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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

24 maggio alle ore 14:42

SEPARATI IN CASA

Il racconto

 Sposati da due anni, Alberto ed Anna avevano stabilito di separarsi benevolmente senza avvocati né carte bollate, una separazione consensuale pur rimanendo ad abitare nello stesso domicilio a Messina in viale dei Tigli 69 al penultimo piano della scala A).  Al giorno d’oggi non è un fatto eclatante come in passato, oggi le famiglie arcobaleno, anche di razze diverse sono all’ordine del giorno, nessuno del palazzo si era meravigliato né ufficialmente aveva fatto commenti anche se c’era chi parteggiava per lei, chi per lui, soprattutto femminucce che avrebbero voluto…In teoria nessun problema per la divisione delle stanze o meglio uno solo: c’erano due entrate, due camere da letto, due bagni, due soggiorni, due saloni ma…come in tutte le situazioni c’è spesso un ma. C’era una sola cucina dove ambedue preparavano e si dividevano il cibo, locale raggiungibile da ambedue i lati della casa e qui sorgevano i dubbi. Alberto da buon romano amava la cucina della capitale, Anna da messinese pura prediligeva i primi e soprattutto i secondi tipicamente locali come baccalà e pesce stocco, pesci ambedue aborriti da Alberto, per il loro odore non erano di suo gradimento. Una volta ebbe a dire alla consorte: “Stò pesce mi fa pensare ad un attore russo che in um film faceva la parte di un investigatore privato, Mischa Auer.” “Sentiamo la sentenza di stò russo.” “Tutto questo puzza!” “Una volta mi facevi ridere oggi sei patetico!” “Panta rei.” “Lo sai che non ho studiato il russo!” “Non è russo, è greco, vuol dire tutto passa…Oggi mi accontenterò di una panino e della solita mela pur di allontanarmi da stò tanfo tipico dello Stretto. Il motivo della separazione dei due coniugi trentenni: il solito, uno dei due si era innamorato di altra persona, nel loro caso Anna aveva preferito la ‘compagnia’ di Lodovico non perché colpita da una freccia di Cupido ma, a detta di Alberto per i suoi soldi, era molto ricco di famiglia. Fisicamente era lardelloso e non aveva minimamente il senso dello humour ed infatti quando i due maschietti si incontravano  ad uscire perdente era Lodovico che non era ‘dolce come un fico’, come la famosa canzone cantata da Nicola Arigliano simpatico vocalist pugliese. Lodovico si incazzava ma non era mai passato a vie di fatto, avrebbe avuto la peggio, Alberto quando menava menava di brutto! Anna era raggiante da quando poteva ‘sfoggiare’ una nuova auto, una Volvo V 40 di colore azzurro dono del beneamato (si fa per dire) fidanzato. Naturalmente ad Alberto non pareva vero indirizzare verso di lei i suoi strali: “Ora ti dovrai tingere i capelli di biondo ed anche la cosina… così assomiglierai ad una svedese come la marca dell’auto!” Perché tanta contentezza da parte di Anna? Ambedue i coniugi insegnavano, materie letterarie lui e quelle scientifiche lei in due diverse classi dell’Istituto Jaci, quando erano ancora insieme si recavano in via Cesare Battisti con la Renault Twingo di Alberto da lui sempre guidata e così Anna: “La mia patente me la posso fare fritta!” Lodovico invece aveva preferito per sé una Porsche Cayman anche se per lui non molto comoda per entrarci in quanto molto bassa rispetto alla sua corporatura massiccia. Alberto con molta pazienza riuscì a condividere la cucina con la ex moglie, inutile stare a stuzzicarsi tutti i giorni ma una vendetta era d’uopo. Alberto conservava ancora la chiave di accesso alla porta che conduceva all’appartamento di Anna e pensò che il migliore o il peggiore scherzo era quello di colpire Lodovico su un punto di vista in cui i maschietti sono più sensibili, il sesso. Andò a trovare l’amico Saro titolare della Cinetecnica. “Toh chi si vede, eri sparito dalla circolazione, mi sembra che il computer l’hai già comprato…” “Mi occorre una telecamera ed uno schermo in cui possa visionare quello che succede in altra stanza.” “Non hai perso l’abitudine degli scherzi, stavolta chi colpisci?” “Te quando tua moglie ti rimprovera per le scarse  e cattive prestazioni sessuali, a proposito come va in quel campo?” “Ho capito, qui c’è una piccola telecamera, se me la riporti non te la faccio pagare, col