username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Alvaro Filippo Michelon

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Alvaro Filippo Michelon

  • 18 settembre 2011 alle ore 0:05
    Il mondo è piccolo.

    So bene che è un modo di dire
    ma io
    al posto tuo
    non smetterei di pensarci.
    Quelli come te
    la passano liscia
    nonostante il male che hanno fatto,
    le cose dette
    e quelle che si sono vergognati di dire.
    Siamo stati sulla stessa barca ( la tua) per tanti anni
    e io ho remato senza pensare alla fatica,
    alla lontananza,
    agli affetti,
    ai miei problemi.
    C’erano solo i tuoi
    di problemi.
    Ma quelli come te la passano liscia.
    Hai dalla tua parte il denaro che ti protegge,
    che ti coccola,
    che ti illude,
    che ti gratifica.
    Ultimamente ho letto da qualche parte
    che dici di avere letto la Bibbia
    e mi sono chiesto la stessa cosa che si chiese Filippo, davanti all’eunuco etiope in Atti 8: 30:
    “Filippo accorse e lo udì leggere ad alta voce il profeta Isaia, e disse: “Capisci effettivamente quello che leggi?”
    Hai letto la Bibbia?
    Hai capito ciò che hai letto?
    In che modo l’hai letta,
    con la stessa perspicacia e saggezza
    di quando controlli il tuo rendiconto annuale?
    Oppure con la stessa
    perfetta attenzione
    di quando firmi una lettera di licenziamento?
    Se avessi letto
    ma soprattutto compreso ciò che è scritto nella Bibbia
    conosceresti il significato della parola MISERICORDIA:

    “ESPRESSIONE DI BENEVOLA CONSIDERAZIONE O PIETA’
    CHE RECA SOLLIEVO AGLI INFELICI . TENERA COMPASSIONE
    O ATTENUAZIONE DI UN GIUDIZIO O DI UNA PUNIZIONE.”

    Non puoi conoscerne il significato ( anche se ora ne sei al corrente)
    poiché il tuo cuore è avulso dal comprenderlo
    anche se la tua superba mente lo afferra concettualmente.
    Non hai mai avuto intelligenza emotiva.
    Ti faccio una domanda: un alto QI come il tuo è necessariamente indice di qualità superiore?
    Quello che mi piacerebbe rispondessi tu è:

    “Non c’è nessuna garanzia che individui dal QI elevato producano persone migliori e una società migliore. Non sono stati i bambini ritardati a causare guerre e distruzioni”. Anzi, l’ultima persona decisa a selezionare una razza superiore morì in un bunker nazista alla fine della seconda guerra mondiale.”
    Purtroppo ciò che costituisce
    un mio piacere personale
    non coincide quasi mai
    con i pensieri di persone come te.

    Anche tu hai un piccolo esercito
    di piccoli uomini
    mossi da innumerevoli piccoli bisogni
    che difenderanno a spada tratta
    il tuo nome
    e il prestigio
    che sentono di avere
    lavorando per gente come te.

    Ma io e te sappiamo che non è così.

    Le persone come te
    la passano liscia
    in questo piccolo mondo
    ma se hai letto la Bibbia
    saprai che questo sistema di cose sta per finire e il consiglio di 1Timoteo 6:17 è:

    “17 A quelli che sono ricchi nel presente sistema di cose ( Dio) dà ordine di non essere di mente altera, e di riporre la loro speranza non nelle ricchezze incerte, ma in Dio, che ci fornisce riccamente ogni cosa per nostro godimento”.

    Questo per quanto riguarda il denaro
    che ti protegge e ti proteggerà ancora a lungo
    ma non per sempre
    dato che Gesù fa scrivere in Matteo 24: 7-14:
    7 “Poiché sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro. 8 Tutte queste cose sono il principio dei dolori di afflizione.
    9 “Quindi vi daranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutte le nazioni a causa del mio nome. 10 E allora molti inciamperanno e si tradiranno e si odieranno gli uni gli altri. 11 E molti falsi profeti sorgeranno e svieranno molti; 12 e a causa dell’aumento dell’illegalità l’amore della maggioranza si raffredderà. 13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. 14 E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine.”

