Non cercare nell’altro il filo che ricuce: siamo nati con squarci che parlano con il vento. L’amore vero non chiude i vuoti; li attraversa, come luce antica che impiega secoli a giungere, eppure arriva.”
Quando l’anima affonda nel silenzio del dolore,
non chiede risposte — cerca mani che non tremano nel restare, occhi che ascoltano senza parlare, e un respiro vicino che le ricordi
che esistere, a volte, è già resistere. E in quel resistere silenzioso, tra lacrime che nessuno vede e sospiri che nessuno raccoglie,
sboccia il fiore più raro: la tenerezza di chi rimane, anche quando non sa cosa dire.