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Autore

Alessio Carlini

in archivio dal 17 feb 2012

Ferrara - Italia

18 maggio 2012 alle ore 21:54

Aléxios e la visione d'amore eterno "Mitologia greca e della nuova era"

Il racconto

Era la tempesta più potente e mai vista da Aléxios; un temerario navigante dei mari e delle terre più sconosciute.
I popoli che lo conobbero, lo ricordano come l'osservatore e il protettore delle verità della vita.

Il mare urlava con l'ira del drago e le onde possenti, si mescolavano al fuoco del cielo.
In quell'uragano, il giovane Aléxios, non riusciva a controllare le sue direzioni e si lasciò andare in balia della furia degli Dei.
Le sue, quel giorno, furono ore di lotta per rimanere saldo alla sua piccola imbarcazione; ma il vento, le onde e i turbini tutti, spaccarono ogni speranza.

Tutto ciò fu improvviso e non preannunciato, nemmeno dalle voci delle correnti o dalle sue amiche nuvole che sovente, gli indicavano i tragitti, o i luoghi ove mettersi al riparo in caso di tempeste; e a quanto pare, tutto quel caos era semplicemente una porta nuova, lanciata e plasmata dagli Dei tutti, impossibile per molti da attraversare e che conduceva alle visioni veritiere dell'amore eterno.
Alèxios gridava come fosse all'inferno e non capiva cosa stava succedendo, e quale sarebbe stata da lì in poi, la sua sorte.

Dopo due giorni, fu il padre della terra, la stella del giorno, il grande re Divino del nostro cielo; si, fu il sole a svegliarlo e a trovarlo steso sull'isola dei flussi della mente; un'isola sconosciuta agli umani e che ha il potere di condurre l'anima nell'infinito dei mari inconoscibili.
Della tempesta non v'era più alcuna traccia; tut'intorno vigeva un'armonia penetrante e sonora del mare calmo; più calmo del fiume che attraversa lento la pianura.

Aléxios si guardò le mani e toccò il suo corpo completamente nudo e bianco di salsedine.
Non seppe mai come finì su quell'isola; e nei suoi pensieri, balenava l'idea che quello era il paradiso dopo la morte, poichè in lui era ancora forte il ricordo e lo spavento, di quella tempesta abominevole in alto mare...

La calma, era l'unica atmosfera che si respirava.
Il cielo era dell'azzurro più azzurro e terso; e una leggera brezza, rinfrescava la temperatura estiva.
Sulla superficie dell'acqua non appariva nessuna cresta d'onda, e alla riva dell'isola dei flussi della mente, non si formava alcuna spuma...

Aléxios, capì che tutto ciò era il segno di qualcosa.
Capì di essere approdato in una nuova e diversa dimensione; e dentro di se si domandava:
Come mai sono qui?
In questo luogo da mesconosciuto?
Io!
Che sono il navigante dei mari e delle terre?
Eppure, non ero distante dalla città dove sono cresciuto... mi trovavo ad una clessidra di tempo per arrivare alla mia casa, alla dimora dove sono stato allevato; e questi mari, li conosco come i miei stessi palmi!

E poi?
Come fa il mio corpo ora ad esser così sano ed in forma?
Asciutto e nudo?
Dopo una tale tempesta, solo con il volere degli Dei sarei sopravvissuto!
Sarei? Credo che da qui in poi dovrò dire Sono!
Io sono sopravvissuto alla tempesta delle tempeste; all'uragano che le raccoglie tutte e che le scaglia violente, sopra ogni cosa, sopra ogni essere vivente!
E qui?
Qui, dovrebbe essere tutto in disordine!
Ed invece, rimbalza ovunque la eco meravigliosa della quiete, ed un respiro profondo della natura.
Ma cosa era successo realmente ad Aléxios?

La grande tempesta che lo spaventò, in realtà era un vero e proprio regalo Divino.
Proprio così!
Gli Dei tutti, e tutti in accordo, decisero all'unisono di aprire la porta dell'amore creativo, della verità e dell'inconoscibile al giovane navigante; poichè da tempo e senza accorgersi; grazie al suo stile di vita e durante i suoi viaggi, si era avvicinato alla porta del fuoco interiore.
Ad Aléxios tutto quanto appariva come una visione, come un risveglio primordiale da respirare a fondo.
Una visione che da lì in poi, gli avrebbe giovato delle verità della vita; quelle verità che portano la calma nella mente, e che assicurano il sentire del battere del cuore.
Il giovane Navigante, era ancora distante dal motivo che l'aveva fatto arrivare in quel luogo; su quell'isola in movimento, lunga appena dieci passi per lato, dispersa nella quiete più armoniosa del mare.

Poco a poco, cominciò a placare le sue innumerevoli domande.
Decise di sedersi semplicemente a contemplare, riempiendosi gli occhi, la mente e l'anima, di ciò che attorno aveva a disposizione.
Nella sua meditazione, iniziò a sentire una presenza; e la sua sensazione si faceva sempre più forte... aveva l'impressione che qualcosa stava per accadere:
finalmente arrivò il primo evento, la prima risposta a questa sua nuova dimensione, stava per arrivare attraverso Dònoma; un'Entità messaggera degli Dei tutti, per metà esatta uomo e per metà esatta donna.

