Pensare che possa esistere l'infinito ne limita l'estensione. Il mio infinito è fatto di un qualcosa privo di estensione, è il non vederne la fine, il sentire sulla pelle la vibrazione di qualcosa che risponde armonicamente alle mie stesse emozioni.
Ho ormai assimilato come le persone che citino quelle che definirei vezzi, (alcuni meno raffinati le chiamerebbero stronzate), come verità assolute abbiano un assoluto ristretto alla propria scatola cranica.