio 2010
    Le stelle del cuore

    Ci vivono accanto,
    silenziosi ed attenti.

    Ci tendono la mano
    se ci occorre un aiuto.

    Non li vediamo,
    ma sentiamo la loro presenza.

    Ci mancano e li piangiamo,
    ma sono una guida costante.

    Il loro ricordo non ci abbandona,
    ci stimola, ci incoraggia, ci sostiene.

    Sono angeli senza ali,
    sono stelle che brillano nel nostro cuore.

    Sono coloro che ci hanno abbracciato,
    che abbiamo perso e che non dimentichiamo.

    Smettiamo di piangere,
    non è quello che vogliono.

    Viviamo anche per loro,
    è quello che ci chiedono.

     
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  • 07 gennaio 2014 alle ore 1:07
    Prova di coraggio o coraggio di provare

    Come comincia: Dopo tante avventure abbiamo veramente bisogno di rilassarci un pochino. Il tempo scorre, tranquillo, Camomì, la barca, è ormeggiata a largo e noi, a nuoto abbiamo deciso di raggiungere la riva.
    Non sappiamo esattamente dove siamo, ma ha poca importanza.
    Siamo partiti sicuramente per conoscerci meglio, ma è anche vero che la nostra intenzione è quella di conoscere nuovi mondi, posti mai visti e che probabilmente, senza l'aiuto della magia non avremmo mai potuto vedere!!!
    Una volta a riva, un poco affaticati, ci sdraiamo immediatamente al sole.
    L'aria è fresca, ma il sole ci scalda, velocemente!!!
    "Gian, ho sete.... ti va di arrivare a quel chioschetto.... guarda che bei cocktail!!!"
    "Simo, io ci vado, ma non puoi aspettare ancora un po'.... dai... rilassiamoci ancora qualche minuto....!!!"
    Quando voglio, però, sono veramente una rompiscatole e mio fratello, da tesoro quale è, si alza e si avvia verso il chioschetto.
    Torno a sdraiarmi ed a godermi i raggi del sole.
    Probabilmente mi addormento, perchè quando apro gli occhi il sole è meno caldo e di mio fratello non c'è ombra.
    "Gian.... Gian.... dove sei???" lo chiamo, anche spaventata.... guardo a largo, Camomì è ormeggiata esattamente dove l'avevamo lasciata. Mi volto verso il chioschetto, è ancora aperto e mi ci dirigo di buon passo .....
    "Mi scusi, ha per caso visto mio fratello???? E' un omone alto alto.... con gli occhi buoni!!!"
    Il barista mi guarda sorridendo.... "Il gigante???? Si è venuto qui un paio di ore fa, ha preso due cocktail e si è diretto lì.... vede signorina.... lì in fondo, dove ci sono le montagne. Mi ha detto: - tra poco verrà mia sorella, le dica che mi l'aspetto lassù in cima e che non usi trucchi... ce la deve fare da sola!!! - ecco questo è tutto.... posso chiudere e .... buona passeggiata....".
    Penso che mio fratello deve essere impazzito, come può anche solamente immaginare che io prenda e mi metta a scalare una montagna da sola, senza attrezzatura e, soprattutto, senza averlo fatto mai prima.  Mi domando cosa gli sia passato per la testa. E' vero che in più di una circostanza gli ho manifestato la mia intenzione di scoprire anche quel mondo, ma questo è veramente troppo, anche per una folle come me.
    Decido di tornare da Camomì, la barca, e mi tuffo in acqua.
    Qualche vigorosa bracciata e salgo sul nostro rifugio.
    Inizio a piangere, si perchè mio fratello non mi aveva mai lasciata sola prima ed io ci sono rimasta male.
    "Ma come stiamo facendo un viaggio insieme e lui mi sparisce così, senza preavviso, senza salutarmi?"
    Vado sotto coperta e cerco nella borsa un libro da leggere, ma non trovo nulla.
    Carta e penna, Gian ne ha portati in quantità ed anche io ho la mia buona scorta, ma niente da fare non c’è neppure un foglietto, né una matita.
    Mi guardo intorno smarrita, non capisco.
    “Ma che sta succedendo…. Perché non posso leggere e neppure scrivere???” le lacrime sul mio viso scendono in maniera sempre più copiosa…. E stavolta non c’è nessuno ad asciugarle.
    In lontananza vedo la montagna che mi aveva indicato il barista e provo, verso di lei, un sentimento strano, quasi odio.
    Il cielo è cupo e il mio umore ancora di più.
    Improvvisamente un lampo nel cielo…. “Si, buonanotte, ci manca solo il temporale e poi ho fatto bingo!!!”
    Ma non era il temporale…. Una stella cadente ha solcato il cielo….. mi accorgo che l’atmosfera è cambiata. 
    C’è qualcosa di magico che sta circondandomi.
    “Simona, Simona, così non va bene!!! Che combini? Ti stai infuriando con tuo fratello solo perché ha deciso di andare in montagna e di aspettarti sulla cima? Mica ti ha detto addio…. Ha semplicemente proposto qualcosa di diverso da fare, stavolta, separati.”
    Non capisco chi stia parlando, non la stella di sicuro, è lontana, all’orizzonte, ma ormai sono talmente abituata che di certo non mi spaventa una voce così dolce.
    “Chi sei? La mia coscienza che mi tira le orecchie forse?” Domando mentre gli occhi cominciano ad asciugarsi.
    “Lo so di essere terribile e di soffocare mio fratello con le mie manie e le mie paure, ma non avrei mai immaginato che potesse scomparire senza una parola, senza un saluto….”
    “Simo, ma che dici? Ma ti rendi conto? Ti ha lasciato tutto quello di cui avevi bisogno, devi solo raccogliere il coraggio che certo non ti manca e partire. E' una sfida che ti ha proposto. Dopo tante parole ti chiede di dimostrargli, con i fatti che ce la puoi fare anche da sola..... non ti ha abbandonata, anzi, mi ha mandata appositamente per prendermi cura di te. Aveva immaginato la tua reazione!!! Dai, ora torno nel mio mondo: ti consiglio solo, ormai, di aspettare domani mattina, è tardi per affrontare la montagna....."
    La voce svanisce nel nulla ed io smetto di chiedermi a chi appartenesse.
    Ho capito la lezione, sia quella della voce che quella di mio fratello: è giunto il momento che io provi a farcela da sola, con le mie sole forze.
    Mi metto immediatamente a dormire per prepararmi alla sfida che mi aspetta il giorno dopo....
    E' l'alba quando apro gli occhi, io sono pronta a partire. Camomì mi lascia proprio sulla riva. Ho preparato con cura lo zaino, riempiendolo di tutto ciò che ritenevo potesse essermi utile. Ho il sorriso sulle labbra e sono pronta.
    Scendo e mi avvio verso il chiosco per chiedere maggiori informazioni e dettagli sul percorso da fare.
    "Sorellì? Dove te ne vai così di buon'ora? ma come una dormigliona come te?????"
    Si, è proprio mio fratello, seduto al tavolo che fa colazione!!!!
    "Gian, che bello Gian!!!" e gli salto al collo rovesciandogli tutta la spremuta addosso!!!!
    "Stavo venendo a raggiungerti.... perchè sei tornato???"
    "Sssshhhhhh!!! Ora so che puoi farcela, non mi serve altro!!!" mi tende la mano ed insieme ci incamminiamo verso la vetta della montagna.

     
  • 06 dicembre 2013 alle ore 23:37
    Parigi... ed impariamo l'amore!

    Come comincia: Camminiamo guardandoci negli occhi, senza percepire stanchezza.
    Completamente soddisfatte ed appagate lasciamo che il mondo si arrovelli nelle sue problematiche quotidiane, noi teniamo solo la gradevole sensazione di quello che maggiormente ci rende felici.
    E' tempo di fare la prima tappa nel lungo tour che si suppone sarà questo viaggio ed, in perfetta armonia, decidiamo di scendere dall'arcobaleno.
    E' notte fonda, non abbiamo neppure modo di renderci ben conto di dove siamo, la priorità, ora è trovare un posto per riposare, anche se, onestamente, tanto stanche non siamo!!!!
    Non abbiamo molta scelta, ci guardiamo intorno e, come d'incanto scopriamo che proprio a pochi passi c'è una piccola locanda e sull'insegna l'incoraggiante scritta "PREZZI MODICI"...
    Siamo partite con pochi soldi in tasca, un po' sconsiderate non c'è che dire, ma un pizzico di sana incoscienza ci appartiene e non sarà di certo la mancanza di denaro a fermarci.
    Entriamo e per prima cosa decidiamo di mettere qualcosa nello stomaco...
    Affamate come lupi e neppure ce ne eravamo rese conto prese com'eravamo dalle nostre chiacchiere, divoriamo tutto quanto ci viene messo nel piatto ed i bicchieri si svuotano quasi d'incanto...
    L'avventore è un tipo estremamente gradevole e, considerato che siamo praticamente le uniche clienti in quel momento, decide di farci compagnia e di raccontarci un po' delle abitudini di quei posti.
    Siamo in Liguria, ce lo ha appena detto, a pochissimi chilometri da Ventimiglia e questo giustifica l'improvviso "ingrifamento" dei capelli di entrambe: la salsedine nell'aria la fa da padrona, così come il profumo del mare... anzi, se prestiamo un po' di attenzione, riusciamo perfino a sentire il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli!!!!
    Siamo circondate da un silenzio quasi irreale che ci aiuta a rilassarci e, in qualche modo, ci induce a ritirarci presto nella nostra camera...
    Non abbiamo bagaglio con noi, è rimasto tutto sull'arcobaleno e, per questo, facciamo poco disordine... una doccia veloce per toglierci di dosso un po' di stanchezza e via sotto le coperte: io vestita di tutto punto neppure dovessi affrontare dieci gradi sotto zero e mia sorella coperta dello stretto indispensabile per non essere indecente!!
    Ci addormentiamo subito e, subito, veniamo trasportate in un mondo che solo all'apparenza ci è noto!!!
    Inconfondibili le guglie di Notre Dame... siamo a Parigi La Ville de' l'amour....
    Confuse tra la gente e separate dalla stessa ci troviamo, improvvisamente, di fronte coloro che da mesi e mesi riempiono i nostri pensieri...
    Ci guardiamo, perplesse, non è possibile, non può essere vero!! Per tante ragioni, ma soprattutto perchè loro non sanno quello che proviamo e quindi non c'è ragione che siano qui.... anzi, probabilmente pensano di essere "uno dei tanti".
    Del resto è stato sempre un problema questo, soprattutto per me, manifestare i sentimenti mi spaventa: se poi si tratta di un uomo.... mamma mia... me la dò a gambe levate!!!
    Mia sorella appare più serena, ma è una posa, anche lei ha sofferto tanto per amore e si trincera dietro un'aggressività che le appartiene sicuramente, ma che in certe situazioni esaspera per autodifesa!!!
    Ed ora eccoci qua, di fronte all'oggetto dei nostri desideri: ognuna il suo, e certo mica uno in due!!! 
    Siamo un attimo sbalestrate è chiaro per tutte e due ormai che questo non è un viaggio come tanti, ma addirittura questo ci sembra troppo... cerchiamo l'una lo sguardo dell'altra e leggiamo la stessa luce negli occhi: felicità... appagamento... desiderio realizzato!
    I due ci guardano sornioni, sembra sappiano tutto, sorridono e ci si avvicinano!!!
    Io mi sento sussurrare nell'orecchio "lasciati andare, non ti nascondere più, sei bella, puoi avere il meglio!! Il passato è passato e per quanto ti abbia ferita non c'è più, riprendi il tuo cammino, riprenditi la vita... ama, ma soprattutto lasciati amare!"
    Mia sorella mi guarda sorridendo e, proprio in quel momento, sente anche lei frasi sussurrate, che le aprono il cuore le restituiscono quello che pensava perso per sempre "Ehi, ma lo vedi come brilli??? quanto sei ricca dentro??? quanta luce trasmetti??? l'allegria, la spensieratezza, i sogni!!! Lo vedono tutti... non soltanto tu... ti hanno capita... sei da amare!!"
    Accogliamo quelle parole ed è come se ci si spalancasse davanti un universo sconosciuto: labbra sulle labbra... occhi negli occhi... il  mondo siamo noi!!!
    Camminiamo per le vie di Parigi col sorriso stampato sul viso ed il cuore in subbuglio!!!
    Quante volte avevano immaginato di vivere una simile situazione proprio con loro? ed ora sta succedendo: abbracciati, finalmente, poter sentire il profumo della pelle dell'altro confondersi con il proprio... sentire l'amore scaldarci, più di quanto non riesca a fare il sole...
    Tutto sembra più semplice.... e magari un sogno potrebbe anche non finire!!!
    Cosa succederà al nostro risveglio? non lo sappiamo e neppure ci interessa più di tanto ci stiamo godendo il momento come sempre dovrebbe essere... 

