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in archivio dal 05 ott 2009

Claudio Cisco

18 ottobre 1964, Messina - Israele
Segni particolari: Nessuno
Mi descrivo così: Sono scrittore e poeta. Malinconico e meditativo per natura, sensibilissimo ed artisticamente creativo.
Mi trovi anche su:

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  • 11 gennaio 2013 alle ore 9:21
    FOLGORI

    Ci sono macchie scure, zone d’ombra che anziché scacciare ho alimentato,
    Che non riesco ad estirpare mai dal mio io: frutti cattivi d’un albero buono,
    Enigmi interiori della mia mente, sempre invasa da concupiscenti tentazioni demoniache,
    Carnali follie indecifrabili radicate in me sin dalla nascita:
    Perdonami mamma!
    Se non son riuscito ad essere ciò che volevi,
    Per non aver saputo vivere una vita normale: una falsa libertà mi rendeva schiavo.
    Ora che tu non sei più capisco che l’unica ragione della tua vita ero io
    Le tue parole scuotono la mia anima
    Come folgori nella notte, ho sfigurato la bellezza dell’anima scandalizzando i miei occhi;
    Rimane il rimpianto di non averti ascoltata e il doloroso esame d’un passato ingolfato di sbagli.
    Ma vi è un’unica grande consolazione dopo la tua morte, segno di vittoria:
    L’imbattibile tempio di Satana fatto di lussuriose immagini oscene,
    Eretto in segreto a casa mia, ora brucia nel fuoco, umiliato ed impotente,
    Ridotto in cenere, trasformato in sporcizia e spazzatura.

     
  • 10 ottobre 2009
    Il silenzio nel silenzio

    Erba appena bagnata sulla livida terra,
    odore di pioggia da poco caduta
    trasporta nell'aria bollicine di sogni,
    in questo autunno che scorre lento...
    Silenti alberi ammutoliti e spogliati
    attendono stanchi giovani foglie,
    con la nuova stagione arriveranno
    in questo autunno che respira lento...
    Un colore giallognolo suggestivo e irreale
    avvolge ogni cosa di magico incanto,
    sfumature di anime invocano il sole
    in questo autunno che sbadiglia lento...
    Piante e animali stanno dormendo
    la natura è un fantasma che si aggira ramingo,
    persino le pietre chiudono gli occhi arrossati
    in questo autunno che dorme lento...
    Non si avvertono rumori, non si odono lamenti
    non c'è più linfa, è sottratta ogni energia,
    domina il nulla immobile e statico
    in questo autunno che tace lento...
    Una coltre di nebbia come una nuvola
    disegna il paesaggio di malinconica assenza,
    una sottile tristezza scende sul cuore
    in questo autunno che muore lento...
    E in questo bosco solitario e sperduto
    dove anche il vento non ha la forza di soffiare,
    io perdo me stesso ed i miei pensieri
    e nel silenzio io rimango in silenzio.

     
  • 05 ottobre 2009
    Puledrino

    È una piccola bellezza la sua
    in tutti i sensi,
    con quelle gambette ancor deboli.
    Venuto alla luce da una settimana,
    ha sempre un’aria incuriosita
    per tutto ciò che di nuovo gli sta intorno.
    È completamente nero come la notte,
    con soltanto un piccolo raggio di luce sulla fronte;
    fa tenerezza con quel corpicino che appena nato muove i primi passi.
    Non so... ma questa piccola creatura
    possiede una bellezza estranea a questo mondo, una novità
    due occhietti dolci che osservandoli ti fanno innamorare di lui.
    Ora, disteso fissa il vuoto
    chissà a cosa pensa!
    le sue orecchie attente aspettano qualcosa di curioso.
    Appena la sua mamma si muove
    lui la segue come se avesse paura di rimanere da solo,
    in questo mondo che sente ancora straniero.
    Con quelle lunghe gambette e tutto il suo corpicino
    scoprirà pian piano la vita
    e non sarà più un gioco.
    E chissà,
    forse un giorno sarà libero di correre lungo i campi
    da solo con la sua raggiante bellezza. 

