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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 3 minuti fa
    Autunnale

    L'autunno prosegue il suo umido andare,
    sfoglia miserabile
    l'albero poderoso che le sue foglie lascia cadere,
    sì che scheletrico, senza timore impoverito della sua folta chioma, ora appare.
    Un'ultima foglia però resiste,
    resiliente persiste,
    trema al vento,
    ancora pende,
    si stacca poi lentamente,
    con brivido,
    ma senza far rumore.
    E poi giù, cade giù per sempre.

  • Prospettive di guarigione inducono a scoprire intimità che vanno oltre l'intelligenza. Là, abbracci pianti e suppliche, restano illusioni segrete a proteggere il dolore. E ancora là fare dell'amore l'eterno faro che illumina la via. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Ieri alle 17:45
    L'Amore Desiderato

    L'aurora che nasce
    Nel mio cuore in concerto
    Disegna e dipinge
    Sopra i miei luoghi
    La sua quotidianità.
    Gli uccelli cinguettano
    La loro primavera
    Mentre io respiro
    I tuoi segreti
    Fra sinfonie di mare
    E raggi di luci
    Che colorano il silenzio
    Nei tuoi occhi di miele.
    Fragili speranze
    Della tua esistenza
    Vivono nell’indifferenza
    E nel mio cuore alato.
    La notte danza
    L'ultimo mio sogno
    Radicato nell'anima
    Che fugge dal mio tempo.

  • Offrirsi con gioia e moderazione donando il proprio sapere e servirsene per effondere abbondanza di sentimenti. Rallegrarsi nei cuori d'accanto e compiacersi in quel giovarsi al nutrire d'amore ardente e di suprema consolazione, certe anime intrise d'angoscia che la loro miseria non sanno; e consumarsi in quei pensieri. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 18:53
    Nel ventre

    Nel ventre
    il marchio
    impresso a fuoco sulle carni tu sei
    Sulla pelle
    geografie d’esistenze
    - le nostre -
    con altri mondi e nessun mondo
    Fuori
    d’ogni concepibile strallo
    il nostro navigare:
    oltre noi con noi fra noi per noi
    Umide labbra
    su ogn’attimo di vita
    incisa sulla pelle:
    noi
    Labbra a germogliare
    pelle baciata
    Gocce d’oceano
    a ingravidare onde:
    noi

    Squama
    di sirena folle
    in cicatrice d’anima mi rifugio
    Lì ti amo lì ti prendo lì ti annego
    Squama squarcio il tuo ventre
    e nel mio t’accolgo.

  • venerdì alle ore 18:24
    Un fuoco di memorie ancestrali

    Protesta un fuoco nei giorni
    dell'inverno,
    un fuoco di memorie ancestrali,
    un fuoco selvaggio
    ai piedi di sconosciute montagne,
    è il sacro che porta la vita
    dentro le fiamme,
    è il fuoco di chi ha un cuore audace,
    spinto da passioni ignote,
    che vogliono esistere
    e resistere al freddo sui campi
    dell'oblio.

  • venerdì alle ore 16:29
    E' Natale

    Finalmente è arrivato Natale
    tutti aspettano questo giorno
    e vogliono festeggiare tutti insieme
    tra le vie di Milano
    piene di luminarie ed addobbi natalizi
    immagino di passeggiare anche io
    per il centro cittadino della mia città
    tra i felici artisti di strada
    e i negozi vuoti
    mi sorprende  il grande albero di Natale
    ritorno con il pensiero
    alla ma casa
    godendo l’allegria della festa.
     

  • venerdì alle ore 13:40
    Quanto vale la dignità ?

