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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

12 marzo alle ore 11:47

LA RIFFA

Il racconto

La riffa è una parola non molto usata  comunemente, è sinonimo di lotteria. L’annuncio apparso su un giornale della capitale era molto particolare, pubblicato fra le inserzioni varie era piuttosto criptografico ma non come quello delle ‘manicure’ dietro cui si nascondono di solito delle prostitute. ‘Signora di alta classe indice concorso per  conoscere  vero uomo, si prega fare offerta che dovrà essere aggiornata ogni settimana.’ Anche i lettori più scafati erano rimasti perplessi nell’interpretare l’annuncio, certamente la dama chiedeva un compenso in denaro ma in modo molto ‘aristocratico’, ‘la alta classe’ faceva presupporre a una donna fuori del comune per bellezza e per stile e già la settimana successiva erano giunte al giornale delle offerte partendo da mille Euro che la settimana seguente arrivarono sino a cinquemila.  La curiosità non è precipua delle femminucce fatto sta che quando le proposte giunsero a ventimila Euro la dama, sempre tramite avviso sul giornale ritenne opportuno dare altre specificazioni: ‘la gara avverrà su un natante fuori delle acque territoriali.’ Alcuni indecisi che non si erano fatti avanti per paura di sanzioni da parte degli organi di Polizia inviarono la loro offerta: la cifra arrivò a cinquantamila Euro e diventò  un fatto all’attenzione un po’ di tutti, organi della chiesa in testa che stigmatizzarono l’episodio: ‘Con tanta povertà che c’è in giro!’ Le persone ricche ed allupate di solito non si interessano dei poveracci e così fu,  incredibilmente le offerte, dopo due mesi erano arrivate a quota centomila Euro. Piuttosto soddisfatta la signora offerente,  vista la piega che aveva preso la situazione portò lei stessa la cifra a cinquecentomila Euro sperando che … La speranza non fu vana, ben otto le profferte giunte ma come selezionarle per non far intrufolare i soliti furbastri che cinquecentomila Euro non sapevano nemmeno scriverli. Eleonora, questa il nome della bellissima, dietro consiglio del marito Leopoldo agente di borsa un po’ in crisi finanziaria, sempre tramite avviso sul giornale chiese agli otto di accreditare la somma sul suo  conto corrente di cui aveva comunicato solo l’IBAN. Aveva aspettato cinque giorni per evitare che il solito furbastro cancellasse l’accredito e comunicò all’indirizzo fornito dagli interessati una password ciascuno. Ebbe una sorpresa non prevista: un trans si fece avanti scoprendo la sua identità. Eleonora ed il marito restarono perplessi ma, in fondo una persona in più voleva dire che aumentava il ‘monte premi’ a quattro  milioni e cinquecentomila Euro! Ultima disposizione un po’ particolare: il vincitore sarebbe stato colui che avesse raccontato la barzelletta più divertente. Leopoldo era in rapporti amichevoli con una noleggiatore di motoscafi di Ostia, lo contattò per comunicargli che doveva trasportare undici persone su una nave russa fuori delle acque territoriali. Giammarco, detto ‘el trivella’ si presentò con un grosso motoscafo, ebbe le coordinate per raggiungere la nave  ed alle sette di mattina prese il largo con i passeggeri senza far domande, Leopoldo era un amico di vecchia data e spesso lo aiutava negli investimenti finanziari. Eleonora si era presentata con una maschera in viso, voleva l’anonimato e la sorpresa sino all’ultimo. La presenza di Kamilla, il trans, mise in po’ in subbuglio gli altri partecipanti alla riffa ma solo all’inizio, anche la loro ‘spedizione’ aveva qualcosa di anomalo. Dopo un’ora e mezza apparvero le luci della nave passeggeri russa ‘Neva’.  