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Recensioni di Dulcinea Annamaria Pecoraro

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Dulcinea Annamaria Pecoraro

  • Una danza coinvolgente, sia stilisticamente che emotivamente, di quartine  e terzine. Un percorso “distico ed arioso”, tra gli spazi e nelle insenature più profonde e remote di noi stessi. Attraverso l’apparenza e la verità, che fanno “precipitare lo sguardo sulla dorsale del volo”. Districandosi, nelle stagioni fredde, e nelle ombre dei dubbi, che umani percuotono, e fanno battere “da palpito a palpito”. Abilmente, Adriana Gloria Marigo,  incide con la penna i “chiaroscuri” dei pensieri. Da protagonista viva, “lamina l’orizzonte”, mostrando l’identità ed il sapore naturale, creando “analogie e volizioni”; graffiando, ardendo, incontrando e scontrandosi con il fragile cuore: corolla di spine, di follia, di metamorfosi, di destino. Un cammino intriso d’attesa, d’esperienza, di crescita magistrale di sensi. Una vocazione incalzante,quella di Adriana, che fa vibrare, aprendo porte ed “implodendo gli occhi”. Un tocco di conoscenza e coscienza; eco di indelebili sensazioni, che solo la bellezza della poesia, sa donare e perdonare. Giungendo, dove la clessidra non gioca più con la gravità, ed “impera solo l’essenziale curvatura del cielo”, con la sua autenticità.

    [... continua]

  • La poetica di Rita Pacilio è un’esaltazione di movimento, calore, corpo che con pudore e passione,“spalma il senso del vero e del niente”, mostrando tra gli endecasillabi e terzine “ il battito lento e struggente del suo cuore, e le pieghe a battere i colpi mortali della voglia”. Un cammino che abbraccia l’umana essenza, aprendo gli occhi ed ascoltando i sensi.

    “Guardo la terra dei tuoi occhi
    dove abitano le piante nude
    che i passi certi hanno smarrito.”

    divenendo metafora di natura “sei acqua e vento” e “ bisogno dei sassi suoi e del suo tormento..”

    Gioco di parole che scruta nell’ animo e fruga tra assonanze e sillabe, tra quartine, terzine e liberi versi, donando potenza alla lirica di Rita, facendola diventare musica.

    ”Esserti una canzone da morta
    cogliermi note lungo le coste
    dichiararti la guerra o l’amore
    pregare squali di non farmi male.”

    Intime emozioni concesse; puntellando e cucendo, posando “rosari divini” e “disubbidendo al dolore e al seme amaro del mattino” che la quotidianità porta.
    La Pacilio, diventa “ seno che guarda il mondo” e costruisce mattoni di speranza, oltre l’ ”imbroglio di nervi trasudati dove con i dadi gioca la sorte”.  Messaggio  che si apre e ritmo che incanta ed incalza.
    Giri eroici di penna, che attraversano l’ interiorità, scavando nel passato ed affrontando la paura, fidandosi con un sorriso di un oggi che bussa:

    ”Se un semplice sorriso bastasse
    a guarirmi dal fragore del vuoto
    scomparirei dalla traccia di me
    come roba stantia del cervello.”

    Arazzo di emozioni, che parlano alla coscienza del lettore, entrando nelle vene divenendo connubio di spirito e corpo:

    “Abito due case
    quando chiudo gli occhi e non esisto.
    Una è verso il porto e il vento
    per scostare le costole del mare.
    Una è poco distante da te”

    Percorso denso di immagini, tra ossimori ed allegoriche descrizioni.

    “Alito doglie di un altro parto
    arriverà l’estate da quel giorno:
    sono io la figlia piccola che avrai.

    Arrivando così, alla seconda parte “ Nelle mie vende un falò”, dove si manifesta un equilibrio e determinata consapevolezza di ciò che fa parte del ciclo della vita.

    Ritrovo il respiro dell’anima
    nei baci assetati
    e maledico nettare e pene.

    Maturazione stilistica dove le terzine hanno preso posto alle quartine, liberandosi in prosa, descrivendo l’identità dell’essere Poeta. Saggezza che coraggiosa si apre, spiazzando i paradossi e tra promesse future, cresce come “ piantina di vetro”, mostrando luce e fuoco, “con labbra rosa” e respirando i “passi in corsa”.
    Cronaca femminile, viaggio teatralizzato in punti, tra il misticismo ed il mistero, erotizzando anche il proprio “ io ”, Rita Pacilio, offre al lettore tematiche contemporanee da lasciare a bocca aperta e con il fiato sospeso.

    [... continua]

  • “Chi si vuol bene lascia tracce insieme sul foglio rovinato della vita. In un abbraccio di  Amicizia”.
    Trasmettere emozioni è un compito così arduo che rende difficile carpirne la vera essenza se non si è sensibilmente predisposti. Se non si è accompagnati da giorni sottolineati di vissuto e perciò resi integranti da attimi di noi. La poesia  è  un grande aiuto.
    Il cuore detta le parole che l’anima sussurra ed impregna le mani di terra, di mare, di sabbia, di suoni, profumi, colori, scie di lacrime e di pensieri, di piaceri, sapori che sanno far volare, dando anche modo di toccare le stelle, stando sempre ancorati al terreno.
    In un mondo che scotta parla, soffia e sente i messaggi, che senza limiti viaggiano e  percorrono i chilometri.
    Ricerca di calore, di ventre, di desideri, di quel possesso materno che accarezza e prende per mano, facendo crescere e aiutando senza pretese.
    Lasciando linee e attese che il tempo scandisce e ferma con lo sguardo attento, nel dare poi risposte presenti nel giorno del domani.

    Conoscere i nomi di chi ci accompagna è una grande scoperta quotidiana, che attraversa strade ripide e non prive di dolore. Rincorrendo gli orizzonti, abbracciando il cielo, solcando  sorrisi, baciando terre umide, attraversando l’Africa silenziosa e povera di amore. Trovando in essa anche la forza di donare gemme di luce, oltre l’indifferenza del gelo di sguardi pietosi.
    Un sottile foglio che con Donata, diventa condivisione di libertà, di energia, di misteri, di orme, di giochi, di cammini, di speranze; le stesse vie di partenza verso la raccolta di felicità, raccogliendo i frutti maturi in canti di vita.

    [... continua]

  • La Poesia di Elena Leica è una vera e propria storia di vita. Un percorso insolito e miracoloso, fatto di magiche previsioni e disegnato da un fortunato futuro che supera la sofferenza con il sorriso della saggezza.
    Parole che non restano ferme, ma sono tatuaggi sulla pelle e rafforzano tangibilmente con caparbietà l'Anima Ribelle di una donna dalla grande sensibilità.
    Elena è nata in carrozza ed il suo destino, l'accompagna, consapevole delle lotte, delle salite, delle numerose guerre da affrontare. Ma senza perdersi, s'arma di “penna” e graffia, con  immensa potenza espressiva, regalando perle.
    Riesce a scatenare istinti e fantasie sensuali, mai volgari, cercando instancabile il nutrimento nella poesia, che non ha paura di spogliare il cuore dalle maschere dell'apparenza.
    La Leica, trasporta da sola le valigie i sogni, sigillando attimi, ubriacandosi/ci di colori ed innamorandosi, nonostante i silenzi del tempo, che lasciano spesso spiazzati.
    “Palpiti di passione/ appoggiati sulle labbra/ ...nell'estasi di poesia scritta con il mio respiro/ sul tuo cuore”. Un cuore che è “imbranato”, “che fruga nelle speranze/ leggendo le lettere/ le frasi/ le preghiere/ macinando ogni pensiero/ sfinendo la mente.”
    Un'esplosione di “frammenti” interiori che Elena Leica, minuziosamente dettaglia e come una piuma, accarezza  e solletica, scivolando dentro, senza presunzione.
    Filtra e soffia a piedi nudi, con labbra estasiate di profumo d'Amore e con gli “occhi di luna brillanti”, lasciandoci “gocce  di memoria sciolte in pagine di storia nei resti di un'anima viaggiante sulle strade della Dea madre.”