     
  • 28 marzo 2013 alle ore 11:39
    I colori della mia vita

    Come comincia: Cosa caspita sta succedendo: era giorno un minuto fa e d'improvviso le tenebre sono scese e mi hanno avvolta quasi fossero un mantello.
    Mi sento soffocare, non ho mai amato il buio e questo poi ha qualcosa di stregato, mi sconvolge ed oltre tutto mi rendo conto che sto lentamente perdendo le forze.
    Dopo pochi istanti mi ritrovo sdraiata a terra, completamente immobilizzata, non ho più il controllo delle mie gambe, delle mie braccia, del mio corpo insomma.
    Riesco a malapena a muovere gli occhi e quindi inizio guardarmi intorno, ma in realtà non vedo proprio nulla, perché il buio è pressoché totale.
    Sento dei passi e terrorizzata penso di domandare chi c’è ma la voce non esce.
    In quello stesso momento una mano si poggia sulla mia fronte ed un calore innaturale mi penetra nella mente. Sta accadendo qualcosa di magico.
    È piacevole questo tepore… e meravigliosa la capacità che ho acquisito di poter esprimere ciò che sento senza aver bisogno di usare le parole. Cielo che comodità…
    capita troppo spesso che le parole vengano fraintese o male interpretate e che questo crei abissi che spesso è impossibile colmare.
    Continuo a percepire quel tocco e la mente si fa sempre più leggera, leggera, leggera.
    Quando decido di riaprire gli occhi ho un’altra sorpresa che mi attende: ed ora cos'è quel foglio bianco lì davanti? o è uno schermo? non capisco.
    Mi sono lasciata il ruscello alle spalle e con esso anche la parte di me più istintiva e consapevole; da quando ho ripreso il cammino in questo bosco mi sta capitando di tutto le cose più strane ed inverosimili, in questo momento, però, sono davvero spiazzata, perché non riesco a comprendere cosa stia succedendo.
    Quello che mi trovo di fronte, foglio o schermo che sia, non ha alcuna pertinenza con l'ambiente in cui mi trovo e tanto meno con l'esperienza che sto vivendo.
    Mi guardo intorno cercando di trovare una risposta, ma l'unica cosa che sono in grado di percepire è l'incredibile sensazione di pace e serenità che mi circonda.
    Mi sento toccare la spalla ed istintivamente mi volto (si riesco nuovamente a muovermi!!) per guardare chi sia ad attirare la mia attenzione:
    "Ciao bimba, sono arcopenna, e son qui per aiutarti a riempire quel mastodontico lenzuolo che ti è apparso di fronte. Puoi farlo come preferisci, se non vado bene io basta che me lo dici, chiamerò mio fratello, pennelbaleno che insieme a nostra cugina, colortavolozza, ti aiuterà a dar sfogo alla tua voglia di manifestare le emozioni."
    Ormai nulla mi meraviglia più, figuriamoci, quindi, sorridendo rispondo in un baleno:
    "mi conosci bene: noto che ti sei palesata per prima, sai che l'unico modo che conosco per non nascondere quello che sento è farlo scrivendo..." mentre parlo il lenzuolo si riempie di parole, esattamente quelle che sto pronunciando ed ognuna ha un colore diverso, in relazione al significato che ha o che io gli attribuisco.
    E' bello notare come tutto quel bianco stia trasformandosi in una gigantesca macchia di colori: perché i colori danno colore, regalano allegria e ci riempiono di energia.
    "Sai arcopenna, è divertente. È tanto divertente riuscire a raccontare la propria vita a colori, vedere il nero che si trasforma in grigio, per poi passare a tonalità di volta in volta più tenui e solari: è un po’ il senso della mia vita”
    Con arcopenna a farmi da fermaglio per i capelli prendo pennelbaleno e colortavolozza e di buona lena inizio a dipingere… dipingo e parlo… ed arcopenna scrive ed il lenzuolo è un insieme di parole e disegni… e tanta allegria!!!
    Un lenzuolo a raccontare la mia vita: a chi la vuole conoscere, per spiegare da dove vengo e dove sto andando, come intendo farlo, con quali mezzi e quali intenzioni.
    Uno schermo su cui proiettare paure, sentimenti, emozioni e voglia di vivere e divertirmi, per tirarle fuori da me e lasciare che non facciano più paura, che non possano ferirmi in alcun modo!!
    Ormai non è rimasto neppure un puntino bianco, ho smesso di parlare, tolgo arcopenna dai capelli, metto in bocca pennelbaleno e poggio a terra colortavolozza! Osservo soddisfatta il mio capolavoro.
    Arcopenna mi sorride e mi dice “dagli un titolo e firmalo, solo così lo sentirai completamente tuo”
    “Il nome è facile – I colori della mia vita – e la firma vieni qui… la metto subito”
    Col sorriso stampato sulle labbra siglo il lenzuolo, poi lo piego e, da enorme che era, riesco a ridurlo a poco più di un fazzoletto, me lo infilo nelle tasche dei jeans.
    Saluto i miei nuovi amici e mi rimetto in cammino… sono persa nei miei pensieri e, per questo, non mi accorgo di una radice che sporge del terreno ed il destino vuole che io ci inciampi e finisca rovinosamente a terra sbattendo anche la testa (fosse una novità poi… mi chiamano mica “intruppona” a caso…).
    Mi risveglio dopo poco e…. mi ritrovo a terra… completamente immobilizzata… circondata dal buio e col tepore di una mano sulla fronte che mi legge dentro.
    È stato solo un sogno… ora che me ne rendo conto sono un po’ dispiaciuta. È stato tutto così meravigliosamente vero e piacevole e liberatorio.
    Per una volta avevo espresso le mie emozioni con le parole invece che per iscritto, per una volta mi ero concessa il lusso di essere completamente me stessa ed ora… ora mi accorgevo che era solo un desiderio inespresso che durante il sonno si era palesato.
    Il tepore si sta attenuando e una voce mi sussurra “Allora bimba? Ti è piaciuta quest’esperienza? Simpatici i miei amici vero? Vedrai, se troverai dentro di te la forza per aprirti e parlare… li incontrerai di nuovo”.
    Improvviso un raggio di sole squarcia il buio, non sento più la mano sulla mia fronte e mi rendo conto di aver riacquistato la completa padronanza del mio corpo.
    Lentamente mi alzo da terra ed infilo la mano nella tasca dei jeans, tocco il lenzuolo, sorrido e mi rimetto in marcia!

     
  • 09 marzo 2013 alle ore 1:25
    Di notte

    Come comincia: E' notte fonda, mi sveglio di soprassalto: è strano, come se qualcosa di imprevisto ed imprevedibile abbia interrotto il mio sonno.
    Chi lo sa: un sogno poco gradevole? un dolore causato da una posizione sbagliata? qualsiasi sia stata la causa sta di fatto che, alle 3.00, mi rigiro nel letto senza sapere bene cosa fare.
    Mi alzo e vado in cucina: forse una tazza di latte caldo può servire a rilassarmi e quindi contribuire a farmi riprendere sonno.
    Silenziosamente, per non svegliare nessuno, prima di accendere la luce chiudo la porta: vedo il pacchetto di sigarette sul tavolo e me ne accendo una.
    Il bricco è già sul gas, prendo il barattolo della cioccolata e ce ne metto due cucchiai colmi: giro lentamente.
    Il fumo che sale dalla sigaretta si compone in spirali, le seguo con gli occhi e lascio i pensieri vagare liberamente.

    Come è strana la vita, dopo anni spesi a punirmi di qualcosa di cui non sono mai stata responsabile, ho rischiato di ricominciare, ma l'esperienza conta qualcosa, almeno per me e, fortunatamente, mi sono fermata in tempo.
    Già, stavolta non sono stata così presuntuosa da voler fare tutto da sola o, forse, stavolta ho capito di non aver colpe da dover scontare.

    La strada intrapresa è quella giusta, ne sono sicura.
    Sento che giorno dopo giorno le cose vanno meglio e riacquisto voglia di fare e amore verso me stessa.
    Si allontanano i cattivi pensieri, i ricordi dolorosi, le persone che mi hanno ferito, quelle che non hanno capito e coloro che ho perso... il centro, ora, sono io!
    Non serbo rancore, è un sentimento che non mi appartiene, lascio sempre uno spiraglio aperto per chi vuole rientrare: non serve bussare, basta entrare con discrezione e, soprattutto, con sincerità.

    La sigaretta è finita e con essa hanno smesso di formarsi le spirali, i pensieri tornano al loro posto.
    Spengo il gas, prendo una tazza e ci verso la cioccolata bollente!!
    Mi siedo al tavolo ed inizio a sorseggiarla, il calore che sprigiona mi regala una sensazione gradevolissima: dolcezza!!
    Il profumo di quella cioccolata bollente ha riempito la cucina ed è inebriante: esattamente come la vita che intendo vivere da ora in poi!!!

     
  • 18 febbraio 2013 alle ore 0:48
    Come Mary Poppins

    Come comincia: Un colpo di vento, un pizzico di magia ed ecco che l'ombrello prende il volo e la porta via!!

    Una giornata di quelle che possono essere definite apocalittiche; piove dalle prime ore del mattino incessantemente e si è anche alzato un vento forte e fastidiosissimo... nonostante il cappello della giacca a vento alzato, si vede costretta ad aprire l'ombrello per ripararsi a dovere.
    Quella folata l'ha colta impreparata per certi versi, ma per altri è stato lo spunto per staccarsi un po' dalla realtà quotidiana che è noiosa e particolarmente sgradevole in questo periodo!
    Problemi in casa, la sorella che continua ad avere incidenti apparentemente casuali, ma che le stanno creando non pochi disagi... la laurea della figlia e la sua incapacità di farle sentire la sua presenza...
    siamo alle solite: non riesce ad essere se stessa in famiglia e non ne comprende la ragione...
    E' un segno del destino? oppure soltanto un colpo di fortuna? sta di fatto che il vento si insinua nell'ombrello e la solleva da terra, in un istante si ritrova in viaggio oltre le nuvole, è quasi un sogno, finalmente ha la testa libera dalle preoccupazioni quotidiane riesce a rilassarsi, a guardare alla sua vita con un pizzico di ottimismo, quell'ottimismo che da un po' le manca: non è il fallimento che pensa di essere, ha sbagliato tanto, ma è stata anche capace di rialzarsi, di sollevare la testa ed urlare a tutti le proprie ragioni.... beh, forse non proprio a tutti, ma c'è tempo, si può porre rimedio...

