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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • Ieri alle 23:41
    L'eco lontana

    Riemerge prepotente
    il nostro antico amore

    È nel tuo sguardo
    Nel respiro
    Nei sorrisi

    Eppure è assai lontana
    l'eco del nostro idillio

    Ti amavo allora
    Ti amo ora

  • Ieri alle 17:21
    Alla fine della collina

    Figure indefinite e sottili
    in cerchio,
    corvi in volo
    alla fine della collina
    fanno da sfondo ad una notte
    dove si perdono i passi,
    dove la luna ti guarda
    costante e sinistra,
    anche se ti nascondi
    nella tua essenza
    e ti inquieta andare oltre
    e diventi parte di un mistero
    nascosto dalla luce del mondo,
    dove ogni jolly
    deride il suo stesso gioco.
    Il mio errare
    alla fine della collina
    mi apre un'antica memoria,
    quando rincorrevo
    le ombre degli angeli
    e si camuffavano i demoni.

  • domenica alle ore 15:58
    Inedito spartito.

    Tempestosi effluvi
    di arcaiche acque
    giungono alle
    rive lontane
    di questa mia
    anima
    Perenne ricerca
    di te. Ombre
    generate
    dal sublime sguardo,
    a me
    giungono
    nell'orchestrale
    silenzio
    prepotente adagio
    dalle
    straordinarie note,
    tracciano
    inedito spartito.
    Gocce di mare
    trattenute
    alimentano
    linfa,
    radice.
    E di te,
    rimane
    indefinito contorno,
    confuso
    tra le pieghe
    dell'anima,
    tormentata,
    mescolata
    tra lo zucchero
    di un caffè
    altrimenti
    amaro.

  • domenica alle ore 12:10
    transitoria

    Come un sole,
    scevro dal suo verde mare,
    esule mi spengo!

    05/06/2021

  • domenica alle ore 11:04
    Eravamo dietro porte

    Eravamo dietro porte
    che non venivano aperte,
    eravamo nascosti
    per non perdere
    le nostre identità
    nello sguardo di chi
    non sa guardare,
    eravamo presenti
    in un mondo di ideali e sogni,
    più vero del mondo dei corpi,
    eravamo feriti
    da chi ci ha dato origine,
    eravamo con le nostre parole
    a difenderci,
    conquistando malinconie
    e solitudine.
     

  • sabato alle ore 22:33
    Ma tu non lo sai

    Permane il fuoco
    delle tue parole
    dentro i miei pensieri randagi,
    che ti celebrano al tramonto,
    ma tu non lo sai.
    T'incontro
    mentre si sgretola il giorno,
    ma tu non lo sai.
    Piango nel silenzio
    di lacrime che provengono
    da un tuo sogno
    che mi racconti,
    ma tu non lo sai.

  • venerdì alle ore 22:22
    Narrava il folle

    Narrava il folle,
    narrava d'amore,
    narrava di un tempo
    in cui ogni parole si faceva fiore,
    narrava di quando
    era uno stato privilegiato
    il perdere la ragione per amore,
    poi narrava di stanze nascoste
    illuminate soltanto
    da un barlume di luce lontano,
    dove la notte si tramutava in abisso
    e il suo pianto ricopriva l'intero palazzo.
    Narrava il folle,
    narrava di dilemmi
    e di giochi incongrui del destino,
    narrava di paradossi lungo il cammino,
    narrava di richiami dal cielo,
    di petali sparsi sui dolori,
    di speccchi rotti alle pareti,
    di sorrisi deformati
    e di incastri insensati.
    Narrava il folle
    e continuerà a narrare
    di enigmi e d'amore
    e di enigmi d'amore.
     

  • venerdì alle ore 21:23
    Frammento

    Solo 
    una parola
    Per descrivere il mio
    desiderio

    Sognarti

  • giovedì alle ore 10:45
    Mi prende, la sera

    Mi intriga
    e a punti scelti mi ricama
    Mi tesse
    Mi aggroviglia
    In fili di seta cruda
    punto a punto
    impolvera di stelle
    questo cielo che è il mio
    Mi raccatta la sera
    dagli angoli di bui incastrati
    fra muri di incensi
    profumati di templi
    E di preghiera m'incanta
    il mesto pianto
    di una me - qualsiasi -
    che vita ha perduto
    fra la sera e la luna
    fra l'alba e un tramonto
    Mi prende la sera
    mi intriga mi incanta mi tesse
    Aggroviglia mie vite a vite altre
    La mia in ombra in ombre d'altri
    e si fa sera
    M'intriga la sera
    a punti scelti ricama
    incensi incastrati
    fra muri di fuori ai templi
    e incensi fumanti
    a impolverare di cielo codesto istante di vita ricamato
    fra fili crudi di seta.

