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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 36 minuti fa
    Spillo di luna

    Uno spillo di luna
    viene puntuale
    dove torna a raccogliersi
    la docile sponda di lago
    rappresa. Natura che ricrea
    natura nostra, scissa
    di orifizi e contrasti:
    quell’arso incanto
    che in acume denuda
    e notte, tende.
     

  • Ieri alle 20:56
    Il calore dei miei momenti

    Assaltato nella mente
    dal senso della concretezza

    vivo momenti
    in cui mi ritrovo smarrito

    e non sento più nell'anima
    l'intensitá delle carezze dei miei affetti

    che possa mitigarmi il dolore
    e il bruciore delle sofferenze

    E lá

    m'imbarazzo di ciò che mi da piacere

    rendendomi conto che

    tutto ciò che ho scritto detto o fatto
    non ha mai avuto un senso

    Peró vi chiedo se vi é possibile

    lasciatemi libero di pensare

    che il mio scrivere
    il mio dire e il mio fare

    insomma la mia poesia più bella

    sará quella che ancora
    non é venuta fuori dal mio cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:54
    Le mie certezze

    Porto la mia vita
    tatuata addosso

    occhiaie rughe

    cicatrici ancora vivide
    d'operazioni a cuore aperto

    tessere di un mosaico

    che han trovato spazio
    nel mio corpo sulla mia pelle

    E li riguardo e li tocco
    accarezzandoli come trofei

    a ricordarmi dolori e patimenti

    e sofferenze e lotte combattute
    nel piú assoluto silenzio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:53
    Meschinitá d'anime

    Narcisismi

    a imporre vergogne alla mente

    disconoscendola

    e acconsentendo alla sua distruzione

    ad auto-impedirsi ogni legame col mondo

    con barlumi d'amori
    che si spengono al comando

    E vivono di ciniche distrazioni

    sguazzando silenti nell'intimitá arida
    della loro fiacchezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:52
    Dal buio alla luce

    Racconto il mio mondo
    facendolo in maniera sottosopra
    educata fino a un certo punto
    e rimango lá sospeso
    come fossi in vacanza
    senza togliermi dalla penna
    né parole né rime
    Graffiante anche contro me stesso
    nel mio conversar con la morte
    provo a trattare con la vita
    senza che abbia mai avuto successo
    affrontandola a modo mio
    da uomo libero
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:51
    Disagio d'amore

    E t'accorgi di essere senza forza
    né volontá di comprendere

    dove é ormai rivolto il tuo cuore

    Slanci di passione diversa

    sofferenze di conflitti

    che il tempo ha reso inesorabili
    e svalutati di sentimento

    di tenerezze

    disagio d'amore

    intolleranza arbitraria

    perversione inconsapevole

    guidata solo dal puro piacere
    della trasgressione fine a se stessa
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:50
    Il " male "

    Sono stato una vita
    e sono ancora a chiedermi
    da dove e perché nasce il "male"
    Ed é divenuto
    il rovello del mio pensare
    e ancor di più
    il non sapere dove va a morire
    l'immaginare che possa essere
    come un'araba fenice
    che rinasce dalle sue ceneri
    E allora ?
    Forse non finirá mai...
    si riproduce
    s'ingigantisce
    batte in cuori vuoti freddi
    senz'amore né altro sentimento
    fino a infettare tutto e tutti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Ieri alle 20:48
    Venerdí 17

    Fermarmi
    al passeggio mattutino
    a guardare l'alba
    Accontentare quest'emozione
    con cui nutro i miei desideri
    e stupirmi ancora
    del mistero della vita
    con fantasie d'abbracci inconsci
    a rendere intriganti quegli attimi
    esigenza dell'anima
    libera dalla tirannia del tempo
    che s'accende senza comando
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:47
    Crimine o peccato

    Cerco con il mio dire

    di aprir le porte dell'infinito

    e non so se questo

    potrá divenir nel tempo
    un crimine o un peccato

    nel mio ruolo interessato
    di ascoltatore del vuoto

    E guardo dalle mie finestre
    verso il mio ermo colle

    a parlare col mio addio

    nel piacere condiviso
    di sentirmi una voce creata da Dio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Cammino

    a passo lento e silenzioso

    verso il domani

    con il cuore impazzito
    a far casino

    e la mente
    a passar in rassegna

    le illustrazioni di un passato
    ancora recente

    che racconta il mio tempo
    i miei amori il mio entusiasmo

    E l'anima inquieta

    palpita a chiedere elemosine d'emozioni
    alle quali rimaner aggrappata

    costretta a scegliere

    se far ció che ci si aspetta da lei
    oppure seguire il suo impeto

    senza tempo

    senza fretta

    senza colpe
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Proprietá intellettuale riservata
     

