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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  •                                                       da: un disegno di Marcel Chabas (Studio per il ritratto di un soldato, 1918); da: vari brani dei Pink Floyd&Roger Waters. Ai caduti di ogni guerra.

    E finalmente
    beate candele accese
    nella notte
    felici brillate
    per nemici ed amici:
    così vittime e carnefici,
    amici&nemici...
    son tutti uguali, son tutti amici.

    Cenere e diamanti,
    nemici o amici: siamo tutti
    uguali alla fine...
    dinanzi alla morte tutti
    e soltanto uguaglianza.

    Buoni o canaglie
    pieni di medaglie
    ma restan pur privi
    di gambe, cuore e frattaglie.

    Candele accese 
    nella notte
    finalmente brillate per tutti.

    Pubblicata sul sito: www.pietrigrandeguerra.it il 28 giugno 2018.  

  • Ieri alle 23:42
    [Amo perdermi...]

    Amo perdermi quando ti guardo
    negli occhi,
    amo perdermi quando sussurri
    che mi ami,
    amo perdermi tra le tue
    braccia,
    quando ti accarezzo con voluttà
    e poi ti bacio sulla bocca.
    Amo perdermi con te,
    soltanto con te.

  • Ieri alle 23:11
    Quella voglia

    E' dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di lasciarsi andare
    e perdersi nell'oblio
    annullarsi 
    in quel vortice
    assoluto di nulla
    è dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di ritornare bambino
    alla dimensione 
    povera d'un tempo
    quando le favole
    erano vere
    e le leggende sincere...
    è dal mare
    che tutto partì
    cominciò a farsi
    gioia dolore amore.
    E' dal mare...
    che viene il ricordo
    che strugge,
    la nostalgia
    che ti rallegra
    e poi fugge
    è dal mare...
    lì torneremo
    quando il vulcano
    che rugge
    si spegnerà
    é dal mare...
    rossa nera
    dannazione
    di fuggire:
    ribellione arcobaleno!

  • Ieri alle 18:51
    Ora lo spazio chiede

    Ora lo spazio chiede incantagione
    per un tuo bacio come foglia d’acero
    che d’autunno divampa e il seno penetra
    ch’è plasma e sete, grido a frantumarsi.

  • Ieri alle 16:18
    L'autunno alle porte

    Siamo foglie
    incagliate nel tempo
    liberate dal vento nuovo. 
    Sanno di naftalina
    queste paure stantie
    che da troppo teniamo
    chiuse in testa. 
    E’ ora di aprire il baule 
    e lasciarlo respirare 
    di gioia e fiducia. 
    La cosa importante
    è non lasciare cadere la rosa.

  • Ieri alle 16:11
    Vicino...per l'eternità

    Il mio respiro
    Sarebbe durato
    Fino alla fine

    Allora sarei stato Immortale

    Questo amore
    Non aveva nemici
    Se non noi stessi

    Lo vivevamo
    Alla luce del sole

    Volevo stare
    Nel tuo cuore
    Per amarti per sempre

    Adesso
    Se dovesse
    Arrivare anche Il mio momento

    Chiederei a Dio
    Di essere un angelo
    Per poterti stare vicino.…

    Per l’eternità

  • Ieri alle 9:32
    Canzone stimolante

    Non c'è solo un momento che non ti pensi 
    Che non pensi

    I tuoi splendidi e luminosi occhi 
    I tuoi stupendi scuri capelli 
    Il tuo accattivante e radioso sorriso 

    La mia mano riesce continuamente
    A scriverti i soliti e semplici versi 

    Mentre ascolto da lontano
    Una canzone 
    Che tu come me apprezzavi

    Sto ad ascoltarla immerso del tutto 
    Nei miei dolci pensieri…
     
    Tu lo sapevi… 
    Sapevi che questa canzone
    Questa bella canzone 

    Grazie a te
    Stimolava i tanti ricordi 

    Ricordi di meravigliosi
    Straordinari
    Indelebili momenti

  • Una lagrima (la) scorsi
    sopra il tuo viso;
    io l'acchiappai
    portandola nel mio:
    a condividere la tua tristezza. 