  • mercoledì alle ore 15:03
    Rischiando l'oblio

    Ho rotto inutili calchi di gesso
    per avere l'argilla fra le mani
    e impastare nuove forme d'amore,
    messe da parte per quel tempo
    in cui cadranno i cieli
    e la mia terra diventerà scura,
    rischiando l'oblio
    del mio innamorato canto.

  • mercoledì alle ore 1:52
    Disegnatore di case

     

    Premessa

    La terrazza di casa mia (a Reggio Calabria in via Italia, quartiere Santa Caterina, dove ho vissuto fino al conseguimento del diploma di Geometra) e la passione giovanile per il disegno hanno ispirato questo componimento, fedele resoconto in versi di alcune tra le più belle immagini che ho nel cuore.
    Aggiungo, ma solo per completezza di informazione, che nel più bel cortile del mondo (quello della palazzina dove abitavo io) all’età di 10 anni incontrai un geometra intento a seguire dal vivo i lavori per la costruzione di un garage. Quella chiacchierata con l’uomo in cravatta, qui non esposta, mi fece innamorare di quel mestiere. Questa poesia vuole essere il ricordo di un sogno inevaso. Poi, infatti, la vita mi ha riservato altro, ma questa è un’altra storia…
    Aurelio Zucchi (Roma, 11/06/2009) 
    *
    Ricordi ancora quelle belle volte
    quand’aspettando il fine primavera
    o la fanfara della festa estate,
    staccavi scaglie di meriggi al giorno?

    Salivi, con la palla ed un fratello,
    per quei gradini che contavi sempre,
    le rampe di riverberi e fragranze
    e su quei muri si segnava un nome. 

    La vita era di mille vite insieme,
    pistacchio e cioccolato a far la torta
    che panna e frutta sormontavan tutta.

    Poteva capitarti un pezzo grande
    o il poco che giustificasse il gusto
    e succedeva che in quella fetta
    neanche l’ombra della bianca crema
    od il color di fragola o ciliegia!

    Ma poi, appena quella era ingoiata,
    tu t’accorgevi ch’era pure buona
    e, al diavolo, se per una  volta 
    il caso favorito non ti aveva.

    Lasciamelo dir,  la tua terrazza
    era a dir poco un po’ particolare
    qual campo noi da gioco pensavamo
    su un mattonato di seconda scelta
    pieno di gobbe ed indecenti crepe.

    Ma come facevate, tu e Antonello
    a tirar sempre quasi rasoterra?
    D’accordo, tu eri già un po’ calciatore
    ma lui …. che undici anni aveva appena?

    Quando alla fine stanco si sedeva
    o per falso dolore si lagnava, 
    per te era segno ch’era giunta l’ora
    della merenda che giù l’aspettava.
    Te lo prendevi in braccio a spupazzarlo
    e insieme guardavate il vostro mare
    e quindi, giù, correndo di gran lena
    a riportarlo al covo interno 6
    dove qualcuna l’aspettava fiera
    con nella mano pane e mortadella.

    Tu invece lesto sopra ritornavi,
    stavolta a due a due i tuoi gradini 
    che sempre tutti bene ricontavi
    per il timor d’averne perso uno.

    Lasciavi l’uscio d’abbaino aperto
    e t’affacciavi al vento e al parapetto
    dal lato di quell’ultimo tramezzo
    e da gendarme perlustravi il porto.

    Confessa, maledici quel palazzo
    che alto, troppo alto, t’impediva
    di buttar l’occhio pure sul naviglio
    verso quel molo nell’aperto mare?

    Chissà le quante volte t’hanno chiesto
    qual è il mestier che tu vuoi far da grande?
    Il pescatore o il marinaio oppur
    del faro più lontan sarai guardiano?

    Disegnator di case voglio fare
    tu rispondevi e non avei dieci anni,
    e, via, cucine letti sale e bagni
    tracciati e ritracciati sui quaderni
    per poi strapparli in mille e mille pezzi
    se una misura giusta non tornava.

    Poi nella vita tu hai fatto d’altro
    così come la vita t’ha permesso
    ma, per favore, se lo vuoi, mi tiri
    planimetrie perfette dal cassetto,
    con tutte le finestre della casa
    rivolte al mare che da quel terrazzo…?

