Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
Dopo gli anni Venti del Novecento, scrivere romanzi, fare arte, esprimersi creativamente non è più la stessa cosa. Uno può scrivere un romanzo alla Balzac, o trascinare ancora avanti le possibilità dell’impressionismo, ma intanto sono passati Joyce e Virginia Woolf, Picasso e Dalì. L’Ottocento si è esaurito lì, in quelle scariche di elettricità e di novità.