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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

22 aprile alle ore 16:48

INTRECCI SESSUALI.

Il racconto

Adriana e Luisa, due piacevoli signore quarantenni avevano molte cose in comune: abitavano in una villa a schiera vicino Cinecittà a Roma, erano ambedue vedove, Adriana ‘nera’, il marito era morto in un incidente stradale, Luisa ‘bianca’, il poco gentil consorte era sparito dalla circolazione con la solita ventenne che profumava di giovinezza. Ambedue avevano un figlio dodicenne: Adriana Alessandro, Luisa Lorenzo. Altra situazione comune, decisamente fortunata l’esser ricche di famiglia. Era giugno, le scuole chiudevano i battenti, i due eredi erano rientrati in famiglia dal collegio con grandi baci ed abbracci da parte delle genitrici, un po’ più da parte di Adriana, per Luisa il problema era un altro: aveva conosciuto un ballerino cubano in tournée a Roma, era ben presto passata a…vie di fatto, se ne era innamorata, aveva deciso di andare con lui a Cuba: problema Lorenzo. Un pomeriggio Luisa: “Cara posso venire a prendere un te a casa tua?” “Son qua!” Quando mai Luisa aveva chiesto il permesso, c’era sotto qualche cosa di importante ed infatti: “Cara, Esteban ha finito la tournée e deve rientrare a Cuba, io senza di lui…vorrei seguirlo ma il dilemma è Lorenzo.” “ Problema risolvibile, i due ragazzi sono molto amici, stanno bene insieme, vai pure e…divertiti!” Lorenzo era un giovane di spirito: “Alessandro ora avremo una mamma in comune, solo che non è mia mamma…”Quella affermazione mise in allerta Adriana che poi si diede della sciocca, Lorenzo era ancora un bambino. I giovani stavano tutto il giorno assieme, avevano preso in prestito un cane pastore tedesco di un vicino e si divertivano un mondo, in giardino facevano finta di lottare, grandi colazioni, gite in bicicletta. Adriana li guardava con affetto e con una certa ‘invidia’ per lei tutto era precluso soprattutto la compagnia maschile. Una notte tutti a letto, Adriana sentì provenire dei rumori dalla camera di suo figlio, incuriosita aprì uno spiraglio della porta e rimase sconcertata: i due ragazzi nudi si toccavano vicendevolmente il pisello e talvolta se lo mettevano in bocca, una confusione totale nella sua mente,   ritornò in camera sua frastornata senza poter riprendere sonno. La mattina solita grossa colazione dei giovani che poi erano usciti per giocare in giardino con Ras, il cagnone, fra di loro sembrava non esserci problemi. Adriana prese il toro per le corna e chiese spiegazioni ai due ragazzi sul loro comportamento sessuale. Fu Lorenzo a rispondere: “Cara zia, i tempi sono molto cambiati da quando eri giovane tu, il sesso è piacevolezza e non crea problemi, ce l’ha insegnato don Adamo a cui siamo molto legati, tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì ci dava ripetizioni, la notte del sabato e della domenica ci dedicavamo a trastulli erotici con lui e fra di noi. Se il Signore ci ha creato con quei desideri possiamo soddisfarli, non facevano male a nessuno. Don Adamo per primo ci ha insegnato tanti giochetti senza esagerare perché lui ha un pisello molto grosso, glielo prendevamo in mano ed in bocca, come pure fra di noi due che però ce lo infilavano anche nel culetto perché ce l’abbiamo ancora piccolo, ora sai tutto.” Adriana, sempre più basita si ritirò in camera sua e si gettò prona sul letto. “Vai a parlare con tua madre, è rimasta sconvolta, stalle vicino, pian piano capirà.” Alessandro si recò in camera della mamma, si mise vicino a lei sul letto senza parlare, passò del tempo, ‘il tempo è grande consolatore, trova sempre un perfetto finale’ (frase di Charlie Chaplin) e così fu. Dopo un’ora Adriana abbracciò Alessandro e: “Sarai sempre il mio amore più grande, l’unica mia preoccupazione è che…” “Noi tre siamo persone intelligenti e leali, saremo sempre uniti ed amici, don Adamo ci ha informato che siamo dei bisessuali, per ora abbiamo avuto solo contatti omosessuali, in seguito…vedremo, ora andiamo a mangiare. Don Adamo, il cui vero nome era Leonardo apparteneva ad una famiglia di Santa Maria di Leuca in Puglia, ogni anno andava a trovare i suoi genitori ormai anziani ed anche quest’anno aveva lo stesso progetto. Venuto a conoscenza del colloquio di Alessandro con la madre, ritenne opportuno presentarsi in casa loro: “Signora ogni anno mi reco in Puglia dai miei, se lei è d’accordo vorrei che tutti e tre mi faceste compagnia: il mare è bellissimo, gi abitanti socievoli, il mangiare eccellente, la mia Mercedes confortevole, la distanza è di circa 650 km quasi tutta autostrada che percorreremmo con calma partendo la mattina presto.” “Adriana guardò a lungo negli occhi don Adamo, con quel’espressione gli fece capire che conosceva i loro intrallazzi sessuali, subito dopo lo abbracciò e si rifece alla celebra frase napoletana: “I figli sò pezzi ‘e core!” Partenza la mattina successiva, in una piazzola  don Adamo ritornò ad essere Leonardo, si era portato in valigia abiti borghesi, un prete in abito talare avrebbe dato troppo all’occhio,  fece presente alla signora il motivo per cui si era fatto prete, ne mise al corrente Adriana, i due ragazzi sapevano già tutto. Un suo zio Agapito era l’Abate di un Monastero, attaccatissimo alla religione aveva ‘consigliato’ suo nipote di indossare gli abiti talari, quel consiglio voleva dire: ‘se non ti fai prete non ti lascio