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Autore

Diego Bello

in archivio dal 25 feb 2017

23 novembre 1960, Brindisi - Italia

27 novembre alle ore 9:44

Nel lago senza vento

Intro: Frammento scritto per la giornata mondiale contro la violenza di genere. Avevo già scritto un pezzo analogo nell’aprile del 2018, pubblicato su Aphorism con il titolo Flàmmeum violato. I due frammenti possono considerarsi simmetrici (Nel lago senza vento è la voce del carnefice, Flàmmeum violato è quella della vittima). La disperazione senza fine

Il racconto

Si allarga sempre più la macchia rossa, l’enorme lago senza vento. E tu eri il mio riparo, la mia brezza, dentro il midollo, ai timpani affilati. Mi dava il palpito l’afa rafferma e l’ardere della mia carne al vuoto. Ero un gheriglio trito in vortice di spine, privo dell’aria. E tu foglia che plana su altra sponda, tu mi eri inverno ormai, di pioggia che non cade.
Strappata poi la stipola dal fusto, giaci rigonfia d'acqua inerte, in trappola. Non tremi più sulla mia pelle. Così il mio volto è calce su una spatola, non trova specchio alcuno, è niente, come il perdono che non posso chiedere. Ti ho spinto al nulla, lì sulla lama, in quella notte che continua dentro, con me nel buio senza fine.

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