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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

15 marzo alle ore 9:25

O BRASILEIRO

Il racconto

Il motivo per cui Felipe con il suo yacht aveva preferito attraccare nel porto di  Messina era un mistero per gli abitanti di questa città, il natante era un favoloso RIVA da 50 metri, nome  in  portoghese ‘Sexo Louco’ tradotto: ‘Sesso Matto’. La Capitaneria di Porto di Messina in un primo tempo aveva autorizzato l’attracco del ‘Sexo Louco’ solo per due giorni poi, in seguito a ‘suggerimenti’ giunti da Roma i due giorni si mutarono in attracco permanente. Più di una persona si era domandata, senza risposta chi potesse essere quel brasiliano tanto ricco e potente,  il ‘ricco e potente’  acquistò una villa di tre piani sulla Circonvallazione con tanto di giardino, piscina, alberi di alto fusto e voliere dove aveva sistemato uccelli tropicali, insomma una persona che si faceva notare anche per la sua stazza di uomo da un metro e ottantacinque, palestrato e sempre ben vestito. Girava per Messina con una Bentley Mulsanne guidata da Pedro  autista della stessa statura del suo datore di lavoro che fungeva anche da guardaspalle. Non poteva mancare un segretario inglese poliglotta, tale Oliver che lo seguiva nei suoi spostamenti e che gli aveva insegnato varie lingue fra cui l’italiano. Per farsi conoscere dagli ‘indigeni’ importanti Felipe aveva organizzato una festa sul suo yacht invitando le persone più conosciute della città, molti vi aderirono se non altro per curiosità. Alle ventidue il padrone di casa si presentò in cima alla scaletta del ponte e: “Signori, grazie per essere intervenuti,  mia moglie Mariana, mio figlio Caio Cesar, vi auguro buon divertimento, spero apprezziate le musiche del mio paese. Gli altoparlanti diffondevano balli e canti  del carnevale di Rio de Janeiro che davano un senso di piacevole relax ai presenti. Tancredi era il direttore di una piccola ditta di import export che si diceva fosse stata acquistata da O Brasileiro. Cercò di approfittare dell’occasione per presentarsi ma male gliene incolse. La risposta piuttosto brusca di Felipe: “Le pare il momento di parlare di affari, si presenti domattina al suo posto di lavoro…”Tancredi impallidì, una cazziata così non l’aveva mai ricevuta, in ogni caso aveva compreso che rispondeva al vero che il magnate aveva acquistato quell’esercizio. Martina, la consorte il cui nome vuol dire dedicata a Marte e quindi combattiva fece onore al suo nome  agganciando Felipe: “Signore sono la moglie di quel signore che lei ha  rimproverato poco fa, le chiedo scusa a nome di mio marito, talvolta i maschietti non hanno il senso della misura.” Dinanzi ad una signora per di più molto attraente O Brasileiro si squagliò come neve al sole e: “Senhora sono io che  chiedo scusa, talvolta sono un po’ brusco, le chiedo un favore: faccia ballare mio figlio Caio Cesar è molto timido con le donne, vorrei che qualcuna lo svegliasse un po’…Caio Cesar vieni a ballare con Martina, attenta ai suoi piedi senhora!” Il ragazzo fisicamente non aveva nulla in comune col padre: biondo, longilineo, occhi azzurri qualità che sicuramente aveva ereditato dalla madre. Il ragazzo era stato educato in un collegio inglese e facendo sfoggio della sua educazione: “Missis talvolta mio padre è un po’ come dire ‘impetuous’ come dicono gli inglesi, mia madre era di Cardiff ed io ho preso da lei sia le sembianze che lo stile,  sono timido e questo mio comportamento non è molto apprezzato da mio padre, se me lo permette vorrei ballare con lei sempre che suo marito…” “Permesso accordato, ti do del tu, sei un giovane piacevole oltre che educato, di questi tempi…” Tancredi inquadrò  la situazione, apprezzò ancora una volta la consorte che lo aveva tolto da probabili problemi. “Missis le scatto delle foto, il mio hobby e poi le faccio visitare la mia cabina, non capisca male.” I due scomparvero dalla vista degli astanti a prua dello yacht, ogni tanto si vedeva il lampo del flash, il ragazzo stava effettuando delle riprese a Martina poi i flash non comparvero più…”Missis non so cosa mi sia successo questa sera, di solito sono un ‘wimp’ con le signore ma con lei…se me lo permette un bacio in fronte…” Il bacio passò sulle labbra sino a quando Martina ritenne opportuno tornare nella sala comune, non sapeva come comportasi con Caio Cesare. La festa finì poco dopo; in macchina Tancredi fu messo al corrente di  quanto accaduto alla consorte, tutti e due erano perplessi, Tancredi il giorno seguente doveva avere un colloquio importante col O Brasileiro. Notte passata quasi in bianco, c’era di mezzo il menage della famiglia. La mattina presto il titolare della ditta import export aprì insieme ai commessi la saracinesca