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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 18:58
    Falsa Amicizia

     
    In un istante
    Hai intristito
    La mia anima
    Ora hai
    Un sorriso
    In agonia
    Cammini da sola
    Alla ricerca
    Di un perché
    Caro amico
    Dalla faccia pulita
    Ti sei fatto talpa
    Cattivo amico
    Dal
    Rispetto sommario
    E mi domando
    Chi sei
    Povero ricco rettile
    Serpente sofferente
    Lamento continuo
    Nel tempo che verrà
    Finalmente
    Ti sei denudato
    Negandoti
    Agli sguardi incrociati
    Malfattore
    Profeta
    Di cattiveria
    E di verità
    Hai fatto irrigare
    Con gli occhi
    L’altrui terra.

  • Ieri alle 18:56
    L'Altro Io

    In un paesaggio
    Irriconoscibile
    Ho sognato
    Di essere grande.
     
    Era l'altro mio Io
    Che ha scosso
    Le sue fuliggine
    E si è fatto grande
     
    Gigantesco
    Come un uomo
    Che si sposa bene
    Con il luogo
     
    Ma nel cielo
    L'aria calda
    Nutre
    Le correnti
     
    Come sotto terra
    Il magma
    Rovente
    Ribolle
     
    Come il vento
    Diventa ciclone
    Uragano
    Fatale.

  • giovedì alle ore 17:07
    Fame di sereno


    Quando ritornerai,
    amica Primavera,
    con il suono di festa
    e gli odori dei fiori
    frammisti alle pietanze,
    volti scavati da paure,
    mani incerte e tremanti
    che cercano abbracci
    troverai e sarai felice,
    spargendo sereno amore.
     
     
    Pasqua 2021
     
     

  • giovedì alle ore 13:35
    Frammento

    Accesi il silenzio
    per parlare con me stesso
    Sentìi
    solo
    la tua voce

  • giovedì alle ore 10:41
    Bellissimo evento

    Nostalgia di vederti
    di rincontrarti
    per poterci abbracciare
    e baciare
    riconoscere in te
    la vera donna della mia vita.

  • mercoledì alle ore 14:36
    C’era un volta…

     
    C’era un volta
    non tanto tempo fa,
    un signore, non un Principe,
    che aveva il vizio di amare la vita.
     
    Un bel giorno…
    Sapete cosa fece?
     
    Prese per mano i suoi difetti
    e si incamminò per un sentiero,
    il sentiero sempre suo preferito
    che verso Sud finiva di fronte al mare.
     
    Giunto alla scogliera,
    si tolse le scarpe e i vestiti,
    controllò che il sole fosse alto ancora
    e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
    Eran basse,
    come spesso accadeva
    ogni qualvolta le rivedeva.
    Eran linde,
    come spesso accadeva
    ogni qualvolta le rivedeva.
     
    Poi, con fare sicuro,
    scelse tra tante una roccia,
    una roccia un po’ particolare.
    Era tonda,
    così tonda da sembrare finta.
    Il Nostro non amava gli spigoli,
    tranne quelli delle lune d’estate.
    Era liscia, quella roccia,
    così liscia da sembrare finta.
    Il Nostro non amava le rugosità,
    tranne quelle di un certo tipo di rosa.
     
    Soffiò sulla roccia,
    su di essa volle nudo sdraiarsi
    e per intero volle lui raccontarsi.
     
    Prima di rituffarsi,
    su quello stesso scoglio
    uno dopo l’altro con cura posò
    i difetti che aveva preso per mano.
     
    Al ritorno,
    trovò tracce
    di sole e… di sale
    giacché qualche onda
    aveva osato più delle altre.
     
    I suoi difetti
    erano stati lavati
    e qualcuno, ora, mancava.
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2010
     
    Testo pubblicato dal mensile Il Saggio (10/2010)

  • mercoledì alle ore 13:14
    Le mie ultime parole

    Si chiude l'orizzonte,
    la mia rivoluzione
    non ha cambiato
    la mia sorte,
    si disgrega la mia libertà
    di scegliere,
    subisco il mio incedere,
    portando nelle tasche
    le mie ultime parole
    di verità e d'amore,
    scritte per riconciliarmi
    a un sogno che vuole
    proseguire,
    per tendere la mia anima
    verso la sua voce
    che non vuole tacere.