    Lassù è tutto incredibilmente bello... vede una nuvoletta bianca e spera di poter fermarsi lì, almeno qualche momento.
    E' un viaggio magico, quindi il suo desiderio viene esaudito, il suo originale mezzo di trasporto cambia direzione: ecco... ci siamo... un morbidissimo atterraggio... si siede, chiude l'ombrello, lo poggia lì accanto a lei e si mette ad osservare quello che la circonda... c'è tanta pace... ma anche allegria: sente le risate di quel gruppetto di bambini che, sotto il diluvio, si rincorrono e sguazzano nelle pozzanghere: lo aveva fatto tante volte anche lei... e poi era come se fosse circondata e riscaldata da presenze discrete ed attente, si sentiva protetta, quasi coccolata... un soffio d'aria le toglie i capelli dalla fronte, un altro le sussurra "spera e, soprattutto, non arrenderti".... e poi tanto azzurro...!!!
    Il sorriso che ha dipinto sulle labbra sarebbe da immortalare per sempre: solo in un'altra circostanza aveva sorriso così...
    Deve fare qualcosa... testimoniare, in qualche modo, la sua presenza il quel luogo ed in quel momento, far arrivare il suo messaggio... ma non sa come....
    Un gabbiano, proprio in quel momento, le passa accanto, le strizza l'occhio e, chissà forse casualmente, perde una piuma...
    Lei non si lascia scappare l'occasione e prontamente la raccoglie: sa bene che è l'ideale per scrivere e questo fa, immediatamente, intinge l'improvvisato pennello nella nuvola e scrive: EHI... LAGGIU'... PUOI NON CREDERMI, MA TI VOGLIO BENE!!!!

    Non ha una borsa, solo tanta fantasia: un colpo di vento, un pizzico di magia ed ecco che l'ombrello prende il volo e la porta via!!

     
  • 27 ottobre 2012 alle ore 19:34
    Cioccolata, biscotti.... ed una sedia vuota!

    Come comincia: Lei uscì sbattendo la porta.
    La situazione era veramente diventata insostenibile.
    C’era troppo angoscioso silenzio che si alternava a litigi senza fine. Loro due non avevano proprio più nulla da dirsi ed era insopportabile.
    La richiesta di lui di mettere la parola fine era fin troppo chiara e non c'era più spazio per provare a recuperare un'amicizia, per quanto bella ed importante fosse stata.
    A volte tra amici succede. In certe circostanze le discussioni diventano anche terapeutiche per certi versi, ma loro due erano andati oltre: avevano permesso ai malintesi di avere la meglio e, soprattutto, troppi estranei avevano ficcanasato nel loro rapporto.
    A lei appartiene lottare, anche per le cose apparentemente meno importanti, perché è consapevole che nei rapporti, di qualsiasi tipo essi siano, si debba sempre dare il massimo.
    Lei, però, è anche una che non sa fermarsi per prendere tempo e respirare: parte come un treno e dice cose che spesso non pensa ed in cui neppure si riconosce.
    Ma è proprio quella la sua peculiarità caratteriale di spicco: non sempre ha voglia di dare spiegazioni a persone che dovrebbero conoscerla e fidarsi di lei.

    Non sempre le va di giustificare i suoi comportamenti, anche se si rende conto che spesso ce ne sarebbe bisogno.
    Lei dopo, sempre dopo, riconosce che una buona dose di umiltà, quella si, gli è sempre mancata, poi si ripromette di ricominciare il giorno dopo, esattamente nello stesso modo in cui si affronta una dieta.
    Questo è il refrain della sua vita: quante  persone davvero importanti ha perso? Orgoglio? Probabilmente, anche se la sua maledetta insicurezza le ha sempre condizionato la vita.
    Ora è in strada già da un po' e poco le interessa di come i passanti la guardano visto che sta piangendo come una bambina.
    Non si è mai vergognata delle lacrime.
    Per lei sono un’estensione dell’anima: il veicolo trasparente all'interno del quale viaggiano momenti belli e momenti brutti ed è il modo in cui un essere umano si ripulisce dai residui anche se, a cinquant'anni suonati, il tutto può apparire come il segno di un'incapacità a vivere le emozioni con il giusto equilibrio.
    Quanto vorrebbe essere diversa, lasciare che la sua vita prenda una piega differente, e concedersi il lusso di scusare e perdonare le persone che ama, ma soprattutto se stessa.
    Fa freddo e piove, ma non ha voglia di tornare a casa perché sarebbe costretta a spiegare quello che sta succedendo ed in questo momento è proprio l'ultima cosa che sente di poter fare.
    Decide di entrare in una caffetteria per prendersi una cioccolata calda con la speranza di togliersi quel freddo che le è penetrato fin dentro le ossa.
    Dopo pochi minuti una tazza fumante è sul tavolino e intorno ad essa ci sono quattro biscotti e la sua tremenda solitudine.
    E' meno di mezz'ora che si è chiusa la porta alle spalle e se ne è già pentita.
    Poteva fare diversamente?
    Era così che doveva andare?
    Gli manca da morire.
    Osserva distrattamente il cameriere che chiude dietro a sé la porta della cucina.
    Anche lei, quel giorno, ha chiuso una porta ma, forse, quella del cuore ancora no.
    Ed è un tavolino con una tazza di cioccolata calda, quattro biscotti intorno e una sedia vuota, quello che rimane di quella sua giornata.
    Lei sta tornando sui suoi passi e lo sta facendo di corsa.... pur sapendo che è un errore, però è inevitabile considerando i pensieri che le affollano la mente e la malinconia che la sta lentamente sovrastando... già i pensieri... riuscire a fermare la testa, almeno per un momento, un istante prezioso in cui guardare le cose con obiettività e riconoscere quella realtà che le è ben chiara da sempre!!!
    Ha capito che solo con lui è felice e non si sente sola!!

     
  • Come comincia: Dopo il bosco mi rimangono ancora molti sogni da realizzare. So che succederà prima o poi, ma intanto mi porto avanti, vedo cosa riesco a fare.
    Il viaggio è ripreso.
    Io dormicchio, dormicchio nel senso che sto con gli occhi chiusi, ma la testa è sempre vigile, pronta a cogliere tutti i movimenti della cara Camomì….. povera barchetta, gliene stiamo facendo fare di strada e stavolta poi…. Lunghissimo viaggio.
    Dai monti del Friuli, in una sola notte ed in barca a vela, arriviamo sulle coste dell’Africa.
    L’Egitto…. Un altro dei miei sogni….
    Anche in questa occasione il mio compagno di viaggio ne’ dovrà sopportare delle belle…..
    Tanto per cominciare il caldo…. Lui è un “nordico” mica come me…. Lui ama il freddo delle sue montagne e dove lo porto io? Praticamente all’equatore.
    Ma sopporterà…. Ormai ci è abituato alle stravaganze della sorella.
    Il paesaggio che ci appare davanti agli occhi è indescrivibile… l’impressione che suscita addirittura devastante.
    Vicino alle Piramidi mi sembra veramente di essere un puntino…. Anche mio fratello, un omone, sparisce al loro cospetto. E la Sfinge???? Ne vogliamo parlare???
    Insisto ed alla fine entriamo…. Il buio…. è tutto un mistero, sono mille le sensazioni che mi avvolgono e contemporaneamente sconvolgono la mia mente ed i miei sensi.
    Sono ammutolita, il Jolly mi si avvicina ancora di più, mi da due colpetti sulla spalla ed in un orecchio mi sussurra: ““Sorellì, se savevo che te gaveria fato 'sto efeto te gaveria portada prima!!!!!!"
    Tutto quanto ci circonda mi porta in un mondo sempre immaginato, sognato, ma ora incredibilmente reale.
    “Gigante, da oggi diventi un nanerottolo, sappilo, ed io, conseguentemente, una pulce…., ma lo vedi???? Ma lo vedi che meraviglia…..”
    Solo questa breve frase, poi il silenzio torna ad impadronirsi di me ….. sono irriconoscibile, quasi trasfigurata, non sembro neppure io, sono incantata… ho lo sguardo sognante ed il cuore in tumulto!!!
    Non esiste più nulla intorno…. Solo quella magnificenza….
    Un tuffo nella storia ad immaginare la vita dei Faraoni!! Chi lo sa…. Forse in un’altra vita sono appartenuta a questo popolo, ero una di loro…. È troppo il fascino che esercitano su di me questi posti…..
    Sono passate delle ore ed il mio compagno di viaggio, lentamente, mi porta verso l’uscita, per farmi ritrovare il contatto con la realtà, probabilmente anche lui stupito dalla mia reazione, ma non certamente meno coinvolto dalla bellezza di quanto ci circonda.
    Ma “camomì”, la sorella non la barca, tranquilla riesce a rimanere per poco, non è proprio possibile farmi trovare pace: “Fratelloneeeee, lo sai vero ora cosa facciamo?????? Cammelli!!!!!”
    Lo sguardo che mi rivolge è tutto un programma…. Stavolta sto veramente rischiando grosso….
    “Senti, tesoruccio caro, sei tu quella che mi ha detto di non essere mai salita su di un cavallo o sbaglio? Sei tu quella che ha paura di cadere anche da una staccionata o sbaglio? Sei tu quella che mi ha mandato ai matti perché eravamo troppo vicini ad un burrone e ti girava la testa o sbaglio???? Mi spieghi, per favore, dove sono finite le tue paure????”
    “Ahi ahi ahi, ma come, non lo hai sentito???? Il cammello mi ha chiamata da parte e mi ha detto che deve farci vedere dei posti bellissimi, pieni di poesia, quelli che piacciono tanto a noi!!!! Guarda: ho portato la bacchetta magica, la paura la mando via con questa….”.
    Sto dipingendo questo mio compagno di viaggio come un rompiscatole, ma in realtà sono io che lo esaspero: lui è anche più sognatore e matto di me….. ma come si dice, a tutto c’è un limite ed a me capita spesso di oltrepassarlo.
    E poi sono diversi gli approcci! Mi spiego meglio: a tutti e due piace viaggiare, confrontarci con nuovi mondi e nuove culture, ci piace parlare, scrivere, giocare, prenderci in giro, ma lo facciamo in modo diverso l'uno dall'altra, per mille ragioni, non ultima il nostro passato e la nostra città di origine.
    Tornando all’escursione, salgo sul cammello sotto lo sguardo vigile del mio fratellone, pronto a prendermi al volo in caso di fragorosa caduta non del tutto imprevista ed inattesa.
    È proprio un tesoro, non c’è che dire!!!
    Partiamo, io, mio fratello ed i cammelli: sono loro a condurci per quel paesaggio incantato. Loro ne conoscono ogni sfumatura e vogliono farcela gustare. Ed accipicchia se ce la gustiamo….. posti indescrivibili, da vedere e basta, non ci sono parole adatte a descriverli.
    Vedo il mio Jolly chinarsi verso il suo “destriero” e sussurrargli qualcosa nell’orecchio!!!
    “Non ci provare sai…… che hai in mente? Che gli hai detto???? Guarda che passi un guaio!!!”
    Ridacchia il mio fratellone e non mi piace….. ne sta organizzando una delle sue….
    Sono talmente preoccupata da quello che mi sta per capitare da non accorgermi che, improvvisamente, il paesaggio è cambiato….. siamo sulle sponde del Nilo, ma la cosa sorprendente è che c’è “camomì” ad attenderci…..
    Risaliamo il Fiume, sono appagata, felice, soddisfatta ed incredibilmente grata all’uomo che mi siede di fronte e che ha reso tutto questo possibile.
    Ma è un attimo…. Il Jolly si alza, mi viene vicino e….. “ecco, ora mi abbraccia, si è accorto di quanto sto bene e vuole condividere con me questo momento!!!!”
    “Sogna, Simo, sogna….” mi sussurra in un orecchio “….. ma in acqua!!!!!!”
    devo spiegare cosa sia successo??? Non credo.
    Un giorno il caro Jolly mi spiegherà perché si diverte tanto a vedermi in acqua…. Per il momento mi tocca subire.
    Anche quest’avventura è finita, lasciandomi un incredibile senso di pace dentro.
    So che le descrizioni non sono sufficientemente efficaci, ma non è facile spiegare quello che si conosce solo per sentito dire o per averlo visto in foto.
    So che, un giorno, in quei posti andrò sul serio e che quelle emozioni saranno reali, ma sono altrettanto convinta che nulla ci sarà di diverso nelle sensazioni che mi susciteranno.

