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Autore

Ambrose Gwinett Bierce

in archivio dal 13 lug 2010

24 giugno 1842, Horse Cave Creek, Ohio - Stati Uniti

11 gennaio 1914, Messico

segni particolari:
Devo la mia fama al "Dizionario del Diavolo".

mi descrivo così:
Scrittore e giornalista caustico nella San Francisco di fine '800.

18 marzo 2014 alle ore 11:04

Ambrose Gwinett Bierce dixit:

Belladonna. In italiano è una bella signora; in inglese un veleno mortale. Esempio particolarmente calzante della fondamentale identità di queste due lingue.

Commenti
  • Luciano Ronchetti Belladonna (o, a seconda dei vari intercalari regionali, in Italia si nomina "bella figa", "bella gnocca" o bona, bonazza, bedda, etc.), secondo Bierce è un aggettivo che nasconderebbe diverse insidie, se letto con gli occhi dei britannici. Io non so se questo sia vero, non possiedo elementi tali da poter dare una risposta all'aforisma in questione (né ho mai studiato, in vita mia, i crani delle belle donne: come fecero, tra la fine del milleottocento e la metà del millenovecento, alcuni studiosi italiani - Lombroso, Garofalo, Ferri - che attraverso lo studio di quella particolare zona anatomica dell'uomo, in particolari uomini - tutti criminali - riuscirono a stabilire i canoni del delitto dando origine alla moderna criminologia) tuttavia posso dire quanto segue: la bellezza (tanto maschile, quanto femminile) è una dote (non so se sia giusto definirla tale) che ci viene concessa dalla nascita (dipenderebbe dai geni o dai baccelli, come stabilì un certo Mendel, nelle sue tre leggi famose, secoli addietro: molti ricorderanno l'alternanza della x o delle y da cui appunto dipenderebbero, secondo il genetista boemo, le caratteristiche fisiche e determinati caratteri del nostro cervello come del nostro aspetto fisico); è un qualcosa, quindi, che non dipende da noi ma, per così dire, dalla fortuna (alcuni nascono stupidi, quindi, altri - invece - lo diverrebbero dopo anni di duro lavoro: dandoci dentro con "olio di gomito", come direbbero, forse gli inglesi...dotati di grande sense of humour!). Mentre altre doti, come la simpatia o la classe, o la gentilezza o la dolcezza, lo sono del tutto: cioè, sono peculiarità che ogni essere umano coltiva e fa sue, se vuole, nel corso della sua esistenza! Quindi, è possibile che una bella donna possa rivelarsi una serpe che possiede in sè qualcosa di velenoso, ossia dispensatrice di mortale veleno, come è possibile che possegga, avendole appunto coltivate, quelle doti di cui detto. Tuttavia, potrebbe anche essere il contrario: ovvero, che una donna meno bella sia anch'essa dispensatrice di veleno mortale, sia anch'essa una serpe velenosa, oppure sia dotata di estrema dolcezza e gentilezza nel suo carattere. In conclusione, quindi, potrei dire che la bellezza (tanto dell'uomo, quanto della donna), probabilmente, non sempre è sinonimo di qualcosa di "velenoso", o negativo, e non sempre può nascondere insidie siffatte...ma al tempo stesso tutto ciò potrebbe anche essere vero!

    26 ottobre alle ore 11:53


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