Il suono, arriva prima del verbo; è un tramite meraviglioso all'ancestralità che è in noi:
Soffia sulla cenere e sul fumo del fuoco interiore e dona il coraggio per aprirsi finalmente - con natura - alla natura.
Chi scrive è il mercante del tempo, l'unico ad aver diritto all'eco dei suoni ancestrali; non ha un'età definita e mai l'avrà, poichè egli stesso è "il tempo" e naviga nell'infinito inconoscibile oscillando con la sua amata follia in ogni avanti e in ogni indietro da sperimentare...