     
  • 19 settembre 2012 alle ore 11:29
    Lettera mai spedita

    Come comincia: Il cellulare è lì, poggiato sul tavolo, sembra guardarla ed invitarla a comporre il numero, ma non sempre la cosa più giusta da fare è la più semplice ed allora lei, pur continuando a guardarlo, preferisce prendere carta e penna ed iniziare a scrivere.
    "Ciao, sono io, non ti meravigliare per queste poche righe che sto per scriverti ed evita anche di preoccuparti, non ho alcuna intenzione di fare scenate, ho solo bisogno di spiegare, per poter mettere il punto in fondo alla frase, per poterti dire addio con serenità, per poter ripartire senza rimpianti!
    Non mi aspettavo una tua reazione così drastica, un allontanamento si, ma la chiusura totale no, non me la sarei mai immaginata. Pensavo di conoscerti e che tu conoscessi abbastanza me per capire che il mio confidarmi era semplicemente il bisogno di essere sincera con te, di confessare quello che provavo, senza, per questo, aspettarmi nulla da parte tua.
    Sai avrei potuto rigirare tutte le tue accuse e dirti quello che era arrivato al mio di orecchio, ma ho preferito tacere ed ho intenzione di continuare a farlo, perché hai scelto di fidarti di chi ti ha raccontato tutto quello che mi hai, con tanta violenza, vomitato addosso, senza pensare che, magari, potevano essere state fraintese parole, discorsi o anche, semplicemente, quella persona poteva aver tratto delle sue conclusioni, attribuendo a quanto detto da me un significato che non era quello che io volevo dargli. Taccio, perché è evidente che la tua scelta l'hai fatta e che il mio pensiero non conta!!!
    Non voglio rimproverarti nulla voglio semplicemente dirti che quello che c'era tra di noi (e sto parlando dell'amicizia) per me era vitale... e tu lo sapevi!!!
    Voglio dirti che se avessi ricambiato i miei sentimenti non sarebbe cambiato nulla da parte mia, perché mi sono già trovata in una situazione simile (e te ne ho parlato) ed ho preferito sparire, cancellare lui e tutti i miei amici, piuttosto che mettermi in mezzo ad una relazione... e lì ero ricambiata... talmente tanto che dopo 20 anni quella stessa persona continuava a cercarmi....
    Voglio dirti che sono una persona pulita, vera e sincera... se hai scelto di cancellarmi dalla tua vita, evidentemente, non lo hai percepito e tutte le parole che mi hai detto erano solo dettate dal momento.
    Io non rinnego nulla di quello che abbiamo condiviso: ero, sono e sarò sempre orgogliosa di averti conosciuto!!!!
    Come ti scrissi allora ti auguro buona vita e di essere sempre felice."
    Finito, prende il foglio, lo piega con cura, lo inserisce in una busta e.... e si rende conto che non ha un indirizzo a cui spedirlo!! La posta elettronica non è lo strumento giusto per una lettera del genere, vuole che veda la scrittura incerta, vuole che senta l'odore della carta, che noti le lacrime che sono andate a sbiadire, qua e là l'inchiostro...
    Scrive il nome ed il cognome sulla busta, poco sotto la città, lascia lo spazio necessario ad aggiungere l'indirizzo, poi torna a guardare il cellulare: potrebbe scrivere un sms per domandarlo quell'indirizzo, ma decide di non farlo, mette la lettera nella borsa e pensa che se sarà destino il modo di fargliela avere lo troverà, fino ad allora sarà custodita gelosamente e lei, rileggendola, troverà un po' di pace, sapendo di essere una persona pulita, vera e sincera.

     
  • Come comincia: "I nostri occhi perplessi non hanno paura
    Non aver timore.... sorè, non sono tutti uguali, loro non ci possono far male.
    Nel percorso della vita siamo noi che decidiamo quanto male ci possono fare gli altri!
    Siamo noi che facciamo entrare le persone nel nostro cuore, che sia un amico che sia un compagno , siamo comunque noi a decidere. Se “lui” è nel tuo cuore è perchè il tuo cuore sa che nessun altro potrebbe stare al suo posto ora.
    E’ lui che ti rende felice, le sue risate, i suoi silenzi ,le sue mancanze .... fanno parte di lui .... ti sei innamorata di tutto ciò.
    Non vedi la calda atmosfera di Parigi? Non la senti?
    Lasciati andare, apri il tuo cuore, non diffidare. Viviti il momento , non pensare al domani , nel nostro viaggio non c’è domani... c’è soltanto l’attimo.
    Io voglio vivere di attimi , lui non sà , non sò se saprà mai , ma lo vivo !
    Il mio cuore è vivo! Si! Vivo...finalmente vivo! Lo sento ! Scalpita!
    Ha voglia di emozionarsi, ha voglia di gridare... resta con me... sono da amare.
    In quest’angolo di paradiso voglio restare..." (B,T,)

    Sono ore che passeggiamo per Parigi.... occhi negli occhi... il cuore finalmente sereno!!!
    Quante paure ci hanno accompagnate in questi anni: entrambe siamo state scottate dalla vita, dai sentimenti!!
    Ci sediamo su di una panchina, stanchi tutti e quattro, ma talmente felici che neppure ce ne accorgiamo... il sole caldo, una leggera brezza, il chiacchiericcio della gente che passeggia ci cullano ed, inevitabilmente, finiamo per chiudere gli occhi ed addormentarci!!!
    Al nostro risveglio istintivamente tendiamo la mano, entrambe, e raccogliamo quella dell'altra... siamo di nuovo nel letto della locanda in cui ci trovavamo non sappiamo bene quando!!!
    E' giorno, facile capirlo, visto che la luce filtra dalle imposte chiuse!!!
    Ci stiracchiamo sotto il piumino e poi ci guardiamo... "Sorè, ma allora era solo un sogno... Peccato, però, ho tanto desiderato stare tra le sue braccia, sfiorare le sue labbra, assaporare il suo profumo!!"
    "Simo... a me lo dici? eppure era tutto così realistico, io sento ancora il calore della sua pelle sulla mia!! Vedo ancora quel sorriso meraviglioso e le sue parole mi riecheggiano nella mente... non posso credere che sia già finito...."
    E' ora di alzarsi dal letto, siamo a dir poco frastornate...
    Sono la prima e mi infilo immediatamente sotto la doccia, anche se l'idea dell'acqua che mi scorre addosso togliendomi il calore degli abbracci appena vissuti, non mi piace affatto.
    Mentre mi asciugo i capelli sento mia sorella che urla.... precipitosamente la raggiungo e la guardo esterrefatta... è paonazza!!
    "Sorè, ma che è successo... che c'hai????"
    "Simoooooo, apri la borsa, guarda, si guarda perchè se ce l'ho io sicuramente ha lasciato qualcosa anche a te!" parla sventolando un foglio, continuo a non  capire, ma l'assecondo sicura che qualcosa di importante è sicuramente successo!!
    La mia borsa, tanto per cambiare, è un caos "Barby, guarda che io non ho nulla di speciale qui, solo il solito panico di sempre, guarda: rossetto, mascara, il block notes per fotografare le emozioni, gli occhiali, una busta chiusa... oddio una busta chiusa e di chi è!!!"
    "Aprila e basta, daje leggi che c'è scritto, poi ti leggo la mia!!"
    Aprila e leggi, facile a dirsi, complicatissimo da fare.
    Ecco con gli occhi scorro le poche righe che ci sono sopra: "Simo, so che stai pensando, no amore mio non sono stato un sogno... abbiamo condiviso un momento indimenticabile: fantasia o realtà, ha poca importanza, quello che conta davvero è il senso di assoluta libertà che ti ha lasciato insieme alla riacquistata fiducia nel genere maschile!!! Ama Simona, ma soprattutto, ti prego, lasciati amare, smettila di chiuderti a riccio, smettila di mascherare le tue emozioni... sono belle, lasciale volare libere!!!
    Ora ci separiamo e forse non ci rivedremo mai più, ma il ricordo di quanto abbiamo vissuto rimarrà nel nostro cuore per sempre!!"
    Ho le lacrime agli occhi, guardo mia sorella e mi rendo che è nella mia stessa condizione, mi tende il foglio che tiene stretto in mano ed io faccio lo stesso con il mio!!
    "Barbara Barbara, spero che il nostro incontro abbia contribuito a regalarti un po' di sicurezze, mi auguro davvero che tutto l'amore che ti ho dimostrato abbia cancellato dalla tua mente le sofferenze patite!!! Ricomincia ad amare, me o chiunque altro, ma fallo col cuore aperto e disponibile, senza precluderti nulla!! Fidati quando qualcuno ti dice ti amo e smettila di pensare che la gente non riesce ad andare oltre le apparenze!!!
    E' arrivato il momento di separarci e non so se questo sarà un addio o un arrivederci, non importa comunque, quello che abbiamo vissuto sarà nostro in eterno!!!"
    Le lacrime che scendevano dai nostri occhi sono di felicità, ma anche di rimpianto! Istintivamente ci abbracciamo... a compensare con l'affetto che ci lega... l'assenza dell'amore!!
    Guardiamo l'orologio e ci rendiamo conto che è veramente tardissimo... di furia scendiamo: il nostro ospite ci aveva pregate di non tardare per colazione e, vista l'estrema cortesia che ci aveva mostrato, non volevamo di certo disattendere il suo invito!
    Arrivate nella sala ci rendiamo vediamo subito un tavolino imbandito, pieno di leccornie, di tutti i generi... ma la cosa che spicca di più sono due rose rosse, a gambo lungo, stupende.
    Ci raggiunge l'oste che ci invita ad accomodarci: "Belle signore, la colazione è servita, i vostri cavalieri erano di corsa, giusto il tempo di saldare il conto, di lasciarvi questo piccolo omaggio ed un messaggio che condivido e riporto volentieri... - ragazze ci avete regalato un sogno, ora godetevi la vostra vacanza, ci ritroveremo prima o poi, siete stupende, andate alla conquista del mondo!!"
    Beh, era tutto talmente perfetto che poteva essere davvero un sogno ad occhi aperti.
    Commosse salutiamo l'avventore ed usciamo.... il sole è alto ed il mare di fronte a noi un sogno....
    Siamo a Portofino, ora lo sappiamo "Sorè, dai, scrolliamoci la malinconia di dosso e riprendiamo a ridere!!" Eccola la mia adorata sorellina.... come riesce lei a farmi tornare il buon umore non ci riesce nessuno!!!
    Iniziamo a correre fino a raggiungere lo stupendo porticciolo, vediamo una barca pronta a prendere il largo e cominciamo a sbracciarci per attirare l'attenzione del proprietario!!!
    "Dite, come posso aiutarvi? Non vi agitate... ahahahahhaha... siete una macchietta!!"
    "Simo, lo facciamo?? gli chiediamo di portarci con lui?"
    "Ma si, dai.... vediamo cosa ci riserva ancora il destino!!!"
    I costumi li abbiamo indosso, il marinaio accetta di portarci con lui.... l'avventura continua!!!!

