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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

11 aprile 2013 alle ore 23:08

Attimo

Intro: Viviamo di attimi: un attimo è il momento della <b >felicità</b>, quell’istante di pura ebbrezza che ci coglie inaspettatamente e nei posti più impensati, nei momenti più banali, nell’ascoltare una canzone, nella visione di una foto, nel vedere un volto amato, nel pregustare un libro atteso, davanti ad un piatto prelibato, nel pensiero di un’attesa

Il racconto

Viviamo di attimi: un attimo è il momento della felicità, quell’istante di pura ebbrezza che ci coglie inaspettatamente e nei posti più impensati, nei momenti più banali, nell’ascoltare una canzone, nella visione di una foto, nel vedere un volto amato, nel pregustare un libro atteso, davanti ad un piatto prelibato, nel pensiero di un’attesa, nei colori di un fiore, nella goccia di pioggia, nell’arcobaleno dopo un temporale… Attimi, in cui il cuore balza in petto a mille, e il sorriso avvolge la nostra mente, gli occhi si illuminano in vibranti promesse, la pelle appare più lucente, calda, viva.

Attimi per le parole dette, non dette, pensate, arrotolate sotto la lingua, marchiate sul foglio, gettate al vento, urlate al cuore, lanciate contro, coccolate ed amate, custodite come segreti, buttate via, spezzate, rimpiante, recitate e bugiarde, intrise di veleno a cui attingere la nostra rabbia.

Attimi, istanti, come la tragedia, che ineluttabile, invincibile, piomba nella nostra vita ordinata, pulita, schematizzata, preparata e costruita con abili e sapienti intarsi operosi, e la stravolge, la spezza, la frantuma, la riduce polvere: è un attimo, e BAM!

Non esiste più nulla di quello che prima era così solido, reale, certo. Un attimo per il dolore, è quell’infinitesimo spazio temporale che porta il dolore, che fa scattare il frantumarsi di ogni sicurezza. Fino ad un istante prima, fino ad un battito prima, e poi, da lì in poi, il dolore e la tragedia calano le loro pesanti coltri e cancellano ogni luce, ogni tratto conosciuto.

Viviamo di attimi, attimi persi, sconfitti, le occasioni mancate per quel sospeso tentennare, quella minuscola indecisione, quel forse, che cambia ogni seguito, ogni proseguire di storia.

Attimi, come l’ultimo respiro, il palpito che non va oltre,  l’anelito che lascia il corpo, trasformandolo in un guscio morto, fagotto senza vita, inanimato.

Attimi, come la scintilla che dà vita, la creazione, l’esistere. Ogni attimo, migliaia di attimi, milioni di istanti, miliardi di battiti, compongono il nostro essere al Mondo, particelle composte in un unico progetto, catena di eventi che recano il marchio della nostra Storia e si intrecciano a creare, modificare, evolvere, ma anche annullare e accartocciare altre Storie. È un attimo.

 

 

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