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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ieri alle 14:22
    Soldatino di carta

                                                                                    = Il "sistema" fagocita tutto; il                                                                                                  "sistema" - caro soldato - produce
                                                                                        anticorpi! = 
    Spesso rubai
    fitte parvenze
    di nulla
    alla strana 
    avventura
    del tempo.

    Ho combattuto
    contro sciami
    di gnomi indignati
    ed invisibili
    alieni
    e codazzi
    di rane urlatrici
    e scimmie ammaestrate
    di cartapesta;
    in fondo
    sono un bravo
    soldato ubriaco.
    Sono soltanto
    un soldatino di carta
    al servizio
    della vita
    e della morte.

    Serie - Lampi di controcultura.
     

  • martedì alle ore 19:11

    Quelle come me, non conoscono la voce del verbo "Pretendere", non obbediscono agli ordini di nessuno e sanno camminare da sole. Quelle come me, hanno una propria personalità, ben definita e salda. Costruita sui proprio errori e fallimenti, intensificata dalle proprie esperienze e resa immutabile dal loro cammino e dai loro traguardi. Quelle come me non conoscono la convenienza, ma sanno riconoscerla bene. Si spostano esclusivamente per volere, restano solo dove sono amate, non chiedono, ma non regalano niente. Quelle come me sono quelle che un tempo sono state fatte a pezzi. Sono quelle che delle lacrime ne hanno fatto cibo quotidiano e del dolore e della delusione la loro fedele compagnia. Quelle come me, una volta che si sono ricostruite fanno paura al mondo. Sono quelle che non si comprano con le cose materiali, non si conquistano con le belle parole e se vuoi averle al tuo fianco devi possedere valori, intelligenza e lealtà. Sono quelle che sorridono in "Faccia" al mondo e sfidano destino ogni volta che gli punta contro. Quelle come me, sono quelle che non temono più niente... L'unica cosa che veramente hanno paura di perdere "E' se stesse"!

  • Passeggio nel mio Paradiso canticchiando le canzoni che nascondono i miei ricordi e immagino in quell'andare desideri di riconciliazione con me stesso inventandomi immerso dentro impossibili sogni dove vivere in un significato diverso la mia esistenza libero dalle grate delle utopie dai drammi concepiti dall'anima e dall'etá quasi in balìa della sua incoscienza naufragata nel mare dell'indifferenza e dell'abulia senza sentimento E scaccio lontano ogni pensiero di vecchiaia rivestita d'abiti consunti con la pelle lasca e penzolante con le labbra cadenti e senza risa e la lingua a non pronunciar più parola nella voce roca di silenzi nei giorni cisposi e senza ore che veloci vogliono corrermi incontro . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:21
    Ventagli che non sventolano

    Incapaci di confrontarci con noi stessi rimandiamo il tutto al domani nascondendo alla mente la nostra inquietudine E in questa finzione che sfugge e svanisce scriviamo la nostra "biografia senza fatti" nei diari dell'anima attraverso immagini ansiose e tormentate che regaliamo alla nostra coscienza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:20
    Radio Adelaide

    Umidi calcinacci,ricordi portati da carichi gravanti,sono ora i miei intonacati passi. (Capitanucci Vincenzo) Vago in compagnia della mia solitudine arida e deserta ascoltando il mitico Aurelio e i suoi saluti a mitigare il calore delle sofferenze che ardono nel mio andare ignavio scarno e afflitto E metto da parte l'emotivitá senza farmi coinvolgere dalle pene del mio vivere negli intrecci di riflessione che impregnano i pensieri mentre ancora le note della radio pregnanti e pervasive m'invitano a riempire i miei vuoti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:19
    L'albero della vita

    Combatto il perdermi nel vuoto del mio negarmi cercando utili colloqui con i miei sogni ad occhi aperti nei quali lenisco dolori e tormenti nel dare sostanza al mio dire Mi sento fortunato nel sentirmi discepolo della mia vita uomo vulnerabile nella vulnerabilitá dell'umanitá degno della dignitá che mi distingue nella claudicanza che non é zoppia E mi diletto in queste nobili notti d'inverno che accompagnano le mie delusioni nel loro crollare spinte a frantumarsi sui miei giacigli . Cesare Moceo poeta desttierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:17
    Persisto nella mia inutilitá