     
  • 01 giugno 2012 alle ore 16:56
    Incontro

    Come comincia: Circondata da un silenzio irreale, che incute un senso di malinconia indescrivibile, cammina per le strade della sua città con l'idea di raggiungere il Colosseo nel più breve tempo possibile.
    Quel posto le ha sempre regalato serenità e la speranza che le scalda il cuore é che si rinnovi il miracolo anche questa volta!!!
    Le strade sono deserte ed anche questo, malgrado sia prestissimo, non é normale affatto!!!
    Negli ultimi giorni sono accadute cose che hanno messo a dura prova la sua stabilità emotiva e proprio a questo stava pensando!!!
    Quanti errori commessi tanti, forse troppi, ma è altrettanto vero che si è sempre assunta le sue responsabilità e di certo non sta derogando in questa circostanza.
    Quando aveva deciso di parlare, di liberarsi il cuore, era perfettamente cosciente del fatto che stava mettendo a rischio il loro rapporto, ma si era convinta che fosse l'unica cosa giusta da fare!!! La conseguenza logica è che era pronta ad accettare tutto quanto sarebbe venuto, senza recriminazioni.
    Come spesso succede, però, tra il dire e il fare c'è un abisso e quindi si ritrovava completamente svuotata, priva di qualsiasi stimolo e con l'unico desiderio che finisse tutto molto in fretta, era ridotta ad uno straccio: pronta a tutto, ma non a quella indifferenza che la feriva più di una lama affilata.
    Il silenzio sceso tra di loro faceva il paio con quello che la circondava!!!!
    Voleva convincersi che fosse giusto così, la delusione che aveva provocato era davvero troppo grande, per chiunque, aveva sperato, si era illusa, forse aveva sopravvalutato la loro amicizia!
    Malgrado tutto sapeva di non aver fatto nulla di male, era convinta di non meritare tanta indifferenza e proprio questa consapevolezza la tormentava, non riusciva a trovare il bandolo della matassa; se avesse potuto sarebbe tornata sui suoi passi, già perché, a ripensarci, l'obiezione che le era stata mossa era giustissima: perché parlare se in ogni caso non avrebbe fatto nulla? meglio tacere per non mettere in discussione quanto di bello erano riusciti a costruire!!!
    Ma è facile dirlo oggi, col senno di poi.... ormai è tardi!!Ha praticamente raggiunto la sua meta, in lontananza riesce a scorgere il suo monumento preferito e, istintivamente allunga il passo: il miracolo, se deve avvenire, avverrà soltanto li!!!
    Si siede sul muricciolo: alle sue spalle i Fori Romani, alla sua destra il Colosseo, gli occhi pieni di lacrime e le emozioni che la sovrastano!!!
    Tutto intorno silenzio e vuoto assoluto.
    Quanti pensieri per la testa e quanta voglia di riprendersi quello che le era scivolato via dalle mani... perché non aveva capito?
    Il dubbio che le arrovellava la mente era uno soltanto... non le aveva mai voluto bene davvero, perché altrimenti non l'avrebbe cancellata in quel modo repentino e con tanta cattiveria....
    Immersa nei suoi pensieri non si accorse della presenza che si era seduta accanto a lei e quando si sentì sfiorare i capelli per un attimo trasalì...
    Fu proprio un momento, perchè la persona che le era accanto non poteva che renderla sicura, felice, serena.... era suo padre....
    "Papà, come sempre ci sei quando ho maggiormente bisogno di te... ma hai capito cosa è successo? me lo sai spiegare? per me è incomprensibile, mi fa male, mi ferisce, mi sta distruggendo e sta contribuendo a farmi ripiombare nell'apatia che avevo superato con tanta difficoltà!!"
    "Non cercare risposte che non potrai avere, non farlo, sai di avere un carattere difficile, starti accanto spesso diventa doloroso, ma chi ti conosce sa anche amarti ed accettarti!!
    So quanto stai soffrendo e quanto fosse importante lui per te, ma ha fatto la sua scelta: lascialo andare, puoi farlo, io ci sono, non sarai mai sola!!"
    Quelle parole non riuscirono a calmarla, le lacrime continuavano a scendere senza sosta, ma lo sguardo era di nuovo vivo!!!
    Lasciò che le braccia dell'uomo che aveva tanto amato la stringessero, lo guardò negli occhi, quegli occhi sicuri e finalmente privi di quel dolore che li aveva sempre velati in vita... "papà, lo farò ci proverò: per te e per me!!"
    Lui la baciò sulla fronte, con amore infinito "... per ricordare tesoro mio... per ricordare!!!"
    In quel momento le si schiarì la mente: i sentimenti veri non svaniscono in un istante e se succede vuol dire che veri non erano... piangerci sopra, allora, non serve a nulla...
    Il miracolo era avvenuto ora doveva solo capire se era il caso di aspettarne un altro!!!!

     
  • 14 marzo 2012 alle ore 14:19
    Va in scena l'amore

    Come comincia: Siamo in ballo ed ho deciso di ballare, ma è difficile .
    Sul palcoscenico sono sempre imbarazzatissima, mio fratello è un'ottima spalla, ma è distratto e troppo abituato a queste situazioni rispetto a me. Devo fare da sola e non è che la cosa mi piaccia poi molto.
    Fare teatro è qualcosa che non mi appartiene affatto, non conosco regole, tempi, usi e costumi.
    Guardo Gian alle prese con il pubblico ed invidio la sua serenità, la sua noncuranza, il suo essere sempre presente a se stesso.
    Oggi siamo in Val Rosandra, il sogno della mia vita, il posto che ho scoperto di amare guardandolo in una foto.
    Sono certa che qui è possibile qualsiasi miracolo.
    Decido di non lasciarmi prendere dallo sconforto, anche se la tentazione di mollare tutto e di tornarmene a casa è forte.
    Mi trattiene la Valle, l’affetto per mio fratello e la mia testardaggine.
    Come al solito non abbiamo alcun tema da sviluppare, come al solito lasceremo che siano il nostro istinto e la nostra fantasia a tracciare la strada.
    Ho un’idea che mi frulla per la testa da un po’ di giorni e vorrei riuscire a realizzarla, malgrado tutto quello che potrebbe provocarmi.
    Oggi è il due novembre, ricorre la commemorazione dei defunti.
    Io ho delle persone care da ricordare ed anche Gian, mi piacerebbe dedicare loro questo momento di spettacolo.
    Vorrei farlo con il sorriso sulle labbra, ricordando le cose belle che abbiamo condiviso.
    Improvvisamente il palcoscenico si riempie di galline…. No, non sono impazzita, sono proprio galline…..
    Sconcertata guardo mio fratello…… “Gian, ma che ti sei messo in testa?? Mica penserai che io adesso…….”
    O cielo, ora è tutto chiaro….. Ale, il mio carissimo Ale è qui…..
    Vedo quel ragazzo bellissimo, di nuovo pieno di ricci, con il sorriso che lo ha contraddistinto fino alla fine dei suoi giorni, rincorrere i bipedi….. mi avvicino…. “ti aiuto?” gli domando timorosa.
    “Simona…… ma che scherzi??? Non sei mai stata capace, abbracciami e basta!! No…. Niente lacrime…. Sono felice sto bene e non ho nulla da perdonarti!”.
    Bene, mi rivolgo verso il pubblico, incredibilmente serena, prendo mio fratello per mano ed Ale sottobraccio: “Signori, va in scena la vita….. il passato si congiunge al presente, il presente guarda al futuro!!!”
    Applausi a non finire…. La scenetta di Ale e Gian che inseguono le galline è quanto mai esilarante ed ancora di più l’imitazione che il mio vecchio amico fa delle stesse.
    Guardo verso il pubblico soddisfatta, in prima fila colpisce il mio sguardo un terzetto: una donna bellissima, magra, alta, occhi azzurri, colore dell’acqua, cappello a falde larghe, elegantissima.
    Poi una classica matrona, capelli raccolti sulla nuca, rotondetta, bassina con lo sguardo più buono che si possa immaginare.
    Infine lui….. sguardo fiero, alto, bello, forte….. somiglia molto alla prima delle donne descritte.
    Li riconosco e non potrebbe essere diversamente, non distinguo bene i due uomini che abbracciano le mie nonne, ma del resto non li ho mai conosciuti.
    Corro verso di loro e mi lascio soffocare dai loro abbracci: Nonna Ida mi regala la camicia che mi scaldava sul suo seno quando ero neonata mentre nonno mi accarezza i capelli….. Nonna Augusta mi racconta delle avventure a casa del Principe Brancaccio e nonno le fa il verso dietro divertendosi da matti….. Zio Silvio, con fare severo e gli occhi sorridenti, mi dice…. “sempre la solita casinara” dandomi un buffetto.
    Chiedo loro di salire sul palco e mentre lo fanno intravedo tra la folla altri due zii che mi hanno lasciata, insieme alla moglie di un altro fratello di mamma.
    Il gruppo si allarga….. chiedo a Gian di controllare, sono certa che ci sia qualcuno anche per lui….. sorride, ed io osservo una signora che con la mano fra i denti, come a dire “se ti prendo…..”, guarda mio fratello con amore infinito….
    Mi accosto a lui ed in un orecchio gli sussurro “Zia vero?”…. lui annuisce….
    Vedo che, con lei, si fanno avanti anche un vecchietto dolcissimo ed un bimbo…. Devono essere Nonno Poldo e Paolo.
    Il palcoscenico è stracolmo, ma mai quanto i nostri cuori.
    Viene imbandita una tavolata incredibile e non posso non divertirmi a guardare Zio Porfirio che cerca da mangiare nei piatti di chiunque. Gli spettatori continuano ad apprezzare moltissimo.
    Tengo ancora la mano di mio fratello stretta nella mia….. “lasciamo il pubblico con i nostri cari, vieni, godiamoceli da lontano.”
    Lo sguardo di Gian è fermo, immobile, non sembra mi stia ascoltando, è perso nei suoi pensieri.
    “Che c’è, che succede……?”
    “Simo, perché non ci sono? Perché le persone che più di tutte ci sono state vicine non sono qui oggi?”
    Ha ragione, i nostri genitori non ci sono.
    “Controlliamo bene, dai, ti pare che mancano proprio loro a questa splendida festa?” cerco di tranquillizzare lui e me stessa.
    No, non sono tra la folla e neppure intorno al tavolo.
    “Simo, io chiedo a Nonno Poldo…”
    “Bravo io vado da Nonna Ida”
    Ci separiamo dirigendoci verso i nostri cari.
    Ci accolgono coccolandoci, neppure fossimo due bambini, ma non riusciamo a cavare un ragno dal buco.
    Gian mi chiama ed io mi avvicino…… “non capisco, eppure un motivo deve esserci”.
    Continuiamo a guardarci sempre più spaesati…… poi la folla si apre ed un terzetto si avvicina…. Due uomini ed una donna….. camminano con fare deciso, ma lo sguardo è strano.
    Facciamo per avvicinarci a loro ma ci fermano…… “Buoni, tutti e due, state lontani, dobbiamo dirvi qualcosa”.
    Il padre e la mamma di Gian si avvicinano a me, separandomi da mio fratello e mio padre si accosta a lui.
    In questo momento ci sono tre persone a separarci, impedendoci anche di guardarci negli occhi.
    È la mamma di mio fratello a prendere la parola: “Simo, io ti voglio bene come ne voglio a mio figlio, sei una bella persona e sono felice che Gian ti abbia incontrata, ma attenta, stai esagerando con le paure, le nevrosi, le insofferenze. Lo soffochi e non se lo merita!!!”
    Poi prende la parola suo marito: “Ehi Tacco venti…. Tu sei proprio romana, viene fuori da tutto quello che fai, da come vivi, da come affronti tutto. Vivi ogni situazione a mille e non accetti compromessi, ricordati che tu e tuo fratello siete vissuti in due contesti completamente differenti, non potete pensarla e reagire allo stesso modo…. Quello che per te è naturale, spesso per lui è illogico…..”
    Ecco, tocca a papà: “noi ci siamo già conosciuti Jolly, ti chiedo solo una cosa, non farla star male. Non permettere a niente e nessuno di ferirla, ma soprattutto non farlo tu. È terribile, non dirlo a me, la conosco bene, ma ha un cuore immenso ed una gran voglia di vivere….. “
    Si allontanano e consentono ai nostri sguardi di incrociarsi di nuovo, ma non abbiamo nulla da dire o da aggiungere, loro leggono i nostri cuori…..
    Io mi butto fra le braccia di papà, mi prendo quell’abbraccio che non ricordo di aver mai avuto in vita.
    Gian fa lo stesso con i suoi.
    Poi l’abbraccio diventa a cinque…. Ci prendiamo altre coccole dalla mamma di Gian…. Lui un po’ di rimbrotti dal padre e da mio padre…. Ma siamo felici.
    Ci sediamo a tavola con gli altri….. festeggiamo tutti insieme.
    Il pubblico applaude l’amore.

     
  • 12 novembre 2011 alle ore 1:22
    Viaggiando..... la complicità.....