    *
    Poesia vincitrice del XIV Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio-Città di Eboli” (Eboli 31/07/2010)
    Mensile Il Saggio 08/2010
    Menzione Speciale I Ed. Premio Thesaurus Sez. inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012)

  • martedì alle ore 22:26
    Anni diluiti

    Anni diluiti
    dentro silenzi incombenti,
    dentro abiti sbagliati,
    dentro specchi
    che catturano per istanti
    la mia anima
    che sfugge alle persone.
    Anni dietro le quinte,
    anni a stringere i pugni,
    anni a stare ferma sulle soglie
    a desiderare,
    a sognare tra le trame di stelle
    di un cielo quasi dimenticato,
    anni a contare i passi del passato.
    Dietro i vetri
    è rimasto il mio viaggio,
    ma il mio respiro
    rimane vero.

  • martedì alle ore 20:13
    La Notte

    Fuggo il giorno
    Quando
    Sul mio letto
    Ritrovo la notte
    E con essa,
    I miei sogni.
    Il buio regala
    Magie, Dolcezze
    Cancella brutture.
    Le stelle scintillanti
    Sussurrano musica
    Dolce e soave
    Col canto della luna
    Che sorride gioiosa
    Invitando al riposo
    Il giorno che rinasce.
    Mentre io
    Rincorro la notte.

  • lunedì alle ore 19:40
    Una preghiera

    Una preghiera matura
    nell'ombra della notte,
    quando il silenzio
    copre le strade
    e certe distanze
    sembrano meno lontane
    da questo antico paese,
    dove le memorie
    sono dentro il suono
    delle campane.
    Una preghiera cerca
    la sua voce
    ad ogni passo fatto
    con fatica,
    ad ogni volo d'uccello,
    ad ogni amore
    che si tiene per mano
    varcando l'inverno,
    ad ogni solitudine
    che dimentica un incanto.

  • lunedì alle ore 19:05
    A notte si placa

    Il giorno scompone e sconvolge
    il passaggio del tempo
    a notte il movimento si placa
    rende tenero ogni colore urticante
    morbido ogni suono graffiante
    Carezza e avvolge la notte
    come nessuno e niente
    mai può fare.

  • 26 luglio alle ore 16:39
    Frammento

    La melodia
    dei nostri sguardi

    Essi danzano
    sulle note
    del piacere sublime...

    Unico e infinito

  • 26 luglio alle ore 13:04
    Dell’amore, secondo me

     
    Per caso, avete visto l’amore?
    Oh Signore, devo chiedergli un favore!
    Cosa dite? È birichino?
    Sì, lo so.
     
    Se lo prendo lo strapazzo.
     
    Non può esser che da sempre
    giochi sempre a nascondino.
    Ieri là, oggi qua, domani boh...
    si traveste ma... é sempre bello.
     
    Cerchiamolo, diamoci da fare!
     
    Tu! Vai in quella direzione
    dai bambini con il lecca lecca in mano,
    dalle madri colte al volo in un sorriso,
    da quei figli che lo hanno propiziato.
     
    Voi, invece, stazionate sotto il cielo.
     
    E aspettate, aspettate buoni buoni
    nostra luna con la scorta delle stelle
    verso cui lucidi occhi, quattro almeno,
    lanceranno tenerissimi sospiri.
     
    Dai, non perdiamo altro tempo!
     
    Qualche altro, dall’olfatto buono,
    si immetta nel sentiero di collina
    e controlli la freschezza tra i roseti
    o i profumi delle primule odorose.
     
    Forza, non restiamo imbambolati!
     
    Quattro o cinque, coraggiosi,
    per favore si dirigano pazienti
    all’inizio dell’amplissima radura
    dove udranno gridi di guerra.
     
    Non si arrendano alla prima eco!
     
    Specie là, la ricerca insista
    tra una bomba e un’altra ancora,
    tra le polveri delle vite ignare
    o tra sagome d’innocenti in fuga.
     
    Io dico che ce la faremo.
     
    Quanto a me, sto per recarmi
    nelle zone colorate, giù al mare,
    e aspettando che m’arrivi l’alba
    guarderò tra le pieghe delle onde.
     
    Chi lo trova, avvisi gli altri.
     
    Se lo prendi, quello è tipo che t’ascolta,
    che si scioglie in mille pezzi e te ne regala uno.
    Non prendiamoci la briga di rimproverarlo,
    dicono che lui ha sempre ragione.
     