Per primo salì sul natante Leopoldo con in mano cinquecentomila Euro che il capitano Alisher contò prima di far salire a bordo gli altri dieci. Tutto ben organizzato, ad ognuno una cabina con bagno, sala mensa con bar e salone delle riunioni. Già dalla cena gli undici compresero che sarebbe stato un bel soggiorno, il cuoco era un italiano. La bellezza in viso di Eleonora colpito molto gli invitati, negli ultimi giorni la signora aveva frequentato un istituto di bellezza che aveva ancor più messo in risalto la sua aristocratica beltade. Anche Kamilla, brasiliana, spiccava per l’armoniosità delle forme e dei lineamenti accompagnati da disinvoltura e spontaneità di comportamento. Il pranzo era veramente eccellente, tutto a base di pesce, alla fine tutti al bar: caffè all’italiana con Leopoldo che aveva ottenuto il permesso dal comandate di  fare l’aiutante barista, nessun altro membro dell’equipaggio si era fatto vivo. Riposino post prandium e dopo la cena inizio delle operazioni. Leopoldo: “Come stabilito ognuno di voi dovrà raccontare una barzelletta.” Iniziò Epifanio: “Al mondo ci sono due tipi di donne: le troie e le pure, le troie sono troie, le pure…pure!” Gran battimani e poi Liborio: “Ieri ho visto tua moglie, sembrava un cane da caccia. ‘Ah si, puntava le pellicce? No aveva in bocca un uccello!” Anche questa barzelletta ebbe uno scroscio di battimani di apprezzamento come le seguenti. Felice: “Tra gay: pronto sono Dario, c’è Marco? No è a letto con gli orecchioni. Che stronzo poteva anche dirmelo che c’era una festa!” Gabriele: “Un turista cinese  in  vacanza sulla riviera romagnola chiede un’informazione: scusi signole qui Emilia Lomagna? No ma se va più avanti trova Luisa lo Succhia!” Tommaso: “La moglie trascurata dice al marito: Le vedi questa? Si chiama lumachina, se la tocchi fa la bava, se non la tocchi le corna!” Mattia: “Annullati i festeggiamenti per il Natale in Vaticano a causa dell’assenza del cardinal Martini. Il Papa: no Martini, no party!” Leonardo: “Un bambino di notte sbircia dalla serratura della camera da letto dei genitori e pensa: e loro si incazzano quando mi succhio il pollice!” Edoardo: “Differenza fra una Ferrari e una moglie: la Ferrari non se la fanno in molti!” Inaspettatamente Kamilla: ”Due contadini decidono di festeggiare andando a puttane. Il primo torna scontento: Sai è molto meglio mia moglie. Anche il secondo torna scontento: È vero, è meglio tua moglie!” Prima di nominare il vincitore Epifanio: “Cara Eleonora anche se i patti erano differenti ti chiedo di ‘dare audizione’ a noi tutti, la somma versata è stata veramente fuori della norma, insomma sicuramente la vali ma non vorrei che fossi io…” Anche gli altri sette si unirono alla richiesta e inaspettatamente Eleonora fece segno col viso che era d’accordo, solo Leopoldo capì il perché di quell’assenso: sua moglie era una ninfomane ed amava moltissimo il sesso! Il primo ad ‘assaggiare’ le performances sessuali  della signora fu proprio Epifanio, se l’era meritata quella notte con Eleonora anche se la mattina seguente si ritrovò con la pressione arteriosa molto bassa: mai era stato così ‘strapazzato’ da una dama! E Leopoldo? Si trovò vicino a Kamilla e fu lei a prendere l’iniziativa.  Non era stato mai con un trans: baci appassionati, uccello fra le tette, uccello in bocca, uccello nel popò di Kamilla che ebbe orgasmi ripetuti col suo uccellone. Gli otto giorni passarono in fretta. El trivella un pomeriggio successivo si fece trovare con il suo motoscafo sotto la nave russa, il comandante Alisher augurò a tutti ‘udachi vsem’ e mise in moto i motori della sua nave. All’imbrunire arrivo al porto di Ostia, c’erano delle auto in sosta che accolsero gli otto, era rimasta sola Kamilla che chiese ed ottenne un passaggio da parte di Leopoldo nella sua Golf. Eleonora aveva dato un suo biglietto da visita a tutti gli amanti occasionali, dove avrebbe mai trovato altri personaggi tanto ricchi e munifici!  