    Soffro il rifugiarmi nelle illusioni Io nato un giorno settembrino con la camicia in mano e i piedi in faccia travolto dalla causalitá di quell'evento vivo fluttuando in ció che accade tra l'indifferenza e la desistenza nel pentirmi di non aver commesso peccati e tradurre alla mente i fallimenti dell'anima a fregiarmi del capire il mio cammino e il destino che la morte ha scelto per me a pregare e piangere e chieder per dono l'amore . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:16
    Le catene della libertá

    Sensi di tedio s'atteggiano in questo mattino d'ansia frustrata a invadere la povertá della mia anima Assaporo la futilitá del vivere nel perfido sorgere del sole d'alcuni nella pallida luce del destino che illumina i loro tristi giorni impregnati d'incoerenze e malignitá a aleggiare come avvoltoi sulla sottomissione alla miseria e alla notte che invade i cuori E me ne libero volando libero dentro l'inutilitá delle mie illusioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 14:14
    Incanto

    Fermo sulla sommitá della mia terza scala nego l'occhio al malvedere a cui é condannato il mio piacere il mio annusare e anche il mio godere In questo poco vien la meraviglia a dimostrar quanto inutile sia la memoria dell'uomo a inneggiar ancora a arcani architetti dell'Essere nel donar lasciapassar per l'insuccesso Giro il volto verso baci ricambiati a guardare le guglie del mio mito impegnato a scrutare i cuori dei suoi figli colmi di talento e d'amor patrio E non perdona colui che nel suo selvaggio tormento nell'aviditá e nell'ambizione indice festini e immense celebrazioni per festeggiare solo con se stesso... il "Nulla" . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 9:24
    Ti asciugo con un sorriso

    Ogni volta che mi manchi
    un po’ troppo,
    ti blocco
    dalla mia mente
    con un libro, un film
    e perfino un sogno ad occhi aperti
    come tutte le altre cose
    che mi inondano gli occhi
    e cercano di affogarmi
    nel dolore.
    Ti asciugo con un sorriso.

  • lunedì alle ore 18:06
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • lunedì alle ore 15:43
    Aspettami

    Le lunghe attese
    del treno fermo
    in aperta campagna

    E il ricordo di te

  • lunedì alle ore 14:32
    Nel raggio di un sole

    Nel raggio di un sole
    sboccia una rosa
    splendente più che mai
    petali rossi
    ravvivono il cielo
    e visi incantati
    esprimono lo stupore
    di quanto la natura
    sia speciale
    per creature buone
    e belle, che rispettano
    il ciclo di gesti naturali
    e non superficiali
    osservando antiche
    tradizioni cancellate
    dalla smania
    di essere potenti
    per conquistare la vetta
    più alta e lanciarsi
    con il paracadute
    mentre guardano
    con gli occhi in sù

     

  • lunedì alle ore 14:06
    HIKIKOMORI

    hikikomori-
    tutta la notte intona
    blu monocordi

  • lunedì alle ore 11:52
    Stai scomparendo

    Ogni giorno che non ti sento,
    muoio più velocemente.
    Le parole che mi hai detto o scritto
    sono come pagine consumate
    di un libro che leggo e rileggo
    ancora e ancora, fin quando
    i miei occhi non si stancheranno,
    come me.
    Quelle parole mi ballano davanti
    perdendo ogni significato.
    È come quando fissi qualcosa
    così a lungo che prima o poi,
    gradualmente la vista si appanna.
    Riesci a capire quello che dico?
    Se chiudo gli occhi e provo a ricordare
    il tuo viso diventa l’ombra
    di ricordi mescolati a caso.
    Stai scomparendo dentro di me.
    Ma te ne importa quanto a me.

  • lunedì alle ore 11:51
    Immortale

    Disegno il contorno del tuo corpo con le mie dita
    ogni notte, sulla tua pelle nuda.
    Il calore del tuo corpo mi dice che sei vivo:
    un miracolo che respira la mia aria.
    Penso di credere nel per sempre di nuovo
    mentre soffi felicità sul mio viso,
    incantando sorriso dopo sorriso.
    Magia nella magia: le tue labbra sulle mie.
    Già uno dei miei ricordi preferiti,
    ogni centimetro della tua faccia
    è impresso nei miei occhi.
    Sei immortale per me, perché sei la mia anima.