    [... continua]

  • Nessuno conosce il proprio futuro e quello che il presente ci aspetta è un misterioso quotidiano percorso che muove le nostre vite ed intreccia quelle di chi ci affianca.
    Giada,  la protagonista, ne è il chiaro esempio, insieme con Clara, Jacopo, la Sig.ra Lulli, Simone. Storie parallele che con scaltrezza e sagacia le mani di Lorenzo e Sandra descrivono con grande maestria, alternando con suspense dal  noir al fine erotismo.
    La naturalezza dei dettagliati fili donano fluidità al romanzo. Anche i luoghi (Firenze-Roma), assumono la loro importanza, e come un quadro, fanno da cornice agli eventi.
    Un thriller dal lieto fine, che colloca tutti i pezzi del puzzle al loro posto, accompagnando il lettore alla scoperta del grande finale: "L’amore è fatto da tante sfumature, aspetti e componenti, siamo ancora in tempo a recuperare il nostro rapporto, se vogliamo".
    Il ritorno,  affronta temi attuali come il divorzio con la protagonista Rebecca,  le incertezze e la ricostruzione di una nuova vita ed identità. Crucci giornalieri e la fatica di rimettersi in gioco, senza sentirsi in competizione con le mode e con un'altra età. Rinunciando anche alla gioia della maternità, ed abbandonata poi dal marito Fabio per una donna più giovane.
    Luoghi che profumano di sapori caldi, di mare,di Ancona, Ischia, Napoli, Roma,  di quella di velluto a Senigallia e quelle decisamente più pittoresche e romantiche di Sirolo, ai piedi del Monte Conero.
    Tra ricordi e tradizione, progetti e  voglia di continuare a  guardare la vita  a testa alta, oltre le difficoltà. Tra uno scorcio alle colline di Fiesole, ed uno costruendo una nuova pagina del presente. Sorridendo al domani scoprendosi sempre Nuovi d’Emozioni come Alberto ed Eva, di fronte all’Amore che bussa. Sempre  più forti quando la malattia coglie inspiegabilmente, nonostante tutto.

    [... continua]

  • Nessuno conosce il proprio futuro e quello che il presente ci aspetta è un misterioso quotidiano percorso che muove le nostre vite ed intreccia quelle di chi ci affianca.
    Giada,  la protagonista, ne è il chiaro esempio, insieme con Clara, Jacopo, la Sig.ra Lulli, Simone. Storie parallele che con scaltrezza e sagacia le mani di Lorenzo e Sandra descrivono con grande maestria, alternando con suspense dal  noir al fine erotismo.
    La naturalezza dei dettagliati fili donano fluidità al romanzo. Anche i luoghi (Firenze-Roma), assumono la loro importanza, e come un quadro, fanno da cornice agli eventi.
    Un thriller dal lieto fine, che colloca tutti i pezzi del puzzle al loro posto, accompagnando il lettore alla scoperta del grande finale: "L’amore è fatto da tante sfumature, aspetti e componenti, siamo ancora in tempo a recuperare il nostro rapporto, se vogliamo".
    Il ritorno,  affronta temi attuali come il divorzio con la protagonista Rebecca,  le incertezze e la ricostruzione di una nuova vita ed identità. Crucci giornalieri e la fatica di rimettersi in gioco, senza sentirsi in competizione con le mode e con un'altra età. Rinunciando anche alla gioia della maternità, ed abbandonata poi dal marito Fabio per una donna più giovane.
    Luoghi che profumano di sapori caldi, di mare,di Ancona, Ischia, Napoli, Roma,  di quella di velluto a Senigallia e quelle decisamente più pittoresche e romantiche di Sirolo, ai piedi del Monte Conero.
    Tra ricordi e tradizione, progetti e  voglia di continuare a  guardare la vita  a testa alta, oltre le difficoltà. Tra uno scorcio alle colline di Fiesole, ed uno costruendo una nuova pagina del presente. Sorridendo al domani scoprendosi sempre Nuovi d’Emozioni come Alberto ed Eva, di fronte all’Amore che bussa. Sempre  più forti quando la malattia coglie inspiegabilmente, nonostante tutto.

