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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

05 marzo alle ore 10:05

EVVIVA LA...

Il racconto

 La locuzione  nel greco moderno per significare una cosa piacevole per maschietti è: ‘biastikò mouvi’  ma per il professor Tiziano, docente di materie letterarie all’Istituto D’Azeglio  di Roma non aveva  più  un significato.   Insegnante in una classe mista al terzo liceo classico il professore era mancato per un lungo periodo dalla scuola per una sua tragedia personale, moglie e figlia decedute in un incidente stradale, l’auto guidata dalla consorte si era conficcata nel retro di un TIR. Rientrato in classe gli alunni maschi e femmine si erano alzati in piedi e lo avevano accolto con un lungo applauso, il professore si era commosso di tanto affetto. Aveva ripreso le lezioni col solito eloquio brillante  ma il suo viso  esprimeva sempre una tristezza profonda, era di colpo invecchiato e si era chiuso in se stesso, non usciva di casa se non per andare a scuola, aveva rapporti solo con una alunna di nome Asia che, di sua iniziativa, andava nell’abitazione del  professore per sbrigare le faccende domestiche. Asia era una ragazza dal tono deciso, dal fisico robusto e dai capelli cortissimi che la rendevano piuttosto mascolina, cosa indifferente al professore che non era più interessato al sesso femminile, passava il tempo a leggere ovvero a guardare la televisione. Tiziano si distingueva dai suoi colleghi per essere aitante e distinto e di una eleganza raffinata, si serviva solo da sarti napoletani. Stranamente per i nostri tempi in cui gli alunni insultano i professori ed i genitori addirittura arrivano a picchiarli per una bocciatura ai loro pargoli, in quella classe regnava la più assoluta correttezza, tutti gli alunni attenti alle spiegazioni degli insegnanti per  imparare il più possibile e quindi superare gli esami di stato. In un afosa giornata di luglio vennero esposti i ‘quadri’ con l’esito delle prove, tutti gli alunni della terza A erano stati dichiarati maturi a pieni voti. Alberto figlio del proprietario di una villa sulla via Appia, col consenso paterno decise di organizzare una festa con i colleghi e con la partecipazione del professor Tiziano il quale aderì malvolentieri e solo  dopo l’insistenza di tutti i suoi alunni.  Pian piano giunsero in villa  i neo promossi,  c’erano tutti, il professore in auto con Asia. Un gran salone, in sottofondo una musica dolce che invitava ad un ballo sensuale il kizomba, le luci attenuate aiutavano rendere l’atmosfera più sexy,  alcune coppie sparirono dalla circolazione rifugiandosi in una delle stanze della villa. Alberto era il solito simpaticone sempre pronto agli scherzi più impensati ed anche questa volta… Dopo la mangiatoria di pasticcini ‘innaffiati’ col suo liquore preferito il Caffè Sport Borghetti, il padrone di casa: “Signori dobbiamo festeggiare al meglio la promozione ed il passaggio all’Università, propongo una cosa inusuale ma avverto prima di tutto che chi non è d’accordo alzi la mano e sloggi, non sopporto i puritani. Professor Tiziano che ne direbbe di aver lei un rapporto sessuale con Asia?” Tiziano si sentì ‘preso dai turchi’,  anche Asia che considerava il professore un fratello, fra l’altro i gusti della ragazza in fatto di sesso erano…particolari. Gli alunni insistettero a lungo  sottolineando la richiesta con ‘bacio, bacio, bacio…’ sembrava di essere ad un matrimonio. I due ‘sposi’ guardarono in viso, si misero a ridere e inaspettatamente accettarono, un solo studente alzò la mano, Silvano fervente cattolico e il meno simpatico degli studenti. “Silvano da questo momento non fai più parte della nostra ‘combriccola’ ma non provare a divulgare quello che ho proposto, per te sarebbe estremamente spiacevole e sai che mantengo le promesse, sparisci dalla circolazione.” Silvano obbedì rimpiangendo di essere costretto a subire le indicazioni puritane della sua religione. Tiziano ed Asia si abbracciarono e si appartarono in una