username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Walter Degrassi

in archivio dal 07 lug 2010

03 ottobre 1974, Trieste

segni particolari:
Essere UMANO fra esseri umani

mi descrivo così:
Carne da musica su uno scoglio

07 aprile 2012 alle ore 18:26

Hotel Satisfaction

Intro: Un sabato sera di musica, l'inconto improvviso con un'attraente sconosciuta e poi un hotel.
Cosa può succedere se la radio passa una canzone "maledetta"?
Leggende sinistre accompagnano da sempre una delle canzoni più famose della storia del rock, "Hotel California"...
ma se non fossero solo leggende?

Il racconto

Che giornata... era iniziata decisamente male, visto che in quella precedente avevo litigato con la persona alla quale tenevo di più... mi incamminai con aria piuttosto desolata, arrivai al lavoro e concentrarmi non fu facile, ero troppo triste e ci tenevo troppo a dirle quanto mi dispiaceva.
Le portai un caffè, parlammo anche, ma non necessariamente ci chiarimmo del tutto, restò un'amerezza che non se ne andava, come il ricordo di quel saluto frettoloso che ci scambiammo. 
Finito il lavoro però c'era da fare: era sabato e nonostante il magone avevo un bel pò di cose di cui occuparmi; era estate ormai, e c'era un concerto da suonare.
Così, ingoiato un boccone veloce, trasportate in macchina le mie cose, eccomi lanciato a raggiungere i miei compari per caricare tutto il necessario e dirigerci a destinazione, sempre con quella sensazione di amarezza in gola. 
Ci mettemmo una vita ad aspettare quello e quell'altro, a caricare le macchine stracolme di strumenti, casse e in generale tutto quanto potrebbe servire e anche quanto non servirebbe ma "non si sa mai".
La carovana partì e arrivammo, la serata era all'aperto e di parcheggi neppure l'ombra già al pomeriggio... nessuno si sarebbe immaginato minimamente di trovarne uno, ma una persona qualsiasi non aveva fatto i conti con Giordano, che ebbe una trovata degna di Elwood Blues, e con quella stessa aria impassibile si piantò in mezzo la strada dirigendo il traffico con piglio da vigile,  fermando la colonna di macchine ci permise di infilarci al volo in un paio di posti che si erano miracolosamente liberati.
Così si iniziò a montare il palco e preparare tutto, e mentre caricavo, scaricavo, montavo, agganciavo, preparavo... continuavo a sentire quell'amarezza in fondo.
Arrivò il momento di iniziare il concerto, e nonostante quell'amarezza mi accompagnasse fino a due secondi prima di suonare la prima nota e non avessi alcuna voglia di ridere, non mi restò che fare di necessità virtù,  lasciarmi prendere per mano dalla musica insieme ai miei compari e darci dentro senza tregua.
E senza tregua fu: saltai, suonai, cantai, più sentivo l'amarezza dietro l'angolo più mi ci mettevo, come un invasato... finchè il concerto durava in qualche modo potevo tenerla a bada.
Trainai gli altri a colpi di plettro, ci incitammo  a vicenda, e ne venne fuori un concerto divertente per chi ascoltava e per chi suonava.
Al bis arrivammo provati ma carichi.
C'era ancora da smontare tutta l'attrezzatura e ricaricarla nelle auto per poi tornarsene a casa, ma la notte era giovane, l'aria estiva era dolce e fatto il nostro dovere ci si fermò a bere qualcosa e chiacchierare, commentando l'esibizione e raccontandosi aneddoti vari.
Così arrivò il momento di andarsene... e non avevo voglia di restarmene da solo con quell'amarezza, così invece di andarmene a casa salii in macchina e girai.
Accesi la radio a caso  e venni accolto dagli Eagles... un'ottima compagnia quando sei al volante, pensai.
La strada mi condusse fino a un pub dove stavano cantando... avevo l'adrenalina del concerto ancora addosso, e mi andava di cantare, di muovermi, di fare come non mi importasse niente, perché di chi non avevo accanto mi importava troppo.
Il posto era stipato di gente, era sabato notte e tutti sembravano aver voglia di divertirsi.
Mi conoscevano, e quando entrai feci appena in tempo a ordinare da bere che mi arrivò un microfono in mano.... sentii partire "Satisfaction" e non avevo bisogno d'altro per scattare come una molla... ma a quanto pareva neppure gli avventori, stando a come parteciparono... la serata si faceva "calda".
Per la durata del pezzo ebbi su di me l'attenzione di tutto il locale, ma mentre stavo cantando all'improvviso l'attenzione di una persona in particolare fu ricambiata dalla mia...