    [... continua]

  • Phoetica (= poesia ed arte visiva) è la collana a cui appartiene questa silloge:  “Gli attimi, il puzzle di vita” di Antonella Ronzulli, connubio che dona, in tutta la sua dirompente forza, il  coraggio d’essere testimone concreta dell’arte.
    La bellezza della condivisione di valori che armonizza e lega mani e lingue diverse, rendendo universale la voce della scrittura, costruendo mattoni di speranza e rocce che su cui appoggiarsi e trovare nutrimento per l’Anima.
    Umiltà,  fragilità, intervalli di momenti magici che fanno dei sogni, la fotografia di momenti realizzabili e pienamente vissuti, lasciando al lettore, l’immaginazione di poterli fare propri, immedesimandosi, o farli echeggiare nel silenzio.
    “Corde sfiorate”, che non pretendono, ma si fanno spazio e danno forma, respirando tra le pagine. Gocciolano Emozioni; ” tra scrosci d’applausi”, per poi volare ad ali spiegate, in un cielo di stelle fatto di imperfezioni e di voglia di lottare contro le maschere quotidiane dell’ipocrisia. Un ritorno alle origini all’essere;  essenza che si fa bambino in carezze che “svelano il mondo a piccoli occhi curiosi” e lasciano e lanciano quel messaggio di “ Dialogo”, che non chimerizza il Tutto. Senso in  questa umana e spesso troppo “consumata” esistenza, per potersi meravigliare e colorare le “aritmie dei cuori”, scandagliando anche in quelli più provati e “malati” di bisogno di verità e di Amore. Pensieri melodiosi, che Antonella proietta in canto, e disegna un Orizzonte con femminile sagacia. Positività che trascende,  e si fa breccia nel buio della paura, accendendo la luce in un domani di sole, comprendendo il “ viaggio” misterioso, in cui ognuno di noi è chiamato ad essere protagonista sensibile. Poesia  che non giace sopita, ma che fa destare e diventa monito di realtà, condannando le subdole smanie di arrivismo, di rivalsa, di smarrimento, di lacrime versate per “deplorevoli impulsi di ira e vendetta”. “Uragano”, che usa la penna di poeta, facendosi segno ed orma “ribelle”, ma in continuo movimento, seguendo l’impulso e solcando “i flutti d’imponente oceano/un’ancora in quell’isola anelata”. Artista che non spegne il sorriso, che abbraccia il dolore per rinascere con esso, più ricca e più “ semplicemente” donna.
    “Non riconosco confini, sono cittadina del mondo”; ed è in questo infinito che la poetessa Antonella Ronzulli, complice con la scrittura, con la lettura, regala attimi che non si disperdono nella notte o al chiarore della luna, ma cantano, per ogni nuvola del cielo, poesia indelebile.

    [... continua]

  • Respirando Vita con Vita, cogliendo lungo il cammino frammenti che a regola d'arte e con grande maestria Silvana Stremiz, riesce a dare senso e valore.

    Carezze, sorrisi, emozioni, che si mescolano come un cocktail di passione, amore, anima e con le lacrime ed i dolori che fanno crescere ed insegnano a mitigare anche la rabbia e la delusione. Alunna e maestra, bambina e donna, figlia e madre, tutto della stessa figura che dona e raccoglie e gusta, che mastica e sputa anche le difficoltà dell'essere nata. La musicalità che scorre tra le parole di Silvana, delinea, il suo volere assaporare e sentire scorrere dentro anno dopo anno, luci ed ombre che battono dentro il cuore e senza paura, oltre tutto gridare al mondo l'umanità che ci rende parti ed artefici del nostro destino.

    La ricerca della felicità, che è l'insieme degli attimi che animano le attese e delle troppe risposte che solo nel tempo e col tempo, trovano la giusta collocazione.

    Un percorso, che ci rende protagonisti, di ogni singolo respiro e che arriva bene al suo obiettivo, al fine e non alla fine del più grande Miracolo divino: La Vita.

    [... continua]