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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

21 novembre alle ore 10:40

STELLA E I DUE GEMELLI (2)

Il racconto

Allo spumante, imitazione di eschimesi  (strofinio di nasi), inizio di ballo hawaiano da parte sua, rottura di balle da parte di Ivan, poi con la massima naturalezza Stella si slacciò il bikini e lo fece volare lontano e si sdraiò su una cuccetta. Ivan aveva sfoderato un'espressione da ebete. "Mai vista una donna nuda?" Ivan non aveva mai visto Stella nuda, ammirò il corpo flessuoso, i capelli sciolti, l'espressione del viso improntata a noncurnza...ancora una volta era riuscito a sorprenderlo, il bastone del comando era sempre in mano sua. "Se hai finito di fotografarmi vorrei esercitarmi in qualcosa di più consistente!" "In cosa consiste qualcosa di più consistente?" "Nell'avere scelto un fidanzato coglione!" Il 'ciccio' di Ivan aveva assunto una posizione di attenti, cosa subito apprezzata da Stella. "Ora va meglio." Ivan si era adagiato dolcemente su di lei che aveva provveduto ad allargare l'angolo di apertura delle gambe, il suo viso era rivolto alla sua sinistra, gli occhi chiusi per assaporare sino in fondo quel momento. Il giovin signore aveva timore di essere brutale e si avvicinava alla meta piuttosto lentamente, in ultimo si era ritirato per paura di provocarle dolore." "Ci vogliamo far notte oppure hai dei problemi?" Constatato che tutto era a posto, Stella si alzò sui gomiti con aria arrab- biata: "Niente anestesia, vai!" Ivan si meravigliò della relativa facilità con cui era riuscito a penetrarla, la baby era 'bagnata' solo all'inizio un pò di resistenza, poi... "Devo fare marcia indietro?" "Avanti tutto, scemo, ho preso la pillola." Ivan dette prova di valentia e riuscì a portar Stella al raggiungimento dell'orgasmo. "Basta mi fa un pò male."Tolto di mezzo Ivan, si controllò la 'gatta' era abbastanza soddisfatta, solo un pò di sangue bloccato da un assorbente previdentemente portato con sè. "Resto, in cuccetta a godermi il 'post ludium', riportami a casa sana o meglio mezza sana e salva, march!" Ivan capì che ormai era completamente in balia della dolce volpona: in posizione, caricare, puntare, fuoco, ritirata, tutto a comando. Rientrarono a Messina all'imbrunire; Stella dormiva avvolta in un lenzuolo, solo il viso fuori. Ci vollero tanti bacini per farla risvegliare, la baby si stiracchiò e chiese l'ora e prese a vestirsi lentamente .Sbadigliando scese dalla barca, aspettò che Ivan andase a prendere l'auto e poi a casa sua. "Ci sentiamo per telefono." Ivan aveva la testa nel pallone mentre per Stella era stata solo un'esperienza da effettuare. I due ripresero la solita routine: studio, fine settimana a svagarsi, qualche variazione nel loro rapporto c'era stata: per Stella tutto quanto accaduto rientrava nella normalità, Ivan invece era alle stelle. Passato il capodanno decisero di passare una settimana a Madonna di Campiglio; partenza da Messina in pulman, in aereo da Catania  a Verona, ancora in pulman sino a destinazione. Ambedue erano equipaggiati di tutto punto, approfittando dei saldi di fine stagione: Stella in salopette e giacca rossa con cappuccio bianco che faceva risultare l'avvenenza del viso, Ivan in tuta azzurra con cappellino rosso. Dimitri aveva espresso il desiderio di andare anche lui in vacanza, separatamente, a Madonna di Campiglio: "Faremo un sorpresa a Stella, vedrai che faccia quando ci vedrà insieme!" Ivan accettò malvolentieri la presenza del fratello nella stessa località. Anche in questa circostanza Stella dimostrò la sua voglia di indipendenza, pretese di avere una stanza tutta pe sè. "Scusa ma quale migliore occasione per stare insieme giorno e notte, ti assicurio che non russo e potrebbe capitare che 'ciccio', di mattina presto, si svegli pieno di buona volontà!" "Che mi hai preso per 'remedium concupiscentiae' di cattolico insegnamento, proprio per questi motivi voglio dormire da sola, da sola per modo di dire, ho visto un maestro di sci niente