  • giovedì alle ore 2:46
    Ciocché rimpiango di te (mia madre)

    Non rimpiango: le tue parole nelle mie orecchie.
    Non rimpiango: le tue carezze sul mio viso.
    Non rimpiango: i tuoi baci sulle mie guance.
    Non rimpiango i tuoi sguardi nei miei occhi.
    Ciocché rimpiango di te, invece, é il bene:
    che mi hai voluto, che mi hai fatto, che mi hai donato!

    Taranto, 30 settembre 2016. 

  • giovedì alle ore 1:23
    Amore indelebile

    Amore indelebile
    Sfoggia adesso dolore
    Un fiume che dilaga
    Che annega il cuore

    Amore mai deluso
    Così esuberante
    Adesso fiori appassiti
    Silenzio incessante

    Amore vita mia
    Parole spesso proferite
    Con vivissimo ardor
    Nella mente adesso scolpite

  • mercoledì alle ore 21:26
    Frammento 20

    Vorrei dedicarti una poesia Ma non servono fiumi d'inchiostro... Per dirti semplicemente mi manchi Il desiderio d'amore! fm171018

  • mercoledì alle ore 19:08

    Ho sempre messo cuore e sincerità in ogni cosa, in ogni gesto e in ogni parola. Mai ho parlato dicendo cose che non pensavo, mai mi sono vendicata di gesti e azioni che non meritavo. Ho promesso a me stessa che niente mi avrebbe più pilotata, comando io adesso su di me e non più coloro che provano a ferirmi. A loro, sorrido comunque augurando il meglio... Ciò che mi viene fatto, io lo subisco per un periodo, ma chi me lo infligge se lo porta dietro come lo specchio di ciò che è... Preferisco essere ferita, ma camminare a testa alta con una coscienza pulita, in fondo la vita è solo un passaggio che prima o poi giunge al termine. Un passaggio, dove alla fine ognuno raccoglierà ciò che ha seminato.

  • mercoledì alle ore 19:05

    Ho sempre messo cuore e sincerità in ogni cosa, in ogni gesto e in ogni parola. Mai ho parlato dicendo cose che non pensavo, mai mi sono vendicata di gesti e azioni che non meritavo. Ho promesso a me stessa che niente mi avrebbe più pilotata, comando io adesso su di me e non più coloro che provano a ferirmi. A loro, sorrido comunque augurando il meglio... Ciò che mi viene fatto, io lo subisco per un periodo, ma chi me lo infligge se lo porta dietro come lo specchio di ciò che è... Preferisco essere ferita, ma camminare a testa alta con una coscienza pulita, in fondo la vita è solo un passaggio che prima o poi giunge al termine. Un passaggio, dove alla fine ognuno raccoglierà ciò che ha seminato.

  • mercoledì alle ore 16:27
    Raccontare il silenzio

    Magari sapessimo
    raccontare il silenzio
    non farlo stancare
    e un'ombra portarla sempre
    con noi rivedendoti
    potessi credere che era
    tutta un'illusione
    che traspariva nel tuo viso
    ingannato da una pioggia di sole
    lontana. Come ridevi
    quando la nebbia non c'era
    eri quieta, convinta di vedere
    il mare calmo pure a nord
    con la tramontana pacifica
    ed un'alba sorridente
    Per te, fingeva.
    Il buio, molto presto ti rapiva
    e lo sentivi, nervoso

     