  • Ieri alle 20:44
    Il silenzio della morte

    E tu...

    tu non togliermi
    il diritto al lamento

    nel mio coraggio
    che non penso d'avere



    io ritrovo la mia libertá

    le mie paure

    le mie vertigini
    che mi fan pensare alla vita cambia

    alla voglia di ricostruire
    il patto sancito col vivere

    ...io carnefice di me stesso...

    forse é meglio
    che smetta di frequentarmi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:43
    E non dimentico di vivere

    E vado avanti
    con gli occhi pieni di desiderio

    e con i sorrisi
    elargiti dalla sola volontá

    a donare al mondo i segni
    delle battaglie che ho perduto

    angoli amari d'inferni

    baci perversi

    confusi con i pochi attimi
    affascinanti del vivere

    nell'inconciliabilitá
    d'un abbraccio e d'un rifiuto

    a mostrar di me
    la dignitá e l'onore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 20:41
    Le ferite del mio paese

    Contemplo il mio pensare

    nel tormento di sentirmi stanco
    a manifestare cambiamenti d'umore

    con la gelosia che mi stringe il corpo

    in cerca delle passioni
    e della spontaneitá scemate dal tempo

    E cerco tra quel tormento

    ripugnante e logorante
    nell'impossibilita' d'accettarlo

    stremato dalla notte insonne

    visioni per gli occhi
    che possono darmi allegria e pace

    nel piacere di questo amore
    che merita d'esser raccontato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 16:22
    Caviglie Geodetiche

    Caviglie geodetiche di Seno Blu....Dispari Beatitudine...lasciarsi navigare nella Tua Culla Luminescente.....OltreAnima.......

  • lunedì alle ore 11:19
    L’alba sul golfo di Trieste.

    Quando odo scivolare tra le onde
    i sospiri del tempo
    e gli informi giochi
    di luce a cadere dal cielo,
    io chiudo i miei occhi
    e sono vacui di inverno,
    gli infiniti istanti
    carezzati dal gelido vento.
    Sul golfo si posa un po' l'anima
    e, infine oltre lo sguardo,
    stende le sue dita cangianti
    una candida pittrice
    che il buio non strema.
    Orsù, non muore più la mente
    sol perché un’ombra si perde.
    E tra i mille sussurri del mare,
    fluttuano diversi colori
    poiché si veste di quiete
    un'emozione che più non offende.

  • domenica alle ore 18:27
    Ha in bocca ciò che accade

    In bocca a una fontana
    antica di millenni
    un rubinetto lucido di ghisa
    che pesca da autoclave
    potente, getta
    su mani e tempie accoste a bere
    e a tergere il sudore.
    Ha in bocca ciò che accade
    si specchia in strade sporche - nella rete
    di rabbia -
    a prepotenza e vomito
    a mani analfabete.
    E’ il mondo surrogato
    che pesca da radici in superficie
    non lava e non disseta più
    ma getta l’arroganza e piscia
    nel sole che non scalda
    senza bruciare,
    nel mare opaco e sterile
    non più “implacabile fratello”,
    e contro il cielo
    grigio
    senza un arcobaleno
    e senza vento
    a tergere la fronte
    lungo un sentiero che poi sale.