del locale e si rimase in attesa del neo padrone che si fece vivo verso le dieci. Rivolgendosi a Tancredi: “Riunisca tutto il personale. “ “Signori, sono il nuovo proprietario di questa baracca, dico baracca perché intendo cambiarla in modo totale, farò rifare tutti gli interni, mettete fuori un cartello chiuso per restauri, intendo importare dal Brasile i prodotti tipici del mio paese  anche pappagalli brasiliani che sono i più belli del mondo, nessuno di voi sarà licenziato sempre che facciate bene il vostro lavoro.” Dopo un mese l’inaugurazione: all’ingresso due pappagalli che continuamente dicevano: ‘Bem-vindo prostitutas e cornetas’. All’inizio molti ridevano ma allorché se ne accorse Felipe diede l’ostracismo ai pennuti maleducati dentro uno stanzino chiedendo scusa agli intervenuti che ridendo ripetevano le frasi dei due pappagalli. Tancredi andava da un reparto all’altro per controllare che tutto fosse in ordine poi si presentò in maniera militare a O Brasileiro il quale: “ Lei mi ricorda il tempo di quando ero soldato, si rilassi, è tutto a posto. Mio figlio è cambiato da quando ha conosciuto sua moglie, non lo riconosco più, una volta era timido e riservato come sua madre inglese ora…facciamo una cosa, venite questa sera nel mio yacht a cena  troverete delle aragoste e del Pro Secco il mio vino italiano preferito.” A casa Tancredi riferì dell’invito a Martina la quale…”Io non so come comportarmi, Felipe è un uomo finanziariamente potente oltre ad essere il tuo datore di lavoro, suo figlio…” “Regolarti come meglio ritieni opportuno, non ti avevo detto che Felice mi ha raddoppiato lo stipendio…” A prendere Tancredi e Martina era venuto personalmente Felipe con la Bentley, giunti nel giardino di casa: “Devo farvi delle confessioni molto importanti per me, non scendiamo dalla macchina che è stata predisposta per non far funzionare alcuna cimice che qualcuno dovesse avervi istallato. Ovviamente come tutti vi sarete domandati da dove proviene la mia ricchezza. Quello che sto per dirvi è a conoscenza solo di mia moglie, ricordatevi che qualora doveste divulgarlo sarebbe la vostra fine, vi raggiungerei in qualsiasi parte del mondo. Quando deciderò di andar via da Messina l’abitazione e la ditta saranno vostri, lascerò un mio testamento in tal senso ad un notaio. Sono stato nella prigione di Cândido Mendes di Rio de Janeiro per una fatto di droga. In cella ho conosciuto il capo dei capi il quale mi ha preso a ben volere, benché ricchissimo non era riuscito a corrompere qualcuno molto in alto che ha voluto ad ogni costo la sua morte, era affetto da un tumore ai polmoni e prima di morire mi ha lasciato un bigliettino con scritto OK su cui ha impresso il sigillo di un suo anello. Era omosessuale, avendo contatti con lui sono diventato bisessuale, altra peculiarità: mia moglie Mariana è un trans, me ne sono innamorato alla sfilata del Carnevale di Rio, è bellissima come avete potuto constatare. Quando sono uscito di prigione ho contattato un notaio indicatomi dal mio benefattore che alla vista del bigliettino mi ha consegnato l’elenco e le password di alcuni conti sparsi in banche di tutto il mondo. Come sigillo del nostro patto vi dirò che mi comporterò seguendo le leggi del codice mafioso, ed ora allegria, ci aspetta Caio Cesar che si è innamorato di Martina, spero che non sarai geloso di lui, è ancora un ragazzo che deve trovare la sua via in campo sessuale e penso che Martina farà al caso suo.” Caio Cesar era si un ragazzo ma un ragazzo oltre che ben dotato ed anche  eccitato per la prima volta in vita sua,  fregandosene della presenza del marito di lei, di suo padre e della matrigna prese a baciarla finché: “Caro ci aspettano le aragoste, rimanda le tue effusioni a più tardi.” Le aragoste erano poco interessanti per Caio Cesare ma non poteva lasciare gli ospiti, mal volentieri prese a mangiare.A metà cena prese per mano Martina e con lei sparì dalla circolazione. Felipe: “Scusami se ti lascio con Mariana ma voglio vedere se il ragazzo finalmente…” Il ragazzo era uscito dal bagno con un membro inalberato che finì subito nella topa di Martina incredula di quello che stava avvenendo, mai aveva tradito suo marito anche se dovette ammettere che il ragazzo ce l’aveva ben più grosso di quello del suo consorte forse allenato da masturbazioni. Constatato il buon esisto della ‘prima volta’ di Caio Cesar, Felipe rientrò in sala da pranzo dove ebbe la sorpresa di trovare Tancredi che masturbava un cosone del transessuale con schizzo finale.  