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Autore

Simona Soldi

in archivio dal 27 ott 2009

06 novembre 1984, Pistoia

13 aprile 2013 alle ore 2:29

Il Medico E Le Ali

Il tocco leggero della tua presenza
Ha sfiorato la mia vita,
gentile, chiedendo il permesso
come entrando nello studio di un dottore.
Mi hai curata, ti ho curata
Con pazienza, dedizione,
senza aver paura di infliggere dolore.
Dottore, paziente,
due corpi
Due identità.
La mia malattia hai curato,
il mio veleno che non ha età
con il tuo anelito di libertà,
che ho riempito di orgoglio,
quello buono, quello sano,
la giusta medicina per guarire
le tue ali intorpidite.
Sei entrata nel mio studio
Mentre leggevo stanche carte
Polverose, e via dal tavolo le hai gettate
Con la dolce rabbia del tuo sguardo,
le hai spazzate via con un colpo secco
Che come un lampo mi ha scosso
E la mia cieca attenzione hai ottenuto.
Quella rabbia ci consuma,
non conosce ruoli, né definizioni,
come questo amore incompleto.
E’ la rabbia che si nutre di noi,
la rabbia della lotta
fra pacatezza e pienezza
fra silenzio e coraggio, la rabbia
che ci tiene unite, la rabbia
della rincorsa prima del salto.
Il movimento,
da assecondare,
senza forzare, scivolando,
fendendo l’aria, senza sciupare
il meccanismo perfetto
che confonde l’identità
e, insieme,
il volo ci farà spiccare.

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