     
  • 05 ottobre 2009
    L'armonia del creato

    Da ogni notte buia
    rinasce sempre il sole
    così come dal bruco
    fuoriesce ogni volta una crisalide.
    E fra una stella lassù
    ed una lucciola quaggiù
    nessuna distanza, la stessa luce.
    Tra Dio e l'ultimo insetto creato
    nessuna differenza,
    la stessa perfezione e l'identico amore.
    Ogni cuore che palpita,
    anche il più piccolo che esista nell'universo,
    è un battito di vita e d'amore.

     
  • 05 ottobre 2009
    Stella del mattino

    Bentornata stella del mattino
    ancora dai miei occhi sgorga pianto:
    che giorno è questo in cui tu dormi ignara,
    mentre io già veglio sui miei fantasmi antichi?
    Ti sveglierà l’odore del bosco
    e il lento dischiudersi di altri baci.
    Avrai suoni e colori anche per oggi.
    Io, soltanto la tristezza. 

     
  • 05 ottobre 2009
    Ossessione per una ninfetta

    Liberamente ispirata al libro "Lolita" di V. Nabokov

     

    Spiccava col suo giovane corpo e l'aria da bambina tra la gente ignara
    quel piccolo micidiale demonietto,
    inconsapevole anche lei del proprio fantastico potere.
    Mi guardò col suo visino indecifrabile di ragazzina tredicenne
    come se mi avesse letto il desiderio negli occhi
    fino ad intuirne la profondità
    e nel preciso momento in cui i nostri occhi s'incrociarono,
    tra di noi si stabilì subito un'intesa
    capace di annullare in quell'attimo qualunque barriera
    ed io non avrei potuto abbassare gli occhi
    neanche se fosse stata in gioco la mia vita.
    La sfiorai ma senza osare toccarla,
    respirai intensamente quella sua delicata fragranza
    che sapeva di borotalco
    e da quel punto così vicino eppure disperatamente lontano
    ebbi per la prima volta la consapevolezza,
    chiara come quella di dover morire,
    di amarla più di qualsiasi cosa avessi mai visto o potuto immaginare
    e di voler essere il primo ad assaporare quel piacere proibito
    che soltanto la mia giovanissima dea dell'amore
    avrebbe saputo offrirmi
    in un paradiso illuminato dai bagliori dell'inferno.
    Un uomo normale,
    forse per vergogna o sensi di colpa,
    scaccerebbe via dalla propria mente simili pensieri.
    Bisogna essere artisti,
    eterni bambini sempre in volo senza logica nè equilibrio
    folli di malinconia e di disperazione
    di solitudine e di tenerezza
    per lasciarsi totalmente trasportare e tormentare
    dalla magica ossessione per quella ninfetta.

     
  • 05 ottobre 2009
    La luna di Peter Pan

    Sentirsi eterni adolescenti
    o addirittura curiosi bambini
    alla meravigliosa scoperta del mondo.
    Presi per mano dalla fantasia,
    sospesi fra le nuvole
    tra favole ed eroi,
    viviamo nella città dei sogni.
    In fondo
    siamo creature talmente vulnerabili e fragili
    che finiscono per provare realmente
    i sentimenti e le emozioni che immaginano.
    E rifiutare di crescere,
    fuggire dalle proprie responsabilità,
    annullare la vecchiaia e cancellare la morte.
    Tutto è ingenuità,
    disarmante stupore,
    poetica avventura,
    tenerissima immaturità.
    Avere per amici solamente
    gli artisti,
    gli uccelli,
    gli acrobati,
    gli angeli
    e tutti coloro i quali
    con i piedi per terra
    un senso non hanno.
    Viaggiare con la mente,
    leggeri come piume
    che non atterrano neanche senza vento,
    col dono dell'immunità'
    verso i problemi pratici quotidiani,
    incontaminati dalla crudeltà del materialismo.
    Noi siamo Peter Pan,
    affetti da una sindrome cronica
    che non si potrà mai curare
    e che si nutre ogni giorno
    di nuovi colori, nuove sensazioni,
    abbiamo la luna sempre negli occhi
    siam pronti a raggiungerla in ogni magico istante.
    Siam veramente malati e patologici?
    o forse siamo solo
    più fortunati di altri,
    capaci di essere noi stessi.
    Credo che siamo davvero vicini a Dio
    e veniamo da un mondo
    che sta al di là. 