male..." "Il maestro di sci farebbe la fine di Giodano Bruno!" Ancora una volta Stella l'aveva spuntata e si era fatta assegnare una stanza in un altro piano, Ivan fu costretto ad ingoiare anche questo rospo. Dimitri si era fatto vedere da lontano, al loro passaggio fece finta di comprare un giornale ma li stava seguendo, pessima idea quella di soggiornare nella stessa località. La storia si era ripetuta più volte. Un giorno sulla pista di sci Dimitri era passato loro vicino indossando un casco per non farsi riconoscere. "È strano un adulto col casco, qui lo indossano solo i bambini, che ne dici Ivan?" "Avrà paura delle cadute, perchè ti interessa?" "Aveva un'aria familiare..." Ormai Dimitri era diventato l'ombra di Banco di shakespeariana memoria. Un pomeriggio Ivan lo incontrò per strada, Stella era rimasta in camera a schiacciare un pisolino. "Domani ti presento Stella, mi sento a disagio vedere che ci segui." "Fammi divertire ancora un poco,fratellino, ti vedo nervoso!" Dimitri aveva preso alloggio in un albergo alla periferia del paese, Ivan lo intravide nella hall dell'hotel dove alloggiava con Stella, non sapeva spiegarsi questo suo comportamento. A cena furono servite varie porzioni di 'mangiapreti' che, innaffiate con del buon Merlot locale, avevano appesantito lo stomaco di Ivan. "Stella mi ritiro in camera mia, se mi sentirò meglio ti verrò a trovare più tardi." I 'mangiapreti fecero una fine ingloriosa nella tazza del water rigettati da uno stralunato Ivan che, lavatisi di denti, preferì buttarsi sul letto a riposarsi. Stella in camera sua stava vedendo uno spettacolo televisivo quando sentì bussare alla porta, dallo spioncino riconobbe Ivan. "Ti sei ripreso subito, guardiamo un pò la televisione insieme." Ivan più che lo spettatore voleva recitare il ruolo di protagonista, si avvicinò a Stella e cominciò a baciarle il collo poi il seno ed infine le sfilò la vestaglia. Stella era accondiscendente. A un tratto: "Ma scusa ieri l'hai fatto due volte!" "Sei la mia droga, basta il tuo profumo per farmi..." "A proposito di profumo l'hai cambiato, è diverso da quello che usi abitualmente." "Sono entrato in un negozio per acquistare una schiuma da barba e mi son fatto convincere dalla commessa a provarne uno nuovo, la commessa era convincente!" "Perchè non sei andato con la commessa comvincente?" "Tu sei un'altra cosa." Stella aveva chiuso gli occhi e assecondava le manovre di Ivan. "Che ne dici di provare qualcosa di diverso, per esempio il doppio gusto?" La curiosità era stata sempre una peculiarità di Stella, non fece obiezioni anche perchè Ivan la stava portando di nuovo in cielo.Quasi non si accorse che Ivan l'aveva girata di spalle, sentì penetrare lentamente  'ciccio' nel suo buchino posteriore, avrebbe voluto protestare ma non ne aveva la forza o forse la voglia, Ivan tintinnando il clitoride fece provare ad una  Stella stupita il famoso 'doppio gusto'. Alla fine erano stanchi ma appagati, Stella baciò Ivan sulla bocca per ringraziarlo, avevano scoperto un nuovo piacevole amplesso.La mattina seguente fecero colazione insieme, si erano alzati di buonora per evitare la fila per conquistare un posto sull'ovovia. In giro tante facce assonnate, la sera molti villeggianti preferivano divertirsi sino a tarda ora. Sistemati gli sci negli appositi spazi entrarono in cabina, con loro altri due sciatori, si appisolarono, Stella aveva poggiato le testa su una spalla di Ivan. Uno scossone li destò, fine del percorso. Stella infreddolita volle entrare nel bar. Il locale era spazioso, tutto foderato in legno, fuori sullo stipite dell'ingresso le immancabili corna di cervo. In montagna, prima di iniziare la discesa, solo gli sprovveduti assumono bevande alcoliche insieme agli amanti di Bacco ed anche a coloro che cercano di affogare i loro guai senza ottenere i risultati sperati. Ivan e Stella, che sprovveduti non erano, ordinarono due cappuccini molto caldi che andarono a sorbire seduti ad un tavolo in fondo al locale. Ivan alzò lo sguardo ed il cappuccino gli andò