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Autore

Daniele Amadio

in archivio dal 18 dic 2011

Bassano del grappa

18 dicembre 2011 alle ore 20:30

Ultime pagine stinte (11)

Il racconto

L’interno dove siamo andati a stare è inspiegabilmente al IV° piano di una palazzina dall’intonaco caffellatte scrostato con un basamento bianco in pietre di fiume. L’idea è stata di Guido. E’ un po’ più lontano dalla facoltà, ma però costa niente: gonfiando un po’ le spese, da casa, ci si riesce a far mandare 50, 100 euro in più al mese; a pensarci a noi serviva solo un tetto, per squallido che sia va bene uguale.. ci mancano ancora due posti letto da riempire, mi stavo occupando dell’annuncio:

CASA / CERCASI GENTE

Io pensavo di non mettere il numero di telefono ma solo un orario e l’indirizzo… Beh Guido dice sempre che non son in grado di far certe cose…. Elisa ovviamente gli da spago: ci fosse Stefania approverebbe…

E alla fine visto?! è tornata pure Elisa alla fine. A Milano non resisteva più ha detto.“Cavolo mia madre era sclerata del tutto, no ma davvero a livelli… Non mi ha neache detto che ha chiamato Thomas, coiè ma ti rendi conto?! Non so dove vive quella donna…figurati se potevo restare là.. poi qui almeno ho trovato da fare lo stage…”

Porella non fatico a crederci.. eppoi credo che sotto sotto stia ancora sperando nell’arrivo di Thomas sul suo bianco destriero. Non è male scoprire ogni tanto di non essere l’unica scema che vive qua dentro…Comunque sia, dopo due settimane ci siamo dovuti ricredere un po’ su quel prezzo così vantaggioso. I termosifoni perdono acqua nerastra dalla guarnizioni, dagli scarichi sale persistente un odore di fogna a orari alterni, poi sono arrivati anche gli scarafaggi, all’alba ti salutano dal piatto della vasca…

L’altro giorno l’ho incrociata, Stefania, che usciva dalla biblioteca. Neanche mi sono avvicinata che quasi ho cominciato a vedere sgranato, le voci intorno andavano a scemare… Eppoi lei non sa ancora che sono tornata, ed è un mese ormai. Non che sia scema, sapevo benissimo che l’avrei rincontrata ma… quell’incontro era tutto nella mia testa e non doveva essere lì, così alla cazzo.. no! c’erano delle cose che erano giuste, e allora ho pensato ” No, non è lei, è come se non fosse lei”. Stava anche telefonando, probabilmente alla madre..

"Si, beh…non è che posso andare lì e dirgli ‘Ehi quanto tempo’ no?! cioè… Eppoi.. che cavolo…non ha mai usato il cellulare in vita sua, si, si è sua madre senz’altro altro, credo… e se non è.. No! Non voglio pensarci e non devo pensarci!! Ohh brava Alice.. così.. perché d’altronde che diritti ne avrei… cioè sono stata io ad andarmene e.. beh non è momento di nostalgie adesso, e fa caldo, fa caldo da morire e sono sudata, Dio perchè deve fare sempre così caldo.. e io guardami.. sfatta. Cazzo Alice.. come ci siamo ridotte?!? Non deve proprio vedermi adesso, no… non così, ora…perché devo dirle questo e quello.. oh cavolo è lei che deve.. beh non s’è mai fatta viva e ora chiama.. chi cazzo chiama?! Dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema, dio quanto mi sento scema… dio… via, via…Alice.. vai via!”

Ferrara è insopportabile d’estate; un fiume lento e fangoso la coccola d’ozio, tutto è come frastornato,inebetito da una coltre dolciastra che imbroglia gli spigoli delle cose… dei ricordi.

Ho una vecchia foto dell’estate scorsa appesa al muro difronte al letto: Io e Ste abbracciate al Parc Guel, sulla terrazza, quella sopra le colonne, con tutte le panchine sinuose. Qualche curva dietro di noi, sfuocati, Elisa e Thomas che si baciavano ridendo. Ora non ricordo chi ce l’ha scattata, credo un passante. Quando vivevamo assieme, io e Ste’, se ne stava in soggiorno sopra il divano e in realtà, era una sua creazione. Ci aveva lavorato per giorni col computer, per poi stamparla in un bianco e nero leggermente virato verso il freddo e incorniciata con un bel passpartout avorio e una cornice in legno scurissimo e grezzo… d’altronde ha sempre avuto gusto per queste cose… l’unica cosa che abbia mai rubato in vita mia…

“Alice, SELENIO!!! Si dice virato Selenio!!! Non te ne frega un cazzo di quello che faccio eh…”

E’ stata una bella vacanza quella. L’appartamento con le pareti rosse, le voltine catalane… oddio la paura che avevamo di usare un micronde. Thomas era terrorizzato dalla caparra lasciata al signor Armado e ci controllava di continuo:“Ma cè scritto di non usare le cose in metallo… sicure che si possono usare le vaschette in alluminio?”… davvero, mi manca anche lui.

Io non so se c’ho mai creduto alla felicità, non in quella assoluta,totalizzante, almeno: faccio fatica a credere che un po’ di tempo passato in allegria possano chiamarsi felicità… magari momenti felici ecco..

”Seee addirittura un ‘magari momenti felici’, oddioooo non ti starai sprecando troppo… guarda cheppoi mi faccio illusioni…”

Momenti felici, di quei giorni adesso, di quel cielo infinito sopra la terra rossastra della Catalogna, della sua voce... momenti rimasti

“Occhio Lei, la solita leopardiana del cazzo deve essere… ma va va….scema vien qua…”

“Eh si guada, ‘na gioia ahahahah. No, ehi, che fai, no no ferma..maa insommaaa…Ste’…ahah che cretina!!”

Comunque basta, basta davvero! Non è sempre il passato, perchè adesso le cose non vanno male, no di certo.Erano solo tempi diversi, altri noi, altre cose… diverse anche loro.

A Elisa ogni tanto ancora lo chiedo…

“Eli, vorrei tanto sapere che fine abbiamo fatto.. noi dico.. Eli, che fine abbiamo fatto?!?”

“Siamo qua… è Settembre, un Mercoledì, sono quasi le otto, abbiamo appuntamento fra mezz’ora e tu ancora devi farti una cavolo di doccia, ecco che fine abbiamo fatto!! Guarda cheppoi esco per i cazzi miei eh.. a piedi ci arrivi in centro, a piedi!!!”

“Ok ok… ricevuto eh…”

D’altronde a pensarci… è Mercoledì un po’ per tutti.. “ un dettaglioooo che ci rende uguali….”

A me è sempre piaciuto cantare sotto la doccia.

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