Le crisi, in fin dei conti, contribuiscono ad una progressiva maturazione della personalità. Cos'altro sono se non una benefica esortazione a prendere decisioni? Gli uomini che vivono in crisi sono i più fecondi e, dunque, felici (dal lat. felix -īcis, dalla stessa radice di fecundus, quindi propr. «fertile»).
Il giorno, quando perisce, lascia in eredità maggior pregio ai fatti della vita di ciascuno. Questa però, come avviene nella disciplina giuridica in materia di delazione, presuppone un atto di volontà per produrre degli effetti: abbisogna di accettazione.