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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Fisico da anziano, spirito da ventenne.

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

28 febbraio alle ore 9:47

UNICUIQUE SUUM

Il racconto

C’era una volta…Iniziare un racconto con questa espressione può sembrare troppo favolistico. Tempo addietro Alberto, superato brillantemente gli esami alla Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza di Ostia aveva indossato il grado di sottobrigadiere, denominazione  variata in vicebrigadiere da qualche ufficiale intelligente del Comando Generale forse domandandosi che ci dovesse fare un neo sottufficiale sotto un suo superiore di grado. A quei tempi, correva l’anno 19..c’erano ben altre assurdità nella vita militare, Alberto era in parte riuscito a ‘tamponarle’ con suo spirito romanesco, in altre parole prendendo poco benignamente in giro i suoi istruttori per lo più ignoranti. Esempio: un tale brigadiere, dai piedi più larghi che lunghi, invece dell’espressione  ‘adunata’ chiamava a raccolta gli allievi con ‘radunata’…tutto dire! Alberto neo promosso si era presentato al maresciallo della Legione di Messina addetto ai trasferimenti il quale lo assegnò a Lipari facendogli presente che nelle isole Eolie c’era una buona produzione di vino Malvasia, di capperi e soprattutto di pesce in primis le aragoste…Alberto capì subito l’antifona e si comportò ‘in maniera adeguata’. Ovviamente fu accontentato quando,  ‘onusto’ di prodotti eoliani chiese di essere trasferito alla sede di Messina. Non si poteva lamentare del soggiorno a Panarea, a Salina e a Filicudi  infatti durante l’estate c’era in giro molta ‘passera’, soprattutto straniera ma trascorrere l’inverno a Stromboli, ultima sua destinazione non se la sentiva proprio. Una sistemazione al Gruppo verifiche era quello che desiderava ed ottenne,  trascorreva le ore lavorando  nella sede delle ditte controllate poi era libero dalle diciassette in poi, festivi tutto il giorno. Stanco di dormire in caserma  con ovvi  rumori notturni dovuti al personale che montava e smontava dal servizio, arrivo di nuovi finanzieri in forza ai reparti alla sede, col pretesto di far posto a questi ultimi chiese di andare ad alloggiare fuori dalla caserma. Un colpo di fortuna: aveva conosciuto durante una verifica fiscale Riccardo Parisi commerciante di prodotti alimentari all’ingrosso che, in cambio di un ‘aiuto’ da parte di Alberto, gli aveva offerto un’abitazione in una villetta isolata di sua proprietà nella Strada Panoramica dello Stretto dove lui risiedeva con la moglie Olga Di Benedetto ed il figlio Valerio. Magnifico panorama specialmente di notte con la costa calabra illuminata e con il faro della Capitaneria di Porto che saettava nel buio rischiarando la costa siciliana, un silenzio rilassante e di primavera, la mattina, il canto degli uccellini, un Eden! Un sabato sera Alberto non aveva in programma di uscire, la giornata piovosa invitava a restare a casa e stava per andare in cucina per preparare la cena quando squillò il campanello di casa: era Riccardo: “Brigadiere che fa solo soletto, non penso che con questo tempo voglia uscire, che ne dice di mangiare da noi, mia moglie è brava in culinaria…nel senso che cucina bene.” Quella precisazione parve strana ad Alberto ma non volle essere maligno. “Olga, Alberto ha portato due bottiglie di vino bianco Verdicchio dei Castelli di Jesi, mettilo in frigo, penso che possiamo darci del tu, Alberto è un romano molto alla mano ed anche spiritoso come piace a noi.” L’Albertone era dello stesso parere anche perché aveva adocchiato Olga che vestita, in maniera piuttosto succinta gli aveva smosso l’appetito sessuale, era un po’ di tempo che andava in bianco… In camicetta senza reggiseno con conseguente movimento di tette e gonna mini. Olga era particolarmente allegra e portò in tavola un piattone di spaghetti cozze e vongole seguito da alici fritte e pesce spada alla griglia oltre che un’insalatona il tutto ben accetto da parte di Alberto. “Vedo che hai fatto onore al mio cibo, vorrei qualcosa da parte tua in compenso, che ne dici se ci sediamo sul divano e parliamo un pó…” Olga aveva scambiato il verbo parlare con quello più gradito di pomiciare, cominciò a baciare Alberto in bocca per poi aprire la camicetta ed alzare la gonna sotto cui aveva dimenticato’ di mettere gli slip… un invito palese che prese Alberto in contropiede per la presenza di Riccardo il quale: “Non ti preoccupare, a me piace accontentare mia moglie e tu le piaci…” Avuto un insperato nulla osta, Alberto lasciò libero di alzarsi il suo ‘uccello’ il quale fu imprigionato dalla bocca ardente della padrona di casa che, come digestivo ingoiò un bel po’ di prodotto del cotale ma non contenta si girò