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Poesie di Diego Bello

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  • 30 agosto 2017 alle ore 21:42
    Settembre (Acrostico in tre haiku)

    stupore d’acini-
    entro pampini e rogge
    traluce l’alba
     
    tronfio di nettare
    eburneo sprizza al sole-
    mare di bacco
     
    bronzei s’asciugano
    resti d’amori d’aria-
    e presto è sera
     

  • 30 agosto 2017 alle ore 21:41
    A filo di molla

    Nel deserto d'un volo 
    - senza luce d'azzurro - 
    tendo passi 
    sullo squarcio del senso 
    a filo di molla.

    Vuol distrarre la luna 
    e abbracciare la notte
    l'occhio solo
    come sente del sole
    il bacio che brucia.

  • 30 agosto 2017 alle ore 21:39
    Con te ripasso

    L'impronta 
    sulla cenere 
    del tempo calpestato
    verso il buio 
    di mare acceso.

    Navigare 
    l'orma sola
    rotonda sulla sabbia 
    che attraverso e
    con te ripasso.

  • 17 agosto 2017 alle ore 9:55
    Rimbalzi

    lascerò aperta un'ampia crepa
    ché si bagni di luna
    intinta nel cristallo d'occhi tuoi
    che è mare che riposa.

  • 14 agosto 2017 alle ore 21:19
    Fosse noia mortale che s’appressa

    Fosse noia mortale che s’appressa
    all’ombra stanca di parole vuote
    da briciole di sole fugga – in dote
    all’occhio – e travi senza voce tessa.
    Cominci il sorgere d’inverno cupo
    verso uno stagno di speranza imbelle
    con quella rosa fragile di pelle
    chiara, scavato un solco in un dirupo.
    Sento alla fonte ancora che zampilla
    remoto il tuo sorriso che non sciupo
    e bruci tra le mani come stella
    che nella terra arsa più non brilla.
    Del proprio sangue si disseta il lupo
    e stringe l’osso dentro le budella.

  • 11 agosto 2017 alle ore 18:30
    Lo sguardo si riposa entro una cresta

    Lo sguardo si riposa entro una cresta
    in bagno d'aria, ove arde triste il pianto
    d’ultimo raggio torvo che ti desta
    e si nasconde. Sulla mano ranto-
    lo estatico di un cenno soffocato.
    Pulsano vene al collo perché s'oda 
    il tremito lontano -  un verso lato -
    come mozzata s'agita una coda.
    Di là s’attende in fremito la terra
    e frana che disciolga l’oasi al nulla.
    Ma tutto è lento andare e appena un fiato
    dichiara a lunga notte la sua guerra
    ogni legaccio sradica alla culla
    e dà sollievo al sangue del dannato.

     

  • 10 agosto 2017 alle ore 22:27
    Nell'ardere d'agosto

    Se un dubbio ancora
    non fosse spento
    su com’è fatto
    l’inferno che ci è imposto
    oggi s’è sciolto:
    è tutto asciutto
    non puoi più bere.
    Nell’ardere d’agosto
    ormai è dissolto 
    il liquido tormento 
    di non sapere:
    è giunta l’ora
    e questo è tutto.
    Ti resta un osso
    per rilassarti
    staccare il freno
    perché nessuno 
    può più salvarti
    da questo lutto
    né da te stesso
    che più non teme
    davanti a un fosso.
    Con luce mesta
    hai appreso come
    si può bruciare
    e respirare
    in quel dolore
    ancora pena.

  • 08 agosto 2017 alle ore 22:02
    Questo doversi dire sempre tutto

    Questo doversi dire sempre “tutto
    bene” se ci s’incontra presuppone
    norma esitante e che sia proprio il lutto
    a esprimere tendenza nell’azione.
    Quel bene è un picco in cima eppure ha il fondo
    ricco di limo - vecchio sotto sale -
    è auspicio instabile di specchio al mondo
    sporto nel vuoto a tangere un crinale.
    Questo ci lascia amore quando tace
    curva anelastica, più orizzontale
    del mare senza anelito, la pace
    che non minaccia più castigo o male
    l’indifferenza a un fiore o alla vorace
    malizia d’un virgulto che ci assale.

  • 07 agosto 2017 alle ore 19:40
    L'incendio

    l'aria avvampa, arroventa
    sembra soffiare un vento di scintille
    che ammanta: imminente
    l'incendio
    del mondo che s'arrende

  • 07 agosto 2017 alle ore 19:35
    In terra che divora

    Non implicare te in questa piena
    perché non si centuplichi lo squarcio
    vorrei: non penetri la daga al gorgo
    fino al plesso. Difesa tua dimora
    empio di lacrime il fossato a sgorgo
    distraggo il sangue della lama – marcio.
    Nel materiale torcersi la pena
    carezza eterna in terra che divora.

  • 02 agosto 2017 alle ore 23:13
    Agosto (acrostico in due haiku)

    ansito immobile-
    gogna al lume di stelle
    orfane d’ombra
     
    sorso di roccia-
    trema sulla risacca
    orma di luna
     

  • 02 agosto 2017 alle ore 10:51
    Quartier generale

    Quell'ampio dirupo sull'argine
    di cava è il quartier generale
    - intorno a ogni pietra la terra.
    Fragore: muto alzo lo scettro 
    e resto - raccolto sul palmo -
    connesso allo scranno che frana.
    Al buio lavato di luna 
    s'inerpica un tremulo corso:
    scintille sull’acqua, nel sorso 
    la pace dell'occhio di cruna.

  • 31 luglio 2017 alle ore 21:18
    Agosto (in acrostico)

    Agognato, agognato tempo d’ozio!
    Governi attese di stagioni vuote.
    Odora l’aria d’afa e rinnovato
    Spigo d’accesa luce. Il bianco
    Tramonto asciuga
    Onde lente di crome, e brilla il sale.
     

  • 28 luglio 2017 alle ore 19:01
    Vocazione

    Indico il volto
    dell’innocenza
    ove è affluenza...
    di luce. Ascolto

    pallido fiore
    di pudicizia.
    Vita ne vizia
    l’innato ardore.

    Grazia corrotta
    - segno di rotta –
    ora indelebile.

    Mente che scotta
    nel tempio lotta
    non si fa flebile.

  • 20 luglio 2017 alle ore 21:24
    Oggi ho rubato un po’ di sole al mondo

    Oggi ho rubato un po’ di sole al mondo
    lo tengo in un malloppo che ho coperto
    e infiora sulla pelle rubicondo.
     
    Ho colto anche gli effetti del deserto
    intenso azzurro in cielo giusto al fondo
    curioso come l’ape in fiore aperto.
     
    Sul mare dubito: guardarlo a tondo
    o immergermi nel gelo al piede inferto?
    Mi stringo attorno all’attimo giocondo.

  • 20 luglio 2017 alle ore 18:46
    Si marcia sulle spine

    Si marcia sulle spine
    in penombra, si sogna
    e sembra aderga infine
    lontano dalla gogna

    l'alito. Sotto aratro
    non geme più la carne.
    È sciolto in solco l'atro
    grumo - al fondo - per farne

    caglio. La terra il seme
    in tremito allo strazio
    rivolta, ché non teme

    freno d'argine. Spazio
    dirupa e al vento freme
    del grembo il fiore sazio.
     

  • 15 luglio 2017 alle ore 13:15
    Dov'aquila non vola

    Sei come l’osso saturo
    della ciliegia dentro
    la polpa che s’ammolla
    dissoni note al centro
    di spazio che non crolla.

    Avello si fa nitido
    e addensa sul detrito
    anelito di strina
    ma s’arrovella il dito
    al tatto che s’incrina.

    Alla tua fonte arida
    perennemente pietra
    si graffia la mia guancia
    nel precipizio arretra
    a bugna poi s’aggancia

    e pencola ch’è lacera
    a un metro dalla terra
    dov’aquila non vola
    - un refolo si serra
    all’uscio della gola.

  • 11 luglio 2017 alle ore 23:02
    L'Assenza

    Dal fiore d’osso in gocce d’aria 
    sfioro il profilo denso 
    stordito 
    annuso pianto 
    che vento asciuga. 
    Ma ripervade 
    un trìlogo di spine in squarcio 
    dal petto e irrora. 
    Àncora pregna 
    riposa in bassa 
    marea d’effluvio 
    assenza 
    di tuberosa 
    di te 
    mia sposa essenza.

  • 09 luglio 2017 alle ore 8:43
    Tramonto sul mare (haiku)

    tira su l'ancora 
    di luce il giorno e salpa-
    verso la sera

  • 09 luglio 2017 alle ore 8:41
    Luglio (acrostico in due haiku)

    lungo lo sguardo-
    un inciampo di biche 
    grame di sorgo

    la noce è piena e 
    in semina il rapuglio-
    ode alle more

  • 08 luglio 2017 alle ore 18:27
    Minùtolo di Villa Agreste

    da spargoli racemi
    di viti d'Itria
    in terra rossa che respira mare
    e come il muro
    secco di pietra al sorso
    per gli occhi puro
    sole sul grano
     

  • 08 luglio 2017 alle ore 18:25
    Come un sorriso

    Come un sorriso anche lo sguardo d’un
    seno incontro al perso tuo andare verso
    chissà, d’un passo o della scia d’un fianco
    lo svelo e l’attimo che sembri eterno.
     
    Come un sorriso anche sul viso mano
    ch’asciughi lacrima d’un bimbo in pianto
    raggio che saldi vene e polsi, rughe
    d’estate, un’altra insieme e sembri eterno.

  • 02 luglio 2017 alle ore 7:16
    Tu

    essere
    io
    in te
    ché tu
    sia tutto
    sentire
    dentro
    te
    e niente
    attorno

  • 01 luglio 2017 alle ore 8:56
    Luglio (in acrostico)

    Lento alle fronde scavi
    urla di passi fra
    gronde di grani.
    L’urto alla sete
    insinua
    oboli d’ombra.

  • 30 giugno 2017 alle ore 20:30
    La vostra notte ha un soprassalto

    La vostra notte ha un soprassalto dopo
    regali d’ansia e spine trapiantate
    nel fianco, spinte e risospinte a scopo
    d’uno stupore crudo. Ostili fate

    inaridire inchiostro ché il fondale
    è ruvido alla verga. Grani d’oro
    nel solco liquido scagliate a pale
    per valli, e salto senza presa coro

    di stecchi germina in stridore al gelo.
    Dentro la carne restano saldate
    spine d’innesto – ovunque seme vivo

    da un fiore nella gora. Senza velo
    il transito funereo come rate (1)
    di rami decomposta nell'abbrivo.

    (1) zattera