stanza con letto matrimoniale. All’inizio molto imbarazzo, furono socchiusi gli ‘scuri’, ci volle del tempo prima che il ‘ciccio’ del professore ‘alzasse la testa’. Asia abituata ai vibratori ed ai rapporti omo provò per la prima volta il piacere di un amplesso ‘in carne’, le piacque e in quel momento pensò di diventare almeno bisessuale! Nel frattempo in sala erano riprese le musiche ma tutti erano in attesa del responso dell’incontro fra Tiziano ed Asia, responso che giunse dopo circa un’ora con Asia che  fece una V con le dita per annunziare che l’incontro aveva avuto esito positivo. La festa si ravviò ancora di più con musiche tecno fortissime che arrivarono sino alle ville vicine. Tutti iscritti all’Università  seguivano le lezioni ed iniziarono a dare degli esami con profitto quando Alberto un giorno li convocò per telefono ad una riunione in villa: sabato alle venti con cena per festeggiare…”Per ultimi giunsero Tiziano ed Asia decisamente ingrassata, una pancia prominente annunciava una prossima maternità. Applausi ed abbracci a non finire e poi una votazione per il nome da dare alla piccola, era una femminuccia. Prevalse Giada votata dalla maggior parte dei presenti. A scuola la situazione era mutata, anche gli alunni erano cambiati,  il professor Tiziano aveva riacquistato la serenità, era sempre insieme alla convivente ed alla bimba di una bellezza favolosa. Ad un anno ne dimostrava molti di più con i suoi capelli biondi, gli occhi verdi e la risatina sempre pronta, era diventata la mascotte dell’istituto e, insieme ai genitori, veniva spesso invitata alle feste indette dal Preside. Troppo bello per durare,  Giunone, sempre in lite con Minerva (questa ultima protettrice dei due) per vendetta  minò la felicità della coppia con l’arrivo nella classe di Tiziano di una ragazza molto bella  che attirava l’attenzione dei presenti per la peculiarità del suo sguardo e dal corpo di statua greca per non parlare dell’altezza superiore alla media. Tiziano aveva ripreso ad essere molto sensibile alle bellezze femminili e Lucrezia, questo il suo nome della baby, divenne la sua preferita.  Avrebbe voluto incontrarla fuori dalla scuola ma la missione sembrava impossibile in quanto la ragazza, di nobili origini, veniva accompagnata all’inizio ed alla fine delle lezioni da un autista in divisa con una BMV serie 8, auto di gran lusso, in giro se ne vedevano poche. D’altronde Lucrezia era molto riservata anche con i colleghi, vestiva in maniera non appariscente, pareva avere la famosa ‘puzza sotto il naso’. Ogni giorno l’autista, sceso dalla vettura, si ‘impossessava’ della cartella di Lucrezia, una grossa borsa di pelle nera con dentro i libri, borsa   con inciso in oro lo stemma  baronale della nobile famiglia, la ragazza si accomodava nel sedile posteriore e poi la partenza. Come superare l’ostacolo? Tiziano ricordò un proverbio latino che recitava: ‘Mater artium necessitas.’ Tradotto in maniera maccheronica:  ‘la necessità aguzza l’ingegno’. Questa volta l’ingegno di Tiziano fu ‘cattivello’, avvicinò un alunno con cui era in confidenza e lo pregò di  mettere dei chiodi triangolari da lui forniti sotto le ruote posteriori della BMV di Lucrezia mentre l’autista l’aspettava dinanzi alla scuola. L’effetto fu quello voluto: quando l’autista stava per partire si accorse che le gomme posteriori erano sgonfie, cercò allora un taxi ma in giro non ce n’erano a quel punto  si presentò Tiziano: “Signorina posso esserle utile, ho qui la mia Alfa Romeo Giulietta.” Lucrezia fece un cenno di assenso col capo e l’autista andò ad aprire la portiera posteriore della Giulietta ma male gliene incolse. “Lei mi ha scambiato per un autista di taxi, io sono il suo professore, la signorina si accomoderà nel posto vicino al guidatore, lei…si cerchi un gommista!” Dentro di sé Tiziano se la rideva alla grande, tutto era andato come previsto  era solo dispiaciuto per aver  umiliato quel povero autista che faceva il suo dovere. Lucrezia inaspettatamente ‘si aprì: “Vedo che ha il