Il suo corpo, come i suoi due sessi, erano ed apparivano in forma liquida e in costante movimento.
Le parti del suo corpo, cambiavano di sessualità continuamente, e pure la sua voce; che da lontano pronunciava il nome di Aléxios, si alternava continuamente tra i toni dolci e femminili, e tra quelli decisi di un uomo possente.
Dònoma, era allo stesso tempo la bellezza più bramata e desiderata dall'uomo e dalla donna.
L'entità, venne a lui attraverso il trasporto di un'amica nuvola, una delle nuvole amiche del giovane navigante...
Aléxios si chinò in segno di rispetto e di gratitudine, poichè riconobbe l'entità della quale aveva già sentito parlare.
Dònoma, giunse così al cospetto di Aléxios, invitandolo a concentrarsi su ciò che gli stava per dire:
Siamo giunti a te Aléxios!
Per aprirti la porta della verità interiore; e qui, ti trovi nel più ampio mare aperto; dove chi vi giunge, giova della calma e della protezione, di un periodo meraviglioso e significativo.
Questo è il luogo dove Alcione e Ceice, miti dell'antica Grecia, ogni anno tornano a nidificare, lasciandosi trasportare lenti, sullo specchio del mare.
Solo gli uomini più creativi e attenti vi possono giungere... o meglio!
Si possono accorgere e ancor più, possono per davvero vedere!

Aléxios, appena Dònoma citò i due nomi "Alcione e Ceice", comprese dove si trovava.
La loro storia, si tramanda fin dai tempi antichi e ancora oggi, nell'era mitologica del 2000, eccola riaffiorire nella sua visione:
Alcione fu creata dal vento e dalla spiaggia, ed era dei mari la più bella ed incantevole fanciulla; capace di amare nella totale purezza.
Mentre Ceice era un giovane pescatore; paziente e dolce come i primi loro baci che li fecero innamorare, sino a divenire sposi.
Un giorno, durante una tempesta in mare, il giovane pescatore Ceice, finì con la sua imbarcazione avvolto dalle onde.
La potenza e la furia dell'acqua, gli impedivano di riuscire a mettersi in salvo; e da lì a poco naufragò.
Il tentativo di nuotare per raggiungere una riva era distante; distante come la vita che per lui, stava per finire.
Alcione, sentì le sue grida e si tuffò nel mare, per trarlo in salvo.
Ma il suo tentativo, fu disperatamente invano.
Gli Dei tutti, in questo luogo dov'è ora Aléxios; ebbero un'enorme compassione per i due sposi eternamente e veramente innamorati; e decisero all'istante, di trasformarli in due bellissimi uccelli marini...
e sempre in questo luogo, in questo mare calmo, per il volere degli Dei tutti; ogni anno, Alcione e Ceice, vengono teneramente a nidificare.
La concentrazione e l'attenzione di Aléxios in quella visione, era talmente forte che ogni più piccola parola, ogni frase che Dònoma pronunciava, rifletteva in lui in modo energetico e vibrante; e al congedo di questo incontro...... Riecco la calma più assoluta del mare e del cielo sereno; riecco ancora quella brezza che rinfresca piacevolmente dalle temperature estive... Rieccoli!

Ecco i due uccelli marini a lui apparire:
Aléxios!! Ti stavamo aspattando da tempo!
Tu stesso hai voluto arrivare qui, grazie alla tua osservazione creativa; grazie allo spazio immenso della tua mente, del tuo cuore e dell'anima...
Gli Dei Tutti, ti hanno semplicemente aperto l'accesso, per giungere nei luoghi più profondi dell'umanità.
L'accesso alla porta che arricchisce l'uomo dell'etica e del rispetto, verso ogni forma di natura e di libertà!

Alcione, staccò la piuma d'oro che stava da sempre nascosta sotto l'ala sinistra del suo amato Ceice, per consegnarla definitivamente ad Aléxios:
Tieni!
Questa è la piuma che solletica costantemente la verità!
Ora è tua, poichè sei in grado di divulgarne con equilibrio il segreto!
Ceice, fece lo stesso gesto alla sua amata Alcione; e dall'ala sinistra dell'eterna sposa, tramutata in uccello marino, staccò la seconda piuma d'oro e la consegnò ad Aléxios:
Eccoti anche la seconda piuma d'oro!
Questa, ti solleticherà costantemente l'inconoscibile!
Sarà la piuma d'oro che terrà la mente libera, spaziosa e lontana da ogni conflitto interiore!
I due bellissimi uccelli marini, poco a poco sparirono in mare aperto, galleggiando dolcemente sull'acqua; stretti e brillanti d'amore dentro al loro nido.
L'isola dei flussi della mente, viaggiò altri due giorni e due notti; durante i quali Aléxios, il giovane navigante, ebbe modo di avere numerose e piacevoli riflessioni, su ciò che aveva appena vissuto.
Si sentiva felice; felice della vera felicità che rende il viso sereno e gioioso, come quello di un bambino preso con natura e senza pensieri, nel suo gioco...
L'isola vagante lo trasportò sino alla sua terra nativa.
Ad aspettarlo, vi erano le cinque vergini bendate, figlie della riva.
Lo vestirono e lo pulirono con il bene di altrettante cinque madri, prima che riprendesse il suo ritorno a casa...

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