    Come comincia: Non era previsto che tutto si svolgesse in maniera tanto naturale: pensato, sperato, sognato, ma non previsto!!!
    "Se vuoi vengo io" e da quelle quattro parole è iniziato tutto.....
    Un'amicizia, la nostra, iniziata da meno di un anno che sta crescendo: un gran desiderio di conoscersi, qualche fraintendimento che poteva sfociare in un disastro e che, invece, si è trasformato in un'occasione!!!
    Chi ha condiviso con noi il "prima", il "durante" ed il "dopo" sa di cosa sto parlando...... già..... quante ansie.....
    "Cosa metto in valigia????"..... la prima domanda che si affaccia alla loro mente..... e lo sguardo del loro interlocutore.... sconvolto,  perchè quello sembrava essere l'unico motivo di preoccupazione..... "Che ce volete mette???? Jeans..... scarpe comode..... e un vestitino.... no perchè un vestitino serve sempre!!!!"
    Povero lui, aggredito e nemmeno per gioco!!! "Ma che ce dovemo fa cor vestitino???? Fa freddo..... e si piove????"
    Che risate quella sera, a pochi giorni dalla partenza, e quanta tensione invece il giorno tanto atteso.....
    "E' colpa tuaaaaa...... nun ce l'ho er vestitino, e si pure ce lo avessi - in realtà ce l'ha eccome - nun me lo porterei, perchè poi me dovrei pure portà le scarpe...... ohhhh..... so le 6 e ancora sto a carissimo amico..... che ce metto dentro a sto coso??????"
    Una stava così..... l'altra, in ufficio, non riusciva a combinare niente..... poi, una volta a casa, cosa di meglio che disfare la borsa pronta e ricominciare da zero????? E poi, mentre raggiungeva l'amica, sigaretta in bocca, borsone in una mano, la pizza e le birre nell'altra..... telefonino all'orecchio.... col fiatone chiacchierava con colei che avrebbe visto di lì a pochi minuti, perchè doveva distrarsi, non poteva pensare a quello che stava per succedere!!!Una folle.... anzi.... due folli.....A tavola Giulio cerca di tranquillizzare me, che sono in quel momento quella più sconvolta: "Simo.... un po' di respirazione controllata ti aiuta..... su, inspira con il naso ed ispira con la bocca....."
    Si, sembra facile, peccato che io non so respirare contemporaneamente con naso e bocca.....  troppo complicato.... ed allora ad ogni tentativo che succede???? che scoppio a ridere, peggiorando la situazione!!!La tensione continua a salire e quando, arrivati alla stazione, veniamo a sapere che il treno subirà un ritardo di oltre un'ora..... beh..... avremmo potuto tagliarla col coltello...
    Povero Peppino.... che pazienza ad aspettare con noi....
    Ma finalmente il viaggio inizia e, dopo una notte passata a sonnecchiare, siamo finalmente a destinazione....
    Qui inizia il sogno..... che però non è quello di cui intendo parlare in questa occasione!!!
    Scese dal treno baci ed abbracci.... e presentazioni....
    Il primo imbarazzo nella stanza d'albergo.... sono disordinatissima.... e cerco di controllarmi per non "sconvolgere" la mia amica.... invece.... meraviglioso.... lei lo è quanto me!!!!
    Ci rinfreschiamo e siamo pronte all'avventura.... ci aspettano giù nell'atrio dell'albergo.... Partiamo immediatamente alla conquista della città: non prima di aver fatto colazione al tavolo di un bar e lì altri saluti... altre presentazioni.... tante emozioni...
    Poi una passeggiata, malgrado la pioggia, l'incontro con una persona conosciuta solo "virtualmente" che però tanto mi ha regalato in questo periodo di se stessa.....
    A San Giusto scatto le prime foto.... entriamo in chiesa e quando ci decidiamo ad uscire sta diluviando..... .... troviamo riparo nel piccolo negozio di souvenirs lì vicino, perchè la chiesa chiude.... in attesa del nostro salvatore che ci doveva venire a raccogliere Manu decide di scattare qualche foto..... da non perdere!!!!
    Saliamo in macchina e siamo pronte per il pranzo..... a casa di Romoletto, dove la Regina Madre, come al solito, mette a disposizione se stessa per chiunque varchi la porta di casa sua.....
    Torniamo in albergo per riposare un pochino..... più tardi ci incontreremo con i Pacchetti.... e la visita alla meravigliosa Trieste continuerà, ma ritagliamo un po' di tempo per noi ed infatti, malgrado il poco sonno invece di dormire..... chiacchieriamo, ridiamo, ci divertiamo!!!!
    E' tardi..... squilla il cellulare.... e via di corsa.... si riparte all'avventura.....
    Siamo a Porto S.  Rocco, nella piazzetta, e la visione che ci appare davanti ci mozza il fiato..... barcheeeeee..... ecco perchè decidiamo immediatamente di scattare una foto e di spiegare bene a Giulio cosa si aspetta per regalo una donna!!!!
    Tornate in città si è alzato il borin e ci rintaniamo in casa..... quante chiacchiere, quante risate e la gioia di riabbracciare Gimmy e Francy..... una goduria!!!!
    Ma questo riguarda soprattutto me!!!
    Una volta tornate in stanza, invece di dormire, un goccino della grappa che Romolo ci ha gentilmente regalato e poi...... chiacchiereeeee.......
    Finalmente sopraffatte dal sonno ci abbandoniamo tra le braccia di Morfeo....
    La colazione???? Un'avventura..... peggio di Gianni e Pinotto.... una non riesce a fare uscire l'acqua per il caffè americano e l'altra non capisce come si possa riuscire a far uscire, da quella scatola odiosa che è il distributore di bevande, una bella aranciata....
    Quando finalmente saliamo in macchina con Gian ed Anto siamo satolle..... la meta: la mia valle..... ma di questo non scrivo qui.... quello che ho provato merita un capitolo a parte!!!! Parlo del dopo..... di quando, in albergo, ci riposiamo un pochino e poi.... poi risate.... capocciate (per essere più esplicita io ho sbattuto la mia testolina contro lo stipite della porta, per ridere, perchè stavo provando a smontare la maniglia della porta della stanza pensando fosse la chiave) ..... prese in giro.... e tanta tanta allegria!!!!
    Le emozioni..... la telefonata a Giulio, che mi ha presa a parolacce solo perchè ho ammesso che era vero, che dovevamo portarci il vestitino!!!
    E la smania di Gianfranco che aveva fame.... e i locali che erano pieni.... ed il freddo....
    Potrei continuare per ore.... ma mi fermo qui.... perchè l'ultimo giorno non lo voglio raccontare.... non qui e non ora.... quello, come la valle, merita un racconto a parte....
    Concludo con un pensiero.... a Manuela..... che è una grande amica, che mi ha fatta sentire spensierata, che mi ha sostenuta, coccolata, presa in giro e difesa.... a Manuela che ha reso il momento dei saluti meno doloroso, perchè sapevo che se lì lasciavo persone che amo profondamente, portavo via con me qualcuno di altrettanto importante, un'Amica vera!!!!

     
  • 28 ottobre 2011 alle ore 1:42
    E se arriva il temporale??????

    Come comincia: Il viaggio continua…. Gian dorme ed io guido, sicura e spavalda come al solito…. Neppure un “bestione” come il camper che sto guidando mi impressiona….
    Improvvisamente il cielo comincia a farsi cupo… sempre più scuro…. Il buio avvolge tutto…. In lontananza lampi squarciano il cielo….
    Si…. un temporale sta avvicinandosi in maniera inequivocabile!
    “Giannnnnnnnn, svegliati….. presto…. .alzati…. devi assolutamentente metterti al volante…. Non puoi di certo pretendere che lo faccia io….. ma lo vedi che sta per succedere???? Forzaaaaaa…. Devo andarmi ad infilare sotto il letto….. di corsa….. prima che inizino i tuoni!!!”
    “Te ga finito de’ ciacolar??? Rivo rivo… con calma…. Il letto è molto basso… attenta quando ti infili sotto o finirai per farti male!!!”
    Ecco fatto, ormai non si impressiona neppure più….. ricordo i primi tempi…. I primi temporali…. Come rideva….. io che provavo a nascondermi ovunque capitasse e lui…. Rideva…. Invece di calmarmi rideva!!!
    Non ha mai capito quanta paura mi facessero i tuoni e sembra continuare a non capirlo….. mi prende in giro!!!
    Va bene, ma io la paura non la controllo e sotto il letto, effettivamente non entro…. Uffa ed ora dove mi nascondo??? Sotto il sedile??? Peggio che andar di notte!!!! In bagno no…. Troppo stretto, mi manca l’aria…. Uffa…. Non so come fare….
    “Fratè….. accostaaaaaa…. Fermati…… mi devo nascondere!!!”
    “Sta buona…. Guarda nello zaino… ci sono i tappi…. Metti quelli!!!”
    “Nooooo…. Mi devo nascondere…. Fermatiiiiii!!!”
    “Ma dai….anche se mi fermo che succede??? Dove pensi di nasconderti??? Non ci sono case, non c’è niente dove tu possa infilarti, se vuoi ti prendi un sacchetto e te lo metti in testa….!”
    “Si, bravo, ti piacerebbe vero??? Così poi stringi e ti liberi di me!!! Povero illuso!!!! Dai, fermati, mi infilo sotto la tua maglia…..”
    “Una pazza…. Ho a che fare con una pazza …. Sono quasi 100 giorni che giro per il mondo fianco a fianco con una pazza furiosa!!!” e ride, come un bambino!!!
    Come mi piace vedere mio fratello che si diverte…. Mi solleva il cuore…. Mi fa stare bene!!!
    Ha accostato… continua a ridere….scende dal camper….. mi viene a prendere dall’altra parte e mi stringe la testa nel suo braccio…. “Ecco fatto strega…. Sei nascosta non vedi e non senti nulla!!!! Tranquilla ora???” mi dice stringendomi con tanto affetto, ma con un po’ troppa forza!!!
    “A bbbello, mollame….. i tuoni so finiti…. Mica me vorrai ammazzà davero???”
    Ricomincia a ridere….. sempre più forte….
    “e bbbasta….. ma guarda te sto broccolo…. Me sta a prenne in giro… mo’ torno sul camper prendo la padella e te faccio passà la voja de’ ride…. Maledu……”
    Mi sono interrotta… quello che sta apparendo davanti agli occhi mi ha mozzato il fiato, ma sul serio!!!
    “Simo, che hai ora??? Perché ti sei ammutolita??? Devo andare io a prendere la padella???”
    “Gi… gia… fra.. non.. rie… gua… ma hai.. io.. “
    “Oddio…. Ora cosa succede??? Quale altro maleficio ci ha colpiti…. Quale parte di mondo abbiamo infastidito? Metti giù quel dito e parlami… dai…. Respira… con me… uno … due … tre … respira!!!”
    Imperterrita…. Dito in alto…. Agito la testa….
    Gian si volta, finalmente, ma mica è colpa mia se ho un fratello capoccione, e rimane, a sua volta, a bocca aperta.
    Un arcobaleno…. Meraviglioso…. Arco completo…. Colori nitidi tutti e sette… splendido e splendente.
    Mi sono ripresa, viceversa, stavolta è Gian a rimanere a bocca aperta ed a non riuscire ad articolare parola.
    “Su su chiudiamo quella boccuccia bella…. Finirai per mangiare tutte le mosche che sono in circolazione…. Dai che abbiamo da fare!!!”
    Lo mollo lì, completamente intontito, torno al camper e porto con me un sacchettino con la poca polverina magica che ci è rimasta…
    “Forza bbello….. ‘namo…. Si va alla caccia del tesoro!!!! Gli gnomi ci daranno sicuramente una mano!!!”
    Si…. ho deciso… voglio trovare il tesoro nascosto… le favole sono il sale della vita…. la fantasia ci libera e ci fa stare bene… la magia ci rende felici.
    Noi abbiamo tutto questo…. Di più…. Io ho mio fratello e mio fratello ha me: non possiamo desiderare di più!!!
    “Simona…. Sei incredibile…. Quest’idea è degna di te… ma come pensi di riuscire a….”
    “E dai…. Non tu…. Da te non mi aspetto questo…. Forza…. Gambe in spalla…. Andiamo…. Un'altra avventura .... ti prego ancora quest’avventura… potrebbe essere l’ultima che affrontiamo insieme!!!”
    Ahhh, dimenticavo, se, guardando un arcobaleno, vi accorgerete di due ombre, un articolo IL, stampato sopra, non vi stupite…. Siamo io e mio fratello…. Stiamo ancora cercando il tesoro!!!

