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Il libro del momento
libro 'Il gusto proibito dello zenzero' di Jamie Ford
Noi Europei non sappiamo che durante la seconda guerra mondiale è stato creato un campo di isolamento per i Giapponesi. Non sappiamo che i Cinesi indossavano un distintivo con la scritta "Io sono Cinese" affinché gli Americani non li confondessero con i Giapponesi, i nemici; e non sappiamo che sia i Giapponesi sia i Cinesi avevano fatto nascere in America i propri figli e americani si consideravano, e che dimostrarono obbedienza al Paese lasciandosi confinare in questi campi. Jamie Ford, per metà cinese, ha messo insieme le sue origini e questa parte della sua Storia e ne ha fatto un romanzo. Protagonisti sono Henry e Keiko, cinese lui, giapponese lei. Due nemici, secondo la Storia e secondo la famiglia di Henry; ...
[...continua]

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    Racconto

    Il becaària*

    Intro: Il Becaària - il forestiero, il villeggiante e, per estensione, lo sfaccendato - narra i ‘dolori’ del giovane Mario Zanetti, diciassettenne sopracenerino nel Ticino degli Anni Settanta. Fra aneddoti di paese reali o romanzati, i turbamenti di un adolescente alla ricerca della propria identità.
    Come comincia: Avventura e libertà l’avevano sempre attratto, tanto da convincerlo che la sua vita si fosse svolta tutta in tempo di guerra. Ma l’unico conflitto sperimentato per davvero, forse, se lo portava dentro. Oddio, scemo del tutto Mario non era. Sapeva benissimo che nella terra dov’ ...
    [...continua]
      Poesia

      Onirica

      Era autunno profondo, forse quasi mattina
      L’alba cauta fioriva mentre il sogno incupiva:
      D’improvviso ero dentro ad un buco profondo
      Scivolavo sospesa dall’altra parte del mondo.
      Vorticosa volavo fino al ventre velato
      Di un pensiero mai detto, un sospiro mai nato.
      Il terrore gelava di ignoto le membra
      Solo buoi e paura, niente luce ne ombra.
      Non potevo gridare per esprimer l’orrore
      Di quel viaggio abissale nell’onirico dolore,
      Tra le molli pareti non potevo afferrare
      Che l’ignoto che avanza fino a soffocare.
      Poi la luce e le fiamme mi mordettero il cuore
      Infilzato da lance taglienti come l’onore
      Non sentivo più il sangue scorrer nelle mie vene
      Ma un veleno vischioso che uccideva le pene.
      Fu lì che mi destai angosciata e sgomenta
      Tra le palpebre un’unica lacrima spenta.
      Nel silenzio racchiusi il sospiro di vita
      Alienata dal senso di ogni cosa capita.
      [...continua]
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