tuo stipendio di insegnante…” “Grazie, te la riporterò quando…avrò finito di mettere in atto un pesce d’aprile, un’altra informazione, conosci un negozio dove vendono i giochetti  di carnevale’” “Ho capito quello che vuoi metter su…gira l’angolo, c’è la cartoleria ‘Ancora’ vai da Pietro a nome mio, sei sempre il solito!” “Signor Pietro, mi manda Saro, mi occorrerebbero delle fialette puzzolenti quelle che si usano a carnevalei…” “Vediamo se ce n’ho qualcuna in magazzino…..” Lei è fortunato, eccone due, attenzione perché mandano un puzzo tremendo, gliele regalo.” Contento come un bambino contento Alberto rientrò a casa era sabato, giorno della settimana in cui non  aveva lezioni al contrario della sua ex moglie. Furtivamente entrò nell’abitazione di Anna, andò in camera da letto, mise sotto i tappetini le due fialette puzzolenti e posizionò la telecamera nel lampadario, lo strumento era così piccolo che non si notava. A cena non andò in cucina, meglio non farsi vedere, Alberto si mise in visione dinanzi lo schermo in attesa dei due amanti. Ci volle del tempo, anche se lo stomaco di lamentava Alberto stette incollato allo schermo. Finalmente i due amanti si presentarono in camera da letto, quando misero i piedi sui rispettivi tappetini si ruppero le due fialette e pian piano si sparse quell’odore nauseabondo descritto da Pietro. I due rimasero basiti, aprirono la finestra della stanza ma dovettero sloggiare, il tanfo era tremendo, addio sogni di gloria in senso sessuale. I due furono costretti a riposare sul divano ma ‘de quien es la culpa?’ Il colpevole fu individuato in Eduardo il filippino che faceva le pulizie in casa di Anna, il cotale fu cacciato in malo modo senza potersi giustificare, non poteva che essere lui il colpevole.  Alberto, sempre buono d’animo, all’uscire di Edy dalla casa di Anna lo fermò, gli mise in mano cinquanta Euro. Edy era frastornato, la signora l’aveva cacciato in malo modo senza motivo, l’ex marito gli aveva regalato cinquanta Euro, forse c’era un po’ di pazzia in quel palazzo! Alberto ‘strinse amicizia’ con Caterina  insegnante di informatica del suo stesso istituto. Che si poteva dire della nuova conquista di Alberto? Come quanto descritto da Vitaliano Brancati ne ‘La governante’ non era né bella né brutta, intelligente si. I suoi rapporti sessuali con Alberto erano poco soddisfacenti per lui,  lei era una intellettuale poco incline a certa manovre soprattutto orali. Il signore volle fare un dispetto alla ex, incontratasi all’ingresso del palazzo gliela presentò, Anna fu molto diplomatica, non fece nessuna sceneggiata anzi si mostrò ufficialmente contenta della nuova conquista del marito che tornato in casa ebbe una doccia fredda: “Voi uomini siete gretti in quanto a psicologia, non ti sei accorto di come ti guarda tua moglie, è ancora innamorata di te!” Altro che sorpresa, Caterina il giorno stesso fece bagagli e bagaglini e con un: ‘Good Luck’ sparì dalla circolazione. Alberto era rimasto basito, stupito, sbalordito di non esserci arrivato da solo a capire la verità, in fondo la colpa della separazione da Anna poteva considerarsi sua ed ora era sorto il problema di come ‘recuperare’ l’amore della moglie, stavolta la fantasia non funzionava, era ancora sconvolto, Anna era la sola ad averci guadagnato dalla loro separazione, un’auto da circa quarantamila Euro, pensiero forse dettato da una incipiente gelosia. Alberto scrisse col  Whats App una frase che fece pervenire sul telefonino di Anna: “Sono stato da una cartomante che ha previsto una nostra riconciliazione perché siamo ancora innamorati l’uno dell’altra, aiutami!” Era pomeriggio dopo una mezz’ora circa un bussare forsennato alla sua porta d’ingresso, era la consorte in lacrime: “Avevo giurato di odiarti per tutta la vita, maledetto, non ci sono riuscita…” Whats App a Lodovico: “Addio per sempre sei stato n gentiluomo una brava persona ma è finita, sono ritornata da mio marito.” Lodovico apprese la notizia con filosofia, quell’avventura gli era costata qualche spicciolo (per lui)  in giro c’erano tante femminucce…Una notte di fuoco fra Alberto ed Anna che seguitava a piangere, il solito Alberto: “Cazzo la scopata con lacrimucce non l’avevo mai provata!”
 

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