     
  • Come comincia: L’idea di raggiungere gli Stati Uniti d’America non ci ha mai abbandonati e tra i miei rimbrotti, e le mie lamentele ci avviamo verso il nuovo mondo.
    Gli incontri speciali non mancano e le chiacchiere delle nuvole non ci meravigliano più di tanto…. Piuttosto, quello che ci meraviglia è questa realtà completamente diversa da quella che siamo abituati a vivere, per lo meno io…. Non conosco le abitudini di Trieste, ma Roma è una città sonnacchiosa…. Pigra…. A noi piace fare le cose con calma, prenderci il giusto tempo per tutto…. Qui, invece, vanno tutti di corsa…. Frettolosi, apparentemente distratti, ma sicuramente concentrati solo su se stessi…. A mio avviso si perdono il meglio della vita…..
    Camminiamo tutti e due con il naso all’insù, lo spettacolo dei grattacieli, nella Grande Mela è qualcosa da non perdere…. naso all’insù, ma stranamente sono molto più attenta di mio fratello, al punto di invitarlo a fare attenzione ai vari cantieri aperti e mal segnalati….
    Non dovevo dirlo…. Non dovevo neppure pensarlo…. Un istante, è bastato un istante ed ho visto mio fratello sparire nell’oscurità……
    “Giannnnnnn dove sei finito???? Non farmi scherzi stupidi, ti prego….. lo sai che parlo malissimo l’inglese… dai non puoi lasciarmi sola, ho paura, come torno???”
    In questo momento viene fuori tutto il mio egoismo…. Mica penso a mio fratello, potrebbe essersi fatto male, potrebbe essere finito ovunque…. no, penso a me stessa a quello che ho perso…..a come fare per tornare a casa….
    Entro nel foro….. vedo un lungo scivolo, ma ho paura…. Non mi azzardo ad avventurarmi…. Se Gian non fosse finito lì??? Poi veramente non ne saremmo mai venuti fuori…. Decido di risalire, anche in fretta a dirla tutta.
    Gian, nel frattempo, al centro della terra, completamente solo, non sa come fare per mettersi in contatto con questa sorella maldestra che gli vuole un gran bene, ma che finisce sempre per metterlo in difficoltà.
    Solo dopo saprò quanta solitudine ha dovuto sopportare e questo mi spiega anche perché nel buco ci sia finito lui e non io…. Io non sarei stata in grado di sopravvivere lì sotto, io non avrei avuto la capacità di resistere alla solitudine. Sono estremamente fragile da quel punto di vista.
    Per fortuna il mio egoismo lascia in fretta il posto al buon senso…. Prendo e vado a cercare qualcuno che possa aiutarmi a tirar fuori dai guai il mio Jolly.
    L’inglese è un grosso ostacolo da superare, non è vero che non so parlarlo e lo capisco sufficientemente bene…. Mi vergogno, come in tutte le mie cose…. Mi vergogno perché non mi ritengo abbastanza brava. Ma stavolta metto l’orgoglio in tasca….mio fratello è più importante ed ha bisogno di me….
    Inizio a fermare tutte le persone che passano di lì per chiedergli di aiutarmi….. ma non c’è niente da fare, nessuno sembra disposto a starmi a sentire….. corrono, devono andare al lavoro, devono prendere la metro, devono far colazione….
    Inizio a gridare…..in italiano, anzi in romano, che rende di più “Ohhhhhhhh, mi fratello sta’ la sotto…. Ma me volete da’ ‘na mano???? Ma ve’ rennete conto der pericolo che sta a corre???? È mi’ fratello nun ve’ po’ passà tutto sotto er naso….. me dovete aiutà!!!!”
    Niente da fare…. L’indifferenza più totale…. Decido di andare alla polizia….
    Gian, intanto, completamente solo, scrive, per scacciare solitudine, paura, rimpianti!!!
    Spera che possa dargli una mano, ma sa che è complicato…. La polvere magica ce l’ha lui e poi, se separati, non funziona…. E’ al centro della terra e si è reso conto immediatamente che io non potevo sentirlo, se non con il cuore…. Doveva indirizzarmi lui…. Doveva essere lui ad indicarmi la strada.
    E ci stava provando, con tutte le sue forze, ma non lo sentivo…. Non riuscivo a sentire il suo richiamo.
    Ero troppo spaventata…. Mi sentivo sola ed abbandonata….
    Razionalmente sapevo che mai mio fratello mi avrebbe fatto una cosa del genere, ma in quel momento di ragionevole io non avevo proprio niente. Sono certa che lui al mio posto avrebbe reagito diversamente, avrebbe saputo aiutarmi meglio e di più….. ma io sono fatta così…..ed è brutto anche solo dirlo…..
    Arrivata alla stazione di polizia, dopo aver perso due ore cercando di farmi capire, sono riuscita a far muovere qualcosa, ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare dove fosse andato a finire il mio Gigante.
    Sono passati due giorni e, nella Grande Mela, hanno deciso di sospendere le ricerche….. non mi sono arresa, ma posso far ben poco contro la burocrazia americana….
    Torno in Italia, a Roma. Per prima cosa avviso la famiglia di mio fratello, provo a rassicurarli, (impresa per altro impossibile!!!). Non so cosa fare….. accendo il pc ed inizio a rileggermi le nostre mail, le prime, quelle da cui è partito tutto, quelle che mi hanno fatto ritrovare mio fratello, poi le note, poi le canzoni…. Trascorro tutta la notte in finestra…. Guardo le stelle…. Vorrei scrivere, ma sono troppo preoccupata….. Ormai Gian è parte di me, una parte importantissima e fondamentale per andare avanti nel migliore dei modi. L’ho angosciato talmente tanto durante questo viaggio che inizio a pensare si tratti di una punizione. Ma se è così perché non ci sono finita io in quel burrone? Peggio di così non potrei stare. I sensi di colpa si alternano al desiderio di riabbracciare mio fratello…. L’ho appena ritrovato e non posso di certo perderlo, eppure, dopo tre giorni senza sue notizie, sembra proprio che sarà così.
    Ripercorro le tappe del nostro viaggio, rivedo i folletti, le fate….. ripenso al ramo di pino, al castello delle favole, alla Muraglia cinese. Rivedo la Val Rosandra….. poi, improvvisamente, ecco una stella solcare il cielo. Esprimo un desiderio, so che non si dicono i desideri, ma in questo caso serve…. “Stella cadente per me non devo chiederti niente, non voglio altro che un favore, spiega la strada al mio fratellone!!!”
    La sussurro con gli occhi pieni di lacrime, poi chiudo la finestra e decido di mettermi a letto….. è tardissimo, ma tanto non dormirò.
    È il 10 agosto, la notte di San Lorenzo, ma non ci avevo pensato, troppi pensieri per la testa!
    Quando mi alzo la mattina dopo ho poca voglia di fare, quindi scendo a far colazione al bar….. caffè e cornetto, come al solito, come quando vado in ufficio, come quando Gian era ancora con me, magari lontano 800 chilometri ma comunque reale e presente.
    Il ragazzo del bar mi guarda sorridendo e mi indica un tavolo….. lo guardo di rimando ed i miei occhi chiedono spiegazioni. Discorso di sguardi da incorniciare…. Tipico di noi romani…. La persona che occupa il tavolo è un omone: barba lunga, sporco, chiaramente affamato e forse anche molto stanco….. mi avvicino al barista e …… “ma chi è? Perché mi mandi lì???”
    “Simò, non l’ho mai visto, ma dice che te conosce….. e da quarche particolare che m’ha riccontato, me sa proprio che è vero….. va vedè te chi è, tanto sto qui, tranquilla, nun je permetto de’ fatte niente!!”
    Mi avvicino un po’ rincuorata…. Mi basta un secondo….. non potrei mai non riconoscere quegli occhi, quello sguardo…… “Gian, fratellone mio…… Gigante, Jolly, Tesoro, Regalo prezioso…… sei qui???? Sei tu sul serio??? Che meraviglia, che gioia……”
    “Simo, ssshhhh, tranquilla si, sono io!!! Sto bene, solo un po’ provato, ma sto bene!!! Ti ho sentita sai? Ho sentito il tuo richiamo…. Ma non potevo darti segnali…. Ossia, ci ho provato, ma non mi sentivi, non riuscivi a sentirmi….. “
    Ecco, questo succede se non si impara a fidarci delle persone.
    Se c’è una cosa di cui sono certa in questo momento è dell’affetto che mio fratello nutre per me, ma nonostante questo, ho dubitato, ho pensato che avesse voluto volontariamente allontanarsi da me…. Sono riuscita a ritrovarlo solo perché ho messo da parte le paure e le incertezze e per la sua volontà di rimanermi vicino, nonostante tutto, nonostante me….
    E, forse, perché no, anche per il suo desiderio di vedere Roma…..
    Volete sapere dove lo ha portato la mia stella cadente??? In centro del Colosseo….. e non può essere un caso “atterrare” nel centro del simbolo di Roma.

     
  • Come comincia: In una calda sera d'estate lei cammina, la cicca di una sigaretta ormai finita tra le dita ed il cuore in tumulto.... è in anticipo sull'orario dell'appuntamento.... volutamente in anticipo.....
    Dentro casa non resisteva più.... troppi pensieri per la testa, la paura che saliva in maniera esponenziale e l'ansia che piano piano prendeva il sopravvento, arrivando quasi a mozzarle il respiro, scuotendole il corpo.....
    A testa alta.... come è solita camminare scruta i volti delle persone, i palazzi noti, gli alberi, le vetrine dei negozi...... Poi, in lontananza, scorge un sorriso, lo vede, non lo immagina, lo vede.
    Ecco, ora non può più scappare, ma ci pensa, accidenti se ci pensa..... "Ora giro sui tacchi e me ne vado.... tanto lo sa..... tanto capirebbe!!!", ma la curiosità è troppa, tanta quanta la consapevolezza che quella persona può donarle tanto, inoltre, istintivamente sente di potersi fidare, di dover vincere il tumulto che le sta montando dentro.....
    Sono a pochi passi ormai....
    L'incontro si realizza con un abbraccio ed immediatamente l'ansia inizia a scendere, ecco ..... due mani si tendono verso le sue, le afferrano e le stringono…. un gesto semplice, ma che riesce a trasmetterle un senso di pace incredibile e, contemporaneamente, a far diminuire la tensione.
    Il sorriso non è scomparso, anzi, è sempre presente, poche frasi, ma non buttate lì per riempiere il silenzio che potrebbe diventare imbarazzante, no, sono parole pesate che arrivano dirette al cuore, lo accarezzano ed in questo modo riescono a far nascere un'emozione forte che è difficile spiegare.
    I due decidono di fare quattro passi, perchè sicuramente il passeggiare aiuta, distrae, scioglie l'imbarazzo, tranquillizza......
    Lei per quelle strade è nata e cresciuta, si sente "padrona del territorio" ed acquista sicurezza. Inizia a parlare, sempre più serena, con crescente tranquillità, si accorge che le piace raccontarsi ed altrettanto ascoltare il racconto di chi le è di fronte.... La conversazione è iniziata e sarà lunga.... interessante..... piena di spunti.... seria e divertente..... sport..... vita passata e presente..... viaggi.... sciocchezze combinate..... ricordi dolorosi..... amicizie che si sono rivelate false ed altre che si sono rafforzate con il passare degli anni..... le ore passano velocissime.... tra fiumi di parole che si susseguono le une alle altre senza soluzione di continuità...... discorsi incompiuti.... frasi che si sovrappongono.....
    Si ora nè è sicura..... la vita le ha fatto un regalo..... ma lei è stata brava perchè ha saputo accettarlo.... ha,ancora una volta, sconfitto se stessa e le sue paure.... regalandosi un momento di vita ..... regalando al suo cuore una nuova emozione!!!!

