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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

12 marzo 2014 alle ore 21:01

Perché... le stragi del sabato sera

Perché è sempre così febbrile
la voglia
di afferrare l’orizzonte,
perché ogni strada, ogni curva
sono come fili di lana
attorcigliati sulle dita,
perché non lasciano mai che il respiro
si posi sull’ombra di una foglia,
perché…
 
Io, come un pallido graffio sull’orizzonte,
osservo le notti inchinarsi
all’oro e al vento di queste meteore inquiete.
 
Posso solo chiedermi perché,
perché quando l’alba piange
l’agonia di tanti sogni infranti,
non sappiamo tergere con quest’ acqua benedetta
la vergogna e il dolore che bagnano il cuore.
 
Perché li lasciamo andare così,
senza una parola,
senza il senso del ritorno,
perché noi nell’attenderli
li crediamo vincitori
e immortali noi stessi,
perché…
 
Il muto orizzonte osserva
e tace il suo segreto
lasciando che il miraggio dell’infinito fondo
avvinca ancora e sempre
fino all’ultima alba.
 
 
 

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