     
  • 05 ottobre 2009
    Al di là della siepe

    Odore di foglie di menta
    bagnate in una notte estiva
    circondate dalle lucciole
    nel giardino della mia infanzia.
    Ascolto,
    a testa in giù come un acrobata,
    l’eco delle tue parole
    incontrare i miei pensieri,
    sottile momento di comunione
    al di là della siepe.

     
  • 05 ottobre 2009
    Istante eterno

    Mi svegli di soprassalto,
    la notte è carica di misteriosi segreti.
    Esco dalla mia morbida tana
    ed inseguo una fata irrequieta.
    Mi conduce lì,
    in luoghi soavi ed incantati.
    Boschi incontaminati, fiumi e laghi scintillanti
    profumi nascosti eppur quasi reali.
    Lì incontro gli elfi, mitiche originali creature
    e anche gnomi, folletti, e tanti strani esseri sconosciuti alla realtà.
    Rimango a braccia aperte sotto cascate d’acqua cristallina
    poi volo libero tra vulcani e nuvole.
    Guardo affascinato ma non domando nulla
    non oso chiedere dove sono.
    So soltanto che è stato un istante eterno,
    spazzato via troppo in fretta dalla bufera della vita. 

     
  • 05 ottobre 2009
    Occhi di gatta

    Occhi oblunghi d'ambra e smeraldo
    percorsi dai sentieri dell'eden.
    Oasi sconfinati di terre e fuoco
    solcati dai fiumi dell'anima.
    Mondi lontani d'amore e odio
    abitati da abissi profondi.
    Occhi di gatta
    inafferrabile enigma.

     
  • 05 ottobre 2009
    Nisida (enigmi interiori)

    Sconosciuta Nisida,
    sacerdotessa del male,
    misteriosa,
    imprendibile,
    diabolicamente angelica
    dimmi ti prego: chi sei?
    Fai parte del mio mondo mortale
    o ti ha partorito la mia immaginazione?
    Sei una creatura di carne e ossa
    oppure un'entità figlia di magia e misteri?
    Ogni notte ed alla stessa ora
    puntuale mi rapisci
    col tuo campo magnetico
    invisibile alone che dà piacere e uccide
    e mi traforma in alieno uguale a te
    estrema lotta fra carne e spirito
    drammatico calvario
    di orgasmi e morte.
    Ti scongiuro Nisida
    svelami il tuo complicatissimo enigma
    e rivelami se è donna o fantasma
    colei che di notte fa l'amore con me.
    Amabile folle creatura
    da quale mondo vieni?
    che poteri hai?
    che specie di demone sei?
    Non ho paura di te, sai
    ma le conseguenze
    di questa tua presenza in me
    non sono in grado di controllarle.
    Io so da sempre
    di non essere normale
    legato da un cordone ombelicale
    alla solitudine
    perso nei labirinti dell'angoscia
    sospeso tra le forze del bene
    e quelle del male
    aggrappato solo all'arte
    ed alla sua creatività.
    Ma tu inafferrabile Nisida
    sei una lama affondata nella mia carne
    una voce lunare che mi guida la mente
    ed hai disintegrato ogni equilibrio
    ormai sono folle più dei folli.
    E' tempo di portarmi con te,
    seducente Nisida
    questo mondo non è più per me
    la mia anima è troppo inquieta e gitana
    per rimanere ancora,
    ho conosciuto solo tenebre
    ora voglio entrare nella luce.

     
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  • 11 gennaio 2013 alle ore 9:18
    Apriti con me