  • lunedì alle ore 11:50
    Mi manchi

    Mi manchi.
    Ma non te lo dirò mai.
    Lo griderò
    allo specchio
    nel mio cuscino
    nella mia testa
    cento volte e ancora,
    finchè il mondo crollerà
    e la polvere coprirà il cielo
    e il sole scomparirà
    e anche tu.

  • lunedì alle ore 11:49
    Prendimi

    Non posso permettermi
    di innamorarmi di te.
    Sarebbe come addormentarmi
    in una notte coraggiosa,
    con il sogno più dolce;
    e cadere a pezzi
    una mattina qualunque,
    nell’incubo più freddo:
    intrappolata tra le braccia della realtà.
    Non posso permettermi
    di frantumare il mio cuore
    così.
    Ma se me lo chiedi,
    cadrò…
    … tu prendimi però.

  • lunedì alle ore 11:49
    L’occhio

    Il ragazzo visse con un occhio
    più grande dell’altro,
    più nero della notte.
    Col suo occhio, vedeva il futuro.
    Un giorno arrivarono,
    ridendo e festeggiando,
    glielo strapparono, quell’occhio
    e lo bruciarono.
    Fu allora che lui vide
    attraverso l’orbita vuota:
    erano già tutti morti.

  • lunedì alle ore 11:47
    Tatuaggi sull’anima

    Quei giorni solitari
    andati per sempre
    insieme al sapore
    di labbra senza nomi.
    I tuoi occhi, però
    tatuaggi sulla mia anima
    per sempre lì
    a ricordarmi di te.

  • lunedì alle ore 11:47
    Tra le stelle

    Ti amo come amo la lieve pioggia primaverile...
    Ti amo come amo le vecchie foglie autunnali...
    Ti amerò finchè il mio cuore si decomporrà
    e il mio corpo rugoso esalerà il suo ultimo respiro.
    Dopo ti amerò con la mia anima
    finchè non ci ritroveremo tra le stelle.

  • lunedì alle ore 11:46
    Supernova

    Potrei incollare le mie labbra alle tue
    (per sempre)
    respirando attraverso la tua bocca.
    Quando facciamo l’amore
    la luce intorno mi attraversa
    crescendo costantemente, esplodendomi dentro.
    La sento crescere,
    quando la punta delle tue dita accarezza la mia pelle.
    La quantità d’amore che provo per te
    potrebbe illuminare città intere,
    anche un universo senza stelle.
    Così bello ma oh, così spaventoso:
    perché tutta questa energia,
    se te ne vai,
    mi imploderà dentro come un buco nero
    e mi trasformerà in polvere.

  • lunedì alle ore 7:40
    Lunario...

    Era un saluto
    asimmetrico nel “ciao a mai”
    quel fondo creato fra noi
    dirupo di sogni
    rovina di stelle

    asimmetrica sensazione
    di speranza
    la mia.

    E tu
    sospesa nei giudizi
    giochi con le mie parole
    che come mani - accarezzano
    o fanno lividi.

    Luna
    mi piaci da spicchio
    asimmetrica e affascinante
    nei tuoi “ciao a mai”.

  • lunedì alle ore 3:29
    Riconoscere

    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e guardando
    l'altra sponda
    per cercare fortuna
    un'onda trovai
    il sorriso
    d'una rondine in pena
    all'estate
    sfuggita
    di fronte alla luna
    piena
    eremita.
    Lungo quel greto
    riconobbi
    così la vita
    e lieto
    lo scorrer
    del fiume
    tornò a zoppicare
    come un treno
    che arriva
    ma non vuol
    ripartire.
    Camminavo 
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel vento la voce
    di un'anima 
    in pena
    che cercava
    la foce del fiume
    per dissetar
    la sua
    malinconica vena.
    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel passato un barlume
    di luce
    splendente.

    Taranto, 10 novembre 2018.

  • mare d’inverno-
    dentro le barche pendule
    le nasse vuote

    frizzo di spuma-
    l’onda gonfia da nord
    punta la riva

    solo una vela
    bordeggia all’orizzonte-
    la notte incalza

    (osservando il quadro di Gustave Coubet, Il mare in burrasca, detto anche L’onda, 1870)