    Ovviamente dalla scrittura si evince
    che coloro che si faranno forti del Suo Nome
    saranno perseguitati.
    Tu puoi startene tranquillo.
    Non sarai tra coloro i quali saranno angariati.
    Puoi tirare un sospiro di sollievo.
    Almeno per ora.
    Anche se io
    al posto tuo
    non smetterei di pensarci dato che hai letto la Bibbia
    e saprai sicuramente che cosa ha scritto Malachia 4: 1-3:

    4 “Poiché, ecco, viene il giorno che arde come una fornace, e tutti i presuntuosi e tutti quelli che operano malvagità devono divenire come la stoppia. E il giorno che viene certamente li divorerà”, ha detto Geova degli eserciti, “così che non lascerà loro né radice né ramo. 2 E per voi che avete timore del mio nome certamente rifulgerà il sole della giustizia, con la guarigione nelle sue ali; e in effetti uscirete e calpesterete il suolo come vitelli ingrassati”. “E certamente calpesterete [i] malvagi, poiché diverranno come polvere sotto la pianta dei vostri piedi nel giorno in cui agirò”, ha detto Geova degli eserciti.”

    Ora che non sono più sulla tua barca
    ho compreso tante cose
    che non sarei riuscito a capire
    quando remavo per te.
    Paradossalmente
    tutte le cose che ho imparato
    e che debbo ancora imparare
    le devo al fatto che mi hai trattato
    nel modo peggiore
    in cui si potrebbe trattare un uomo.
    Per questo
    volevo ringraziarti
    e farti sapere che non nutro più rancore
    nei tuoi confronti.
    Sappi anche che sono felice che tu abbia letto la Bibbia.

    Spero vivamente che grazie alla comune lettura della Parola di Dio
    io e te
    un giorno
    ci si possa ritrovare
    in un mondo nuovo
    con altre ambizioni e aspettative.

    D’altronde
    “solo le montagne non si incontrano”.
    So bene che è un modo di dire.
    Ma io
    al posto tuo
    non smetterei di pensarci.

    Hal

  • 18 settembre 2011 alle ore 0:04
    Bambini.

    Certi bambini sono infelici.
    Povere bestiole!
    Hanno il cervello dei genitori: quadrato, di un millimetro quadrato.
    Ridono,
    saltano,
    urlano,
    spaccano,
    sputano,
    danno calci e mollano pugni
    ma i genitori li giustificano,
    li scusano,
    gli creano alibi.
    Mostri che creano piccoli mostri,
    idioti che generano piccoli idioti
    e hanno facce che pesteresti volentieri con la suola delle scarpe.
    Ma sono bambini,
    merde intoccabili.
    Li hanno partoriti le loro madri
    che hanno sofferto
    aprendo le gambe e spingendo.
    Si sono replicate.
    Hanno creato inutili spurghi di fogna
    che occuperanno un posto utile inutilmente.
    Povere coppie illuse!
    Stavate tanto bene da soli!
    Passavate inosservati
    nelle vostre tute da jogging blu con le strisce bianche
    assolutamente uguali.
    Nelle vostre cene con gli amici
    con le solite foto del vostro ultimo viaggio a Parigi
    e gli sbadigli trattenuti per educazione.
    Come sono belli i vostri bambini!
    Come sono simpatiche le vostre creature!
    Meritano il meglio di ogni cosa bella!
    Sicuramente meritano voi.
    Ma noi non ci meritiamo di avervi.
    Non desideriamo vedere i vostri mocciosi
    piangere e strillare
    e voi che li scusate e li coccolate.
    Diventeranno come quegli stronzi
    che giocano a palla sulle spiagge;
    o che parlano ad alta voce nel cellulare
    sul treno,
    in aereo,
    in ascensore,
    al ristorante,
    in ospedale,
    e in tutti quei posti
    dove nessuno si sognerebbe di disturbare.
    Stavate tanto bene da soli!
    Nella vostra casetta di 400 metri quadri
    in riva al mare
    con il sole all’orizzonte
    e i vostri vezzi da artisti.
    Al massimo
    avreste dipinto una tela
    con qualche cosa di orrendo
    pagando poi un critico d’arte
    per dire il contrario.
    E invece no: vi siete clonati!
    La massima opera d’arte.
    La vostra carne.
    Già scaduta appena nata.