     
  • 02 aprile 2010
    L'incontro

    Come comincia: E' una domenica mattina, fa caldo, Roma si crogiola al sole... la solita pigrona!
    In quel clima surreale due occhi scrutano tutto... quasi a voler memorizzare ogni singolo sampietrino.
    E' sempre stata così lei, le cose le piace guardarle, osservarle, viverle!
    Ama Roma, la ama profondamente ed incondizionatamente, ma, in certi momenti, le sta veramente un po' stretta...
    Sono mesi che sogna di conoscere una persona... un amico vero per quanto virtuale!
    Poterlo stringere, abbracciare, ringraziare...
    Continua a camminare e, quasi per caso, si ritrova davanti al Colosseo... non è lontano da casa sua e per lei è sempre stato un posto un po' speciale....
    Come spesso le capita si siede e si gode quello spettacolo....
    Lo sguardo avvolge tutto quanto la circonda, anche in lontananza!
    Osserva chi passa, quello che scrutano i passanti, cerca di coglierne i discorsi!
    E' presa da tutto questo quando, improvvisamente, gli sembra...
    Si avvicina, lentamente, quasi intimidita "l'altezza... si potrebbe, ma no, dai è impossibile, ti pare che non mi avrebbe avvisata?"
    Guarda quella persona... gli gira intorno, sempre a distanza di sicurezza, poi... non ha più dubbi.... si!
    "E ora che faccio? Lo chiamo? Mi faccio notare?"
    Le solite insicurezze, sicuramente sta pensando che vorrebbe scrivergli, per chiedergli non cosa fare, ma quello che ha dentro, raccontargli le emozioni, i pensieri, come fa sempre!
    "Ho deciso, vado!"
    Si avvia, con passo deciso, ormai è giunta a pochi metri....
    "Mamma mia, ma è più alto di quanto avessi immaginato ed io non ho neppure un centimetro di tacco!!!".
    La distanza è ormai azzerata... ce l'ha a 10 centimetri, voltato di spalle....
    Decide di mettere da parte la timidezza e... toc toc, sulla spalla, stava per dire "... scusi ma!", ma le parole le muoiono sulle labbra... ogni dubbio è svanito ... quegli occhi li riconoscerebbe tra mille...
    Occhi negli occhi...
    Quante volte aveva cercato di immaginare quel momento?
    Quante volte si era chiesta se sarebbe riuscita a sostenere quello sguardo???
    Ma ora era tutto talmente naturale!
    Un solo istante e le distanze, le paure, le timidezze sono azzerate... non più un amico virtuale, ma un amico, solo un amico, l'Amico!
    Lei tende la mano, non per salutarlo, ma per stringergliela e portarselo via....
    Una passeggiata senza fine... per mano, abbracciati, sorridenti, sereni e felici per quella conoscenza finalmente realizzata....
    Il Colosseo, Il Foro Romano, i Giardini del Palatino, il Campidoglio, la Rupe Tarpea ... fanno da cornice splendida a quei momenti di parole finalmente dette, sussurrate, ascoltate....
    E Roma? Roma, la solita ruffiana, li accompagna, lei, vecchia matrona, li abbraccia e se li coccola...

     
  • 09 novembre 2009
    Meteore indimenticabili

    Come comincia: Ci sono persone che passano nella nostra vita come meteore, ma lasciano una scia incancellabile di ricordi.
    Ad una di loro voglio dedicare queste righe, con tutto l'amore di cui sono capace.
    Parlo di una donna, una donna che fisicamente non ricordo praticamente per niente, ma che ha segnato profondamente la mia vita: mia nonna paterna.
    Come dicevo ricordo poco di lei: ricordo le smorfie di dolore, dovute al trigemino che le stravolgevano il volto, per altro bellissimo.
    Si era bella, di una bellezza d'altri tempi, estremamente elegante, magra, alta!!
    Ricordo due occhi perennemente velati, a volte malinconici, a causa della malattia si, ma anche e soprattutto per le troppe sofferenze sopportate, ma li ricordo anche incredibilmente vivi.
    Un sorriso appena accennato, ma che scaldava il cuore!!
    Di lei, soprattutto, ricordo l'amore.
    Ho dato a mia figlia il suo nome, perché volevo che ne ereditasse il coraggio, l'integrità, l'onestà.
    Sto parlando di una donna che ha perso due bambine in tenerissima età e la terza a 12 anni a causa di un'appendicite divenuta peritonite, ma che ne è venuta fuori, pur con il cuore segnato per sempre.
    La stessa donna che ha messo la sua vita nelle mani di una sentinella, all'Ambasciata Tedesca, quando scuotendola ed urlandogli contro domandava di poter parlare con i responsabili per avere notizie del figlio maggiore.
    Urlava nonna e quel ragazzo, che aveva capito la situazione, ha provato a calmarla..... "mamma, ti prego, stai buona, vai a casa..... mamma vai a casa!!!" le ripeteva in un italiano stentato, ma comprensibile.
    Una donna che dopo la strage delle Fosse Ardeatine ha preso per mano il figlio minore, mio padre, ed insieme a lui è andata a cercare l'altro figlio, tra i cadaveri. Si, perché zio era stato arrestato, era a Via Tasso, esattamente nel braccio da cui furono poi prelevati e portati alle Fosse Ardeatine gli altri. Nessuno si era preoccupato di informarla che il figlio era stato deportato in Germania solo poche ore prima.
    Quell'episodio, mi raccontava mio zio, ha cambiato mio padre, lo ha reso diverso per sempre, gli ha tolto la voglia di ridere.
    Quella donna, quando nacqui, era capace di togliere la mia magliettina dalle mani di mia madre, mentre mi faceva il bagnetto, di mettersela sul seno solo per scaldarla..... "non facciamo prendere freddo a questa bambolina" erano le sue parole alla richiesta di spiegazioni di mia madre.
    Dicono che, fisicamente, la ricordo, ma guardando una sua vecchia foto, al matrimonio dei miei genitori, vedo un'unica somiglianza tra me e lei: gli occhi, quelli si, in quelli mi ritrovo.
    Non mi dispiacerebbe somigliarle, non per la bellezza, non mi interessa, ma per l'eleganza, per il fascino che emanava... per la sua bontà e la sua generosità.
    Vorrei avere il suo coraggio e la sua forza!
    E' mancata che io avevo dieci anni ed inevitabilmente molte delle cose che ho scritto mi sono state raccontate, ma il suo amore l'ho toccato con mano, nonostante stesse male... nonostante non fosse più lei a causa della malattia che la stava distruggendo...
    Chiudo con un mio ricordo, questo non mi è stato raccontato, questo lo ricordo io.
    L'ultimo periodo stava sempre peggio, dimenticava tutto, mettendo in pericolo anche me e mia sorella che le stavamo sempre vicine. Una notte l'ho sentita piangere... e quando papà le chiese che cosa fosse successo lei ha risposto: "Gino, voglio morire, non posso più vivere in questa maniera... lo capisci, potrei far del male alle mie nipotine ed io non potrei mai perdonarmelo..."
    Ce le ho impresse con il fuoco nella mente quelle parole... non le dimenticherò mai... non ti dimenticherò mai nonna!

     
  • 10 ottobre 2009
    Arriva la vita

    Come comincia: Immaginazione o realtà? Ha poca importanza, quello che conta è che venga raccontato!
    Ecco come non dovrebbe mai finire una gravidanza.
    Manca poco meno di un mese al parto, lei ancora lavora e in ufficio non si fanno molti scrupoli.
    È andata in tre banche diverse e per farlo ha dovuto prendere i mezzi pubblici, fa molto caldo e non si sente bene.
    Dopo quella giornata rientra a casa, sfinita e, come al solito, completamente priva di appetito.
    Proprio per cercare di convincerla a mandar giù qualcosa, la sorella decide di andare a comprare un po’ di gelato...
    È appena uscita quando le si rompono le acque.
    Inizia a piangere, in silenzio... non vuole che nasca, è presto e, soprattutto, non è pronta...
    Inutilmente provano a calmarla... Il padre prende la macchina e la accompagna in ospedale…
    Iniziano a farle il monitoraggio e la avvisano che manca veramente poco.
    Non ha fatto il corso pre-parto, il suo ginecologo non è reperibile... è in preda al panico...
    Nella stanza con lei c'è un’altra ragazza, ha vicino il compagno ad assisterla, com’è giusto che sia, ma questo contribuisce a farla sentire più sola che mai.
    La trasferiscono in sala travaglio e qui fanno il possibile per fermare le doglie, ma non c'è niente da fare...  la bambina ha fretta di nascere... poco dopo le due, a sole cinque ore dal ricovero, è venuta al mondo...
    I ricordi? Fuori c'era il temporale che lei tanto teme, con fulmini e tuoni... e poi il dolore... non tanto quello fisico, quello si sopporta e si dimentica facilmente, quanto quello interiore...
    È stato tutto molto veloce... dopo il parto una mezzora trascorsa in corridoio, su una brandina e poi, finalmente, la portano in corsia...
    Dorme circa un paio d'ore, poi la colazione, la visita del medico... si alza, chiama in ufficio per avvisare che non sarebbe andata... poi a casa per sentire se qualcuno sarebbe passato a trovarla...
    La madre la avvisa che l'avrebbe raggiunta appena iniziava l'orario di visita... ed è stato così.
    Si è presentata con una splendida rosa rosa...  presa dal mazzo che le avevano mandato i suoi amici...
    Conserva ancora la foto di quel mazzo di rose...
    Erano ancora insieme quando arrivò l'assistente sociale insieme alla psicologa, erano lì per domandarle se era certa di voler tenere la bambina o se, piuttosto, non preferisse, vista la situazione, darla in adozione...
    Nei mesi precedenti l'idea l'aveva sfiorata, ma in quel momento... dopo averla vista, toccata, stretta...
    Era piccola… piccolissima... pesava un chilo e novecento grammi, una ranocchietta, un batuffolo di cotone, ma la vedeva bellissima e non si sarebbe separata da lei per niente al mondo... e meno male che non l'ha fatto!
    È la sua vita, oggi!
    Dopo tre giorni la dimettono e torna a casa... sola... il suo tesoro aveva l'ittero altissimo ed è rimasta in ospedale per oltre un mese...
    Lei ha fatto avanti e indietro otto volte al giorno... sempre completamente sola...
    Ecco il ricordo dominante di quei giorni: la completa solitudine, il senso completo e totale di abbandono.
    Voglia di vivere zero, voglia di fare zero, voglia di costruire zero.
    Non serve avere un uomo vicino per crescere un figlio, ma serve qualcuno cui aggrapparsi nel momento del dolore... e lei non ce l'aveva.
    Ha dovuto fare tutto da sola, con l'aiuto immenso e splendido dei genitori e della sorella, ma era altro quello di cui aveva bisogno.
    Non sono bei racconti, ne convengo, ma a volte serve a chi scrive per tirare fuori qualcosa e a chi legge per capire meglio.
    Il ricordo di quella notte non l'ha mai lasciata, non ricorda altro che solitudine... nessun dolore, solo solitudine e senso di totale abbandono.
    La voglia di essere stretta, abbracciata, coccolata.
    Il desiderio di qualcuno che si occupasse non solo di lei, ma anche delle cose pratiche perché lei, completamente priva di forze, non ce la faceva.
    Anche semplicemente andare all'anagrafe era stato un problema... eppure eccola lì oggi... ne sta venendo fuori...
    Tutto alle spalle, o quasi...
    Storia amara, come mille altre, meglio di mille altre addirittura, ma da condividere, perché non è giusto, non ci si deve mai sentire così soli, così completamente abbandonati, mai, ma soprattutto non dopo la nascita di una vita umana.
    Il ricordo resta, fa sempre meno male, ma non può e non deve essere cancellato!