username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 28 ago 2011

Carlo Feroldi

Casalmaggiore (CR) - Italia
Mi descrivo così: Non chiedetemi perchè scrivo! Bella domanda,soprattutto se lo chiedete a me.Gli altri che scrivono per davvero non lo so perchè scrivono, io? ...così...per hobby, a volte per far sì che un viaggio sia meno noioso...a volte perchè la notte sia meno lunga a volte per associare i ricordi.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
elementi per pagina
  • 11 novembre 2012 alle ore 17:22
    Tutto tace

    E' domenica e tutto tace là nel cantiere,
    tacciono i tecnici,tacciono le gru,tacciono le betoniere.

     
  • 13 ottobre 2012 alle ore 18:21
    Vola nell'aria

    Vola nell’aria pensiero d’amore,solo soletto senza dolore.

     
  • 09 ottobre 2012 alle ore 13:40
    Migrantes

    Partivan da Milano con il futuro vano,
    andavano a Torino,arrivarono a Tirano.
    Tornaron da Tirano andavano a Torino,
    li arrestarono a Milano in un contesto strano.

     
  • 29 settembre 2012 alle ore 10:36
    Dall'Antonia

    Lontano da stadi, serate in cui non contano  reti fatte e subite.
    Fanti di coppe e briscole mal giocate cementano amicizie nel bistrot di pareti ingiallite.
    Tra buvette, vini bianchi e risate, progettando speranze non ancora sopite, riaffiorano nostalgie e ricordi di fiducie tradite.
    Nebbie bianche, foschie, musicanti eccitati, bevuti e stonati,
    vorresti liberare quella danza occitana per dirle riportami ai suoni, riportami al calore dell’alta Val Brembana.

     
  • 15 settembre 2012 alle ore 15:26
    Il Silenzio

    Il silenzio leggero,
    Il silenzio degli innocenti, il silenzio dei colpevoli,
    Il silenzio che parla, il silenzio di chi dice già molto,il silenzio di chi stà zitto per il bene di tutti,
    Il silenzio degli imbecilli, il silenzio degli arroganti, il silenzio dei polemici,il silenzio degli incazzati, il silenzio delle urla,
    Il silenzio dei vincenti, il silenzio dei perdenti, Il silenzio stampa,il silenzio di Mou, il silenzio di Karanka,il silenzio di Zdenek,
    Il silenzio di novantadue camere comode dotate di ogni comfort,il silenzio di quanta pace può esserci,
    Il silenzio albanese,il silenzio novarese
    Il silenzio d’amore perché l’amore è silenzio,
    il silenzio di chi sente arrivare il momento tanto atteso,
    Il silenzio di chi sceglie,
    il silenzio di chi sceglie il silenzio e basta.

     
elementi per pagina
  • 13 agosto 2014 alle ore 11:42
    Phenomena la ballerina di valzer

    Come comincia: Una carriera straordinaria nelle sale del liscio dove la idolatravano per le sue doti mistiche, poi l’incostanza, giri di valzer sbagliati cosi come sbagliato è stato quel taglio di capelli e il matrimonio con quel becco del Civetta. Così è che la ballerina di liscio che credeva di essere un fenomeno, la ballerina che non era capace eccetto quando diventava un fenomeno e che senza sprechi di umiltà credeva di essere la migliore, e solo per una patacca vinta al “Festival del Tacco d’Oro” (e anche lì alla fin fine nessuno era d’accordo) dove si era esibita accompagnata da quella sgangherata orchestra di Triciclo e Balloncini si è trovata nuovamente disoccupata. Anche il ballo liscio ha le sue regole, anche nel ballo liscio, soprattutto nel valzer alla fine conta quello che riesci a produrre e, nel caso di Phenomena poco, troppo poco. Tra i tanti pelati, nani e ballerini è vero che c’era uno che aveva messo gli occhi su Phenomena, ma lei ha preferito coltivare e difendere il suo orticello dalle incursioni, ma appunto un orticello, quando aveva a disposizione intere praterie per i suoi giri di valzer. Così una sera gli amici l’hanno vista ballare dalle parti di Gambolò, in una sera di un giorno di festa in cui anche rumore degli amici fa male perché hai paura che la festa la facciano a te. L’unica misera offerta era arrivata da li, 50 cents a valzer tra coppie danzanti al tempo di tre quarti. Aveva la faccia che ha un tacchino nel giorno del ringraziamento, ripeteva a tutti sto bene e ho fiducia.