    Hal

  • 18 settembre 2011 alle ore 0:03
    Al cimitero, vacci tu!

    Io sono morto.
    Da molto tempo.
    Quando arrivai al cimitero
    mi misero una lapide,
    che avevo preparato io prima di morire,
    con su scritto:
    “ Era un brav’uomo. Di animo sensibile,
    partecipò a molti concorsi di poesia
    senza mai vincerne uno. Non vi fermate
    qui davanti: tirate dritto: in fondo a destra
    c’è un angioletto con la faccia da imbecille
    che i suoi genitori rimpiangono dal giorno in cui
    appiccò fuoco alla loro casa, bruciando ogni cosa
    nel raggio di 300 metri, compreso se stesso.”
    Non si danno pace da 50 anni.
    Non sanno che l’umanità gli è grata
    Sono disperati e vecchi.
    Non sembrano più genitori.
    Nemmeno nonni.
    Paiono due scheletri bulimici.
    Gli hanno fatto una targa commemorativa
    con su scritto: “ Il destino ti ha strappato dal nostro amore;
    ora sei un angioletto che vola per i cieli del paradiso e cerca
    di dividere il suo amore con altri.”
    Un piromane in meno,
    ci avrei scritto io,
    anche se non faccio testo.
    Sono solo un sarcofago di ossa vecchie.
    Ingiallite dal tempo.
    Pronte per l’ossario comune.
    Rimane la mia foto all’esterno:
    una faccia da pirla
    che se potesse vi sputerebbe in faccia
    mentre passate.
    Mi raccomando: non vi fermate
    a meno che non vogliate leggere una mia poesia.
    Quella che preferisco si intitola:
    “ AL CIMITERO, VACCI TU!”
    Fa più o meno così:

    “ Io sono morto
    da molto tempo
    quando arrivai al cimitero
    mi misero una lapide…”
    Hal

  • 18 settembre 2011 alle ore 0:01
    C'è chi sostiene di...

    Sostiene di essere uno scrittore
    ed è sempre di lungo a proclamare
    che adesso
    si concentrerà su qualcosa di meraviglioso,
    di profondo,
    di incredibilmente sensato.

    Naturalmente
    quello che ne uscirà,
    prima o poi,
    sarà ovviamente fantastico.

    Non so dove prenda i soldi per vivere,
    ma in casa sua
    c’è una bella signora
    che si spacca la schiena
    10 ore al giorno
    in un ricovero per anziani.

    Lui, a quanto pare, se ne vergogna
    e sostiene
    che lei non dovrebbe pulire il culo ai vecchi.

    -…forse non sarà arte, ma il mio lavoro ti riempie la pancia! -
    è quello che gli risponde la sua donna.

    - Cosa ti credi? Sto lavorando ad un romanzo! Tra meno di un anno smetterai di fare quel lavoro! -
    e questo è quello che gli risponde lui.

    Lei annuisce con la testa,
    le sue labbra si piegano in un sorriso sarcastico
    mentre lava i piatti unti della cena.

    E’ sempre imbarazzante essere invitati da questo pseudo scrittore,
    perché devi mettere in cantiere
    che ti toccherà ascoltare
    l’ennesimo loro litigio,
    e di solito, quando accade,
    non sai mai cosa fare,
    cosa dire e dove guardare.
    -…ma che ne sai tu di letteratura? Non hai sensibilità! E’ il tuo lavoro che ti uccide! -
    dice colui che sostiene di essere uno scrittore, mentre si versa un gotto di rosso.

    Mi avvicino a lui e gli sussurro in un orecchio: - Ma la vuoi finire, testa di cazzo che non sei altro? -

    Lui mi guarda con quei suoi occhi spiritati.