  • mercoledì alle ore 16:00
    I rifugi dell'anima

    ...in domeniche piovose come questa,in una cittadina come Cefalú che vive principalmente di belle giornate,cosa c'é da fare se non leggere qualche bel libro,immergersi nei propri ricordi e possibilmente...scrivere... "...abbiamo bisogno delle tempeste dei vortici dei terremoti..." (Frederick Douglass) Mi accoccolo spesso in giorni come questo grigio e piovoso d'autunno negli angoli più bui della mia anima dove solo la dignitá é l'unica fonte di luce a ricordare gli antichi dolori urla dell'amore che si ribella e rinsaldare la corazza forgiata da quei sospiri In quel silenzio taccio perdendomi ferito nell'Essere tra i pensieri e la tristezza bruma del tempo vivendo quei momenti dentro un universo incancellabile che nel mio cuore esistiterá per sempre . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:58
    Amo la mia espressione compaciuta

    Nella scelta delle mie rime ho sempre cercato la nobilta' della parola riconoscendole nuove prospettive significati mozzafiato che approdassero a stupende mete interiori Ringraziando l'intervento divino tuttavia non e' difficile capire perche' da questa malattia in via di estinzione non son mai guarito e son rimasto attaccato alla coda del mio crepuscolo da cui faccio fatica a liberarmi nel tentativo ogni giorno riuscito di difendere i miei confini . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:57
    Un altro mondo

    Passo i miei giorni a sentire nell'aria antichi pensieri che si tramandano di cuore in cuore e in essi coltivo i miei fiori del vivere per farne filtri d'amore da regalare al Paradiso In quel respiro mi sento come se un arazzo d'essenze avvolgesse la mia anima in un baldacchino di vita e lá mi sembra subito d'essere affacciato alla finestra sulla mia storia d'esser finito in un altro mondo ...e ne rimango estasiato . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:56
    Siamo noi la nostra forza

    Ti guardo e penso nell'interioritá della mia anima che tutto quello che voglio é vivere accanto a te per il resto dei miei giorni Star bene con te anche in quei silenzi che servono a tacere i nostri demoni interiori nei quali sembriamo smarrirci con i nostri inferni restando in bilico sull'orlo dei quei precipizi e accorgermi che proprio lá arde la fiamma che mi allieta il cuore Voler essere presente nel tuo vivere sgorgare dal bisogno comune d'essere l'un per l'altra e come placido rigagnolo gettarmi nella dolcezza del tuo tenero amore che molte volte penso di non meritare E lá annegare nella tua dipendenza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:55
    Il nostro copione gia' scritto

    Devastato dagli accadimenti deluso sconfortato dalla tristezza svuotato con la sensazione allarmante che da un momento all'altro tutto potesse andare distrutto quante volte mi son trovato nei miei sonni con i sogni infranti e con il futuro in pezzi E mi svegliavo di soprassalto all'improvviso con il pianto tra le lenzuola... "soltanto chi é devastato dal proprio fare ha paura di fare" mi ripetevi tra le carezze asciugando le mie lacrime con i tuoi baci ardenti in quei momenti circondati dai muri grezzi dei tormenti intonacati solamente del nostro giovane amore Adesso siamo qui insieme vincitori e perdenti in quelle paure destinati per sempre al nostro tempo a recitare ancora il nostro copione già scritto . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:54
    Il giardino della mia passione

    ...quando in certe notti non so cosa fare,passo il tempo a innaffiare... Il giardino della mia passione Concerti scandalo si spingono troppo oltre tenendo allegri i pensieri quando questi nel piacere che li distingue vogliono esprimere tutta la sensualitá e i brividi della loro passione Note musicali lussuriose si librano nella mente richiamando angeli dal cielo e avvicinandoli al cuore con brezze di affetti che lasciano dietro di sé essenze di sentimenti a donare eccitazione alle rime nel delizioso giardino poetico che fiorisce nell'anima con germogli di parole e d'emozioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 15:52
    Il conforto dell'anima