     

  • martedì alle ore 18:24
    Di fronte a te

    Di fronte a te
    perdo le colpe
    che il cielo conosce,
    trovo la tua casa
    alla fine della mia strada.
    Guardo memorie correre
    nel vento,
    lascio, semplicemente,
    che il passato sia stato,
    i morsi e i trucchi
    non servono più
    e di fronte a te
    riapro gli occhi.

  • lunedì alle ore 13:32
    L'Amore...E'

     
    L’amore è come l’edera
    Se non si attacca muore
     
    L’amore si paga
    Solo con l’amore
     
    E tu:
     
    Ama chi ti ama
    E rispondi al suo amore.
     
    Sappi che:
     
    Nessun amore
    È senza pena
     
    È senza ragione
    È un fiore con le spine
     
    L’amore è un dono
    Si paga con l’amore.

  • lunedì alle ore 13:29
    Continuo A Pregare

    Ho visto molti giorni
    Serpeggiare nel vuoto
    Udito rumori molesti
    Dietro lo cigolio
    Della finestra del tempo
    Tante preghiere morire
    Nell'oscurità giovanile.
    Ora in età adulta
    Non posso scordarmi
    Delle notti trascorse
    Anche se l'oscurità
    Non si è del tutto levata
    Gli ostacoli di oggi
    Sono meno duri di ieri
    Ed è per questo che io
    Continuo a pregare.

  • lunedì alle ore 11:14
    Anima e corpo in ginnica tenuta

     
    Hai mai provato, figlio mio,
    ad inseguire il veloce tempo
    in modo da non perderlo di vista
    neanche quando improvvisamente
    imbocca la più stretta delle curve?
    A tallonarlo, senza alcuna tregua,
    fino al preciso punto d’affiancarlo?
     
    Io sì, nella continua corsa,
    anima e corpo in ginnica tenuta,
    col travagliato sogno del campione
    che tenta la sua migliore impresa.
     
    E hai mai provato, figlio mio,
    a superarlo, il veloce tempo,
    ed esser tu a fare l’andatura
    coprendo a ritroso il tragitto
    ed esser tallonato senza sosta?
    A mantenere almeno una distanza
    per essere sicuro d’aver vinto?
     
    Io sì, nella continua corsa,
    anima e corpo in ginnica tenuta,
    col travagliato sogno del campione
    che giunge infine all’agognata meta.
     
    Guarda d’oggi cielo, terra e mare
    e scova tu, se ne sarai capace,
    bellezze nuove da incastonare.
    Ti aiuterà ad indossar la vita.
     
    Ma non dimenticare, figlio mio,
    di riguardare cielo, terra e mare
    e d’essere capace a scovar domani
    bellezze antiche da cristallizzare.
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)

  • lunedì alle ore 9:16
    Al quinto giorno di vento

    Me ne andai senza una scusa.
    Sull’orlo delle labbra
    si strapparono parole d’addio.
    Volarono via come foglie secche
    dal ramo. Un foglio ingiallito
    rimbalzava per il vicolo
    oroscopi e defunti.
    Ero dove mi ero lasciato,
    in verticale attesa di un brivido
    che ricucisse il mio intimo abbandono.

  • domenica alle ore 18:40
    L'altro giorno

    L'altro giorno
    ho chiuso gli occhi,
    ero immersa in un luogo di pace,
    intorno c'era verde,
    una vecchia casa disabitata,
    alberi che facevano ombra.
    Il dolore era lontano,
    si scioglieva ad ogni passo
    il mio destino
    e diventava leggero
    e più sapiente il mio pensiero,
    era come se avessi
    trovato dentro
    il segreto del cielo.
    L'altro giorno
    ho chiuso gli occhi
    e mi è sembrato
    di non aver più paura
    di essere.

  • domenica alle ore 13:22
    Vivremo di risvegli

    Vivremo di risvegli,
    di fiori di campo,
    di fantasie dietro
    gli angoli del mondo,
    vivremo
    e dimenticheremo il male,
    troveremo il nostro pensiero
    sotto il cielo di un altrove,
    con i nostri occhi lucidi,
    con le nostre mute parole
    che impareremo a dire,
    una verità d'amore
    cadrà sulle nostre bocche
    e per un momento
    vedremo l'anima intera
    nel suo infinito.

