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Autore

Stefano Coluccia

in archivio dal 29 mar 2012

15 dicembre 1971, Pagani (SA) - Italia

13 settembre 2012 alle ore 10:16

Vivere

Il racconto

Pensare ossessivamente al passato frena il cammino del presente verso il futuro, è complicato non farlo specie se il passato è migliore della nostra vita attuale ma il rischio è di stallare e cadere giù come un' aereo con i motori in avaria .
Dovremmo indurire le vene per ammorbidire la nostra esistenza, dovremmo prendere a schiaffi la nostalgia e abbracciare un presente che non apprezziamo , che diventerà anch'esso , inevitabilmente passato.
Vivere è stordimento, vivere è una vertigine di emozioni , non è semplice vivere.
Non saremo mai subito pronti a fronteggiare le asperità che la vita ci scaglia contro, all'inizio siamo preda della forza che si espande dall’ evento rovinoso che essa produce ma poi ci rialziamo, usciamo dalle macerie feriti si, ma non a morte.
Dunque, che fare ? Ammassiamo il dolore in un cassetto e tiriamolo fuori solo per non dimenticarlo, perchè anche periodi laceranti , se sono stati vissuti al cento per cento , possono diventare solo un ricordo, coglierne l'essenza è il segreto e cioè che vivere significa anche soffrire e quindi un passato che ci ha lasciato dentro frammenti di tristezza ma che ci ha insegnato a reagire e a vivere il presente ed il futuro con più determinazione.
L'occultamento del dolore è cagionevole, è come non volersi specchiare perchè abbiamo timore di vedere dentro il nostro animo, è un'errore farlo, anzi dovremmo avere una stanza di specchi dove poter setacciare la nostra immagine in tutte le sue sfaccettature.
E' tutto così difficile ma è questa la sfida che la vita ci lancia, essa è spietatamente bella come una donna sensuale ma crudele.
Vivere è valere e valere è interagire con ogni singolo evento, vivere è sposarne la parola e rimanerne legati nella gioia e nel dolore.
Vivere significa amare , dalle cose più semplici alle cose più scontate che poi non lo sono, come l’amore che ti viene consegnato dagli altri.
Ma è la sofferenza che ci mette alla prova e riuscire a viverla in tutta la sua afflizione è un filtro per la nostra esistenza, perché vivere il dolore in tutte le sue taglienti angolature è consapevolezza , è raziocino , è già reazione.
Quando stiamo male siamo come un foglio di carta spiegazzato dove le parole sopra scritte restano imprigionate, sgualcite e tremolanti ; si’ , è vero ci chiudiamo e non esprimiamo perché abbiamo paura.
Paura di stare peggio di quanto già stiamo, ma non serve a niente, soffocare uccide, respirare il dolore fa rinascere.
Nessuno è in grado forse di attuare questi esempi di connubio uomo/vita ma una cosa è certa e cioè che se noi dipingessimo la nostra vita somiglierebbe ad un quadro di Picasso ; scombinato, strano , incomprensibile ma pur sempre bellissimo.

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