    Vivo in un paesaggio, che arricchisce ogni singolo giorno della mia vita. (Cinzia Marsala) Seguo la strada con gli occhi persi tra i miei mille pensieri che vagano liberi e senza meta a brucare sui prati verdeggianti di questo giorno avvolto nelle sfumature del lucente mattino scintillanti ai raggi del sole di questo falso autunno illuminato del loro riflesso mentre lassù nel cielo i gabbiani svolazzano felici rincorrendosi tra loro nella sinfonia ripetitiva del loro garrire Cosí trascorro le mie ore tra i ricordi e lo scrivere e il donare vie di fuga al mio Essere in germogli di sfoghi sbocciati nell'anima in cerca ancora del suo conforto . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • mercoledì alle ore 13:35
    Non vi credo

    Nelle stanze segrete
    si strappano i miei veli sulla pelle
    straripa il sangue schizza l’emozione
    e tracimano i nervi dentro al miele
     
    Nelle stanze segrete
    mi vesto e poi mi spoglio delle dighe
    esplodo coi pensieri appesi a un filo
    funambola di nulla senza forse
     
     
    Nelle stanze segrete
    mi inerpico sui muri dell’essenza
    la mente gioca a morra con il corpo
    e vince sempre lui
    coi pugni chiusi
    ‘chè i muri sono fatti di pensieri
    si schiantano di fronte a quell’impulso
    e deboli ma forti di esistenza
    si arrendono vincenti di deliri
     
    E poi domani ci sarà un sorriso
    sarcastico pensando a questa sera
    di tiepida innocenza restaurata
    pensando a parigine sulle gambe
    e giochi e scandalosi retroscena
    di tacchi a spillo a pungere risate
    e tutto il resto…le stanze segrete
    sono la linfa che ci tiene in vita
     
    E non dite di no…che non vi credo

  • mercoledì alle ore 13:06
    Un giorno...(a te, amor mio)

                                                                                             agli spiriti liberi della musica italiana: De André, Lolli, Tenco, Gaetano, Daolio, Stratos, Di Giacomo, Di Cioccio, Lanzetti, etc.

    Io verrò, sì verrò
    un giorno io verrò
    da té
    sappi che sono 
    uno zingaro...
    aspettami: io verrò
    sappi che sono uno zingaro, un bandito
    un lupo famelico di vita...
    aspettami: io verrò
    sappi che sono
    uno zingaro
    un gitano ubriaco
    di sapori, di odori
    di rumori
    un cercatore di emozioni...
    io verrò, aspettami
    amore
    aspettami: sappi
    che sono uno zingaro...
    ma io verrò,
    un giorno sì
    verrò, da te verrò
    aspettami! 

  • Sotto le fronde di questi platani,
    tra liete figure e note,
    ecco, io sono un verso 
    che qui resterà, ovunque in Te,
    come l’incanto d’ogni attimo
    che riverbera un po’
    dalle labbra dell'Aurora,
    come una foglia bagnata dal sole,
    mentre la Bora si accarezza,
    inciampando tra fuochi nella nebbia.
    Sul ghiaccio ora soffia l’anelito
    di quel tenue sogno,
    quando col cuore all’inferno,
    più non bastava ricordare
    l’eco di una voce
    né dell’infinito, un fremito
    per seminare nell’odio l’amore
    e di pace, colmare ogni debito.
    Suvvia, non tacere!
    Poiché l’ombra di me morrà
    se il cielo si confonde,
    mentre si trascinano le anime,
    cullando i fantasmi,
    nell’oblio, d’un colore appassito.

  • martedì alle ore 8:13
    I due tappeti

     
    All’inizio della primavera i pappi
    i bianchi piumosi frutti della viorna
    nell’aria un poco danzan per poi cadere
    a terra e lì formar un niveo tappeto,
    al finir poi dell’autunno il vento
    di questa i rami  forte scuote e scendon
    tremanti nell’aria variopinte foglie
    e al lor cader a terra nuovo tappeto nasce:
    tappeti che spesso poi villan piede deturpa
    indifferente a questo ricamar della natura!