Una volta sbagliata la miscela culturale di un popolo, non c’è politica o giustizia in grado di rimediare agli errori de-formativi dei cervelli: o perché un popolo è troppo gonfio di presunzione, o perché è depresso come una ruota bucata, tanto da diventare poi dipendente, da fumo, alcool, droga e psicofarmaci nell’inutile tentativo di sottrarsi alla morsa invalidante dell’insicurezza.
Non avendo di meglio in fatto di risorse culturali, chiamiamo pure politica le giuste scelte statali per far fallire le imprese; e mercato, le scelte private produttive per le imprese, ma fallimentari per lo Stato. Ci resta però da capire dov’è l’intelligenza nel sistema socio-economico, se i politici sanno salvare lo Stato solo uccidendo le imprese; e gli imprenditori regalare sviluppo solo se la politica gli consente di uccidere lo Stato.