    Ma vi pare che non si sappia per voce di popolo di cosa parlate seduti attorno ai feretri a cui fate i funerali ? Voi, tutti presi a fare gli uomini, a ciarlare a vanvera d'inutilità e ogni giorno correte a riempir le vostre brocche alle fontane del viver basso, della povertà sconosciuta piatta, rassegnata a goder soltanto di ciò che può acquistar senza denari. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 10:48
    Al buio di un ritmo cardiaco

    Alle spalle
    il cielo è finito
    in una colata improvvisa

    come mi volto
    si trascina anche l’ombra
    di me

    non c’è luce abbastanza
    a immaginare
    nuove origini mundi

    il cuore si destreggia sul filo
    acrobata con le stampelle

    più giù l’iniquo prato di neve,
    goccia la vena
    senso di libertà incustodito

  • giovedì alle ore 20:21
    La Spada Del Diavolo

    La Spada Del Diavolo La violenza è una spada avvelenata d'odio nella mano del diavolo con gli occhi bui, trafigge il cuore oltrepassando l'anima facendola sua vittima prediletta uccidendo con inaudita ferocia e gelosia inarrestabile la sua sensibilità umana affogandola nel sangue per vendetta, gettandole addosso la sua melma contorta, e il dolore che ne cagiona perpetuerà per sempre in quelle cicatrici mute che non tutti gli occhi sanno percepire in quelle paure che partoriscono angosce ogni giorno, e lacrime asciutte e segrete in ogni angolo della vita! Ricorda che seppur sorridono e scherzano tra la ressa nelle strade del mondo non dimenticheranno mai di essere vittime innocenti guardandosi allo specchio del passato che per loro non passerà mai, ma non te lo confideranno mai per essere compatite poiché non ne hanno bisogno! Rivogliono solo quello che gli è stato privato e calpestato, la dignità di essere fiori con le loro essenze profumate nell'espressione di essere semplicemente donne!

  • giovedì alle ore 13:48
    Foglie cadenti

    D’inverno
    cade copiosa
    la neve anche nella mia città
    cadono le gialle foglie
    formano un tappeto
    sui marciapiedi
    si forma il ghiaccio
    i ragazzi lanciano
    palle di neve
    luci natalizie addobbano
    le vie e i negozi dei quartieri
    come vorrei che il tempo si fermi
    non ci sia l’alternarsi
    delle stagioni
    e non aspettare un altro anno.
     

  • giovedì alle ore 12:59
    L'amore

    Insegnami la vita.
    Insegnami l'amore che non so.
    Io prometto che imparerò ❤️
    Tra le candele e le luci tenue
    prendi il mio viso, spostami i capelli e, 
    lentamente baciami  così saprò cos'è l'amore

  • mercoledì alle ore 19:52
    Scintille e lacrime

    Pensieri bloccati nella tela del ragno,
    rane che saltano come pensieri
    che bruciano dentro uno stagno,
    il tuo percorso devi fare col passo certo,
    nonostante il destino addosso
    ed il futuro sia incerto.
    Il tuo sguardo difendi e nascondi dal mondo
    e se la maschera indossi, è perché
    ne senti il bisogno.
    Scintille e lacrime oscillano dentro,
    il grido compare nel fuoco come nel freddo,
    pensieri silenziosi dentro al frastuono,
    eccessi di ira coprono la vera natura
    dell'uomo inappagato,
    quell'uomo ferito e disincantato,
    il suo pensiero bianco di stelle
    nelle manie ha dimenticato
    e al suo volo oltre i rovi e le terre nere
    ha rinunciato.

     

  • mercoledì alle ore 19:43
    Quando la mente perde la fantasia

    Dominare gl'istinti, imporsi dei limiti contro le abitudini più dure a perire, quelle che abbracciano l'anima con il miglior sorriso, fanno arenare il cuore su una spiaggia qualunque e andare fuori di testa ovunque ci sia un destino che aspetta. E si finisce presto di porsi domande. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 14:44
    Stupro

     
    Allora?
    Quand’è che date inizio alla vostra festa?
    Non ditemi che aspettate il buio.
    Il buio è vostro, è già dentro di voi.
     
    Cos’é?
    Avete paura di me?
    Io sono solo un narratore,
    a volte provo a fare il poeta
    e canto e racconto dell’amore,
    qualcosa che non riguarda voi.
     
    Sta giù,
    buttata come un sacco
    e ancora porta il vestito addosso.
    Ha otto mani…
    Due mani per coprirsi il seno,
    due mani per difendere il suo grembo,
    due mani a coprire viscere,
    due mani rivolte verso il Cielo.
     
    Vedete quanto è mansueta,
    quanto capaci siete voi stati
    di farle perdere anche la rabbia,
    di declinarle morte in piena vita?
     
