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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 7 ore fa e 25 minuti fa
    QUANDO DOMANI...

     
     
     
    Quando domani assolderò il tuo cuore
    per sentire il vento del mio caldo Sud,
    riaccenderò la fiamma di pallide speranze
    nel tuo sorriso rubato a caro prezzo.
     
    Spalancherò il mio salotto colorato,
    disteso lungo il cavo della mano,
    novello e azzurro paradiso
    per ospitare il tuo amore strano.
     
    Quando domani ti stringerò al petto,
    inghiottirò le mie gocciole di cielo,
    un briciolo di luna vagabonda
    e, solo guizzi d’una stella pellegrina.
     
    E se ti sgriderò affetto,
    vorrei avere il mondo intero testimone
    oppure nessuno ad ascoltare
    le mie salate confessioni.
     
    Quando domani mi vedrai partire,
    non so cosa potrà accadere.
    Ora, sono distratto dal fumo di questa sigaretta
    che mi invita a non pensare…
     
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 1970
    (Tratta dal romanzo “Viaggio in V classe” - Edizioni Il Filo – Pref. di P. Zullino)
     

  • 11 ore fa e 47 minuti fa
    Ogni uomo ha la sua voce e il suo sangue

    A volte, i "momenti difficili" della vita riescono a farti volgere lo sguardo in angoli tuoi che altrimenti non avresti mai scrutato. (Paola Mastandrea) Avevo fino a ieri un granchio nello stomaco un senso d'angoscia che attanagliava l'interiorità scossa dai brividi e la gola con singulti di paura sensazioni sconosciute a travolgermi come maree incontenibili e sommergermi l'intelletto Adesso quel granchio è divenuto farfalla orgogliosa di svolazzare con dignità tra le speranze e i desideri libera di posarsi di fiore in fiore nel fatalismo dolce che avvolge ora la sua vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 49 minuti fa
    Le infide volontà dell'anima

    Non comprenderò mai se si riesce a cogliere la sofferenza e la rassegnazione del mio dire nel non voler fare ombra al suo intrinseco essere disperato e soffrente per essere rimasto spesso prigioniero delle parole a rimpiangere amaramente la libertà che non gli sarà mai stata restituita E nascondo il tormento di questo strazio nell'insolente felicità dei miei sensi di colpa compagni fedeli della mia vita nel mio sentirmi lacerato dall'eterna solitudine a sua volta dilaniata dal non poter confidare sulle volontà dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 50 minuti fa
    La soavità dei pensieri

    Vorrei imparare a camminare nel mio vivere a caso affidandomi ai pensieri e a ciò che essi regalano al mio intuito e all'infelice impotenza che mi lega al mondo Mi sottometto alle torture del silenzio senza rivolgermi parola reprimendo il mio fare sostituito dal dire dolci parole a sconquassare i nervi a sorbire risposte terribili e crudeli che sconvolgono innocenti domande in contraddizioni complesse a calpestare i colori della vita e gli equilibri interiori fino a farli diventare umanismi al netto d'ogni morbosità nel galoppo dei drammi che dismettono lutti e compassioni nell'anima per divenire attese di nuove emozioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti risevati

  • 11 ore fa e 51 minuti fa
    Spine che non pungono

    Stufo di sentirmi asservito al pensare organizzo per l'anima feste d'amalgama e di "curtigghiu" che ne esaltano l'interiorità spesso trasfigurata dai tormenti restituendole sentimenti di pace e d'amore nel permeato vivere di pianti e incoscienze ove consunte ore col mio disaccordo sciupano in una vita attaccaticcia dilapidate da emozioni opposte a ogni poetare Infiorescenze incancrenite nella mente diseredate della fragranza dai versi che l'anima esprime in certi momenti del suo Essere nell'ammucchiare ansie e dolenti fardelli in cataste di timori e farle esplodere per lingue biforcute in agghiaccianti disumanità E ringrazio il mio coraggio e l'ardimento alla faccia di invidie subite spine che non pungono e la provvidenza Divina per avermi risparmiato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 53 minuti fa
    ...alla mia città...Cefalù...

