username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Daniel Pennac

in archivio dal 26 nov 2003

01 dicembre 1944, Casablanca - Marocco

segni particolari:
Mio padre era un ufficiale delle colonie, quindi ho trascorso la mia infanzia tra Europa, Africa e Asia.

mi descrivo così:
Se sono tra i contemporanei francesi più famosi del mondo devo molto a Malaussene, il protagonista dei miei romanzi scritti con stile umoristico e surreale, con una lingua composita, fatta di neologismi e di parole ispirate all'argot.

01 agosto 2013 alle ore 18:22

Il paradiso degli orchi

di Daniel Pennac

editore: Feltrinelli

pagine: 202

prezzo: 5,63 €

Acquista `Il paradiso degli orchi`!Acquista!

Con questo libro faccio la mia prima scoperta personale di Daniel Pennac e la faccio in un'estate che si è lasciata desiderare. L'ho cominciato sotto l'ombrellone, quindi in pubblico, e ho sghignazzato senza pudore di fronte all'inaspettata penna cyranesca, astuta e rapida, che narra le avventure del Capro Espiatorio del Grande Magazzino Benjamin Malaussène.
In questo episodio, l'eroe è coinvolto in una serie inspiegabile di esplosioni nel Grande Magazzino, talmente inspiegabile che lui ne diventa il principale sospettato. Intorno alla vicenda ruotano, anche con un tocco di misticismo, i fratellini di Benjamin, dall'adorata Clara alla veggente Thérèse al furbo "Piccolo" Jeremy, alla molto incinta Louna, con piccoli omaggi testuali a Carlo Emilio Gadda ed Edgard Allan Poe.
La trama non è facile da sviluppare con leggerezza, perchè gli orchi del titolo sono una sorta di setta satanica che usa bambini per i suoi riti sacrificali: Pennac riesce a fare del suo protagonist auna voce gentile e "Santa", spettatrice di un mondo leggermente grottesco, che cerca di farsi strada verso la giustizia.

"Il bebè obeso posa su di me uno sguardo allegro come non mai. Ecco, tre giorni fa il mio reparto avrebbe venduto alla signora qui presente un frigorifero (...) che si è trasformato in inceneritore. E' un miracolo se questa mattina la signora non è stata bruciata viva aprendo la porta. (...) Il bebè mi guarda come se fossi la fonte di tutto. (...) Balbetto che, appunto, non capisco, i testi di controllo erano stati effettuati (...) Nello sguardo del moccioso, leggo con chiarezza che lo sterminatore dei piccoli di foca sono proprio io". (Daniel Pennac)

recensione di Cristina Mosca

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento