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Autore

Angelo Capotosto

in archivio dal 27 feb 2013

Gaeta - Italia

11 ottobre 2013 alle ore 14:10

Trailer Letterari

di Angelo Capotosto

editore: Lettere Animate

pagine: 128

prezzo: 1.49 €

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“Trailer Letterari” di Angelo Capotosto è sicuramente un libro dai molti aggettivi; composito, per sua stessa natura, e anche tripartito: in forma, contenuto e struttura. E quest’ultima è la protagonista, la padrona, la più funzionale delle parti. L’idea originale da cui trae sviluppo l’impianto di un esordio narrativo che si sforza di riunire in un sol colpo, e in trenta micro-racconti, nozione e riflessione, mente e viscere, ragione e sentimento. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che il cinema, oltre a essere un’arte, è anche una passione, e che come in tutte le cose affini, come in tutti gli amori veri, convive un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, un’ala razionale e l’altra d’impeto. Però ciò che di “Trailer Letterari” balza subito all’occhio è la capacità di schematizzare, l’aver creato un gioco costituito da tessere che s’incastrano, ciascuna contenente un triplice riferimento - un film, una citazione e la liberissima elaborazione in forma di racconto del concetto che li lega -, ciascuna che rimanda all’altra in virtù di un ‘unicum’, di un filo conduttore latente. Che forse è il tentativo di un uomo di narrare le sue trasformazioni e il modo in cui cozzano con l’universo mondo. Allora il gioco si fa serio, a suo modo e non più di tanto, e sbanca le emozioni quando si attiene alle esperienze concrete, alla ‘finzione del reale’: è quel che capita nei casi di “Ti presento i miei/Casa dolce casa”, “Il curioso caso di Benjamin Button/L’esperienza” e “Mi presenti i tuoi?/Stillicidio”, ammantati di una sincerità che il più delle volte manca perché nascosta, laddove non dal sarcasmo, da una certa forma di ironia da social network, di umorismo ai confini del cinismo. Nel primo caso Capotosto prova a commuovere, nel secondo a divertire. In ambedue, si vede che si è divertito lui per primo - e che probabilmente continuerà a farlo, per la gioia di chi s'è appassionato alle sue micro-pellicole esistenzialiste.

recensione di Francesca Fichera

Commenti
  • Cinzia Trevisan L’essenza di Trailer Letterari risiede nel dettaglio: il dettaglio della citazione, il dettaglio richiamato dalla scena di un film che evoca un’immagine e spalanca la mente. Ci troviamo all’interno di un’inaspettata sperimentazione letteraria: un cocktail di cinema, musica, attualità e letteratura permeato di intime introspezioni, aspre critiche più o meno palesate attraverso un abile uso del sarcasmo, il tutto amalgamato a dovere tra racconti di ampio respiro e racconti in cui lo stream of consciousness la fa da padrona. Ogni racconto ha 2 titoli: uno è quello che Angelo Capotosto sceglie per impregnare di senso le sue storie, l’altro è quello dello sceneggiatore del film connesso che ora, contestualizzato e customizzato ad hoc, funziona come input. E’ il mezzo, per arrivare a cogliere il senso del tutto, in una visione globale che tanto auspichiamo in quanto effimeri individui ma che non ci è concessa se non durante questa lettura che ci trasporta in uno stato di conoscenza illudendoci facendoci sentire onniscienti. I protagonisti sono persone reali che si trasformano in tormentate psicologie attraverso un percorso evolutivo costellato di personaggi mitici e mitologici. In un’altalena tra le amare risate che involontariamente ci offre Nicholas in una “Notte da Leoni/LA SAGGEZZA DELLA MATURITÀ “ e i sorrisi sinceri per l’innocente dolcezza di Federico di “Tre Metri sopra il cielo/LA SECONDA PRIMA VOLTA ”riusciamo a commuoverci quando il bisogno di appartenenza e i legami di sangue vengono messi sotto la lente d’ingrandimento in “Ogni Cosa è Illuminata/TEMPUS FUGIT” e nei due racconti legati alle pellicole di Ben Stiller (“Ti presento i Miei/CASA DOLCE CASA” e “Mi presenti i Tuoi?/STILLICIDIO” ). Anche i luoghi sono la nostra casa, la città che viviamo, la società di cui formalmente accettiamo le regole imposte senza che queste ci appartengano perché impregnate di ipocrisia e frasi fatte. Condividiamo la rabbia per il sopruso di Stefano in “A Beautiful Mind/IL BARONE DIMEZZATO “ e l’impotenza di Fabrizio in “Taxi driver/MEMENTO AUDERE SEMPER”; proviamo frustrazione con Giorgio Maraschi ne “Il Signore degli Anelli/ORGOGLIOSO ANONIMATO” e senso di fallimento insieme a Marco Revelli in “Terapia d’Urto/RIFIUTI TOSSICI”. Ci troviamo catapultati in un surrealismo molto più vero di quanto non vorremmo e non solo per l’esplicito riferimento a Dalì ne “Il Labirinto del Fauno/LA FAMILIARITÀ DEL LABIRINTO”. In un continuo cambio di prospettive, come succede per esempio in “In Barca a Vela Contromano/PUNTI DI VISTA”, si interrompe il continuum spazio-temporale e si crea una dimensione parallela e indefinita. L’autore/narratore/protagonista, che si mostra e si nasconde, ci concede di penetrare i suoi pensieri non comuni che si manifestano con un’impetuosa cascata di parole per diventare lo sfogo di personali confidenze sprigionando consapevolezza: particolarmente intensi sono “Zeitgeist/CONTROMISURE CONCRETIZZATE e “Le Conseguenze dell’Amore/URLA CIECHE”. Questo libro, per parafrasare la quarta di copertina, è chiunque e dovunque. Capotosto gioca sui contrasti: le luci vitali dell’alba e le ombre cupe del tramonto, l’amore tenero di un nonno e l’amore malato confuso con il bisogno, la spiritualità che eleva al divino e l’umanità rozza e indelicata, il destino imprescindibile che impone l’ultima parola e il libero arbitrio di chi decide di metterlo in discussione. Brillano come diamanti queste piccole perle nere che l’autore lancia come dadi nel tavolo del gioco della vita. Oltre il racconto, oltre la pellicola cinematografica, oltre il testo della canzone, oltre il sentimento e oltre il cinismo: questo è Trailer Letterari.

    02 novembre 2013 alle ore 14:52


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