per traverso, Dimitri si stava dirigendo verso di loro. "Non pensi che sia giunta l'ora di presentarmi a Stella?" Stella aveva seguito la scena, Ivan non le aveva mai presentato il suo fratello gemello, due gocce d'acqua. "Finalmente riesco a conoscere la famosa Stella, ero veramente curioso." Stella guardava prima l'uno poi l'altro, non riusciva a parlare. L'intuito femminile le suggeriva di non chiedere nulla per non scoprire qualcosa di increscioso. Decise di andare in bagno ma, passando dietro le spalle di Dimitri percepì il profumo della sera prima, capì tutto, si mise a correre piangendo. I due fratelli rimasero in silenzio senza guardarsi, erano diventati nemici. Dal comportamento di Stella Ivan aveva compreso, in ritardo, quello che poteva prevedere considerato lo strano comportamento del fratello nei giorni precedenti. Si sentiva svuotato di ogni energia, non riusciva ad alzarsi dalla sedia. Raccolse le ultime forze e si diresse verso il bagno delle signore, Stella era seduta su uno sgabello in fondo alla stanza. "Giovanotto questo è il bagno delle signore!" la voce gracchiante di una vecchia lo fece fermare. "Non è che sei come i giovani d'oggi, guardandoti bene mi sembri un pò finocchio!" una risata sgangherata seguì la frase. Ivan si avvicinò a Stella, si mise in ginocchio dinanzi a lei, qualcosa si era infranto nel suo cuore. Dopo un pò riuscì a farle alzare il viso, impressionante il suo pallore, gli occhi cerchiati, infossati nelle orbite, irriconoscibili. Ivan dolcemente la condusse fuori, in albergo si trasferì nella sua stanza. Decisero di non partire subito, meglio far passare del tempo per cercare di rasserenare le loro menti, a Messina, in quello stato, potevano essere oggetto di domande imbarazzanti. Non si recarono più a sciare, la notte aveva nevicato, il laghetto sottostante l'albergo era ghiacciato, due ragazzi approfittavano dell'evento per pattinare facendo un gran chiasso. Ivan e Stella passavano la maggior parte del tempo a passeggiare, prima l'uno vicino all'altro, poi tenendosi per mano ed infine abbracciati. Solo una volta trattarono l'argomento, fu Stella ad informare Ivan che suo fratello aveva ottenuto quello che a lui non aveva mai concesso.
Il tempo lenisce i dolori, talvolta fa guarire ma le cicatrici restano per sempre.Stella e Ivan si guardavano negli occhi, solo qualche piccolo bacio affettuoso, il trauma era stato enorme anche per due anticonformisti come loro.
Al rientro in famiglia Stella accusò una colica addominale, Ivan non trovò più in casa suo fratello trasferitosi a Milano presso loro cugini. I genitori compresero che fra di loro era accaduto qualcosa di grave ma non ritennero opportuno andare in fondo alla questione e, con gran dolore, accondiscesero alla loro richiesta di vivere lontani l'uno dall'altro. Stella non era più la pazzerellona di una volta, si impegnò nello studio tanto da conseguire la laurea sei mesi prima del previsto. Anche Ivan si dimostrò studente modello, riprese anche l'hobby della fotografia e scattò una serie interminabile di foto a Stella, molte in bianco e nero da lui stampate personalmente. Le foto, tutte bellisime, venivano mostrate orgogliosamente a parenti e ad amici. I fidanzati avevano ripreso ad avere rapporti sessuali, il detto che l'amore supera ogni ostacolo si era dimostrato veritiero. Molto era cambiato dentro di loro, era sopraggiunta un'improvvisa maturità; le mattane di Stella erano un lontano ricordo, in fondo Ivan le rimpiangeva. Ambedue vivevano alla giornata senza far programmi, avevano preso a lavorare: Ivan insieme al padre, Stella in una ditta di import - export. Le due famiglie, ben contente del loro legame, vivevano in amicizia, appassionatamente, come in quel vecchio film americano. Gli dei, in questo caso Giunone invidiosa dell'umana felicità, aveva mostrato tutta la sua perfidia cercando di rovinare l'esistenza di due giovani mortali, non c'era riuscita, almeno non completamente come da suo spregevole disegno.

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