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in archivio dal 17 giu 2006

Alda Merini

21 marzo 1931, Milano
01 novembre 2009, Milano
Segni particolari: Ho passato molti anni della mia vita internata in manicomi.
Mi descrivo così: La mia poetica, fatta di ardente visionarietà e profonda, ma al tempo stesso sommessa, inquietudine, mi colloca tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000.
Mi trovi anche su:

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  • 21 marzo 2013 alle ore 11:04
    Sono nata il 21 a primavera

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
    vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.

     
  • 07 febbraio 2012 alle ore 17:47
    Amore, vola da me

    Amore,
    vola da me
    con l’aeroplano di carta
    della mia fantasia,
    con l’ingegno del tuo sentimento.
    Vedrai fiorire terre piene di magia
    e io sarò la chioma d’albero più alta
    per darti frescura e riparo.
    Fa’ delle due braccia
    due ali d’angelo
    e porta anche a me un po’ di pace
    e il giocattolo del sogno.
    Ma prima di dirmi qualcosa
    guarda il genio in fiore
    del mio cuore.

     
  • 17 novembre 2011 alle ore 12:10
    Un falò

    Ho acceso un falò
    nelle mie notti di luna
    per richiamare gli ospiti
    come fanno le prostitute
    ai bordi di certe strade,
    ma nessuno si è fermato a guardare
    e il mio falò si è spento.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:39
    A tutte le donne

    Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
    sei un granello di colpa
    anche agli occhi di Dio
    malgrado le tue sante guerre
    per l'emancipazione.
    Spaccarono la tua bellezza
    e rimane uno scheletro d'amore
    che però grida ancora vendetta
    e soltanto tu riesci
    ancora a piangere,
    poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
    poi ti volti e non sai ancora dire
    e taci meravigliata
    e allora diventi grande come la terra.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:38
    Ai giovani

    Bella ridente e giovane
    con il tuo ventre scoperto,
    e una medaglia d'oro
    sull'ombelico,
    mi dici che fai l'amore ogni giorno
    e sei felice e io penso che il tuo ventre
    è vergine mentre il mio
    è un groviglio di vipere
    che voi chiamate poesia
    ed è soltanto tutto l'amore
    che non ho avuto
    vedendoti io ho maledetto
    la sorte di essere un poeta.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:36
    Come polvere o vento

    Se la mia poesia mi abbandonasse
    come polvere o vento,
    se io non potessi più cantare,
    come polvere o vento,
    io cadrei a terra sconfitta
    trafitta forse come la farfalla
    e in cerca della polvere d'oro
    morirei sopra una lampadina accesa,
    se la mia poesia non fosse come una gruccia
    che tiene su uno scheletro tremante,
    cadrei a terra come un cadavere
    che l'amore ha sconfitto.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:34
    Alla tua salute, Amore mio!

    Sono folle di te, amore
    che vieni a rintracciare
    nei miei trascorsi
    questi giocattoli rotti delle mie parole.
    Ti faccio dono di tutto
    se vuoi,
    tanto io sono solo una fanciulla
    piena di poesia
    e coperta di lacrime salate,
    io voglio solo addormentarmi
    sulla ripa del cielo stellato
    e diventare un dolce vento.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:32
    Prima di venire

    Prima di venire
    Portami tre rose rosse
    Prima di venire
    Portami un grosso ditale
    Perché devo ricucirmi il cuore
    E portami una lunga pazienza
    Grande come un telo d'amore
    Prima di venire
    Dai un calcio al muro di fronte
    Perché li dentro c'è la spia
    Che ha guardato in faccia il mio amore
    Prima di venire
    Socchiudi piano la porta
    E se io sto piangendo
    Chiama i violini migliori
    Prima di venire
    Dimmi che sei già andato via
    Perché io mi spaventerei
    E prima di andare via
    Smetti di salutarmi
    Perché a lungo io non vivrei.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:31
    A Mario

    Se ti dicessi che ti amo
    direi una infame bestemmia
    perché i fratelli non si amano mai
    eppure è vero; nel fuoco dell'arte
    abbiamo un amore in comune,
    questo non posso dimenticarlo
    e dirti ti amo per un poeta
    assume un significato diverso
    dal volgere umano delle cose.
    Amo i tuoi orizzonti impossibili
    la tua coscienza perfetta
    il tuo volgere ad ogni stagione,
    la tua pennellata distratta
    la tua fiducia in te,
    che è in fondo l'umiltà di Cristo
    che pure era figlio del Padre.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:28
    Per Milano