  • sabato alle ore 21:27

    Grazie, ma non ho bisogno di favole.
    Io non amo le cose eccessivamente mielose e sdolcinate.
    Non voglio qualcuno che faccia di me una principessa a cui fare promesse immense o a cui gridare il proprio "Per sempre"! Io non voglio nessuno inginocchiato davanti con anelli, giuramenti e belle parole!!!
    Cavolo...Cavolo!
    Datemi qualcuno con cui ridere per tutte le volte che mi è stata negata la possibilità di farlo perché ero troppo affranta per ricordarmi quanto fosse bello ridere di gusto!
    Qualcuno che mi guardi anche quando resto in silenzio come se fossi la cosa migliore che ha di fronte!
    Desidero attimi fatti di una banale serenità, Capite?!
    Quella serenità semplice e costante, ma priva di quel doppio volto che poi finisce per farti a pezzi!
    Datemi qualcuno di semplice, che sappia fare di un'ora un eterno attimo da ricordare, per sempre!
    Capite cosa voglio dire?!
    Costruire, viversi e a piccoli sorsi innamorarsi, ma innamorarsi veramente...
    Io vorrei solo camminare per mano a qualcuno che resta attento a ciò che dico, perché è felice di ciò che ha vicino.
    Qualcuno che semplicemente rispetta ciò che sono:
    Una donna onesta e innamorata, che non promettere perché ha scelto di dimostrare!

  • sabato alle ore 17:52
    Della mente, strade

    Quanta strada
    ha la mente
    -da percorrere-
    Fogliame fitto
    da sconvolgere
    e fendere
    e passare
    -all’oltre andare-
    e nel cielo chiaro
    libera
    sfinire.

  • sabato alle ore 11:41
    Frammento 10 - La poetessa velata

    Portami
    dove nessuno può vedermi
    Ma vorrei essere

    Dentro la tua anima
    (1 Agosto 2108)*

  • venerdì alle ore 21:41
    Un sasso sul ferro sciolto

    Com'aspettasse di fondersi al greto
    al prato asciutto, cenotafio
    dell'umana ragione.
    Ora è sepolcro d'immense lapidi
    sconnesse, Atlante rotto
    e polvere celeste.
    È tutto imploso in quel volo di morte
    come nebbia a nascondere il nulla
    perenne
    strato su strato
    col cielo in pianto.
    A noi un pensiero, lasciare
    ciascuno un sasso
    sul ferro sciolto.

  • venerdì alle ore 18:03
    Come alberi abbattuti

    Sono come alberi abbattuti
    prima che possano alzare i rami al cielo
    coperti di fogliame, frutti 
    germogli
    ancora pieni, d’improvviso stesi
    senza il tempo per una resa scaltra
    senza poter tendere le radici altrove

    sono come alberi scorticati vivi
    messi in gore di pietra
    presi dalla terra, dalle formiche
    da un fiume fermo di sterpaglie 
    e ruggine.

  • venerdì alle ore 13:16
    umano

    L'umano abita nella grande follia della speranza
    non nella falsa ragione di un calcolo miserabile.
    Nel centro del mondo abbiamo disabitato il linguaggio...
    il linguaggio abita le periferie della ragione...
    nella carne martoriata senza ragione.
    Nel gioco, suprema follia, tutto è possibile, vero,
    in ogni direzione c'é un senso...
    Ma forse non sappiamo più Giocare o Volare alto...
    ...che è la stessa cosa
    ed è l'unica essenza dell' Uomo.
     

  • venerdì alle ore 10:38
    L'alba del pescatore

    Ai primi chiari, i naviganti
    s’affannano lunghi
    a cavalcare i flutti,
    confusi nel golfo.
    Ma alla roccia del Faro,
    seduto in silenzio, immobile,
    sta solo un pescatore.
    Egli porge l’animo
    ed è già un minuto,
    quando la canna s’impenna
    pel breve guizzare d’un pesce.
    Poi a mirare insieme,
    si fermano i passanti,
    dai spruzzi un po’ bagnati,
    l’attimo d’un sol cenno
    e l’occhio già teso a dare
    l’idea di un pio futuro.
    È finita l’alba degli uomini
    che vivevano quegli anni,
    quando tra cielo e mare
    non v’era alcun confine
    né l’eco di spegnere la voce
    di chi con il lavoro,
    pescava la fatica d’ogni giorno.

  • giovedì alle ore 23:55
    L'inquietudine dei poeti

    Ti abbraccerei
    per sentire le tue vene
    pulsare
    mentre scrivi poesie

    Un intreccio vibrante...di emozioni

  • giovedì alle ore 15:13
    Un attimo infinito

    Un attimo infinito
    fermo sulla soglia
    a trattenere l’esito d’affondo
    e dopo l’ansito
    unisono
    lo scivolo
    e l’estasi del tocco
    dello sfioro
    e l’ardere del solco
    la pressa dell’aratro
    febbre che esplode
    irroro sete gorgoglio
    e tu che bevi
    ogni distillo di rugiada.