    Sulla vostra pelle il sole non disegna
    i giochi delle luci che si rinnovano.
    Lancia strali di resa delle dignità
    che fuggiranno quando fuggirete
    per rintanarvi nel sempre falso eden.
     
    Date inizio alla vostra festa,
    io non guarderò…
     
    *
    Stesura 2009
     
     
     
     

  • mercoledì alle ore 13:59
    Vivere a Milano

     
    Anche se non ho scelto di vivere a Milano
    amo moltissimo la mia città
    la vecchia Milano con i suoi palazzi
    antichi e moderni
    dai tristi colori
    la stagione più bella è l’estate
    quando cii sono le belle giornate di sole
    e Milano si scopre nel tepore mattutino
    vorrei rivivere questa emozione
    e starti sempre accanto.
     
     
     

  • mercoledì alle ore 0:08
    Universe

    Quello che ho trovato in te
    Non lo troverei da nessuna parte nell'universo.
    Potrei oltrepassare qualsiasi galassia
    Dentro e fuori la mia mente
    Trascinando il mio mondo
    In un vortice ostinato
    Una partita destinata ad infiniti supplementari
    Un'eterna ricerca di un'altra te
    è senza speranza
    Perché il mio universo
    Sei tu.

  • martedì alle ore 22:19
    Lascio un segreto

    Lascio un segreto dentro le nuvole
    e quando piove,
    la pioggia lo lascia parlare,
    voleva da tempo confessarsi,
    anche dentro il grigio di un temporale.
    Un segreto vive in luoghi nascosti,
    ma può trovarsi anche dentro sorrisi
    e silenziosi gesti.
    Lascio un segreto a chi fa del bene,
    lo lascio dentro al mio sguardo ferito,
    lascio un segreto in un disegno
    che qualcuno preferirà guardare,
    invece, di dimenticarlo
    e lasciarlo impolverare
    dentro a un cassetto
    ad ascoltare le voci di fuori,
    ad accorgersi di una commedia
    ben recitata dagli attori migliori.

     

  • martedì alle ore 19:42
    Oltre E Altrove

    La luce splendente
    Pura come la fiumara
    E lo sguardo penetra l’anima
     
    I passi affondano l’erba
    Sono orme senza amore
    Come la tua arroganza 

    Ma non vedi oltre
    E…
    Non vai altrove
     
    Per ciò che non si dice
    Per ciò che non si vuole
    Per quello che si ha
     
    L’attimo dei giorni
    È scolpito dai passi
    Ma senza orme d’eterno. 

  • martedì alle ore 19:34
    Amo La Luna

     
    Amo la luna
    Per vivere in due
     
    Lei per me
    È il poeta prodigo
    Perché mi regala l'anima
     
    Lei vuole penetrarmi
    Capirmi meglio e dirmi
     
    " Sono il cuore del mare
    La maestra del silenzio
    Dell'anima immortale".
     
    E quando si nasconde
    Senti il suo respiro
     
    Indora dei suoi colori
    Non ti fa camminare
    In solitudini senza tempo
     
    In quel tempo nel silenzio
    Della mente tutto può accadere.

  • martedì alle ore 13:02
    La Rondine Smarrita

     
    Sole giallo
    Sole rosso
    Nel cielo terso
     
    Una rondine smarrita
    Vola solitaria e paurosa
    Verso il sole di fine corsa
     
    E perdersi nel rossiccio
    Di una sera fanciulla
    Preludio di forte paura
     
    Lotta contro il tempo
    Man mano più scuro
    Da incutere angoscia
     
    Germoglia il desiderio
    Di benevola compagnia
    E lenire un triste futuro
     
    Ma la sua lotta continua
    Si fa sempre più fievole
    Arrendevole nel tempo
     
    Nel profondo crepuscolo
    Sarà forse uno omaggio
    La differente nuova luce.

  • lunedì alle ore 23:14
    Visioni infrante.

    Aveva insegnato alla sua voce
    tropicali melodie e l'abilità
    di salmodiare
    quando ancora la sua pelle
    non era neppur conscia della muta.

    Eppur volava, scoraggiando sibillina
    gli occhi al ciel rivolti,
    spargeva profezie, vaticinava
    ed abile tra i nembi
    limava all'aria le sue ali.