    - …e anche tu non capisci l’arte…quella mi castra, mi toglie la vita! -

    Sostiene, inoltre, di essere un gran bevitore ma dopo due bicchieri è già al capolinea.

    Allora lo afferro.
    Inizio a scrollarlo.

    La sua artistica persona ha come un tremito,
    un sussulto.

    I suoi capelli lunghi e unti si scompigliano.

    Sua moglie mi guarda
    come a dire di lasciar perdere,
    che è tempo perso.

    Gli prendo la faccia tra le mani.

    - IDIOTA! Hai una donna fantastica e stai facendo di tutto per perderla! -

    Ora sostiene
    che io sono un gran pezzo di merda,
    che la morte mi inghiottirà
    insieme alle mie brutte maniere
    e che ogni uomo è un poeta
    e che ogni donna è una puttana.

    La sua donna lascia la cucina,
    entra in salotto,
    si siede davanti al televisore
    e mi invita a fare altrettanto.

    Lascio cadere su una sedia il poeta
    un attimo prima che inizi a vomitare.

    Dopo essersi ripulito la bocca con una salvietta
    si versa un altro bicchiere di vino.

    -…CIO’ CHE CONTA E’ IL MIO ROMANZO - urla dalla cucina - TRA MENO DI UN ANNO L’AVRO’ FINITO E ALLORA SARANNO CAZZI VOSTRI! -

    Sullo schermo passano le immagini della liberazione
    di due ragazze prese in ostaggio, in Iraq, qualche tempo fa.
    La donna è felice, quasi commossa.

    - Povere ragazze - mormora - chissà quanto avranno sofferto! -

    La guardo: è il ritratto della disperazione.

    -…E ANDATEVENE TUTTI AFFANCULO, VOIALTRI DUE! - sbraita lo scrittore dall’altra parte.

    La donna chiude gli occhi, come in un’intima preghiera.

    Mi alzo,
    le dico che è meglio che vada,
    le accarezzo i capelli rovinati da tinture di quart’ordine.
    Lei mi sorride. Con gli occhi umidi.

    - Tra non molto me ne andrò anch’io! - dice lei cantilenando -

    Lascio che il silenzio risponda per me.

    - Ho un altro! Uno che mi ama, che vuole prendersi cura di me, capisci? -

    Faccio si con la testa.
    Le accarezzo una guancia.
    Mi dirigo verso l’uscita.
    Apro la porta e la richiudo dietro alle mie spalle.

    - TRA MENO DI UN ANNO LO FINIRO’, QUESTO CAZZO DI ROMANZO, E ALLORA…-

    E’ l’ultima cosa che sento mentre scendo le scale di quel casermone di 6 piani
    e penso che rinuncerei
    a tutti i romanzi che non ho mai scritto
    per una donna così.

    - E NON TI FARE MAI PIU’ RIVEDERE, MALEDETTO BASTARDO!-
    Per urlarmelo si è affacciato alla ringhiera
    sulla tromba delle scale.

    Sorrido.

    Lo scrittore ha capito
    che ci vorrà molto più
    di meno di un anno per finire il suo romanzo

    e molto meno
    di meno di un anno
    per rimanere solo
    ad aspettare che ciò avvenga.

    Hal

  • 18 settembre 2011
    Il portinaio.

    Io sono un custode di morti.
    Lavoro in questo cimitero dall’età di 20 anni.
    Ho visto migliaia di inumazioni
    e una serie infinita di pianti
    urla
    e scene disgustose.
    I primi tempi ero molto sensibile:
    mi commuovevo ai pianti
    mi si accapponava la pelle agli urli
    e
    voltavo lo sguardo davanti a scene disgustose.

