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Autore

Alessandro Perissinotto

in archivio dal 14 nov 2013

1960, Torino

segni particolari:
Gioco a calcio nell'Osvaldo Soriano Football Club, la "Nazionale Italiana Scrittori".

mi descrivo così:
Scrittore, traduttore e insegnante di italiano.

14 novembre 2013 alle ore 18:53

Le colpe dei padri

di Alessandro Perissinotto

editore: Piemme

pagine: 316

prezzo: 14,88 €

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“Le colpe dei padri” di Alessandro Perissinotto, candidato al Premio Strega 2013, ci pone due realtà a confronto, due Torino, una degli anni ’70 e una dei tempi ‘2000, e quindi contemporanei. Il protagonista è Guido Marchisio, un uomo di potere, separato, che vive con una donna molto più giovane di lui, abita in una casa molto grande, ed è benestante. E’ dirigente di un’azienda multinazionale, che sta attraversando un momento di ridimensionamento, deve decidere quali persone mandare in cassa integrazione e quale licenziare.
Guido vive una vita molto agiata, e felice, sembra che nulla possa intaccare questa armonia. Un giorno, entrando in un bar un uomo lo scambia per un certo Ernesto Bolle, rivelandogli che quest’uomo è come lui, ha il colore degli occhi diversi, ha il neo sotto uno di essi. Guido rimarrà sorpreso, e infastidito da quanto appreso, e numerosi demoni interiori cominceranno a farsi spazio nel suo animo. Chi è questo Bolle? Tutti abbiamo un gemello al mondo. Tramite questa rivelazione la storia tornerà indietro, presentandoci quegli anni ’70: di rivolta, di scontri nella piazza, di criminalità con l’avvento delle Brigate Rosse, di vittime innocenti. E riproiettandoci verso il ‘2000: fatto di lotte sindacali infinite, di rare manifestazioni in cui la voglia sottesa non è quella dell’esercizio dei diritti, ma la mania di protagonismo, la cassa integrazione, i numerosi suicidi.
Un romanzo d’indagine, che risulta molto attuale, che scava nel passato per far fuoriuscire la condizione del presente: "La morte non conosce gerarchie - scrive parlando di quelle vittime - ma è pur vero che, degli anni di piombo, alcune vittime riposano in un pantheon privilegiato, visitato periodicamente dai media, dagli storici, dai documentaristi e altre giacciono in cimiteri alla periferia della memoria, in cui solo i parenti più stretti portano fiori".

recensione di Gino Centofante

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