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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

01 maggio alle ore 9:40

NAUFRAGAR M'È DOLCE IN QUESTO MARE

Il racconto

Leopardi con questa storia non c’entra per nulla. Edy era un filippino sbarcato in Italia come tanti altri suoi connazionali spinto dalla necessità di guadagnare per mantenere la sua famiglia. Un famiglia un po’ particolare: aveva tre figlie, la consorte Udaya era deceduta per cause che nemmeno i dottori erano riusciti a diagnosticare, una malattia rara. L’avvenimento lo aveva ovviamente messo in crisi,  ritenne opportuno risposarsi con Namin giovin donna dalla bellezza fuori del comune sia che per il viso da bambola che del corpo da modella. Motivo per il quale la ragazza aveva accettato di maritarsi con Edy? Semplice: era sua intenzione scappare dal natio borgo ed approdare in Italia, Roma meta particolarmente gradita. Insieme presero in affitto un appartamento in un caseggiato di cinque piani in via Aurelia, Edy effettuava le pulizie sia nella scala dove era ubicato il suo alloggio che in qualche appartamento. Per Namin il lavoro  nella capitale non era quello che aveva sognato, unico impiego offertale veramente redditizio non era di suo gradimento: la prostituta. Lo stipendio di Edy era appena sufficiente per le loro esigenze primarie tenuto conto anche che il filippino doveva inviare del denaro per il sostentamento delle due figlie Maricl e Concepiper mentre l’ultima  Elliza l’aveva portata con sé in Italia. Il caso volle che nel palazzo dove Edy effettuava le pulizie abitasse un cinquantenne facoltoso, con moglie eternamente ammalata. Il tale, Riccardo aveva adocchiato Namin, la signora non era molto elegante nel vestire, un giorno: “ Sono Riccardo titolare in via Condotti di un negozio di moda femminile, qualora volesse approfittare le potrei fare uno sconto speciale sia per i  vestiti che per le scarpe.” Namin esaminò a lungo il signore, tutto sommato era  di suo gradimento, l’avrebbe volentieri ‘avvicinato’ ma c’erano dei ma Edy avrebbe accettato una  sua relazione e poi e casa loro c’era Elliza sedicenne, l’albergo fu scartato. La dea Artemide, protettrice delle donne dall’Olimpo  venne in suo aiuto, entrò nel cervello di Edy e lo convinse che sua moglie potesse dargli un sostanzioso aiuto materiale con il suo…sacrificio. Riccardo non aspettava altro che un’affermazione positiva alla sua aspettativa. Un  sostegno venne loro dato da frau Agnes una poliglotta tedesca venuta di recente a Roma dopo la morte del marito. A Friburgo, sua città di origine aveva conseguito la laurea in lingue, per lei lo spagnolo, l’italiano, il francese e l’inglese non avevano segreti, parlava tutte quelle lingue con un simpatico accento ‘tetesco’. Veniva chiamata per esercitare la professione di interprete in occasione di congressi e di meeting. Fu Namin che si fece audace, quando incontrò la frau, la salutò cordialmente e poi: “Sono in imbarazzo, dovrei chiederle un favore molto particolare, decisamente anticonformista…” “Ha incontrato la persona giusta, io per natura sono una anticonvenzionale, mi dica.” “Dovrei avere dei rapporti privati, molto privati con un signore che abita in questa stessa scala, si tratta di…” “Indovinato, molto probabilmente è  herr Riccardo, con quella moglie… l’importante che suo marito…” Edy è d’accordo, ci occorrono molti denari per le sue figlie rimaste nelle Filippine e per noi stessi, non avrà problemi, se vuole possiamo darci del tu.” “D’accordo  frau Namin, non si porti le lenzuola, mi piace assaporare l’olezzo di due corpi in amore, amo molto gli odori sessuali, mi informi sul giorno e su l’ora, io farò compagnia a suo marito, nessuna preoccupazione, non amo i maschietti!” Agnes era stata una fonte di novità impreviste, era lesbica, Namin pensò che per ricompensa Agnes volesse aver rapporti con lei, sarebbe stata per lei una novità, mai amoreggiato con una donna, chissà se le sarebbe piaciuto…Una domenica pomeriggio Riccardo e Namin si incontrarono, una gran festa per Ric, per Namin un po’ meno, pensava solo a quanto guadagnare in contanti ed a farsi un guardaroba nuovo. Dovette ricredersi, Ric era proprio bravo sessualmente, godette alla grande varie volte, aveva messo in atto un aforisma del Manzoni: ‘l’utile per iscopo, il vero per soggetto, l’interessante per mezzo’ insomma aveva unito l’utile al dilettevole. Agnes  nel frattempo, si era rifugiato in casa di Edy il quale mostrava segni di nervosismo, Agnes se ne accorse ed in perfetto romanesco: “A’ coso pensa a li quattrini!” “Signora non pensavo che avesse già imparato il dialetto locale, pronunziata da lei quella frase è più simpatica, mia moglie m’ha confidato che lei non ama i maschietti altrimenti…” “Sono stata sposata, il mio defunto non era gran che come amante forse è per questo, possiamo provarci dipende da te.” Edy mise in atto la sua sapienza nell’ars  amatoria cominciando a baciare Agnes dai piedi sino al viso magno cum gaudio della tedesca che: “Però non immaginavo…” Dopo circa due ore Riccardo rientrò nelle mura domestiche, Namin sorridente nel proprio appartamento, tutto era tornato alla normalità ma quel doppio incontro aveva lasciato degli strascichi piacevoli anche se nella mente di Agnes.Tutto questo traccheggio non era passato inosservato alla figlia Elliza che, non più vergine per un contatto avuto con un compagno di scuola, aveva acquisito la mentalità di donna. “Mamma che ne direste tu e papà se diventassimo padroni dell’appartamento che abbiamo in affitto?” “Cara, è vero che i sogni son desideri ma il tuo resterà solo un sogno.” “Vedremo…” Namin non seppe come interpretare quel ‘vedremo’ della figlia, forse un’idea di gioventù e la conversazione finì per dimenticatoio. Riccardo ‘frequentava’ sempre meno Namin con la conseguenza della mancanza di un introito importante per la famiglia, la spiegazione venne data da Elliza alla madre: “Mammina io e papà ti siamo molto grati per i soldi che sei riuscita a portare a casa, ora quel signore ha tagliato i cordoni della borsa, tu non ti sei resa conto del perché, posso darti io una spiegazione.” Namin immaginò la verità, sua figlia voleva sacrificarsi ma aveva solo diciassette anni e poi era vergine…”Mamma hai capito quello che voglio mettere in atto, avremo un appartamento tutto nostro, non sono più vergine, la mia cosina contro qualche migliaio di Euro…” Namin abbracciò piangendo sua figlia, non avrebbero detto nulla ad Edy che sicuramente non avrebbe dato il suo consenso. Ancora una volta Agnes, informata delle ultime novità venne in aiuto a mamma e figlia a cui, tutto sommato il sesso praticato da Riccardo piacque molto, l’appartamento divenne di proprietà di Elliza sotto tutela dei genitori, la ragazza divenne l’amante ufficiale del danaroso Ric che proseguì a foraggiare alla grande padre, madre e figlia che, al compimento del diciottesimo anno di età si trovò un coetaneo per fidanzato pur conservando la liaison con Riccardo il quale, sempre più innamorato dovette accontentarsi…

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