e mettendosi carponi da sola si infilò ‘ciccio’ in vagina. Allo ‘zozzone’ non parve vero poter fruire di un rifugio caldo ed accogliente e ci rimase a lungo con orgasmi multipli sia suoi che da parte di Olga. Nel frattempo Riccardo di stava masturbando guardando Alberto e la moglie, un cuckold! Nessun commento da parte dei due, c’era poco da dire se non che ‘contenti loro’. Alberto ad un certo punto della serata baciò in bocca Olga per ringraziamento, fece un inchino al ‘cocu’ e rientrò in casa felice e soddisfatto, aveva un futuro assicurato in quanto a sesso! Qualcosa cambiò nel loro ménage à trois: la notizia che l’otto giugno ci sarebbe stato a Messina un corteo del ‘gay pride’  peraltro patrocinato dal Comune. Partenza da Piazza Antonello arrivo a Piazza Unione Europea. Per questa occasione si fece vivo Valerio figlio di Riccardo e di Olga, notoriamente Gay che andò a trovare Alberto nel suo appartamento: “Caro anche se non vediamo quasi mai ti conosco per averti visto in compagnia di mia madre… a modo nostro tutti in famiglia amiamo il sesso. Ti invito al corteo del Gay Pride, c’è bisogno di far partecipare il più alto possibile di persone, qui a Messina si professano tutti religiosi per far piacere agli appartenenti alla Chiesa e preferiscono le processioni…” “Se potessi sarei felice di accontentarti ma conosci la mia posizione di appartenente alle Fiamme Gialle, i giornalisti potrebbero fotografarmi e passerei dei guai con i miei superiori.” Valerio, arrabbiatissimo, se ne andò sbattendo la porta d’ingresso ma per Alberto la storia non era finita, poco dopo si presentò Olga desiderosa di far felice il figlio, chi meglio di lei per convincere Alberto? “Caro ormai mi sono innamorata di te, per te farei qualsiasi cosa ma anche tu vienimi incontro, fai contento Valerio, ci penserò io a non farti riconoscere mentre marcerai in prima fila al corteo del Gay Pride. Primo: maschera da Carnevale in viso e poi indosserai i vestiti un po’ eccentrici di mio figlio, ricompensa da parte mia? Qualcosa di veramente speciale che ora non ti dico per non scoprire la sorpresa, intanto che ne dici di far suonare il tuo batacchio nella mia vogliosa bocca?” Il batacchio suonò ed Alberto la mattina del 6 giugno si trovò nel suo appartamento un Valerio travestito ed in gran forma, sembrava proprio una bella donna. Per forza di cose usarono l’autobus per raggiungere piazza Antonello dove sicuramente non avrebbero trovato posteggio. Durante il viaggio col mezzo pubblico ebbero un assaggio di quello che sarebbe  avvenuto più tardi, un dileggio da parte di alcuni passeggeri. Alberto sperava almeno che il ‘regalo’ da parte di Olga valesse la pena di questo sacrificio. Si trovò a sorreggere unitamente ad altri nove partecipanti alla manifestazione un lungo striscione con varie scritte tra cui ‘VIVA LA  L.G.B.T.’ di cui sconosceva il significato e poi finalmente il corteo si mise in marcia, c’erano pure dei gay calabresi. La Chiesa tramite un suo rappresentante aveva commentato: ‘Dissentiamo augurando un comportamento costruttivo’, non voleva dire niente ma ribadire che anche la Chiesa aveva i suoi bei problemi in fatto di sesso. Alberto ai lati dei marciapiedi riconobbe alcuni finanzieri che se la ridevano alla grande, se avessero saputo…Il cuore di Alberto diminuì dei battiti quando il corteo si sciolse dinanzi al Comune. Riccardo era stato previdente ed aveva posteggiato la sua Golf in via Argentieri, col cellulare aveva avvisato della sua presenza Alberto che non vedeva l’ora di poter ritornare a casa e tornare alla normalità. Un sabato sera il saldo della promessa: Olga in camicetta trasparente che lasciava intravedere le tette ancora in forma ed uno slip con dietro un filo e dinanzi un triangolo che lasciava trasparire una foresta nerissima. Con Alberto in camera da letto c’era l’onnipresente Riccardo più eccitato che mai, stavolta volle lui essere il primo ad entrare in bocca ad Olga che provò una sensazione nuova per lei, pareva avesse il clitoride in gola come Linda Lovelace. Rabbonito il marito, la padrona di casa di impossessò  del pisellone di Alberto e cominciò a strofinarlo fra le tette, poi tra i piedi ed infine direttamente nell’ano con qualche difficoltà ma con doppio gusto dato che aveva provveduto ad inserire un vibratore dentro la ‘tata’, orgasmo lunghissimo anche perché la signora era riuscita a farsi sollecitare il punto G da un Alberto in preda ad un delirio sessuale mai provato. Riccardo al solito faceva il ‘solitario’, scena da Kamasustra cui aveva partecipato visualmente, a mezzo di una telecamera anche Valerio dalla sua stanza insieme a Mirko, suo amico calabrese ben dotato di ‘batacchio’ su cui si era seduto andando su e giù magno cum gaudio…

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