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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

12 aprile 2012 alle ore 17:08

Aurora Cantini dixit:

 Non è vero che chi legge ha la testa tra le nuvole. Tutt’altro. Ma il poeta non può più stare solo nella sua torre a rimirare il cielo. Deve sporcare di fango i suoi passi, e raccogliere il respiro del mondo.

Commenti
  • Gabriella Stigliano Penso anche io che la figura del poeta sia come lei lo ha descritto qui. Complimenti pe esser arrivata all'essenza con brevi e poetiche parole.

    15 luglio 2013 alle ore 23:44


  • Aurora Cantini A Gabriella Stigliano grazie per l'attenzione mostrata verso questi miei semplici pensieri, felice di trovare corrispondenza di idee e sentimenti. E' essenziale la condivisione tra poeti, siamo già così soli in questo mondo dove tutto passa attraverso la "visibilità", la tv, l'apparire che rende ancora più difficile parlare di Poesia.

    17 luglio 2013 alle ore 11:05


  • Gabriella Stigliano Mi ritrovo ancora una volta nelle sue parole...ha perfettamente ragione. A volta la Poesia è come parlare in solitudine

    17 luglio 2013 alle ore 12:12


  • Aurora Cantini Cara Gabriella Stigliano, non sa quanto è vero, e addolora, tanto. Si fa una tremenda fatica anche solo a farsi mettere due righe sul giornale della provincia, quanta solitudine, non per le poesie (perchè non è vero che i poeti sono tristi), ma per il silenzio degli altri, il silenzio che c'è intorno alla poesia.

    19 luglio 2013 alle ore 17:52


  • Gabriella Stigliano I poeti sono solo un pò più emotivi di altre e vivono le emozioni belle e brutte in modo diverso, secondo me. Il silenzio intorno alla poesia è davvero tanto, come un senso di vuoto che inghiotte ed è davvero difficile farsi sentire.La pensiamo allo steso modo.

    19 luglio 2013 alle ore 19:17


  • Augusto Villa Vero, bisogna camminare nel mondo e coglierne il respiro. Oggi come oggi son sempre meno quelli che sanno cosa sia l'ascolto...

    13 ottobre 2016 alle ore 17:02


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