    Amarti Là dove il tuo divino golfo volge a levante siedo ogni dì a cullarmi ancora nel tuo grembo mentre in me vive il tuo alito immortale Cefalù io canto le tue pietre e il tuo mare e la dignità che t'appartiene Fino a che l'onde strusceran la tua riva e il sole ne scaldera' le creste fino a che il mare pascera' i tuoi figli e il suo amore ne avvolgera' le menti sempre rimarranno eternI il tuo nome le lodi e gli onori che il mondo ti deve Ogni mattina gioisco a guardare il tuo cielo e le sue nuvolaglie e il suo fulgore scintillante e quieto che m'attraversa la mente E ne parlo con Dio nei gemiti che abbelliscono l'anima e rallegrano il cuore nella brezza che investe felice e leggera sotto i raggi ancora tiepidi del sole e carezza la mente e i pensieri dolci nel loro calore a avvolger le passioni in pacifici orgasmi E io mi nutro di essi Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati . Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 54 minuti fa
    Non dimentico mai chi sono

    M'indoro di tramonti e di brezze immaginarie ballando scalzo sui dolori della vita e asciugo le lacrime del dopo agitando campanelli di piaceri e stendendomi a piacimento su letti di sentimenti senza che qualcuno possa portar lamento perché prendo troppo spazio Percorro binari morti monchi di destinazioni tenendo nell'anima solo le fantasie e regalando le mie meditazioni senza il desiderio d'andare in guerra con l'intelletto ma risanando i cordiali disaccordi tra l'anima e il cuore trasformandoli in suggestioni che disegnano il miglior destino E in questo stallo che m'invade l'esistenza passa il tempo inesorabile a donare alla mente tutte le immagini di un miglior domani E m'illumino di gioia... . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 55 minuti fa
    Il Paradiso...bisogna meritarselo

    Non credo proprio che la mia condanna alla vita sia una "punizione divina" solo perché dentro l'anima i ringraziamenti sono silenti e invisibili E mi sento felice in pace come quando avvolto nei miei pensieri sogno versi di poeti e favole d'amore a sprigionarmi dentro un misto d'innocenza che mi lascia immobile a osservarmi nel mio angolo relegato solitario dentro gli alveari dei ricordi resi invisibili alla mente da paratie d'emozioni affollate di solitudine colmi d'odori d'umanità E intanto calano le ombre del tramonto con le ansie e le speranze a contendersele e far sentire agli anni il peso della vita di quel tempo che fu tra pochi vizi e forse non spetta a me dirlo qualche virtù . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 57 minuti fa
    Le spine sotto il sedere

    Mi rattrista il pensiero dell'inverno quella sua opacità che aggredisce e sconsola il contrasto tra la voglia di vita e le poche ore di luce come se il vivere venisse sottomesso al buio E diventa oppressione e sconforto dentro afflizioni e ansie la nostalgia dell'anima che pesa sulle palpebre chiuse immerse nel sonno di certe notti che non finiscono mai . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 58 minuti fa
    Cristalli di luce riflessa

    Ho mandato giù rospi spingendo i pensieri fin dove li può condannare la vita nel bisogno impellente d'esser citato in tutti i testamenti sperando in parole che danno sollievo e non creino infelicità o rassegnazione alle emozioni E già mi sento amato e già amo riamato a godermi passioni e libertà senza temere frigidità o imbarazzi goffagini o insipienze con la speranza mai perduta che la vita mantenga le promesse fatte E adesso mi vedo seduto per terra con le spalle appoggiate alla vita a guardar il mio mare e tutta la sua dolcezza ai miei occhi velati di pianto inutile sembianza di uomo nel desiderio d'incrociare altri sguardi e altre menti e il desiderio felice d'esser stato illuminato da luci divine a rischiararmi il buio del cuore E cristalli di luce riflessa m'invitano a rialzarmi sereno a ubriacarmi di gioia e di vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 11 ore fa e 59 minuti fa
    Il mio cammino

    Col sole a battermi le spalle cammino piano seguendo la mia ombra mentre l'anima attonita di fronte alla vitalità del respiro che nutre il mio spirito corre rapida incontro alla felicità nell'ascolto d'ogni attimo fuggente Metto a disposizione del mondo tutte le mie sofferenze con la volontà di sopravvivere al mio continuo andare fuori di testa nelle folate di vento catartico che spazza via i pensieri molesti esalta l'amore e la bontà e condanna i rancori ai silenzi e alla loro giusta dignità E mormoro di me parole d'ammirazione e di passione nel brillio del vivo fuoco dei sogni immersi nella serenità del mio cammino . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Ora ha una voce e un sangue ogni cosa che vive(Cesare Pavese) Passo ormai il tempo a rileggere le mie poesie per riempire il vuoto che avvolge il mio vivere Ho dovuto suddividere in scomparti separati le mie ore e i minuti aggiungendo più mattoni ai muri senza finestre che già si sono eretti da sé nella mia mente e nell'intimità dove l'oscurità non placa le afflizioni e i tormenti lasciando nell'aria odori d'amori sofferti ma li rifrange per ospitare il figlio illegittimo che ho dovuto riconoscere e al quale ho chiesto di farmi da padre E lui ha accettato prendendosi cura di me . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 12 ore fa e 4 minuti fa
    Io e la mia umiltà