    Non è che dalle cuspidi amorose
    crescano i mutamenti della carne,
    Milano benedetta
    Donna altera e sanguigna
    con due mammelle amorose
    pronte a sfamare i popoli del mondo,
    Milano dagli irti colli
    che ha veduto qui
    crescere il mio amore
    che ora è defunto.
    Milano dai vorticosi pensieri
    dove le mille allegrie
    muoiono piangenti sul Naviglio.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:27
    L'Anima

    Che grande scultore sei tu
    che hai scolpito il tuo volto di pietra
    tra le mie braccia
    e ormai amore morto
    mi sei diventato figlio
    ti tengo sulle ginocchia
    e piango perché il ricordo di te
    mi pesa come un sepolcro.

     
  • 08 agosto 2011 alle ore 17:25
    L'Albatros

    Io ero un uccello
    dal bianco ventre gentile,
    qualcuno mi ha tagliato la gola
    per riderci sopra,
    non so.
    Io ero un albatro grande
    e volteggiavo sui mari.
    Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
    senza nessuna carità di suono.
    Ma anche distesa per terra
    io canto ora per te
    le mie canzoni d'amore.

     
  • Il mio vecchio che sembra un ragazzo
    e che tante volte avrei voluto uccidere
    per gelosia e amore.
    il mio vecchio che mi ha celebrato come venere
    e mi ha messo su tutti i giornali.

    il mio vecchio con cui ho fatto numerosi viaggi
    e che non tornerà più

    dovrebbe dire a certe donne che
    i suoi bianchi capelli
    sono quelli del divino apollo
    che incanta tutte le donne
    e che io dafne mi nascondo tra i rami degli alberi
    per non essere presa tra le sue braccia.

    lui ha percorso mari e monti per conquistarmi
    ma io sono un tronco di puro silenzio
    e non gli farò vedere il mio fogliame.

    il mio uomo che è bianco di capelli
    e giovane di anni mi ha sempre portato lontano
    e non ha mai ritratto queste fanciulle
    che credono che un uomo,

    un uomo divino possa un giorno baciarle sulla bocca.

     
  • 17 giugno 2006
    Arte e magia

    La magia è arte o l’arte ha un potere magico?
    Fin dai tempi dei tempi l’uomo è insicuro
    dopo la paura dei puri elementi della terra
    dell’invocazione del Dio del fuoco, dell’acqua,
    della mente. È la fonte più inesauribile e viscerale
    dell’uomo. L’uomo vuole placare il Dio che è
    fuori di sé ma anche il Dio che è dentro di sé.
    L’uomo non crede nella Provvidenza e invoca
    immagini e suoni che hanno potere di “sollievo”.
    Ada Negri dice: “la forza di pensiero che Dio
    ha dato a tutti noi, specialmente a coloro che
    sono visitati dal Dio dell’ispirazione, sono maghi
    e demoni ma forse hanno paura della certezza,
    nasce il bisogno del segno, della traccia, dell’esorcismo
    della paura, nasce la visione della catastrofe, ma
    nasce anche la resurrezione e l’uomo al mattino
    specialmente se vecchio, si ritroverà in mano
    il pane di ieri che dividerà con amore con gli altri,
    per la grande festività del giorno”.
    (la comunione degli artisti- post scriptum).
    Se l’uomo ha paura del dolore
    ci soccorrono le rime di Quasimodo:
    “Avidamente allargo la mia mano,
    dammi il cibo quotidiano”.

     
  • 17 giugno 2006
    Poesia a Marina Cerati

    Auguri, le acque del sentimento a volte ti hanno sconvolta
    e c’e un genere dolce di poesia che è il canto,
    come canta una madre
    quando accarezza un figlio,
    il piede di una fata che cammina
    nel vento, e mentre i tuoi figlioli accedono la vita
    tu ritorni ragazza , un gelo da salvare,
    l’amore non ha tempo e quando sarai vecchia
    ti bacerà i capelli solo la primavera.
     

