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Autore

Alessandra Paganardi

in archivio dal 23 gen 2013

22 novembre 1963, Milano - Italia

mi descrivo così:
Nata a Milano nel 1963, insegno filosofia al liceo. "Breviario"(Joker 2012) è la prima raccolta di aforismi: li scrivo da tempo, ma non avevo mai pubblicato. Mi sono decisa dopo aver ricevuto un premio per l'inedito al Torino in Sintesi, 2010. Da alcuni anni pubblico poesie, saggi e narrativa.

23 gennaio 2013 alle ore 7:43

Breviario

di Alessandra Paganardi

editore: Joker

pagine: 68

prezzo: 10,00 €

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Ho sempre avuto il vizio di conservare in un’agenda le immagini e le citazioni che più colpissero la mia fantasia. Al liceo comprai un’edizione delle “100 pagine – Millelire” delle “Massime” di Francois de La Rochefoucauld e mi fu subito chiaro che avrei dovuto inventarmi una specie di inserto speciale, così riuscii a far stare in un foglio protocollo tutte le Massime che mi erano piaciute. Praticamente riscrissi tutto il libricino.
Ho ancora l’abitudine di usare questa agenda per conservare la bellezza che trovo in giro. È un’agenda molto grande, per fortuna. Mi è tornata in mente perché per il “Breviario” di Alessandra Paganardi farei la stessa cosa che ho fatto per La Rochefoucauld: riscriverei tutto il libricino.
La sagacia e la disarmante verità con cui l‘autrice puntella il mondo con i suoi aforismi, mi ha fatto pensare al cinismo e alla lucidità di quest’uomo, che era in grado di descrivere i sentimenti e le debolezze come fenomeni prevedibili e monopolabili.
Su questa scia, con aggraziate stilettate Alessandra Paganardi gioca con parole e concetti e parla di vita interiore e di economia (“La felicità è una legge finanziaria: sempre piena di tagli”, o “L’orgoglioso preferisce non contare nulla che contare meno di quanto vorrebbe”), di tempo e di poesia (“L’utopia è la nostalgia del futuro”), genitori, figli e saggezza (“Diamo il nome di “ricordi” alle cause presunte di emozioni presenti”) e infine di “brevetti”, in cui gioca con brevi e schiaccianti definizioni (“Verità: mai nel mezzo, sempre altrove”). Una raccolta di appena sessanta pagine tutta da spiluccare, e che personalmente ho farcito di tante piegature da raddoppiarne lo spessore.

“Strano destino delle rette parallele: non s’incontrano mai, oppure coincidono” (Alessandra Paganardi)

recensione di Cristina Mosca

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