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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

23 marzo alle ore 9:45

MOTHERS SWAPPING

Il racconto

 Se conoscete l’inglese dal titolo avrete capito subito di che si tratta, in caso contrario lo capirete nel prosieguo del racconto. Un gruppo di persone eterogenee, come spesso capita,  abitava nello stesso stabile a Messina in via Garibaldi. Primo piano: Fabio sposato con Rossella, lui ginecologo lei insegnate di lettere presso la scuola Media Mazzini. La loro prole ‘consisteva’ in due gemelle a nome Alice e Beatrice (significato del loro nome felicità) che già da piccole erano, più che vivaci, pestifere per quanto riuscivano a combinare nei confronti dei coetanei ed anche dei grandi. Esempio: durante una festa con tutti gli amici per il compleanno della mamma si erano presentate con due regali di una famosa ditta consistenti in una borsa ed in un paio di scarpe, ovviamente dal prezzo altissimo solo che le due baby le avevano acquistate da un rivenditore che smerciava merce contraffatta e quindi dal prezzo notevolmente più basso. Cuore di mamma aveva  restituito alle due fanciulle il prezzo pieno e ovviamente le due furbacchione ci avevano guadagnato di brutto. In aula facevano le gatte morte per non essere scoperte ma una volta uscite si scatenavano. L’ultima volta avevano preso di mira un coetaneo  Alessandro figlio di papà, tutto acchittato e gli avevano imbrattato il viso con il rossetto della mamma. Ale si era messo a piangere ed aveva commosso Alice e Beatrice che lo avevano ripulito per poi abbracciarlo e baciarlo, cosa peggiore dello scherzo in quanto il buon Alessandro fu sbeffeggiato dagli altri alunni. Un altro caso problematico era capitato ad Ada, casalinga moglie di Armando titolare di una scuola guida. I due erano genitori di Cesare un fustaccio da un metro e ottantacinque, palestrato che frequentava il primo anno della facoltà di legge all’Università di Messina. Il giovane era paragonabile alla statua di un dio greco, molto ricercato dalle colleghe si rifiutava di aver con loro dei rapporti sessuali affermando di essere innamorato e fidanzato con una ragazza siciliana gelosissima,  si era fatta l’immagine di un inavvicinabile e quindi le pulzelle giravano al largo. Ada si era accorta che suo figlio non invitava a casa nessuna ragazza, era perplessa ma  attribuiva il fatto ad una certa riservatezza di Cesare che  impegnava molto tempo nello studio. Una mattina nel rifare il letto del figlio si accorse che la federa del cuscino era bagnata, perplessa si domandò il motivo di quel pianto, siccome il giorno seguente accadde lo stesso evento, piuttosto preoccupata pensò a qualcosa di grave accaduto a Cesare, una malattia o qualcos’altro di spiacevole. A tavola, assente more solito il marito che viveva più al lavoro che a casa chiese spiegazioni a Cesare che abbracciò sua madre e confessò il suo problema: aveva un pene piccolo, lo aveva confrontato con quello degli uomini  che vedeva nei film porno, aveva usato dei rimedi consigliati in quei siti per farlo aumentare di volume senza risultati, questo il motivo per cui non avvicinava le ragazze e della sua tristezza. Ada rimase senza parole e pensò che l’apparenza inganna, suo figlio con quel fisico…Mamma e figlio rimasero abbracciati poi Ada: “Cesare ho appreso dalla vita che, tranne casi eccezionali c’è sempre un rimedio a tutto, lo troverò anzi ho in mente una certa idea…” L’idea era perlomeno un po’ folle, in ogni caso fuori dell’ordinario, cercare una femminuccia per suo figlio ma non una professionista e allora chi conosceva che potesse… “Mamma vado all’Università, non ti preoccupare per me…” Ada mise in atto il suo progetto, al telefono e compose il numero di Paola la vicina di casa: “Carissima è un po’ che non ci vediamo hai avuto problemi?” “Siamo alle solite, Alfredo mio marito che come sai è ingegnere al Genio Civile passa la maggior tempo in missione, dice lui, qualcuno mi ha invece fischiato alle orecchie che ‘frequenta da vicino’ una ragazza del suo ufficio, la cosa non mi interessa gran che, è finito il tempo dell’innamoramento ma lui è ricco di famiglia e non vorrei che mi abbandonasse per quella sciacquetta, inoltre di mio figlio Andrea non so cosa pensare, invita a casa solo amici maschi…” Cara Paola quasi mi vien da ridere, forse abbiamo un problema in comune, vieni a casa mia non voglio comunicarti per telefono notizie riservate su Cesare.”  