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in archivio dal 17 apr 2021

Andrea De Flora

PORTICI
Mi descrivo così: Ho pubblicato in molte raccolte poetiche, più volte menzionato ai concorsi letterari nazionali e internazionali.
Vincitore, menzionato e finalista nei concorsi di aforismi.

elementi per pagina
  • 02 giugno alle ore 10:17
    Il prossimo

    In questo scrigno di uomo non c’è quasi niente, solo rari versi.
    Il prossimo è l’unica preghiera.
    Ora, è l’ora, che escano fuori
    dal tempio le speranze senza ali.
    Lacrime

     
  • 02 giugno alle ore 10:14
    Mediterraneo

    Sono sabbia nelle mani
    di un trafficante
    e profugo in viaggio
    di un mare risaputo
    che cela la sorte di corpi.
    C’è un vascello o un porto che salvi?
    Annegato e trascinato a riva
    è l’immagine di un bimbo.
    Confiniamo nelle paure
    respingendo il Prossimo
    in un’isola d’Europa.
    Guerre lontane
    prendono il mare breve della globalizzazione,
    galleggiano in acque oscure e gelide,
    impossibile contare le masse andate a fondo,
    un disumano abisso tombale,
    maree di reti pescano miserie umane
    imprigionandole nelle stive
    nel mar Mediterraneo.
    Sono lenti moti continui i flussi di libertà,
    nell’equa sfera celeste
    governano
    elevate onde anomale.

     
  • 02 giugno alle ore 10:08
    Un alone

    Il grande mistero di luce, ci avvolge, a noi, umili riflessi, che sperano e non osano. A volte, nello spazio infinito, come meteore che navigano, in cerca di pianeti. Che vedi nella foto? Forse una galassia infelice o un alone di passione. Esiste un bene, è il tuo corpo celeste nell’eterna notte di luce. La stella che muore, era la mia fiamma, ora vive nella tua terra, sedotta da un nucleo d’amore.

     
  • 02 giugno alle ore 10:05
    Lei

    Pensava
    di viaggiare
    in un orizzonte
    di verità
    ma esisteva
    viveva
    salvava
    e animava
    un moto verticale
    di desideri.

     
  • 17 aprile alle ore 11:39
    Un’attesa in due stazioni

    Un caldo insopportabile questo gelo,
    respiravo a fatica quell’aria della carrozza.
    Si partiva, per ritornare di nuovo,
    nel treno in corsa, eravamo
    due binari paralleli, per destino
    i nostri scambi, gli incontri all’infinito.
    Due soste, la partenza
    che sembrava già una fine,
    l’altra stazione un abbraccio.
     
    Un’attesa esiste: La sosta,
    è la sensazione, che questo viaggio,
     
    non avrà fine, se c’è l’amore.

     
  • 17 aprile alle ore 11:37
    Cuore

    Il confine, una regola del cuore.

    In questo limite invalicabile,

    io sogno,

    ed è una notte chiara senza stelle.

    Al risveglio, ascolto

    prima di scorgere

    la meraviglia di un'alba.

    Una sola immagine

    o un punto piccolo,

    fiorirà negli occhi,

    in quell’orizzonte,

    un cuore perfetto.

    Un Sole, illumina, riscalda,

    vive, nell’Universo.

    Sarà vento e rosso di sera,

    mi affido, ancora, al suo cuore.

     
  • 17 aprile alle ore 11:36
    Simile e diverso

    È sorprendente.
    Esiste una famiglia speciale di sette sorelle ed un cugino
    del Sole a meno di quaranta anni luce.
    Immagino delle forme di vita aliene che passeggiano sulle
    acque, nell’orizzonte universale di rime animate da
    scenari futuristici.
    Spazio Divino, oceani aperti agli occhi,
    nell’orbita un sistema planetario, simile e diverso,
    visioni armoniche di atmosfere
    meno infernali del mondo globale,
    climi favorevoli alle navicelle
    che gravitano nella Via Lattea,
    nelle galassie non troppo distanti.
    Anime di pianeti le ombre misurate nella luce,
    rivelano dall’altra parte dell’infinito
    le affinità dei corpi celesti.