    Come comincia: Non puoi fuggire da te stessa, non devi nasconderti anche da me. Ormai io ti conosco sai, è come se leggessi dentro i tuoi pensieri. Nei tuoi occhi da troppo tempo spenti ma bellissimi e di straordinario colore, vedo riflessa chiaramente come per magia la tua anima. Il tuo sguardo avvilente, etereo, quasi lunare smaschera questo tuo essere creatura persa, come chi è presente solamente col corpo ed è lontana mille anni luce con la mente Ma io provo ad immaginare il fascino di quel tuo viso che sarebbe capace di ipnotizzare chiunque se solo potesse ritrovare la bellezza e la spensieratezza del suo sorriso. Ti prego: apriti con me! Non chiuderti tenendoti tutto dentro, forse non trovi le parole, non sai da dove cominciare. Parlami del malessere che ti opprime  e dal quale credi di non poterti liberare. Ci sono segreti, esistono paure in te, lo sento. La tua vita è un mare in tempesta ed il tuo futuro lo vedi annebbiato, hai già pianto parecchio fino a prosciugare ogni lacrima ma dall'amarezza e lo sconforto di questo tuo dolore, ne uscirai fuori e per sempre, se lo vorrai veramente. La mente mia ora precipita in fondo alla tua, e in simbiosi con i tuoi stessi tormenti scopre un'ombra, intravede una solitudine profondissima, si perde nel labirinto del tuo mistero lasciandosi del tutto rapire dalla angoscia che ti possiede. Come fari abbaglianti nel buio, i tuoi pensieri negativi sparano su me ma non mi uccidono, mi danno più forza. Ti scongiuro: apriti con me! Io ti ascolterò con attenzione e pazienza senza giudicarti affatto ma cercando di comprenderti, calandomi al tuo posto. Ora dimmi perchè ti consumi così, cosa c'è che mi nascondi, c'è un pericolo che incombe o un demone alle tue spalle. Dimmi tutto ciò che vuoi,  qualsiasi cosa o confidenza, fammi partecipe di ogni tua sensazione, io sono pronto a seguirti con cura, ovunque ed a qualunque costo, finchè mi permetterai di farlo, amica mia! Non odiarti in questo modo ma rendi il bene per il male, prova finalmente ad amarti un pò, scaccia via dalla tua vita la tristezza, i fantasmi della notte, distruggi definitivamente la disperazione. Sento che un sogno, una speranza sopravvivono ancora sepolti dentro il tuo io, ti chiedono luce, entusiasmo, poesia, invocano tenerezza. Ti supplicano soltanto di non arrenderti al male ma di lottare, di non perdere la fiducia in te stessa, sanno che se vuoi ce la fai, puoi riscattarti aprendo gli occhi che tieni bendati. Insegui quel sogno e quella speranza, fallo con volontà e coraggio, credendoci fino in fondo, ti accorgerai che sono più vicini e raggiungibili di quanto tu possa pensare. Fai piovere amore su di te, apri la porta del cuore, quanto c'è di puro, di meraviglioso tu l'avrai. Coltiva e lascia germogliare quegli amori trascurati ed abbandonati in fondo al tuo cuore, sai bene che ci sono ancora, ti stupirai piangendo di gioia nell'osservarli fiorire nella tua  giovane vita. Credimi, ti prego ascolta queste mie parole: apriti con me! Io sono qui con te per aiutarti. Non c'è sbaglio o colpa alla quale non si possa rimediare, non esiste sconfitta in grado di annullarti e non è mai troppo tardi per riemergere. Adesso sei solo caduta ma ti giuro e sono certo che presto ti rialzerai e rinascerai con più forza e più amore di prima. Credici, credici, credici

     
  • 09 novembre 2009
    Fantasmi nella notte

    Come comincia: Ascolta..... ragazza sperduta in quest'infinito.
    E' notte, ogni cosa intorno è spenta e tace.
    Nel silenzio, dolcissimo, altre sensazioni di un mondo totalmente sconosciuto ma intrinseco con i nostri giovani spiriti, vivono con suoni e colori in dimensioni parallele e niente è ciò che sembra. Attimo fugace, come un fiore che sbocciando muore, in questa notte t'amo per non amarti più.
    Noi due siamo come fantasmi nella notte, anime vaganti in cerca d'amore, muovendoci insieme, in trasparenza, candidamente invisibili, ci avviciniamo piano per non aver paura nell'oscurità.
    Noi due fantasmi nella notte, solitari astri dispersi nel grande firmamento lassù, senza tempo e senza storia, rapiti dall'oblio, misteriosamente avvolti dalle tenebre, angeli di questa giovinezza. Magicamente lontani dal flusso impetuoso della multanime esistenza, noi due non avvertiamo più il battito sconfinato dell'infinito come orrenda solitudine e mistero interminabile. La realtà ci appare come un susseguirsi di fantasmi vuoti e meccanici ed ogni residuo di tristezza si smarrisce del tutto o vibra remoto in un placamento soave.
    Ragazza sconosciuta! sei bella tra le ombre, sei più bianca della luna, il tuo viso brilla come una candela...
    Lascia questa mia mano che hai stretto così fugacemente questa notte.
    Alle prime luci dell'alba le nostre strade si divideranno per non ritrovarsi mai più.
    Abbiamo acceso un fuoco in noi che il vento della vita che fugge spegnerà presto.
    Non dimenticarmi ovunque sarai, io non ti dimenticherò ovunque sarò anche se resteremo per sempre fantasmi nella notte.

