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Poesie di Diego Bello

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  • 30 luglio 2018 alle ore 17:26
    La pianta di basilico

    Ho conservato l'acqua
    e adesso irroro
    la pianta di basilico.
    Crepuscoli smeraldo
    sprizzi di cuore
    e il sole a sprazzi
    dentro la gola
    di terra nera e molle
    che beve aperta, oscena
    e io l'odore
    di vento
    sul mare. Rimane
    appeso l'orizzonte
    a un chiodo di nuvole.
    Tiene la pioggia ancora
    al lividore
    e poi disseta
    a morsi
    scroscia sul piano
    carezza velluto
    e tracima creste
    rosse di foga
    che ha scosso un brivido.
    Deserta
    e la spiaggia resta 
    respiro d'onde.

  • 04 aprile 2018 alle ore 16:35
    D'essere niente

    Vivo
    ora che ho perso
    tramonto d’occhi
    tristi – e l’ora s’appressa.
     
    Vivo
    nel vuoto di sospiri
    d’essere niente
    assenza.
     
    Vivo
    nel buio
    levigato
    da luce d’estasi.
     
    Vivo
    nel gelo privo
    di memoria
    dell’onda senza mare.
     
    Vivo
    di morte
    putrefazione
    del tuo bel fiore ambìto. 

  • 21 marzo 2018 alle ore 19:49
    La lettera

    E’ sul gradino grafia che sbava
    - lacrima di pioggia, breve.

    Il nome latita
    tra impronte piante.

    In piega un viottolo
    di righe incerte sul declivio.

    Curve di strascico, pallore
    fuori confine.

    Grido è il mio nome a voce che rantola:
    in cerchio il sangue spinge pugnali.

  • 19 marzo 2018 alle ore 20:30
    Il dono

    Sento i miei passi in casa
    come un suono che si perde
    dove 
    il sole si ripara.
    L’anima buia indovina
    sequenze di pagine.
    D’isola in isola
    vivo cornici
    di mogano liscio
    tocco l’impronta
    sul vetro, stringo
    la luce che mi placa
    di foglie dentro il nero.
    Sotto la rosa di velluto
    si schiude un fiore
    eterno che vi dono.

  • 19 marzo 2018 alle ore 20:28
    Sorriso di mimose

    Tinge l’aria 
    l’odore di limoni
    al mareggiare, pinnule
    e capolini
    e un sorso d’alito 
    nello scrollìo di fiabe.

    Trionfa il grembo
    che tutto l’anno tace
    sbiadita alle carezze l’ombra
    ritorna 
    su gote accese
    sorriso acerbo di mimose. 

  • 07 marzo 2018 alle ore 21:07
    Ove intaglia la notte

    Con te si sveglia a sfioro
    fioca di sorgive
    dentro le foglie l’ombra
    del parco.
     
    Nell’oro
    cunea i tuoi occhi il sole
    - anello riparo
    ove intaglia la notte.

  • 07 marzo 2018 alle ore 19:43
    Scendo le sponde

    Non ha mentore la luna
    che assurge al velo della notte
    e transita supina
    la resa al carcere, si sfuma in rune
    di stelle, supplice
    d’aperto stormo.
    Non sono uccello d’ali mozze
    fermo sul ramo o pinna che risale
    la corrente, né scoria nel dirupo.
    Scendo le sponde
    come un fiume che tintinna
    di sole la sua culla.

  • 03 marzo 2018 alle ore 13:05
    La luce della neve

    La luce della neve
    si fa sguardo di campi
    e di bosco.
    Squarcio nella mimesi
    della ridda d’orizzonte
    dirama confini
    consueti alla pupilla
    e ignoti di tregua.
    S'apre un virgulto
    come un cardine di lana
    in cielo di sbratto.

  • 21 febbraio 2018 alle ore 21:04
    Armistizio tardo

    Se durasse una notte in più l’inverno
    comparirei fra i morti
    di un armistizio tardo.
    A confondere la neve
    non più lo strillo d’un ranuncolo
    nella forgia dell’ostro:
    solo disfatta
    latente d’abbandono.

  • 14 febbraio 2018 alle ore 19:39
    Dove c'è un prato

    La terra al piede nudo
    presta mollezza e ghiaccio e zolle
    e dalla pressa scruto
    la polvere che esplode
    e cerca il vuoto
    come un nido.
    Sfioro dell’erba
    accanto a un fiore giallo su un tombino
    in respiro di fogna. Sbatte
    lo spigolo la palma
    e il sangue si raggruma.
    Chiodi sulle strisce
    e vetri acuminati
    sbuffi da mille suole, calci
    sul tendine affilato.
    Al rosso
    alzo lo sguardo in fondo
    e passo
    dove c’è un prato.

  • 14 febbraio 2018 alle ore 17:56
    Ossa di luna

    Sei cielo sopra il campo
    io arbusto d'artemisia
    sazio di vento, rido
    l'aratro che m'estirpa
    finché cadenza un soffio.
    Copri di notte un filamento
    d'ossa di luna.

  • 07 febbraio 2018 alle ore 19:02
    Memoria d'acanto

    Brucia cauto il tuo ardore
    come un verso nell’aria, in gola
    preme un senso di pioggia
    e la chioma si stira
    dentro l’acqua d’un bacio.
    Cauto il tuo ardore
    mi placa
    primeggia in memoria d’acanto
    al soffio di un ombra.

  • 22 gennaio 2018 alle ore 19:03
    Finto stupore

    Finto stupore d’oasi, quasi sdegno
    l’atto strillato senza verbo, a taglio alto 
    trasmesso in cavo, piatto il resoconto
    d’adolescenza cruda resa in pegno
    di rogna nella casba, dietro sogni 
    con limite di sporco e d’abulia.