Nei giorni seguenti  telefonata da parte di Edoardo. “Cara sento il desiderio di rivederti, se siete d’accordo tu e tuo marito vorrei  venire a casa vostra, dal tuo biglietto da visita risulta che abiti in via Magna Grecia.” “Nulla in contrario sappi però che abbiamo con noi Kamilla che ha litigato col suo amante e non  sapeva dove andare…” “Va bene anche la presenza di lei, di lui…  ma ricordati che mi interessi solo tu!” Il pomeriggio una Audi A 8 posteggiò sotto casa di Eleonora che dalla finestra si accorse della venuta di Edoardo e si precipitò all’ingresso: “Presto vieni dentro casa mia, siamo al primo piano, non voglio che gli altri inquilini…” Appena entrati, all’ingresso Edoardo baciò in bocca una Eleonora stupita e nello stesso tempo abbagliata da quell’auto che sicuramente valeva sui centomila Euro. “Non voglio usare frasi roboanti ma mi sei entrata nel cuore, nell’anima, dentro me stesso…voglio stare di nuovo con te…” “Va bene, Leopoldo  con Kamilla sono  andati a far delle spese, anche io ho un ricordo magnifico di te ma non solo per il sesso, ho notato subito la tua signorilità, non mi hai detto se sei sposato….” “Sono divorziato, abito con mio padre in un attico in viale Bruno Buozzi, ho pensato a te ed a tuo marito per…” “Ti prego non dirmi nulla, andiamo nel salone, sul divano voglio godermi la tua presenza, del resto parleremo più tardi.” Eleonora aveva compreso che il signore era cotto e soprattutto ricco, come poteva sfruttare la situazione? I suoi pensieri vennero interrotti dall’arrivo di Leopoldo e di Kamilla che rimasero basiti con in mano le borse della spesa poi fu Leopoldo a riprendersi: “Questa si che è una sorpresa, Eleonora l’altro giorno mi parlava di te…” Anche il signorino aveva capito come sfruttare la situazione. “Mi sono domandato di chi potesse essere quella Audi posteggiata sotto casa, complimenti!” Rotto il ghiaccio la situazione fu presa in mano da Eleonora: “Caro Edoardo  non sono molto portata per la cucina, mio marito ha imparato a cucinare da militare, vediamo quello che può prepararci insieme a Kamilla, noi restiamo sul divano.” Insomma si era disfatta dei due per far ancora più eccitare Edoardo che si era risvegliato sessualmente come da bozzo sul suo pantalone. I surgelati avevano fatto fare bella figura a Leopoldo ma aveva interessato poco Edoardo che chiaramente avrebbe voluto….”Cara c’è qualcosa che non va nella mia Golf, vado dal concessionario Volkswagen per vedere di che si tratta, porto con me Kamilla...” Appena chiusa la porta d’ingresso Eleonora: “Vieni in bagno, dopo il bidet voglio rinverdire quello che ho provato sulla nave con te, sei stato meraviglioso!” Leopoldo e Kamilla rientrarono in casa verso le venti: “Cara ho dovuto lasciare la macchina in officina, il guasto è più importante di quanto previsto, tornerò a riprendere la Golf domani.” Edoardo decise di non tornare a casa sua: “Papà dormirò a casa di un amico, ci vediamo domani, buona notte.” “Si ho capito, buon divertimento!” Con molta naturalezza Eleonora alle ventidue si recò nella sua camera da letto in compagnia di Edoardo dopo un ‘sogni d’oro’ ai presenti. La mattina l’ospite aveva bisogno di un paio di zabaioni accompagnati da cornetti, non quelli che Leopoldo aveva in fronte…Usciti di casa Leopoldo e Kamilla,  Edoardo: “Cara ho pensato a quello che posso fare per voi, non mi piace questo appartamento in cui siete solo inquilini, sotto il mio attico c’è un pentavani arredato lasciatomi da mia madre, farebbe al caso vostro.” Faceva al caso loro: “Papà questa è Eleonora, Leopoldo è suo marito e Kamilla è una brasiliana….” “Il padre Lorenzo da vecchio putt…re capì subito la situazione: “È un  piacere conoscere i tuoi nuovi amici, quelli vecchi erano decisamente noiosi, da questi mi aspetto tanta allegria specialmente da Kamilla che da brava brasiliana saprà ben muovere le chiappe!” Edoardo Leopoldo, Eleonora e Kamilla si trasferirono nel nuovo appartamento,  per festeggiare andarono nel vicino ristorante tipico ‘Vecchia Roma’ dove il cavalier Lorenzo era ben conosciuto. “Cavaliere è fortunato, mi hanno portato del pesce freschissimo, anche aragoste…penso io al menu.” Serata in allegria, il vecchio Lorenzo non era affatto vecchio nello spirito, ritornati tutti in viale Buozzi: “Signori che ne dite se parlo un po’ con Kamilla, una volta conoscevo un po’ di portoghese, vediamo se me lo ricordo ancora.” Nel frattempo aveva preso per mano il trans e se l’era portata in camera sua. Eleonora aveva fatto acquisti, nel suo guardaroba spiccava una camicia da notte che faceva trasparire le tette marmoree ed una selva oscura ma non quella di Dante Alighieri…
 

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