Io sono il primo spettatore dei miei film, il primo che si inietta il virus pauroso nelle vene. Perciò penso che tutti i miei film siano autobiografici e dentro ci sia buona parte della mia vita privata, dei miei sogni, dei miei terrori, delle mie speranze. E anche dei miei ideali e della mia coscienza.
Sarà una coincidenza, ma l'attuale moltiplicazione spettacolare del personaggio di Peter Pan vorrà pur dire qualcosa: magari, come sostiene qualcuno, riflette il rifiuto di crescere, così spiccato in questa generazione di quarantenni rampanti e spaventati.