    Nell'angoscia di dar soddisfazione alla vita vivo fasci di luci e colori come espressione della mia interioritá a illuminarmi lo sguardo e colorare la mia poesia E nelle sue Veritá elogio lo spirito dell'anima dandole in dono l'aiuto a liberarsi da se stessa e convincerla che anche uno straccio vecchio di sessantasei anni puó servire ancora a asciugare le lacrime Lá in quell'orizzonte in quella linea blu eterna traccia del nostro amor sofferto siamo cresciuti assieme noi prendendoci per mano a passeggiare in questa vita raccontandoci degni l'un dell'altra certe fascinazioni romantiche nel nostro contatto d'affetto che poche volte e' stato capito E ogni volta che ho bisogno di te nelle mie paure e nelle incertezze tu sei lá mia umiltà ancora con la tua luminosa pace a piangere con me a rincuorarmi e asciugare le mie lacrime di gratitudine . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati . Cesare Moceo poeta - destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • venerdì alle ore 17:24
    Respirare me

     
    Fatemi uscire dalla cella
    delle parole consumate e finte
    che portano la sete ardente
    della verità e della conoscenza.
     
    Ai sapienti del linguaggio
    implorerò un alfabeto in più
    e sceglierò perfetti i suoni
    per ogni cosa di cui io parli.
     
    In altro modo,
    tranne il cuore e gli occhi,
    meglio seccare il corpo
    fino alle pendici dell’anima
    e respirare me,
    senza l’aria che m’avvolge.
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2005
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia - Giugno 2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)
    Antologia Logos 2006 (Giulio Perrone Editore)

  • venerdì alle ore 15:05
    Capire

    Voglio leggerti
    E capire se tu sei
    la musa della mia poesia.

    Voglio leggerti
    E cogliere l'essenza
    dei tuoi pensieri inespressi.

    Voglio leggerti
    E scoprire nelle tue parole
    la deliziosa femminilità.

    Voglio leggerti
    E non per semplice curiosità.

  • giovedì alle ore 11:49
    Saluti e aspettative

    In attesa di rivederci
    tutti quanti noi Poeti dell’Ariete
    dopo il breve periodo di vacanza
    augurando a tutti la giusta ispirazione
    per comporre le proprie poesie
    attendo alcuni cambiamenti
    che potrebbero essere per esempio
    un tema alternativo a quello scelto mensile
    oppure la possibilità di declamare più poesie
    già conto i giorni che mi separano dalla ripresa
    del nuovo anno dei Poeti dell’Ariete
    dove potrò far conoscere le mie nuove poesie.
     

  • mercoledì alle ore 22:38
    Gli indossatori (della sera)

    Indossano sempre gli stessi "colori":
    forse - chissà - perché non ce ne sono (più) di nuovi!
    Dove sono - mi domando - i "colori" (quelli) di una volta?
    Dove sono andati a finire: il rosso fuoco della notturna aurora,
    o il blu mattino che volava sulle montagne?
    Quel rosso e quel blu insieme incendiavano i cuori malati
    di tedio e di noia!
    Dove sono andati a finire: il giallo a pois
    o il verde macchiato di viola? ed il nero mandarino
    che allagavano di gioia la solitudine
    dei deserti?
    Dove sono andati a finire (tutti) quei "colori"
    d'una volta; vecchi e nuovi asprigni
    giovani o vecchi sanguigni, acri e forti
    ma pur sempre scintillanti di sapori?
    Indossano sempre gli stessi "colori"...
    gli indossatori della sera: nella bolgia
    nel caos, privo di qualunque atmosfera!

  • mercoledì alle ore 22:17
    La rivoluzione (anarchica) dei fiori

    I fiori si son ribellati: ai cannoni;
    i fiori non sono maoisti, non sono castristi,
    né sono ebrei, né cristiani (o coglioni)...
    i fiori si son ribellati: alle false ideologie
    ed alle facili speranze della fede, quasi sempre illusioni
    (i fiori non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: al lavoro, alla giustizia
    - quella umana e quella divina - ai padroni, alle eresie
    degli uomini e delle religioni
    (perché i fiori non sono servi di nessuno, non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: alle macchine che son tante, miliardi quasi milioni:
    i fiori si son ribellati: hanno deciso di invadere l'aria...
    purezza dei fiori: i fiori son tornati puri,
    i fiori son (ri)tornati bambini: si son ribellati ai cannoni,
    si son ribellati alle macchine - e a tutto: evviva evviva i fiori che si son ribellati;
    beati beati (i) fiori che si son ribellati;
    i fiori si son ribellati: non sono scimmie ammaestrate, non sono santi nè beati,
    non sono pagliacci educati: i fiori si son ribellati
    ma sono soltanto fiori!