navigatore satellitare, se me lo permette inserirò i dati di casa mia e così eviterò di segnalarle di volta in volta la strada.” Giunsero a destinazione in fondo alla via Appia. La ‘casa’ consisteva in un castello di quattro piani con intorno un giardino all’inglese ed alberi di alto fusto, alla faccia della casa! La porta d’ingresso fu aperta da Battista un classico maggiordomo che sfoggiava  lunghe basette, sembrava un inglese. Il barone Ruggero e la baronessa Isabella erano nel salone in attesa di andare a desinare (si dice così, mangiare è volgare). I due entrarono  nella sala degli scudi così chiamata per gli scudi e le spade appese alle pareti, Il barone fu piuttosto freddo con Tiziano solo una formale stretta di mano, la contessa invece fu più espansiva: “Finalmente un professore di mia figlia elegante, i suoi colleghi che ho conosciuto erano piuttosto mal messi e rivolgendosi alla figlia: “Cara siediti vicino a Tiziano, vi vedo bene insieme (un inaspettato nulla osta all’avvicinamento dei due). Il pranzo consisteva in ‘brodaglie’ con pezzi di pane integrale fritto e di palline di carne, poi gamberi arrosto, uova strapazzate con pancetta e tanta verdura sia cotta che cruda, un ananas e per finirei caffè. Tiziano uscito con Lucrezia in giardino si era fatto più audace: “Cara posso darti del tu…” “Te lo volevo proporre io, come vedi qui si vive in un’atmosfera molto fredda e formale, avrai notato a tavola oltre a mia madre anche quella ragazza bionda con occhi azzurri, è Lucia, svedese, l’amante ufficiale di mio padre, dormono insieme; tra i miei genitori sono intervenuti accordi in tal senso per evitare di divorziare e conseguenti liti e spese legali. Ti descrivo il mio ‘casermone’: a piano terra garage ed officina per riparazione auto, ti sembrerà strano avere un officina attrezzata ma mio padre  ha per hobby di fare il meccanico, spesso combina guai con le auto e deve chiamare un tecnico di professione, oltre alla BMW abbiamo due Mini, di colore verde la mia e nera quella di mia madre  ed un fuori strada Jeep. Al primo piano a sinistra camera da letto di mio padre con bagno e ripostiglio, a destra idem di mia madre che la divide con me,  al piano superiore gli alloggi per gli ospiti, al terzo quello dei dipendenti, in soffitta con tetto spiovente le gabbie dei piccioni viaggiatori, altro hobby del barone mio padre, ora andiamo in giardino a rilassarci.” Il cinguettio degli uccelli sugli alberi rallegrava un’atmosfera silenziosa che invitava a…ed infatti Lucrezia senza preavviso incollò le sue labbra su quelle di Tiziano, subito ricambiata; anche ‘ciccio’ ebbro dell’atmosfera romantica, uscito dai pantaloni fu preso in ‘ostaggio’ dalle labbra di Lucrezia… Tiziano ed Asia avevano stretto un accordo di estrema reciproca sincerità e così il professore, al rientro a casa, informò la compagna delle  novità in fatto di sesso. Asia si mise a ridere perché anche lei aveva ‘trovato un’amica’ come lei  laureata in scienze motorie ed insegnante nella scuola media vicino casa. Tiziano mise al corrente sia Lucrezia che la madre Isabella della sua posizione familiare, nessun commento, ormai si stava sempre più consolidando la loro posizione sentimentale  tanto che erano stati autorizzati a ‘dormire’ nel ‘castello’ in una stanza riservata agli ospiti. Conclusione: “Mamma diventerai nonna!” “Non ci credevo più, speriamo in un maschietto così quell’orso  di tuo padre non protesterà più di non avere un discendente alla corona di barone. Il barone Ruggero ebbe notizia della novità: “Caro sarai  nonno dato che non riesci proprio a diventare padre, contento?” “Contento un cazzo!” fu la risposta volgare del non tanto nobile barone. Stavolta Mercurio si impegnò e nacque il piccolo barone Ferdinando che conquistò anche il nonno Ruggero, era bellissimo e soprattutto era dotato di un  magnifico  uccellino…Poiché ben pochi conosceranno il greco traduco l’espressione iniziale, vuol dire: ‘evviva la…si proprio quella!

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