Paola fu messa al corrente del problema del giovane, rimase perplessa e: “I  figli sono la cosa più importante che abbiamo tenuto conto che i nostri mariti… pensi che possa fare qualcosa per Cesare?” “Il cuore di mamma può superare tutti gli ostacoli  non credi che potresti sacrificarti  e…” Le due donne, anche se in crisi stavano cercando una via d’uscita  non convenzionale ma si capirono in fretta. ” Pensi che  Cesare si vergognerebbe di venire a letto con me, lo conosco da bambino…” “Ricordo il detto latino ‘Extremis malis, extrema remedia’ , è applicabile nel nostro caso. Cercherò di convincere Cesare che tu sei entusiasta e che non si deve vergognare, vieni domattina alle nove, spero bene.” “D’accordo ma se io avessi bisogno di te?” “Qualsiasi cosa, per ora pensiamo a Cesare. Il giovane la sera trovò a tavola una cena speciale con aragosta ed altri frutti di mare. “Mamma cosa festeggiamo?” Cesare messo al corrente delle ‘manovre’ della mamma all’inizio rimase senza parole poi abbracciò sua madre. “Passa una notte serena, Paola è una donna eccezionale da tutti i punti di vista, fra l’altro è ancora bella.” Cesare riuscì a dormire qualche ora ma quel pensiero…Alle otto mamma Ada:  “Devo rifare il letto con lenzuola pulite, vatti a fare una doccia.” Cesare pensò bene anche di sbarbarsi, nei film porno aveva visto che era in voga il cunnilingus, chissà se Paola avrebbe gradito…La signora pensò bene a mettere in piedi una sceneggiata, nell’entrare in camera da letto di Cesare: “Stanotte non ho dormito bene , che ne pensi se riposo nel tuo letto.” Nel frattempo, toltasi la vestaglia rimase nuda e sul giaciglio si coprì col lenzuolo. Quello che accadde dopo fu quasi un sogno per Cesare, il suo cosino divenne duro ma prima di farlo penetrare nel ‘fiorellino’il ragazzo imitò quel che aveva visto nei film porno, un cunnilingus che portò all’orgasmo una stralunata Paola che proprio non se l’aspettava poi l’entrata nella ‘topa’ ed orgasmo da parte del ragazzo il cui schizzo del suo ‘ciccio’arrivò sino al collo dell’utero di Paola. Cesare  fece pure il bis restando lui stesso meravigliato, come finale bacio in bocca per ringraziamento. Ada aveva seguito tutto da dietro la porta, quando Paola uscì la baciò in bocca, a lungo, piangendo, Paola aveva fatto una cosa che solo una madre può capire. A pranzo inaspettatamente c’era pure Armando che guardando in faccia il figlio: “Ti vedo diverso, più rilassato.” “Ho dato un esame importante ed ho avuto un trenta.” “Anch’io a suo tempo…” “Papà mi risulta il contrario, io avrò preso dalla mamma.” Cesare era diventato irrispettoso verso il padre, aveva un grosso debito con sua madre. Il pomeriggio una sonata alla porta di Ada, era Paola. “Carissima devo dare un gran voto a tuo figlio anche se ha il cosino non molto grande ed ora tocca a te ricambiare il favore. Andrea come ti dicevo ha più familiarità con i maschietti che con le femminucce, ho capito che molto probabilmente non è molto attratto dalle donne, spero che tu entrerai in scena a casa mia possibilmente domattina.” “Per fortuna mi sono finite le mestruazioni, ne hai parlato con Andrea?” “Si, inaspettatamente è entusiasta di avere rapporti con te, ti farò trovare un letto profumato, tratta bene il mio cucciolone!” Andrea era un giovane longilineo, fu lui stesso ad aprire la porta d’ingresso ed a prendere per la vita Ada che non si aspettava tanta irruenza. “Cara zia Ada è una vita che ti ammiro e sinceramente quando ieri mia madre mi ha detto del nostro incontro mi sono masturbato ma ancora sono in piena forma. Non mi aspettavo che avessi un bel corpo, sei magnifica, beato Armando che ti può avere tutta per sé, dimmi da dove devo cominciare.” Ada rimase perplessa, si aspettava un giovane timido ed a quella domanda rispose: “Comincia dalle tette e poi scendi giù sino alla cosina che mi hai fatto diventare vogliosa, sono tutta per te.” “Anche il popò?” “Non esagerare se ci sarà un’altra volta vedremo.” “Ci sarà di sicuro anche perché mi risulta che tuo figlio se la passa bene con mia madre!” Quello che non facevano i mariti era compensato dalle prestazioni dei due giovani sempre più arrapati. Finale inaspettato, Ada e Paola quasi contemporaneamente rimasero incinte con grande sorpresa dei relativi mariti, valeva il detto latino: ‘mater semper certa est, pater numquam’. Per quanto riguarda ‘l’approccio’ di Andrea con Ada, quest’ultima capì che l’amica aveva voluto far sollazzare il suo ‘bambino’, al ragazzo le femminucce  piacevano eccome! In conclusione era avvenuto quello che gli inglesi indicano come:  mothers swapping! La storia non è finita, Fabio, il ginecologo aveva la sua parte. Troppo ‘vicino’ spesso alle ‘cosine’ femminili non le apprezzava gran ché, soprattutto quelle  delle signore anziane, con le giovani qualche avventura che ripagava  con  la prestazione gratis. Un vizio però l’aveva: niente fumo né droghe ma qualcosa di più coinvolgente dal punto di vista finanziario: il gioco d’azzardo. Un giorno era giunta nello studio una signora alta, magra, distinta con grande cappello nero in testa, dello stesso colore il vestito attillato lungo sino