     
  • 17 giugno 2006
    Sete perenne

    Vino, gagliardo come la dea ragione.
    In te l’idea si fa suono e
    si colora il Mito.
    Appaiono vestali tinte di giada,
    il periplo del canto si snoda in
    veli che ricordano l’anima.
    O vino che canti il mio dolore,
    vino che sei il precipizio estremo,
    vino che dai l’illusione della morte e
    fai solo dormire
    fino al nuovo dolore.

     
  • 17 giugno 2006
    Proprietà privata

    Da tempo io mi domando
    di chi sia questa proprietà
    proprietà pubblica e privata,
    come una aspide
    dentro il cuore,
    hanno paura dei ladri
    e i ladri hanno
    sempre portato fortuna,
    mentre la quiete domestica
    fa ardere le tombe.

     
  • 17 giugno 2006
    Amleto di carta

    Tu Amleto di carta sei una perla che ha visto la morte.
    Un giorno tanti anni fa quando hai visto una donna hai pensato
    che fosse la tua fede in Dio.
    Era bella ma era amara come tutte le sorti dell'uomo.
    Come amante eri un saggio
    bevendo lei hai bevuto la sua cicuta.
    Come era amara e come era dolce.
    Possedendo lei hai sentito nel suo grembo la polvere di tante strade
    hai visto rose e cancelli, cancelli e rose.
    Possedendo lei hai capito che la vita era uno sbaglio
    e che solo l'amore è la vera tragedia dell'uomo.
    Non eri mai stato un uomo e lei non era mai stata una donna.
    Il fatto è che uniti dalle vostre mani
    avevate scoperto che eravate grandi come l'universo.
    Il vostro errore è stato quello di scoprire la verità.
    Tu oggi sei morto
    ma non è che sei morto perchè hai una sepoltura
    ma perchè hai mangiato, digarito e amato il suo cuore
    come si mangia la luna e il sole.
    Tu sei diventato il re dell'universo, tu sei impazzito d'amore.
    Ti piace sentirla lontana dal tuo martirio
    dalla tua veloce bocca che è sempre un figlio
    un condottiero segreto che naviga il dolore come un gaudio.
    Ma poi un giorno avete scoperto una terra
    dove non abitava nessuno e lì avete messo la tenda dell'amore.
    Avete mangiato i vostri pensieri come una cacciagione.
    Come sono belli i pensieri d'amore
    sono colombe alte di cui si mangiano anche le piume.
    Eppure il cuore del vostro cuore non è una statua solitaria
    ma un occhio in cui tanti guardano
    per concepire il paradiso della pace.
    Tu e lei siete morti in questo silenzio
    ma la vostra sepoltura non è mai esistita.

     
  • 17 giugno 2006
    Respiro di vita

    Tentami tu,
    il traguardo di Dio è perverso
    è la lamentazione amorosa
    assolutamente priva di baci.

     
  • 17 giugno 2006
    Seno al vento

    Espando il seno
    al sole
    viola del tuo desiderio
    cammino delle Esperidi
    il canto
    sta tra me e le mie mammelle
    e tra me e la tua bocca.

     
  • 17 giugno 2006
    In un attimo

    O demone in un attimo
    mi porti lontano verso di lui

    che crudelmente mi bacia
    in cerca di una avventura.

     
  • 17 giugno 2006
    Bacio

    Bacio che sopporti il peso
    della mia anima breve
    in te il mondo del mio discorso
    diventa suono e paura.
     

     
  • 17 giugno 2006
    L'orca

    Poichè mi rapisci
    all'ombra
    del mio destino
    come foglia di lauro che
    si converte in acqua
    e cade nel tuo fiume.
    Il fango del tuo abbandono
    è figlio di un
    Dio impostore
    che non può avare figura.

     
  • 17 giugno 2006
    Demone

    O demone
    sei più dolore di ogni postura
    biada del mio pensiero;
    ti trituro adesso nelle mie
    mandibole stanche
    delle parole e del nome.

     
  • 17 giugno 2006
    Torna amore

    Torna amore
    vela delicata e libera
    che occupi
    il pensiero della mia terra

    sto morendo sulla grandiosità di un fiume
    che è rosso di desiderio
    e vorrebbe
    travolgere il tuo amore.