Felipe: “Mio caro come da patto di mafia ti bacerò in bocca è la prassi, vale più di un giuramento.” Tancredi per la prima volta baciò un uomo, non gli piacque ma per i soldi…. La vita era ripresa in modo abbastanza regolare quando, dopo quindici giorni Felipe molto probabilmente stanco del solito tran tran riunì tutti i conoscenti  e: “Signori ho deciso di partire, di natura non sono uno stanziale, prima darò una festa che voi tutti ricorderete per sempre, non dico altro, appuntamento nella mia villa il sabato pomeriggio. Tancredi interrogò con gli occhi Martina che fece spallucce, Felipe era capace di qualsiasi performance soprattutto anticonvenzionale e così fu. Pranzo in un ristorante del Porto pieno di clienti, per Felipe, ormai conosciutissimo c’era sempre posto. Menù semplicissimo con lasagne allo scoglio, frittura di sardine, niente frutta, caffè. Pagato il conto con grossa mancia, Felipe: “Conducici alla nostra villetta, Tancredi e Martina ci seguiranno con la loro Golf. Questi ultimi non erano mai stati in casa di Felipe, furono abbagliati dal buon gusto e dallo sfarzo dei locali e dell’arredamento. “Signori niente visita ai locali, vedo che  qualcuno già scalpita, allora  dinanzi ma voi un letto matrimoniale comodo, le lenzuola profumate al mughetto come mio gusto, il primo sarà Caio Cesare che potrà scegliere fra Marianna e Martina, son sicuro della sua scelta, Pedro andrà con Marianna ed io resterò con Tancredi, una coppia alla volta si esibirà sul letto matrimoniale i restanti a fare da guardoni, prima un passaggio in bagno per lavare i propri ‘gioielli.’  Caio Cesare prese per mano Martina, ritornati dal bidet si allungarono sul letto, quello che più si allungò fu il pisello di Caio Cesar che più che ad ortaggio assomigliava ad un salame, Tancredi dovette constare che il ragazzo ce l’aveva più grosso del suo, chissà se Martina avrebbe fatto dei paragoni. Dopo il primo orgasmo del ragazzo Martina stava per andarsene quando Caio Cesar: “Cara io sono un cultore dell’ass come dicono gli inglesi, se mi fai provare il tuo popò sono disposto a donarti un collana d’oro e diamanti di mia madre, dimmi di sì, hai un bellissimo culo, l’ho desiderato sin dalla prima volta che ti ho vista.” “Il colloquio era stato seguito da tutti i presenti compreso naturalmente Tancredi al quale la consorte rivolse lo sguardo per avere un suo parere, Tancredi si girò di spalle, voleva solo che tutto finisse presto il resto…Trascorso un bel po’ di tempo (il ragazzo non voleva uscire dal caldo popò della donna) fu la volta di Pedro che scelse  Marianna che molto probabilmente già conosceva, diedero spettacolo di orgasmi particolari ambedue col pene , oltre l’autista anche la moglie di Felipe era ben munita sessualmente. Finito il loro show: “Signori voglio restare solo con Tancredi, andate nel salone guardate la TV, sentite della musica in altre parole levatevi dai coglioni.” “Ho voluto restare soli perché non voglio farmi vedere nudo dal mio autista, ho un pene lungo ma piccolo di diametro, è un  mio segreto.” Tancredi costatò quanto affermato da Felipe, non aveva mai immaginato che esistessero di tale lunghezza, forse di venti centimetri, quel coso doveva finire nel suo culo. “Sei mai stato con un uomo?” “No ma capisco che non posso evitarlo.” Felipe cercò il popò di Tancredi, senza molte difficoltà ci entrò sino ‘all’elsa’, ci rimase a lungo, Tancredi provò una sensazione strana con quel coso che sembrava gli avesse fatto un clistere ma si accorse che inopinatamente aveva avuto un orgasmo col suo ‘ciccio’. Fu la volta di Tancredi sollecitato da o’ brasileiro che prima ispezionò il ‘siluro’ di Tancredi poi: “Cavolo ce l’hai corto ma grossissimo, mettimi nel popò tanta vasellina, so che mi farà male ma talvolta il dolore è sinonimo di piacere.”  Tancredi aveva ragione, Felipe si lamentò a lungo ma infine ebbe un orgasmo lunghissimo.”Complimenti mio caro, sei stato il primo che mi ha fatto provare un piacere tanto intenso!” Dopo il post ludum Felipe e Tancredi si riunirono agli amici nel salone: “Signori ho deciso, domani riprenderemo il mare, voglio approdare all’isola di Panarea nelle Eolie, Tancredi recati dal notaio Mario Piersanti in via dei Mille, ha il mio testamento a favore tuo e di tua moglie, vi ricorderò sempre, buona fortuna.” Tancredi  dormì pochissimo la notte, la mattina posteggiò la Golf dinanzi allo Yacht di Felipe ch non si decideva a salpare. Solo alle tredici il ‘Sexo Louco’ lasciò gli ormeggi, un sospiro di sollievo, era domenica. Il giorno successivo nello studio del notaio Tancredi ebbe la conferma del testamento a suo favore, rientrò a casa ed abbracciò  Martina. Molto era cambiato fra di loro, innanzi tutto erano diventati padroni di un supermercato e di una villa ma qualcosa era cambiato dentro di loro, si volevano sempre bene ma la passata esperienza aveva lasciato qualcosa di indefinito nel loro corpo e soprattutto nel loro spirito.

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