     

  • domenica alle ore 10:35
    Filius

    Penzolano come angeli oscuri fili pieni di memoria,
    sdraiato sopra un tempo che non ha confini,
    sento ancora tanto male…
    Inchiodato dentro un labirinto,
    ascolto il tic tac delle lancette per trovare
    l’ora della mia felicità,
    alzo gli occhi e cerco una nuova luce.
     
    I macigni che oscurano il sole si sgretolano
    tra le mie mani,
    matura l’idea, cresce la voglia, sale il calore, 
    vale sempre la pena ripartire…
    Finalmente è un giorno diverso,
    i sogni in processione portano i vostri sorrisi,
    il vento e il sapore dell’acqua senza sale.
     
    La ragione ormai saggia libera il cuore,
    rivivo tutti gli abbracci e l’amore si fa indissolubile.

  • sabato alle ore 19:53
    SottoSopra

    A malapena galleggiare
    poco acquatica
    forse nel segno zodiacale
    idealmente palombaro
    dell'intimo sentire.

  • sabato alle ore 19:12
    Nel tuo specchio

    Nel tuo specchio
    esiste un frammento
    del mio sguardo,
    ti guardo
    mentre dal mondo ti nascondi,
    ti guardo
    prima che ti addormenti,
    ti guardo
    e so che te ne accorgi,
    mi fai spazio nei tuoi sogni
    e insieme restiamo
    a costruire immagini,
    a dedicarci poesie nel colore
    dei crepuscoli.
    Nel tuo specchio
    cerchi i miei occhi,
    che da lontano ti parlano
    e verità d'amore dicono.

     

  • sabato alle ore 19:11
    Una solitudine di segreti

    Una solitudine di segreti
    s'incarna nei miei giorni,
    torno a dormire con il cielo,
    che copre i miei profondi segni
    di una nostalgia
    lasciata libera di essere,
    libera di tessere silenzi,
    pensieri e lacrime.
    Sono diventata una trama fitta
    di memorie d'amore,
    sono la radice dell'albero piegato
    che ha perso le sue foglie,
    sono inerme dentro
    il mio stesso fuoco,
    lascio al vento una preghiera
    per il mio abbandonato canto.

  • sabato alle ore 19:10
    Fiaccole accese

    Sui miei sbagli
    fiaccole accese,
    per ricordare
    che li ho commessi
    con le fiamme del cuore.
    D'amore mi brucio,
    muto il mio volo arriverà
    nel deserto,
    dove lì il tempo che è rimasto
    è senza memoria,
    aprirò il mio sguardo
    sull'orizzonte dell'ignoto,
    sarò divisa tra la terra e il cielo,
    mi perderò nel mio errare,
    perché perduta già sono.

  • sabato alle ore 19:09
    C'era una volta un cantore

    C'era una volta un cantore
    che non sapeva più cantare,
    il suo dono smarrito
    lo faceva dannare.
    Non riusciva più a cantare,
    ma riusciva ancora ad amare,
    ma, ormai, era nel silenzio
    e aveva racchiuso il suo amore
    nello sguardo
    e quando cercava di liberarlo,
    poteva solo farlo col pianto.
    Il suo amore era profondo,
    ma troppo nascosto
    e quando fu scoperto
    dalla sua dama amata,
    riacquistò il suo canto
    e per lei, ogni sera, cantò d'amore,
    fino al suo ultimo battito di cuore.

  • sabato alle ore 19:07
    Il nostro tempo avveniva

    Sovrani i giorni
    in cui dimenticavo il dolore
    che portavo,
    sovrano l'amore per te
    che nei miei occhi si accendeva,
    taceva la sorte
    che sempre si opponeva
    e le parole diventavano orme
    di un sentiero segreto,
    affiancato da alberi mossi
    dal nostro spirito nostalgico,
    il nostro tempo avveniva
    e prezioso si è rivelato.
    La sera scende sul tuo ricordo
    e mi consola il pianto.

  • sabato alle ore 19:06
    Eravamo nel vento

    Eravamo nel vento,
    senza più traccia,
    senza un lamento.
    Tutto era silenzioso,
    tutto il nostro amore
    era dentro di noi,
    con un dolore addormentato
    e solo noi lo sapevamo,
    eravamo in ascolto
    di un qualcosa
    che proveniva dal cielo,
    eravamo noi davanti
    al nostro stesso mistero.
    La vita dimenticava i sogni,
    noi i sogni li scrivevamo
    per ricordarli
    e diventavano vita
    nei nostri sguardi,
    soltanto noi li vedevamo
    e forse qualche angelo
    ci è stato testimone.