     
     
    *
     
    Anno di stesura 2008
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)

  • 26 luglio alle ore 12:02
    Tornerà

    Tornerà la vita
    sì lo farà
    Ruberà venti alla resa
    donerà cristalli del Tempo
    c’ogni cosa contiene
    E sarà colore del cuore
    l’infinita poesia.

  • 25 luglio alle ore 21:28
    Frammento

    Nel sogno
    verrei
    Prima che sorga
    l'alba

    È insonne la notte
     

  • 25 luglio alle ore 18:35
    Esito Delle Guerre

    L’arruffio d’una barca in avaria
    Avvampata sotto l’arsura
    Di un sole tanto audace
    Alla ricerca dell’attracco
    Al molo che argina il mare
    Prodigo di avannotti
    Mentre nell’aria gabbiani
    Sorvolano i moti del mare
    E le sventure dei gommoni
    Affollati di speranze
    Stracolmi di paure
    E incertezze
    Attuali e remote
    All’orizzonte l’aliscafo
    Anfitrione dei mari
    Alitato dai venti e dai motori
    Angustia e angoscia i pensieri
    Man mano che si accorcia il tempo
    E solo poi stupisce e allibisce
    Colui che allarga le braccia
    Per alleviare il tormento
    E passare da l’angustia
    Ad una allestita accoglienza
    Che dona loro la speranza
    E l’animo per il futuro.

  •                        
     
    Amore
    Non morire
    Dura tutta la vita
    Amore
    Sei come l'aurora
    Nasci e ti perdi nella sera
    Amore
    Sei come il crepuscolo
    Ti tuffi nel seno della notte
    Amore
    Sei come il vento
    Spiri tutti i sentimenti
    Amore
    Sei come il mare
    Mai sempre calmo
    Amore
    Sei come la pioggia
    Attesa e poi bagni di pianto
    Amore
    Sei come la nebbia
    Ti dissolvi nel nulla
    Amore
    Sei luminoso
    E poi buio come la notte
    Amore
    Sei un vulcano
    Esplodi ardi e ti raffreddi
    Amore
    Sei come la neve
    Candido e poi gelido. 
    Amore
    Sei una fiamma
    Che si spegne per non ardere.
    Amore
    Sei come una foglia
    Voli come una bianca farfalla
    E poi precipiti nel nulla.
    Amore
    Non morire
    Dura quanto vorrei.
    Amore!

  • 24 luglio alle ore 23:16
    Il vivibile tra noi

    Il vivibile tra noi
    è chiuso dentro parole
    che riescono a delineare quasi
    il contorno del cielo,
    arrivando in certi angoli in ombra
    dove sono sospese certe verità,
    certe emozioni,
    certe difficoltà,
    certi errori.
    Il vivibile tra noi
    ha dei confini instabili,
    ha delle finestre spalancate
    su notti di magie
    e notti di lacrime,
    notti ingenue di falene
    e notti di scelte d'amore,
    notti di silenzi
    e notti di attese.
    Il vivibile tra noi
    s'incarna in un bacio,
    in un incontro di anime
    che si leggono negli occhi.
     

  • 22 luglio alle ore 19:13
    Ho raccontato agli alberi

    Ho raccontato agli alberi
    una storia d'amore
    nascosta tra i respiri,
    la nostalgia si è dispersa,
    la forza si è trasformata,
    il dolore si è levigato.
    Ho raccontato al vento
    di avere un nuovo sguardo
    sui pensieri e sul mondo,
    ma non mi ha creduto
    e mi ha portato di nuovo
    allo stesso punto,
    vorrei anche solo per un momento
    attraversare la gerarchia dei cieli
    e sentire la pace,
    vorrei leggere ancora
    le tue lettere d'amore,
    vorrei scriverti le mie.
    Ho raccontato alle mura
    di questa casa
    che ho perso qualcosa
    d'indecifrabile,
    mentre piangevo.
     

  • 22 luglio alle ore 12:30
    Il Vento

    Il vento spira
    Una meta, il vigneto
    Il vino nuovo;
     
    Il vento urla
    Alle porte l’inverno
    La neve gelida;
     
    Il vento è forte
    Nuvole marinare
    Le piogge in arrivo;
     
    Il vento è caldo
    La spiaggia affollata
    I bagni di sole.

  • 22 luglio alle ore 12:29
    Il Vento Del Sud (RINOMINATA)

    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi
    Disegna nel cielo il tuo arco
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    Sospirata serenità.