una lira del mio patrimonio  e così il nipote prese la via del seminario. Secondo i non credenti, i religiosi in genere campano sino a cento anni per un motivi ovvi: non hanno preoccupazioni di nessun genere (figli, disoccupazione), mangiano alla grande (salvo qualche giorno di un salutare digiuno), per le varie cerimonie  incassano col ‘fiore che non marcisce’un bel po’ di soldi o meglio di Euro anche se il Papa è contrario a questa abitudine. Vivono talvolta in posti isolati dove non c’è smog ed hanno tante altre comodità comprese quelle di amicizie con femminucce ed anche con maschietti tanto che recentemente molti di loro sono finiti in galera per pedofilia. Arrivato a Santa Maria di Leuca don Adamo aveva appreso ufficialmente con dolore, ma dentro di sé con molta gioia il trasferimento in cielo del poco amato zio e così era libero di gettare alle ortiche l’abito talare. Michele ed Erica i genitori di Leonardo gli avevano fatto tante feste,  purtroppo erano malfermi di salute soprattutto la loro vista si era molto indebolita, non per questo avevano dimenticato le buone abitudini pugliesi per quanto riguardava l’ospitalità soprattutto il mangiare tanto che Leonardo dovette  mettere in guardia gli ospiti di non abbuffarsi di tante golosità indigene. Pomeriggio tutti sotto l’ombra gradevole degli alberi del giardino con nonno Michele che aveva cominciato a raccontare ai due ragazzi ed alla signora le storie popolari del paese, i tali facevano finta di interessarsi ma  a loro non ne fregava proprio un c…di quegli avvenimenti. La sera, dopo un ufficiale ‘buona notte’, il trio si ricompose in camera di Leonardo, evidentemente non volevano perdere l’allenamento, Adriana immaginò quello che stava accadendo ma restò ben chiusa nella sua  camera da letto. La mattina successiva Leonardo in auto la accompagnò a Gallipoli insieme a Lorenzo, la signora voleva acquistare degli abiti estivi  in un negozio di moda, lui aveva in mente di fare un  acquisto particolare, una microspia ambientale. Lorenzo dai commessi del negozio fu scambiato per il figlio di Adriana che, nello stanzino per provare una sottoveste si vide arrivare dentro il giovane che con gli occhi di fuori, arrapato come un riccio e prese a baciare la ‘zia’ che, impaurita delle possibili conseguenze: “Ne riparleremo a casa, è una promessa!” Solo così il giovane si calmò ma la promessa rimaneva… Lorenzo, pimpante quanto mai raccontò il fatto ai due complici e la sera, dopocena, si recò in camera di Adriana per dar seguito alla promessa. Durante la cena Leonardo aveva provveduto ad installare la cimice in camera di Adriana con riscontro in camera sua, erano diventati due guardoni. All’arrivo di Lorenzo Adriana capì che doveva concedere qualcosa al giovane ma cosa? “Andiamo a lavarci in bagno e poi qualche bacio sul letto.” I due uscirono dal bagno con Lorenzo armato di un bastoncino non molto grosso ma ‘allah ben dur’ “Cara zia, finalmente potrò baciarti tutta come ho sempre desiderato, voglio assaporare il tuo profumo.” E cominciò dal viso pian piano sino alla pancia dove si trovò dinanzi una gran foresta e cercò di penetrare con la lingua la cosina ma l’inesperienza…”Caro sali più su con la lingua, ancora più su, lì c’è il clitoride, è come il pene degli uomini, è molto sensibile, bacialo a lungo con la punta della lingua. I chiarimenti ebbero il loro effetto tanto che Adriana si esibì in un lungo orgasmo seguito quasi subito da un altro, il ‘nipote’ aveva imparato la lezione. Nel frattempo Leonardo ed Alessandro avevano seguito la scena al video e: ”Vedo che tua madre è in forma, domani sera…” E così fu, ormai Adriana capì che vento tirava, un vento leggero e profumato di sesso anche perché Leonardo aveva sfoderato il pisellone che fece strabuzzare gli occhi alla dama: “Vacci piano, prima un cunnilingus per lubrificarmi.”Alessandro e Lorenzo a far da spettatori, la signora, decisamente allupata decise di aprire la ‘porta posteriore’ al benvenuto intruso. “Vedo che tua madre era a stecchetto da molto tempo, io mi sono eccitato, per favore girati di spalle, madre e figlio accontentati. La sera successiva gran gala: tutti e quattro in una sola stanza con i letti avvicinati: iniziarono Lorenzo ed Adriana, durarono a lungo, il ragazzo non voleva staccarsi dal fiorellone della zia, poi entrò in scena o meglio in fica Leonardo che diede il meglio di sé anche nel popò, aveva capito che per Adriana quella era una porta preferita, fu la volta Alessandro che infilò Leonardo che nel frattempo veniva masturbato da Lorenzo, di nuovo Adriana con Leonardo in uno spettacolare spagnola che fece pervenire gli schizzi di sperma sin sul viso della signora. La vacanza breve era finita, il vero immortale era l’amor che riportò a Roma il quartetto sempre più unito. Leonardo, laureato in lettere, vinse un concorso ad una scuola media della capitale, i due ragazzi si iscrissero al ginnasio e, ultima novità rientro a Roma di una Luisa amareggiata per il comportamento del suo bel ballerino, le aveva ‘succhiato’ tutti i risparmi che e se la spassava con la sue paesane, stronzo! In fondo quella novità ebbe un fondo di piacevolezza, anche Luisa entrò nel giro des amants riassaporando i sesso italiano di Alessandro e di Leonardo, capì che era migliore di quel coso lungo e nero del cubano che ora, ripensandoci bene le faceva un po’ schifo!

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