    Ma l’ha mai visto un verso?
    Un colore? Un tenero contrasto?
    Lo stile terso
    di una croma sopra un tasto?

  • 22 gennaio 2018 alle ore 18:30
    Alberi spogli

    Come le attese spogli
    degli alberi a gennaio
    la mano imita cornici
    di sole. Oscilla rapida d’ardesie
    la rotta per le guance
    e il vento
    sciupa una parola
    umido e si frena.

     

  • 17 dicembre 2017 alle ore 18:35
    Epifania

    L’incedere separa
    il cielo dall’abisso.
    Negli occhi ti s’accorda
    l’universo, che stringe
    l’archetto sulle corde
    dell’aurora. L’adagio
    risuona il tuo sorriso
    nel vento di rugiada
    e il canto si fa coro
    d’iberide sul muro.

  • Non solo quiete d’estati antiche
    o verde nell’azzurro
    né a largo slarghi di mare scuro
    dove in eterno è l’affondare.

    Non il vagare al vento avvolto
    o il sale in faccia 
    né abbraccio d’acqua, rifugio nero
    - orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto.

    Non navi bianche al porto
    approdo a luci vive
    né sguardi verso l’Ellade 
    deviati dal timone.

    Ma quelle mille barche a traboccare
    il popolo più antico
    cacciato dalla terra al mare amico
    nell’Europa 
    dimentica, già allora
    secca di sangue d’anima.

    Ma quelle mille bocche tutte lorde
    illiri o non illiri - incerto ceppo -
    a terra occhi-Balcani
    quegli occhi neri su mani molle,
    e tre parole da mille antenne 
    torte di là dal mare, strozzate in gola.

    Barriera e sfogo, via-ponte-fuga
    - un mare madre che accoglie e mescola.
    Come la terra mia
    è un impeto mai pago
    misericordia memore
    d’unione primordiale.

     

  • 07 dicembre 2017 alle ore 18:05
    E adesso piove

    aprimi il fiore
    che esonda di rugiada e il giorno spinge
    in alto il sole
    sui petali, s’arresta
    l’affondo dentro nuvole
    e adesso piove

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:27
    Nei segreti del vento

    Ho visto disegnare la vita
    con un morso su un pezzo di pane
    affondare le grida
    dentro gli spazi offesi della crosta
    e poi una lacrima che asciuga
    nei segreti del vento.

  • 04 dicembre 2017 alle ore 20:26
    D'artiglio o d'ala

    S’accende il buio, pulsa
    di velluto, una lanterna al vento
    scintilla intermittente
    su rughe d’afa.
     
    Svanisce, si fa scia
    morde memoria
    e l’ancora alla gogna
    del tempo che è passato.
     
    Scavo la terra molle ove s’incava
    s’apre all’aratro, trema
    dell’umidore zolla
    e s’addormenta il seme nella culla.
     
    L’alba s’affonda come nebbia
    il corpo teme
    ché l’anima s’è persa
    dentro la scia.
     
    Ma non si ruba il petalo
    passito, corre
    le vene
    d’artiglio o d’ala.

  • 28 novembre 2017 alle ore 18:47
    Scienza d'alba

    La tenebra si nutre della luna
    ammanta voci, di lusinghe
    le persuade.
    Nell’aria persa
    un desertico abbaglio è solo l’eco
    di scienza d’alba.

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:59
    Verso un raggio d'ombra mossa

    Disperano alla nebbia
    le tracce dei baci del vento
    sulla memoria 
    di foglie vive. Il destino
    feroce naviga l’inverno
    a vele ammainate
    nella notte rovente.
    Su ogni rotta il muto orizzonte 
    e s'ostina solo scheggia di remo
    verso un raggio d’ombra mossa.

  • 25 novembre 2017 alle ore 11:57
    e poi uno schiaffo

    e poi uno schiaffo
    di sangue sulla neve-
    chiede perdono 

  • 20 novembre 2017 alle ore 21:11
    E non si vola

    Esistono finestre che hanno visto
    spargersi ogni cielo
    su slarghi di malessere 
    occhi incurvati
    a cogliere disastri
    da fessure di sole.
    Di notte si cammina senza cura
    dentro pozzanghere di bile
    stretti nelle galosce
    e non si vola.

  • 18 novembre 2017 alle ore 14:15
    Danza di stille

    Minuscole catene strette all’apice
    di polsi incisi ai palpiti dell’anima
    zampilla la fontana in grani d’acqua
    luce che gonfia l’aria come fiori.
    Scivola rapido un passo di gonna
    croste di ruggine in fughe di porfido
    di ieri ancora a lato sul patibolo
    saturo d’ami asfalto non si lava.
    Vedi il rumore d’ombra farsi vento
    che taglia ghiacce lacrime d’inverno
    sul piede a piaghe e non si volta più
    s’atterra sul pavé danza di stille.
    Dentro che stringe il tartaro la frolla
    muta del tempo e al sangue sferza il pungolo.

  • 09 novembre 2017 alle ore 18:55
    Preme la vita

    “…prima il dolore, poi la giustizia e infine il senso. Tutto il resto è caos.”
    Ian McEwan, Nel guscio
     
    Preme la vita
    da prima
    sente il mondo che annaspa
    dalla carne s’infetta.
    E preme
    dal suo guscio nell’acqua
    ché sta sempre più stretta,
    stanca
    d’esser parte che sente
    sciaguattare nel chimo.
    Nell’anelare
    d’imbrattarsi nel fango
    freme
    dentro madre assassina,
    sa di rose e veleno
    che condanna e che l’ama.
    Non si strozza alla cima
    non rinuncia a passare
    per lo stretto al dolore
    e al sapore dell’aria.