    Recitava poesie per diletto
    o sol per dimostranza
    che non per tutti gli astri parlano
    ma di certo il suo udito
    parea esser beato.

    Poi iniziò a vestire,
    l'aiuto all'altro, il cuor donato
    eppur dimenticata era verità
    e cieca diventava
    del suo petto gonfio
    della sua mente che gioielli indossava.

    Curò le sue forme e si volle chiamar saggia
    tramutò le note in dolce miele
    e quando si convinse
    che il suo reale incedere
    lasciava di luminosa luce orme e scie
    si ritrovo a pianger disperata
    che il suo unico seguace
    copia perfetta ed imitazion sua,
    sghignazzò vorace,
    e si fece chiamar Ego.

    Raffaele Prem Kranti Vartan di Ianni 

  • lunedì alle ore 21:16
    Afghana e donna

    Quel che resta di me
    è un moncherino di gioia madido
    in bende di negazione 
    ampie come lenzuoli – di cancellazione
    aspre come fortezze di convivenza.
    Quel che resta di me
    è il feto-donna che viveva e poi
    è tornato all’utero, murato.
    Quel che resta di me è un frammento d’esistere
    lo spettro nero che non vedete (più).
    Che non vedete, la sovversiva
    l’audace la portatrice d’eros
    la libertà che fa spavento.
    Quel che resta di me si ribellerà
    all’ascia che ha tagliato i ponti
    del camminare di là del male antropomorfo
    inciderà le coltri su primavere calpestate.
    Quel che resta di me è la voce bellissima
    che continua a cantare, cieca luce
    al cielo capovolto senza una musica.
    Ma io non ho che questo canto
    un canto-vento di apertura
    di tutti i segreti che porto
    mentre la vita soffoca – mentre
    vorrei a svegliarmi un’onda rosa,
    entrare in me tutte
    quelle che hanno avuto coraggio per me
    con i loro landai di lingua e cuore
    restituirmi al mondo.
     

  • Ero loquace col mondo,
    poi, mi sono chiusa in un profondo silenzio.
    Ero sempre in cammino verso
    quegli assolati sentieri,
    che ogni giorno scoprivo,
    ero avventurosa e giocavo con chi aveva
    i miei stessi pensieri.
    Sono cresciuta improvvisamente,
    catapultata in un lungo viaggio,
    dove la luna era solo un satellite bianco,
    che non mi parlava,
    dove la notte era triste
    e non ne vedevo più la magia.
    Ero in un vuoto,
    ero da sola in un luogo sterile
    e da forti assenze devastato.
    Un pomeriggio non troppo lontano,
    trovai il coraggio di ritornare
    a guardare più in là di quello
    che avevo davanti,
    il mio ostacolo era il timore
    di non trovare più le stelle.
    Adesso i sogni li vivo di nuovo
    come se fossero veri e propri incanti,
    sono loro la mia natura
    e mi lascio cullare nel mistero dei venti.

  • lunedì alle ore 13:37
    Sono vivo

    Parole spente,

    negli occhi, invece,

    fisse le immagini

    di distruzione e di paura!

    Tremò, quella inspiegabile calda sera di novembre,

    la mia terra e con essa

    le mie ossa, scoprendo,

    nell’angoscia di quegli interminabili secondi,

    che c’era qualcosa di più grande di noi

    che uccide e distrugge quello intorno a noi.

    Una bestia enorme ed affamata

    che, chilometri e chilometri

    in profondità, si risveglia ,

    azzera

    quella difficile solidità con la quale

    eravamo cresciuti.

    Sfoglie sottili… vite sottili.

    Il giorno successivo,

    bimbi inconsapevoli ed innocenti,

    fra tende prontamente allestite,

    correvano, giocando e

    donando, così, alla vita

    la duttilità, propria

    di chi la vita

    vuole e deve vivere, comunque!

    Le lacrime di chi ha perso tutto

    impasteranno la polvere di quei giorni

    echeggiano sirene e l’aria

    ormai rigida, ci chiamerà a nuovi

    immensi sacrifici.

    Ad ogni costo

    Luciano Capaldo 23 novembre ‘21

    ***Palesi ancora oggi, segni e sofferenze .***