Stavo cantando quando tutt'a un tratto notai un tipetto che se ne stava appoggiata ad uno stipite insieme alle sue amiche... il resto del pub sparì in un secondo.
Dovevo sapere chi era.
Me ne andai verso la sua parte... incrociai il suo sguardo, mi sorrise... mi fermai e la guardai: "Ehi ci sai fare!". 
Avevo sete... recuperai il bicchiere e uscimmo a  prendere una boccata d'aria, ci parlammo e tornammo dentro... la bimba era carina e sapeva muoversi, arrivato il suo momento prese il microfono e ci fece sentire una gran bella voce...
Era una dichiarazione di guerra... la serata non poteva finire lì.
"Qui mi sto stancando...allora, ce ne andiamo da qualche parte?"
"Andata".
Il tempo di salutare qualcuno e via.
Salimmo in macchina, la radio passò ancora gli Eagles quando accesi il motore... ci mettemmo a cantare insieme...
"Plenty of rooms... anytime of year you can find me here...",
ogni tanto uno sguardo d'intesa... mi sentivo a mio agio con lei accanto anche se la conoscevo a malapena... lasciammo che la strada andasse per un pò, poi lei conosceva un posto e mi ci portò.
Entrammo e ordinammo da bere, sembrava esserle molto familiare, mi sembrava un pò strano ma  era un ottimo posto per divertirsi e ci divertimmo parecchio, bevemmo ballammo e parlammo un bel pò.
Mi piaceva parecchio, aveva uno sguardo peperino e un bel sorriso, sembrava una ragazza in gamba e ballava in un modo sensuale ma discreto, senza essere volgare o sfacciata... così non fu strano se alla fine ballando iniziammo a baciarci.... baciava esattamente com'era... molto carina e un pò piccante.
Sarà stata la giornata, il concerto, i giri di rhum con la bimba, ma iniziavo a sentirmi annebbiato.
Mi disse: "Mi sa che metterci in macchina non è una grande idea... qui sopra hanno delle camere, che ne dici se...?", fece un sorriso e un cenno con il capo, mi sembrò avventato ma ragionevole... la bimba era peperina e mi piaceva molto, così accettai.... le cose stavano succedendo così in fretta... la serata girava forte esattamente come il concerto, era come stare sulle giostre.
Prendemmo la numero 66 e la porta si chiuse sul cartello  "Non disturbare."
Non ci fu bisogno di dire molto altro...
"Ti piaccio parecchio allora?"
"Tu che dici?"
"Adesso vedremo che sai fare a parte cantare, allora..."
"Beh, se la metti così... non mi resta che prenderti in parola..." 
Non mi andava che finisse presto,  perciò tutto iniziò lentamente... baciandoci e ballando... sapeva muoversi da farti girare la testa...o forse era il rhum... e pian piano tutto iniziò a girare sempre più forte, tonnellate torride di passione ci spinsero sul letto, non c'era proprio modo di fermarci, e come se stessimo ancora ballando continuammo quello che avevamo cominciato in piedi... era piccola di statura, i capelli castano rossicci che le arrivavano a malapena alle spalle... e  le spalle... morbide levigate abbronzate che sapeva muovere meravigliosamente quando ballava... sempre in movimento come i suoi occhi nocciola.
No, non c'era modo di tenerla ferma, sgusciava come una biscia dispettosa, lenta ma sinuosa come una fiamma, e più mi danzava addosso più sentivo fiamme dappertutto, era lei stessa tutta un movimento flessuoso dappertutto.
Era tutto torrido.... ad un certo punto non capii più cos'era lei e cos'ero io, cos'era il dentro e cos'era il fuori, sembrava tutto fatto di fuoco... io, lei, il letto....grondavamo di vampate madide che aveva appiccato danzando e non c'era più modo di spegnere.... sempre più... sempre più...
Dato tutto, quando alla fine la stanchezza ebbe la meglio pian piano i cuori rallentarono i battiti, i morsi divennero baci, i baci carezze finchè ci addormentammo abbracciati...
Qualcosa mi svegliò all'improvviso nel sonno... la lama di luce di una porta che si apriva... dov'era lei?
Scattai sul letto e la vidi sulla porta.
"Dove vai?"
"Grazie della serata, rockstar, mi sono divertita un sacco, ma ora devo andare"
"Ehi aspetta un attimo...mi vesto e ti porto io a ...beh, ovunque sia..."
"Non hai capito... siamo all'Hotel Satisfaction, stanza 66... 6 ore qui dentro"
"No... non capisco..."
"Te la ricordi la tua radio stanotte? ... Puoi provarci quanto vuoi ma non te ne potrai mai andare..."
"Ma era solo una canzone!"
"Forse...e forse no. E' stato bello... in gamba, rockstar ".
La porta si chiuse.
Adesso aspetto qui.
Hotel Satisfaction, stanza 66.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento