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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 1 ora fa e 42 minuti fa
    Al Volto Santo

    Quante volte insieme abbiamo pianto, Io e Anita al Volto Santo, Come un appuntamento sembrava che ci stessi aspettando, Ti sentivamo dentro Mentre stavamo pregando, Dovevamo venire ad ogni costo, La seconda fila era il nostro posto, Il covid l'ha portata via Togliendomi il sorriso, Ma so che adesso è insieme a Gesù in paradiso, Vado avanti con il dolore ed il pianto, Ma anche per lei Verrò sempre al Volto Santo. Genny Caiazzo

  • 6 ore fa e 3 minuti fa
    Milano in autunno

    O che meraviglia
    è arrivato l’autunno
    per la mia città
    iniziano a cadere
    le prime foglie
    le piogge
    accompagnano
    la nuova stagione
    si sentono nel corpo
    i primi freddi
    Milano
    sembra rinascere
    con i suoi abitanti
    tutti in fretta
    lasciando aumentare la solitudine.
     

  • Preme un'ombra
    sul mio sorriso,
    preme un dolore
    in un angolo del paradiso,
    fra le bianche siepi
    ed il coro degli angeli,
    quelli che hanno sulle ali
    i brividi di tutto l'amore che sento,
    di quel paradiso
    che nei tuoi occhi è nascosto,
    ma che ho scoperto
    in una giornata d'autunno,
    quando il tuo richiamo
    a me ha portato il vento,
    un vento misterioso
    che mi ha rivestito
    di nuova poesia
    e di foglie d'argento.
     

  • Ieri alle 21:38
    La Sosta

     
    Un lungo giorno
    D'aprile si fa da parte
    Al quando esausto
    La pioggia è passata
    Gli uccelli fan festa
    Al calare della sera
     Il sole rientra
    Avendo scaldato
    Il giaciglio per la notte.
    La pioggia è cessata
    I pensieri e malinconia
    Mi riprendono per mano
    Nell'attesa uguale e precisa
    Che una nuvola superstite
    Si è fermata per ripartire
    E riprendere la sua corsa.
    Intanto io sono
    Ad aspettarti
    Al solito posto
    E tu dove sei.

  • Ieri alle 19:35
    Per singulos dies, vivamus.

    Di giorno in giorno
    di ora in ora
    naviga cauto il battello della vita.
    A bolina la vela
    la prua al filo del vento.
    Lontano all’orizzonte
    un faro occhieggia nella nebbia
    tenue riflesso nella bonaccia azzurra
    e cattura lo sguardo teso sull’immenso. 
    Allora solamente
    quasi ammaliante sirena
    la speranza si risveglia
    e canta una nenia lenta lenta
    all’anima 
    che serena s’addormenta.

  • Nelle mie scarpe
    c'è il desiderio di tuttte le strade,
    che raggiungono
    il magma vero del mondo,
    nei miei cappelli
    c'è il desiderio di portare
    e custodire addosso
    la fantasia di cui ho bisogno,
    che mi fa vedere la luna
    con il suo sguardo che mi scruta
    e mi invita a raccontare un segreto,
    in una notte di magia bianca
    che vince su quella nera.
    Mi abbandono al benefico sogno,
    che diventa il respiro
    attraversato nel mio giorno.
     

  • Ieri alle 19:30
    E io ti abbraccio

    E io ti abbraccio
    mio dolore
    in cambio di poesia
    purché siano d’amore questi versi
    puri come l’angoscia che mi strazia
    infuocati
    come la brace ardente in cui mi stringi
    e si colora del sangue della prima notte
    ancora viva come se d’allora nulla
    nemmeno un battito di cuore
    si fosse spento dentro questo petto.
    Se fu follia
    allora torna ad impazzarmi
    purché io partorisca poesia
    pura come la neve
    forte come le braccia in cui mi persi
    e mi mancò il respiro.

  • Ieri alle 16:59
    MonoCHrome

    Di luci e di ombre Ha bisogno la vita Per estendersi con tutte le sue pieghe più nascoste Nel buio estende i suoi spigoli più acuti Al chiaro la sua intima malinconia Nel nero ritaglia le tristezze più segrete Nel bianco intinge le paure più remote E le sviluppa In monochrome Come facevi tu

  • lunedì alle ore 12:09
    Cosa

    Cosa posa il cuore
    quando la corsa è un orizzonte
    che solo tu riesci a contenere?

    Cosa ferma lo sguardo
    nel cercarti fra il baluginio
    di intere costellazioni?

    Il tremore di un battito
    rubato al tempo
    nel sognarti.

  • lunedì alle ore 11:16
    PER TE, DONNA! (Poemetto libero)

     
    Per te che ben riesci da bambina
    a far parlar le bambole di pezza;
    che fiaba dietro l’altra tu consumi
    come orsacchiotto del tuo lecca lecca.

    Per te che in lesto progredir degli anni
    infili vita nel primo anello oro;
    che di stupor materno attese sazi
    al nascer di felicità goduta.
     
    Per te che al sorger del propizio giorno 
    stai a guardare l’alba, il sogno e il mondo
    dentro due occhi ancora da venire
    eppure innamorata già ti senti.
     
    Per te che al primo volteggiar di gonna
    al suon d’una canzone ti vezzeggi
    e, briciola di donna, vai sicura
    alla ricerca del tuo primo amore.
     
    Per te che, furba, dopo colonizzi
    d’altra esistenza quei capelli al vento
    ed in un batter d’occhio apri e trastulli
    le prime voglie in un qualunque posto.

    Per te che a volte a testa e croce giochi
    con le medaglie su altri petti appese
    nel rischio odioso di lasciar morire
    l’inizio ambìto di possibil trame.
     
    Per te che in giorno di bouquet distendi
    anima e corpo nella tersa coppa
    e schiava e libera li agiti entrambi 
    sciolti nel corpo e in anima di lui;
     
    per te che sposa affascini all’istante
    fra trasparenze e benedette carni
    per poi ricever del rapporto il sunto
    e trattenerlo al tuo dominio netto.
     
    Per te che i gemiti li ascolti forti
    venir da grembo dall’amor difeso
    e i gemiti domi insieme al tempo
    perché nello splendor il figlio cresca
     
    per te che quelle stesse eterne fiabe
    ora le narri rivisitando gli anni
    e bimba nuova incredula ti scopri
    al vissero tutti felici e contenti.
     
    Per te che del tuo ruolo avuto in dono
    vagone fai da attaccare ad altri
    mandando qualche volta alla malora
    di femminilità lo specchio e il vero.
     
    Per te che d’ogni lacrima fai conto
    e conti non fai delle stille esterne
    quando a convincerti ch’ognuno soffre
    non ci si fa neanche all’evidenza.
     
    Per te che all’avvizzir di propria pelle
    t’intrappoli nel perché succede a me
    e acida divien quell’espressione
    testimonianza ritenuta eterna;
     
    per te che alla fin ti abitui piano
    e ancora accetti del sol palpate
    fino ugualmente a risentirti bella
    e con la vita inimicizia escludi.
     
    Per te ho eretto una torre mozza
    con i pilastri di cristal cobalto
    al centro di filare a semicerchio
    tra i riflessi di schiusi melograni.
     
    Per te, donna, ho redatto con la firma
    un trattato da seguace realista
    sulle tracce di Venere imperfetta,
    d’interminabili carezze ansioso,
     
    dei pianti inammissibili irritato,
    a zonzo tra felicità ammessa,
    per consegnare ad una scia del tempo
    l’innamorato ed il fallibil uomo.
     
     
     
    *
    Stesura anno 2009
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010- Prefazione di Angela Ambrosoli) 
     

  • domenica alle ore 23:46
    Lettera d'amore

    Ce l'hai fatta a raggiungere la fine. Con il mio cuore fra le mani. Grazie. Per averla raggiunta indenne, per aver trattato con tenerezza la parte più delicata di me. Siediti, respira, chissà che stanchezza. Lascia che ti baci le mani , gli occhi , avranno carenza di dolcezze . Ti mando tutto il mio zucchero , non sarei in nessun dove e non esisterei se non fosse per te . Tu mi hai aiutata a diventare la donna che volevo essere , ma che avevo troppa paura di essere. Hai idea del miracolo che sei , di quanto sia stata una delizia , di quanto lo sarò sempre. Mi inginocchio a te , dicendo grazie.. Mando il mio amore ai tuoi occhi , possano sempre vedere il buono nelle persone , e possa tu esercitare la bontà... Possiamo solo noi considerarci una cosa sola , possiamo noi essere nell'altro che amanti di tutto ciò che l'universo ha da offrire. E possiamo sempre restare sulla terra , mettere radici , con i piedi piantati saldamente al suolo.... - lettera d'amore da me a te

  • domenica alle ore 21:39
    Amici

    Amici di sempre,
    amici di gioco,
    amici che ti fanno
    sentire solo,
    amici lontani
    che senti vicino,
    amici che ho ferito,
    perché non potevo
    evitare il destino.
    Amici a cui vorresti
    raccontare tutto,
    amici che ti parlano
    senza un ascolto,
    amici di sacri momenti,
    amici solo per un giorno,
    amici che vanno di fretta
    per una vita che procede,
    in cui tu sei solo un ricordo.
    Amici di tempi andati,
    andate ovunque,
    ma non mi cercate,
    vi porto nel cuore,
    questo cuore dolente
    che non ha più voce
    e con chiede più
    la vostra presenza,
    io vedo ancora
    le nostre vecchie impronte
    alla finestra.
     

  • domenica alle ore 20:09
    Il dito dell'anima

    Poso il dito dell'anima
    sull'ora
    che volge alla nuova

    Sull'attimo che scompone
    ogn'altro passato

    - vellutato silenzio carezza
    e rinnova -

    Pulviscoli d'anima indorano quell'infinitesimo palpito
    che di tempo pregno
    a nuovo vuoto fa il momento

    Sul dito dell'anima
    polpastrelli spandono
    dorati pulviscoli evanescenti

    Preme il dito dell'anima sull'ora:
    - l'ora nuova s’amplia -

    L'attimo che era
    ora è.

  • domenica alle ore 19:51
    Forma fissa l'orma del tempo

    È cambiata la mia vita

    Cospicui tramonti
    han rincorso l’aurore

    su lidi e frane
    e su frontoni puntuti

    Cangianti panorami su ere del mio passo
    - Maestri intransigenti -

    Forma fissa fu l'orma
    del tempo di dentro.

  • domenica alle ore 15:45
    Geme il sangue

    Geme il sangue
    nelle mie vene,
    non può trasformarsi
    in acqua che purifica
    l'origine distorta del bene;
    si può conoscere il male
    e farci l'abitudine,
    ma prima o poi
    si giunge a un limite.
    Recupero ogni giorno
    un po' di vita
    che cercano di spegnere,
    ci sono strade che devi
    da solo percorrere;
    il sole può accecare
    se non abbassi gli occhi,
    la voce che insegna
    non è una voce
    che addosso ti urla.
     

  • domenica alle ore 12:44
    Lenzuoli e letti e sonni

    Combatto
    Lenzuoli freschi
    -scrigni di sogni-

    M'aborre a letto accostarmi

    Li scosto i freschi lenzuoli
    È grigio il sonno
    ch'a letto m'invita

    Sete e velluti sono i letti
    Avvolgono il sonno dei giusti
    Carezzan d'amanti i sensi

    Infredditi muri sono i letti
    che sogni non avvolgono
    e nemmeno uniti corpi
    carezzano

    Combatto
    Lenzuoli e letti e sonni.

  • domenica alle ore 12:16
    Non guardo più dalla finestra

    Là fuori il cielo s'infrange
    su lampi di storie

    In riverberi di lampi
    ne narra luci ed ombre
    Ma non guardo più là fuori

    Prigioniera insieme a voi
    lo sguardo tatuato resta

    su bianche pareti
    -di solitaria esistenza-

    Ma là fuori lampi s'alternano
    squarciando il cielo

    e le silenti pareti

    Là fuori
    la vita urla e chiede ascolto

    Ma siamo sordi
    da finestre e muri protetti

    Lampi d'esistenza
    muti riverberano

    oltre ovattati vetri.

  • domenica alle ore 7:41
    Prendo un respiro dopo la pioggia

    Colleziono memorie
    ricoperte di parole d'argento,
    ho valige dimenticate
    dietro un armadio vecchio,
    dove ho lasciato sospese
    le mie partenze
    e tutte quelle fughe improvvise
    dall'altra parte dell'impossibile.
    Colleziono voci
    che non ho saputo ascoltare,
    colleziono visioni d'amore
    dentro lacrime amare,
    prendo un respiro
    dopo la pioggia,
    quando la terra profuma
    e una nuova meraviglia
    sembra iniziare.

  • domenica alle ore 1:13
    Devi Restare

    Devi restare
    non posso lasciarti andare,
    non ti lascio finire
    fermati non voglio capire,
    la mente non è razionale
    non insistere mi fa troppo male,
    Devi restare
    per favore non c'è la posso fare!
    lasciami il tempo di soffrire
    non parlare non ti voglio sentire,
    io la voglio questa follia
    lasciamela non portarmela via,
    ho paura non mi lasciare!
    ti prego aiutami Devi restare.

    Genny Caiazzo

  • sabato alle ore 21:26
    L'immane commedia

    Ho ascoltato i personaggi
    dell'immane commedia,
    mi hanno riempito di parole
    prese da un libro stampato male,
    che a rovescio cerco di interpretare
    e alla fine mi accorgo
    che non esiste una morale,
    ma solo una vanità scontata
    che cerca vite da plastificare.
    Lo spettacolo si chiude
    con una cinica risata,
    celando la poesia che esiste,
    ormai, dagli spettatori dimenticata.
    Esco dal teatro
    con le lacrime agli occhi,
    nelle quali ritrovo
    tutta la profondità,
    che in quelle vuote parole
    era stata quasi presa a schiaffi.
     

  • sabato alle ore 16:04
    Parole di voce o parole d'inchiostro

    Cerco l'anima nelle parole
    che possono dividere
    e fluire da sole,
    possono unire
    o possono scavare,
    possono un sentimento ampliare.
    Possono curare il dolore,
    possono rimanere negli occhi
    come la luce del lampo
    o il frastuono del tuono,
    che può placarsi
    e diventare canto,
    le parole più importanti
    sono quelle che cercano
    il silenzio più profondo
    e d'amore vivono
    parole di voce
    o parole d'inchiostro.
     

  • sabato alle ore 13:08
    Aspettando... (RIVISTA)

     
    Il mare dorme, si sveglia
    Si agita nei miei occhi
    La pioggia lo bacia
    Sfiora la riva
    La sua inquietudine è la mia.
    Poi s’arrabbia
    Sputa sugli scogli
    S’infrange, schizza
    Biancheggia, spumeggia
    Il mio sguardo si posa
    Sull’onda nuova.
    È un susseguirsi
    Di frizzanti frustate
    Che nebulizza
    salsedine e iod
    Giovando al petto.
    S’acquieta
    M’acquieta
    Vivo con lui.

  • sabato alle ore 8:27
    Quella polvere di stelle

    Benedetta quella polvere di stelle
    che conservavo nell'armadio,
    me l'hai lasciata tu,
    quando mi parlavi di sogni
    che prendevano il volo
    e ci portavano lontano,
    oltre il perimetro
    di gabbie fatte a mano.
    Quella polvere di stelle
    adesso la impasto con la terra,
    che tiene segreto il bene
    che ho messo nei miei passi,
    per arrivare alla fine di un dolore
    dell'amore servo,
    che disegnava la mia anima
    su mille volti.

  • sabato alle ore 8:22
    Come se nascessero le viole

    Come se nascessero le viole
    sotto le leombre di un'idea,
    come se nascesse un tempio
    ogni volta che si prega,
    comme se nascesse un sogno
    su ogni strada di periferia,
    voglio cartoni per disegnare figure
    come se potessero parlare
    e con loro vivere storie
    e varcare le soglie,
    volare sui precipizi
    e nascondere nelle tasche
    la luce delle stelle
    e portarmele addosso,
    mentre cammino,
    cammino nel vento e
    mi ribello al destino.
    Come se nascessero le viole
    nelle crepe delle mie stanze,
    un pagliaccio dipinto alla parete
    mi chiede semplicemente uno sguardo
    e il cielo che vedo nei suoi occhi
    è come il cielo segreto del mondo.

  • venerdì alle ore 21:29
    (in loop)

    (In questo momento) 1:39 A.M.
    Fisso il soffitto
    rincorro il sonno
    osservo le stelle.

    Mi raccontano
    quante volte
    cammini nella mia mente
    senza sosta.

    (in loop)