Lo scodinzolare di un cane, la ricercatezza nelle arti, l'aria fresca e pungente dell'alba ed i suoi colori, il sole, la maestosità di una montagna, la bellezza di un panorama, lo scroscio del torrente, il suono del mare, il volo di un gabbiano, la fierezza eppur dolce degli alberi, una notte stellata, l'effettiva vicinanza di una persona che ti vuol bene, la sana convivialità, il superamento della paura della morte, solo questo, e non è poco se lo si sa apprezzare, ci può consolare.
Alla fine di un ragionamento pur sottilissimo è il sentirsi colpevoli la cosa che gli altri, i saccenti, si aspettano dal santo per rimettere ordine nel caos del mondo. Il vittimismo ha un bisogno assoluto delle sue vittime.