  • Lo sconosciuto
     
    Qualcuno s’offende e lavora nel sottosuolo, nelle fenditure delle caverne.
    Qualcuno decreta e dice no.
    Qualcuno impone la legge segreta.
    Si smuovono le acque profonde e le rocce burlone.
    Si posano le isole,
    e la carne, con la sua gravezza e il suo istinto taciturno,
    mentre le sue voci di stella guidano le aquile annottate.
    Si colora il pietrame.
    Qualcuno possiede una bussola silente e i numeri dell’orologio.
    Qualcuno possiede il sí e il no e l’adesso
    nell’universo di cartone screziato.
    Sempre c’e qualcuno che non dimentica,
    che pesa, misura e numera.
    Sempre qualcuno si sorprende e guarda quieto,
    indovina e sogna come la colomba del vecchio ulivo.
    E sogna il sogno dei tuoi occhi rigati d’oro.
     
    In questa terra di passi affrettati
    …di segrete voci sconosciute fra foglie fuggiasche.

    ¿Quién es?
     
    Alguien trabaja en el subsuelo, entre las grietas de las cavernas,
    alguien decreta y dice no.
    Alguien impone la ley secreta.
    Se mueven las rocas burlonas y las aguas profundas.
    Se posan las islas.
    Y la carne con su gravedad y su instinto enajenado,
    mientras sus voces de estrella guían las àguilas anochecidas.
    Se colorean los guijarros.
    Alguien posee una brújula silente y los números del reloj.
    Alguien posee el sí y el no y el ahora
    en el universo de cartón hendido.
    Siempre hay alguien que no se olvida,
    que pesa, mide y numerifica.
    Siempre alguien se asombra,
    adivina y sueña como la paloma grisàsea del viejo olivo,
    y sueña el sueño de tus ojos manchados de oro.
     
    En esta tierra de pasos apresurados,
    …de secretas voces desconocidas entre hojas huidizas...

     
     
     
     
     
     
     
     

     
     
     
     
     
     

  • sabato alle ore 18:34
    Filosofia Del Vivere

    Gioca.
     
    Una luna nervosa
    Tende le mani
    Ad un giorno sereno
    Che nasce inaspettato
    Mentre il venticello della collina
    Domina il caldo e ristora la vita
    Di chi lavora la terra
    Di chi fatica il vivere.
    Giunge la sera
    La luna si arrossisce
    Il sole s'arrabbia
    Le nuvole si elettrizzano
    La vita si bagna di sudore.
    Giocano
    Gli eventi che si ripetono
    Sulla quotidianità
    Con passo laborioso.
    Questa è la filosofia del
    Vincere chi sdrammatizza
    Chi non gioca con gli attimi
    Il premio è il non morire
    Il vento spazza via le nubi
    Ed impedisce al grigio
    Di colorare la grande volta
    Il viso rotondo dorato
    Trionfa e sorride nel tempo
    Bacia la vita che cammina
    E sui cani che scappano
    Dal frastuono del progresso
    E dal buio della notte
    Che è calma per tutti.

  • sabato alle ore 18:31
    La Guerra Dei Giovani

     
    La strada infuocata
    Dal caldo di luglio
    Corre verso la scuola
    Per l'ultima prova.
    Lungo la pianura
    A petto di donna
    Dal grano mietuto
    Giganteggiano
    Sui numerosi seni
    Alberi rigogliosi  
    E solitari
    Di pero selvatico.
    Nella mia mente
    Già il domani
    Con le giovani amicizie
    Prossime a dividersi
    Come quegli alberi
    Che vivono solitari
    Il nuovo futuro.
    Gioventù bruciata
    Arsa nei giorni felini
    E frettolosi
    Giovani che si disgregano
    Fra ansie e paure
    Come ombre al sole
    Futuro arrendevole
    Tra sogno e irrealtà
    Inconscio e sub
    Felici di respirare
    Il candore degli angeli
    Creature celesti
    Con l'unico intento
    Della nuova vita
    Che bussa alle porte.
    Di aprire la strada
    A corse e gomitate.
    La giusta strada
    La retta via.