L’attesa è come un tessuto immenso, senza cuciture né ornamenti né pieghe, come un cielo invisibile o rossastro senza spigoli che lo delimitino, un tutto indifferenziato e immobile in cui non si distinguono le trame e c’è solo ripetizione.
Molte volte si parla senza sapere, soltanto perché ci tocca farlo, spinti dai silenzi come nei dialoghi a teatro, con la differenza che noi improvvisiamo sempre.