a terra. Era in compagnia di un uomo cinquantino, di media statura, robusto e scuro di pelle che si presentò: “Io sono François cameriere della qui presente contessa Elena, la signora vuole essere visitata, io mi ritiro.” Fabio sin dall’inizio rimase perplesso, istintivamente pensò che quella coppia aveva qualcosa di fasullo ma a lui…”Signora un po’ di anamnesi, quali disturbi accusa?.” “Delle perdite gialle maleodoranti, sono preoccupata.” Dopo una visita accurata: “Gentile contessa, solo un po’ di infiammazione, le prescrivo qualcosa per bocca e degli ovuli, in una settimana dovrebbe guarire.” “Quanto le devo?” “Contessa la prima visita non si paga e, se mi permette sono affascinato dal suo stile.” “La invito nella mia villa sui Peloritani, svolti a  destra all’incrocio di Musolino  e dopo un chilometro sulla destra c’è una villa isolata, non può sbagliare, se viene questo sabato potrà partecipare ad un tavolo di chemin de fer o di poker sempre che sia interessato, au revoir.” Il cacio sui maccheroni, Fabio non cercava altro che un posto elegante dove giocare, la sua passione. Il sabato pomeriggio entrato nel cortile della villa intravide nel garage una Bentley grigio argento…Fabio all’ingresso fu accolto da François che, con inchino lo invitò nella saletta dove la signora era seduta su un divano fumando con un bocchino d’oro una sigaretta egiziana ‘Le Roy d’Egypte’ molto difficile da trovare sul mercato. In un salone vicino c’erano due tavoli pronti per accogliere  i giocatori che man mano stavano arrivando. Dietro lo sfarzo della villa e dell’auto inglese c’era una storia durata circa trenta anni in cui la signora Elena, autoproclamatasi  contessa, aveva esercitato la professione di croupier sulle navi da crociera. Aveva fatto un patto di collaborazione con un cameriere, appunto François,  per ‘spennare i polli’. Elena era un’eccellente baro e riuscì a mettere da parte un bel po’ di quattrini. Scelse Messina come località in cui passare la non meritata pensione sia per il clima ma soprattutto perché era riuscita a vincere ad un giocatore ‘sfortunato’ una villa sui Peloritani.. Il prode François era diventato oltre che collaboratore anche un amante  molto apprezzato dalla ‘contessa’. La situazione era a  questo punto quando nella routine di madame si era intrufolato l’ingenuo Fabio che a poker, in una serata aveva perduto i suoi risparmi, cinquemila Euro. Affranto e non sapendo che scusa inventare con la moglie Rossella, uscito dalla villa era rimasto dentro l cinquecento con la testa fra le braccia sul volante. Quando François andò a chiudere il cancello notò Fabio e riferì ad Elena di quella presenza inaspettata. In un attimo la contessa fece il punto della situazione, qualora il ginecologo avesse fatto una ‘sciocchezza’ sarebbero intervenute le forze dell’ordine e allora addio alla casa da gioco oltre alle conseguenze penali. Porta dentro quell’imbecille!” “Dottore carissimo  nella vita si può sistemare tutto, la invito a cena, dopo  le restituirò i  soldi che ha perduto al poker, faccia il numero di telefono di casa sua e mi passi sua moglie.” “Gentile signora suo marito è in villa con tutti i miei amici che festeggiano il mio compleanno, glielo passo.” “Cara, la contessa ha insistito tanto, non mi aspettare alzata.” Rasserenata l’atmosfera il trio andò in sala da pranzo dove François aveva aggiunto un coperto, era lui il cuoco di casa. Con l’aiuto di un Lambrusco d’annata l’atmosfera divenne cameratesca, Elena abbracciò il dottore, era passato il pericolo e per festeggiare alla grande madame andò nello spogliatoio e ritornò vestita, si fa per dire, con una minigonna dimenticando di  indossare gli slip e con un reggiseno che copriva a mala pena i capezzoli e, al suono di un lento cominciò a muoversi  sensualmente. La sua era voglia di sentirsi ammirata, il suo esibizionismo fece eccitare i due uomini. François circondò con le braccia il corpo di Elena  e cominciò a ballare baciandola sul collo. In piena atmosfera erotica  i due si stesero sul divano, il marocchino approfittò della mancanza di caleçon da parte di Elena per infilarle la sua ‘spada’ sino all’elsa. Fabio fu anche lui preso dall’atmosfera, si denudò e si avvicinò ‘in armi’alla coppia ‘. Elena scoppiò in una gran risata e si mise in bocca il ‘sigarone’ del dottore che pensò bene di passarle un bel po’ di vitamine bene accette dall’interessata. Poi i corpi si incrociarono  con  Elena sempre al centro sino a quando. “Ragazzi basta, la mia cosina si è arroventata, dottore domani mi devi visitare!” Finale: Fabio seguitò a frequentare la villa della contessa  ben tenendosi lontano dai tavoli da gioco ma usufruendo delle favolose prestazioni della padrona di casa, padrona anche dei due maschi.  

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