     

  • mercoledì alle ore 20:28
    Haiku

    Parla cogli occhi
    Silenzioso e discreto
    Il gatto in casa

  • Restiamo sempre soli
    è tutto così lento...
    (e) così triste...
    così pesante: anche
    il desiderio (di amarti) 
    L'acqua del fiume
    scorre lentamente
    è tutto così lento...
    così triste...
    così pesante: lungo le rive
    di quel fiume
    Ma presto
    saremo vecchi
    come quel vecchio fiume
    e finalmente tutto finirà
    niente sarà mai più lento,
    (e) niente sarà mai più triste
    e pesante
    Leggero il fardello
    leggera la piuma d'un uccello;
    leggiero si alza in cielo
    il gabbiano dorato e saluta
    la costa di ponente...
    leggero s'alza il vento
    e solleva folle di polvere
                                               =Fragment n°1=
    Sono venuta a dirti
    che me ne vado...
    cogli occhi tristi saturi di te
    ancora; 
    le tue lacrime
    ormai
    non potranno cambiar nulla...
    (e) neanche un pennello,
    o una tela o un quadro nuovo bianco
    che colorerai.
    E come dice Verlaine
    - prima di bere vino - 
    "me ne vado nel vento maligno"
    o come dice il giocatore
    che bara alla vita ed al tavolo
    "una carta sola basta!"
    e come dice Baudelaire
    il baro è un ipocrita doppiero santo
    che bara e mente due volte: come
    fanno sempre gli ipocriti amanti...
                                                 =Fragment n°2=
    Una sera di rosa e azzurro mistico,
    un lampo solo ci vedrà commisti,
    lungo singhiozzo carico d'addio.
    Un angelo, schiudendo indi le porte,
    a ravvivar verrà, gaudioso e pio,
    gli opachi specchi e le due fiamme morte...
                                                =Fragment n°3=
    Fiamme morte ormai
    spenti i tuoi occhi (sono)
    come il sorriso tuo;
    sono venuta a dirti che me ne vado:
    ti ricordi dei giorni felici e piangi
    rosse lacrime
    sul bianco tuo viso
    ma le tue lacrime
    adesso
    non potranno cambiar nulla...
    soffochi e gemi al presente
    che ha suonato la sua ora
    Adieu, mon amour
    adieu
    sono venuta a dirti
    che me ne vado:
    me ne vado nel vento maligno
    portandomi l'ombra (dietro) 
    gracile
    dell'ultimo tuo sguardo
                                             =Fragment n°4=
    Tu verrai da me
    quando il giorno notte
    sarà e la notte il cielo
    incendierà e le anime
    dei morti
                                             =Fragment n°5=
    L'amore è la più crudele delle illusioni,
    ma il sogno è la più subdola delle speranze.

    Amori folli, sogni disperati, amori folli...
    amare alla follia è amore folle!
    Nelle pallide acque delle tenebre
    gettai il mio sguardo: sperando
    di incontrare il suo!

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.
           

     

  • martedì alle ore 17:13
    Ingenuamente

    Il tuo sguardo
    mi porta dove già
    sono stata,
    ma non ricordavo,
    dove ingenuamente
    ho lasciato
    il cuore cadere
    dentro il primo sogno
    di luce,
    dove l'anima rinasce
    ad ogni bacio,
    ad ogni bacio dato a te.

  • lunedì alle ore 11:50
    Tra queste prime stille di settembre

     
    Non ho paura,
    il sole esiste ancora
    esattamente come la mia vita
    che sembra eclissarsi per un po’.
     
    Malinconiche nenie d’autunno
    qui, a tentare di sequestrare sorrisi
    a danno di chi si crede immune.
     
    Tra queste prime stille di settembre,
    di qua dall’umettato davanzale
    rivedo mescolate nostalgie.

  • domenica alle ore 22:01
    Haiku

    Tanto stupore
    Sulla trama di luci
    S'espande il bello

  • 15 settembre alle ore 8:33
    La serpe sibilante

    "Una serpe di ambrata tintura mi rasenta la schiena nuda, s'avvicina lenta lenta alla mia nuca e mi stringe senza alcuna premura in una fredda armatura. Mi sibila parole di arcaico sentore, ma una frase spiccava fra le altre: Sei forse tu il peccatore?"

  • 14 settembre alle ore 17:10
    Testimone di amarezze

    Testimone di amarezze
    il mutevole tempo,
    che lento mi ha portato
    alla resa.
    Ormai sono sulla soglia
    di una porta senza serratura,
    una straniera nella tua memoria,
    identica solo ad un mio
    indelebile riflesso addolorato
    davanti ad uno specchio rotto,
    in attesa di ricomporre i pezzi
    nel giorno in cui avrai
    compreso i miei silenzi,
    come parte di una canzone
    dimenticata.