     
  • 27 dicembre 2012 alle ore 2:05
    Mario nel fantastico mondo dei choosy

    Come comincia: Mario è un professionista qualificato con anni di esperienza. A causa della crisi ha perso il lavoro ad un’età dove è difficile rimettersi in gioco: non ti danno nemmeno retta perché,classico paradosso di questi tempi, sei troppo giovane per andare in pensione e troppo vecchio per essere assunto in qualche azienda. Per cui cosa fare? Morire di fame? La Caritas? No, Mario si è accontentato, si è rimboccato le maniche,fà dei corsi e tenta “la carriera” nel mercato delle vacche. Un lavoro poco adatto ad un uomo adulto,non c’è uno straccio di rimborso spese,non c’è uno stipendio fisso garantito, devi girare per la città,fissarti gli appuntamenti e sperare che qualcuno ti firmi un contratto altrimenti non guadagni nulla,neppure i soldi che hai speso in benzina per girare la città.Mario è uno che non molla mai! Mario ha una figlia, è insegnante elementare e si arrangia con le supplenze,quando ci sono. Ha lavorato in vari call center perché il mercato del lavoro è quello che è e ci si deve “accontentare”giusto? Bene, ha studiato per fare la maestra, ha titoli professionali,diplomi e specializzazioni ma,alla fin fine non è che le siano ancora serviti. Sembrerebbe solo la storia di due persone che non sono mai state choosy,tutt’altro. Ci si mette il destino, a Mario viene diagnosticata una malattia, la vista si abbassa, comincia a muovere le mani con difficoltà,dolori diffusi gli impediscono i normali movimenti. Difficile lavorare in queste condizione per un uomo che per guadagnare qualche cosa più che lavorare deve “galoppare” per gli altri. Supportato dai medici Mario fà richiesta di prepensionamento ma gli viene negata, chiede all’agenzia la possibilità di lavorare seduto ad una scrivania, magari inserendo contratti, fare calcoli al computer o quant’altro possa servire ma gli viene negata dal suo capo strabico; servono i numeri ed il suo lavoro è fare i numeri e basta, perché Mario lavora,o meglio galoppa, in una agenzia dove si presta molta attenzione ai numeri e scarsa o nessuna a chi i numeri li fà e Mario è consapevole di essere solo un numero. Numeri numeri numeri e basta! Maledetti numeri, sempre e solo numeri che neanche nella tombola di Natale sono stati capaci di farlo sorridere regalandogli nemmeno un misero ambo. Decide che chi deve dare i numeri una volta tanto non devono essere gli altri, e che cazzo! Questa volta deve essere lui! In una gelida serata dei primi di gennaio, raggiunge Levata, apre il baule gettando il panettone scaduto che il capo strabico dell’agenzia gli ha regalato in una scarpata e decide che sarà un 21 e 18, che anche il locale Levata-Pioltello in fondo và bene, niente Frecciarossa o Regionale Veloce, Mario un choosy non lo è stato mai, e non è una questione di costi perché Mario su quel treno non ci deve salire. I fari del furgone dei necrofori illuminano nella notte ormai fonda  i colleghi del Mario subito accorsi, mandati dal capo strabico dell’agenzia  che, mascherati da avvoltoi, piangendo lacrime di coccodrillo,  raccolgono e si spartiscono litigando i fogli con i contratti di Mario sparsi sui binari.