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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

16 ottobre 2014 alle ore 22:51

Accendi la mia bocca, o Musa, da "Uno scrigno è l'amore" 2007

Accendi la mia bocca, o Musa,
tu che di fuoco e ardori
avvolgi le mie membra stanche,
 
tu che di vento e tempesta
accartocci il mio cuore
 
e spargi d’aneliti rubati al tempo
il mio battere di ciglia.
 
Ora tra i miei petali dischiusi
offro una corolla  dei miei sogni
e dei miei pochi passi
tra gli intricati arbusti
del tuo vago ancheggiare.
 
Baciami, o Musa,
sulle mie palpebre chiuse,
sulle mie ansie segrete,
 
fammi innamorare ancora del tuo spaziare,
fino a peregrinare eterna,
eterea,
esule in terra
come una foglia,
come un fiore leggero
tra corolle schiuse,
dischiuse,
offuscate
e  smorte
ma mai sfiorite.
 
Baciami,
e vivrò per sempre in te,
mia Poesia.
 
c.aurora
Da “Uno scrigno è l’amore” 2007
 

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