     
  • 09 novembre 2009
    Il vuoto di un pagliaccio

    Come comincia: Ti aspettiamo e ora che entri in scena, indossa la tua maschera, con quel grosso sorriso stampato sul viso ed il trucco che ormai fa parte di te. Nella voce e nei gesti, un po' mimo e un po' attore, sai far tacere il tuo cuore, t'illudi di tornare bambino, dimentichi in quegl'istanti la tua tristezza. Cadi, rialzati, ubriacati, balla, grida, scherza e noi saremo lì, a guardarti, a ridere, ad applaudirti: sei un attore e come tale devi essere trattato. Nessuno di noi in platea si domanderà chi sei, proprio nessuno si preoccuperà delle tue sofferenze, per noi sei solo un pagliaccio, una maschera e nulla più! Ci interessi per come appari, non per quello che sei. Quando le luci del palco si spegneranno, tu ti troverai solo con te stesso, come sempre del resto. E l’immagine tua vera riflessa, non potrà più far ridere. Non sarai in grado di mentire, e quel grosso sorriso si trasformerà in lacrima, una lacrima amara che scenderà sul tuo viso fino a scioglierne il trucco. Ti auguro, caro pagliaccio, che la tua vita sia come la scena, felice e divertente, e che tolta quella maschera, non ci sia più il vuoto.

     
  • 09 novembre 2009
    Marionette

    Come comincia: Cantavo il mio romantico sogno nella notte davanti al palcoscenico buio di un teatro dove piccole marionette allibite mi guardavano. Tutto intorno il vuoto più assoluto, non percepivo umana presenza all’infuori di quei ridicoli pupazzi colorati: “Solo noi possiamo comprenderti, sappiamo ascoltarti, abbandona gli umani e salta qui sul palco da noi” mi dissero in coro. Così feci e diventai burattino tra i burattini, rinunciai alla solitudine d’essere uomo, scelsi i colori, il teatro, le marionette, diventai uno di loro. Su quel palcoscenico recuperai la mia vera dimensione, mi ritrovai folle e disperato ma libero e felice.

     
  • 09 novembre 2009
    Storia d'un vecchio eremita

    Come comincia:

    Vivo quassù tra le montagne, rifugiandomi nel mio nido silenzioso, in un lungo e solitario esilio. Ho abbandonato il mondo con il suo grigiore per osservare felice i colori dell'arcobaleno ed ogni volta scoppio a piangere di gioia mentre la mia anima si purifica nella luce del sole.
    Non ho incubi che mi svegliano di soprassalto, non vedo più quei mille volti della gente pronti a sommergermi, è lo sguardo magico della natura che m'incanta e mi protegge nel buio come una madre schiude le ali sul suo piccolo.
    La scala dei miei giorni, di gradino in gradino, sta salendo sin lassù, per questo veglio paziente ogni alba che nasce, così giorno dopo giorno m'avvicino al cielo e non ho paura di volare via nell'ora del tramonto, so che rinascerò in primavera per non essere mai più solo.
    La morte mi aprirà le porte alla vita eterna e gli occhi della natura, che sono stati la luce della mia terrena esistenza, diverranno gli occhi di Dio lassù. Attendo la pace della sera per addormentarmi in un lungo sonno, stelle d'argento e cori di uccelli, porteranno lontano oltre le montagne l'eco della mia solitudine ed i miei sogni fragili saranno foglie verdi d'un albero solitario che la collera del vento non potrà mai spazzare.
    Un freddo e misterioso inverno, busserai alla mia porta frustata solo dal vento, e addentrandoti nel mio nido, troverai quel panno che mi asciugava il sudore, il bastone che aggrappava la mia fatica, una candela che non si consuma. E quando sarai al sicuro, rivivrai i ricordi di quello che sono stato, ammirerai la statua di quello che sono adesso.
    In un angolo buio, impolverato da tele, scoprirai il mio diario segreto, frammenti d'una vita mai vissuta, povera fuori, ricca dentro: Non bruciarlo ma fanne tesoro. E' la memoria che infrange i secoli e vince il silenzio dell'universo, il buio della morte.