    Ma ora,
    ora non mi fanno più effetto.
    E’ solo lavoro.
    Gente che và
    e gente che viene.
    Corridoi da spazzare,
    fiori secchi da gettare
    fiori finti da sistemare,
    ragnatele da eliminare,
    ceri spenti da rimuovere,
    fazzoletti di carta
    imbevuti di lacrime da gettare,
    persone anziane che chiedono
    di giovani
    e giovani che chiedono di loro
    dopo solo tre giorni.
    Una volta
    qualche anno fa
    una donna rimase chiusa
    dentro il cimitero
    per qualche ora.
    Quando mi chiamarono
    per andare a farla uscire
    mi insultò
    come fosse stata colpa mia.
    Mi disse che Dio
    mi aveva dato quel lavoro
    per punirmi a motivo della mia vita dissoluta,
    che ero uno stronzo,
    che mi sarei dovuto accertare se ci fosse stata ancora gente,
    che mi avrebbe fatto licenziare,
    che non sapevo chi era lei,
    che quello che io guadagnavo lei lo spendeva in una sera,
    che i miei figli sarebbero stati “sputati e cagati me”,
    che lei sapeva che rubavo le fedi nuziali
    ai cadaveri disseppelliti:
    “un morto di fede destinato a fare il custode di morti” - concluse.

    Con le lacrime agli occhi la guardai andare via.
    Non dimentico mai le facce degli esseri umani.
    Soprattutto quando a fissarmele nella mente
    è la constatazione evidente della loro stupidità.
    Qualche mese dopo
    me la ritrovai di nuovo lì dentro
    ma in tutt’altra situazione:
    foto a colori su ceramica,
    lastra di marmo scadente,
    una croce stilizzata
    e
    senza luce perpetua.
    Pregai in silenzio
    sperando che Dio
    avesse pietà di lei
    nel giorno della risurrezione.
    Mentre mi avviavo verso l’uscita
    ripensai a quello che mi disse
    qualche tempo prima
    e
    per una forma di estensione spirituale
    la mia sinapsi mentale
    andò al Sermone della Montagna di Gesù.
    E più precisamente dal versetto 3 all’11mo del Vangelo di Matteo:

    3 “Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale, poiché a loro appartiene il regno dei cieli.
    4 “Felici quelli che fanno cordoglio, poiché saranno confortati.
    5 “Felici quelli che sono d’indole mite, poiché erediteranno la terra.
    6 “Felici quelli che hanno fame e sete di giustizia, poiché saranno saziati.
    7 “Felici i misericordiosi, poiché sarà loro mostrata misericordia.
    8 “Felici i puri di cuore, poiché vedranno Dio.
    9 “Felici i pacifici, poiché saranno chiamati ‘figli di Dio’.
    10 “Felici quelli che sono stati perseguitati a causa della giustizia, poiché a loro appartiene il regno dei cieli.
    11 “Felici voi, quando vi biasimeranno e vi perseguiteranno e mentendo diranno contro di voi ogni sorta di cose malvage per causa mia.

    Con un sorriso uscii dal cimitero,
    chiusi il cancello
    e attesi qualche minuto.
    Quando compresi che nessuno
    era rimasto all’interno
    mi voltai e mi avviai verso casa.

    Sono un custode di morti.
    Il portinaio di un cimitero.

    Una sorta di personaggio intoccabile e detestabile.

    Ma conosco la Bibbia troppo bene per non sapere
    che il mio cuore
    e la mia fede
    sono nel giusto.

    Hal

  • 17 settembre 2011 alle ore 23:58
    A Livingstone.

    Io che non sono
    mi chiedo
    se la tua lontananza mi lascia indifferente.
    Quel che mi strugge
    però
    è il dolore che
    acuto
    dentro di me
    riposa.

    Si è consumata
    l'ardente preghiera di pochi attimi
    che il mio vecchio padre Neil
    fece salire al cielo.

    " Aiutalo, o mio Signore! E' così giovane!"

    Camminai dritto e forte
    per tutti gli anni che mi furono concessi
    e in un piovoso giorno di maggio
    vecchio e canuto
    nell'Africa che avevo tanto amato
    mi addormentai nella morte.

    Io che ora
    non sono più mi chiedo:
    la mia lontananza
    caro amico Stanley
    ti lascia indifferente?

    " No, i suppose!"

    Hal